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Quasi in sordina dal Ministero, eccolo il WiMAX italiano:

La gara prevede l’assegnazione dei diritti d’uso di 35 licenze, che avranno una durata di 15 anni e saranno rinnovabili, ma non cedibili a terzi senza un’autorizzazione ministeriale. La procedura stabilita implica il rilascio di tre licenze delle frequenze disponibili nella banda 3.4-3.6 Ghz, ciascuna di ampiezza pari a 2 x 21 Mhz. Due di queste licenze saranno assegnate a 7 macro-aree, per un totale quindi di 14. Le aree saranno così identificate:- Lombardia, Provincia di Bolzano, Provincia di Trento;- Valle D’Aosta, Piemonte, Liguria e Toscana;- Friuli Venezia Giulia, Veneto, Emilia Romagna, Marche;- Umbria, Lazio, Abruzzo e Molise;- Campania, Puglia, Basilicata, Calabria;- Sicilia;- Sardegna.”Ad uno stesso soggetto – spiega il ministero – può essere assegnato un solo diritto d’uso per macroregione”. Questo non esclude, dunque, che un operatore possa vedersi assegnare una licenza per ogni macro-area in cui è presente. Una terza licenza sarà invece assegnata “a dimensione regionale”, in via prioritaria ad organizzazioni non dotate di licenze per l’UMTS. Saranno dunque 21, una per ogni regione, con l’eccezione del Trentino Alto-Adige, che se ne vedrà assegnare due (una per la provincia di Bolzano e una per quella di Trento). La base d’asta complessiva sarà di 45 milioni di euro.

Ed ecco come prevedibile le prime critiche: qui le contestazioni di AntiDigitalDivide