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[Questa pagina è un archivio della pagina antispam che ho creato attorno al 2000 per combattere l’invio di materiale pubblicitario non sollecitato via mail, vincendo primo in Europa un ricorso al garante per la protezione dei dai personali. Il “vecchio” sito antispam, non più aggiornato, sarà messo on line come archivio storico prossimamente]

La battaglia contro lo spam e’ da sempre al centro dell’attenzione degli amministratori di sistema, dei provider, degli utenti Internet, dei governi nazionali e , in buona sostanza, di chiunque ha a cuore il buon funzionamento del sistema Internet. Lo spam e’ spreco di risorse, tempo, denaro, banda: con l’obiettivo di eliminarlo, decine di persone in ogni parte del mondo spendono parte del loro tempo studiando le mail di spam, segnalandole alle Autorita’ competenti, creando e gestendo black list che rendono inutilizzabili i domini degli spammer.

Negli anni, le tecniche per combattere lo spam si sono affinate, cosi’ come sono migliorati i sistemi che gli spammer utilizzano per inondare le caselle di posta elettronica di ignari utenti con KB di materiale non sollecitato. Programmi antispam, filtri, blacklist, abusedesk e pressioni politiche: sino ad oggi, i metodi comuni per la segnalazione di una mail contenente spam sono stati questi.Questi metodi, efficaci solo se esiste la collaborazione dei provider, permettono di impedire agli spammer ulteriori abusi. Non e’ pero’ raro che un dominio chiuso per spamming rinasca dopo qualche minuto, ospitato da un nuovo provider. Le segnalazioni, in buona sostanza, danno fastidio allo spammer, ma spesso non sono in grado di bloccare chi davvero ha deciso di basare la propria attivita’ commerciale sullo spam.

Con l’avvento nel 1996 della legge sulla protezione dei dati personali e del decreto legislativo che regola la pubblicita’ a distanza, che sono stati sostituiti dal 1 gennaio 2004 dal nuovo codice in materia di protezione dei dati personali (G.U. 29 luglio 2003, Serie generale n. 174, Supplemento ordinario n. 123/L: decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196), l’Italia ha concesso agli utenti della rete due ulteriori strumenti di difesa dallo spam. La novita’ vera dell’approccio alternativo nella battaglia allo spam e’ il coinvolgimento del lato economico: il metodo ha come obiettivo una sentenza che, in tempi brevi, causi danni economici rilevanti agli spammer, senza richiedere sforzi economici rilevanti per chi combatte lo spam.