Open innovation per le assicurazioni

Il tema è centrale: come applicare algoritmi ai dati per arrivare a modelli di predictive insurance? Non è facile, ma è la sfida che lancia l’Open-F@b Call4Ideas , il contest internazionale che premierà le tre idee più innovative su salute, famiglia, casa e mobilità.

Dedicato a start-up, technology provider, professionisti, sviluppatori e studenti, promosso da BNP Paribas Cardif, in collaborazione con InsuranceUp.it, il portale in Italia dedicato all’innovazione digitale nel settore assicurativo, la call for ideas porta l’open innovation nel mondo assicurativo cercando di intercettare idee innovative da applicare ai prodotti assicurativi di BNP Paribas.

Secondo un’analisi di BNP Paribas Cardif , la polizza Habit@t che utilizza strumenti telematici riduce del 20% la frequenza di sinistri (perdite d’acqua, incendi, ecc.), abbassa del 15% il costo medio dei sinistri collegati ai danni e aumenta l’utilizzo da parte dei clienti di servizi legati alla polizza.

Un’esperienza positiva che può essere replicata in altri settori, come quello della salute, dove la spesa sanitaria privata degli italiani nel 2016 ha toccato i 37 miliardi di euro (dati Istat). Una cifra record che potrebbe essere notevolmente ridotta grazie all’avvento della Smart Health Insurance, attraverso l’utilizzo di Wearable device e servizi integrati di assistenza che consentono il monitoraggio costante dello stato di salute e la prevenzione di malattie.

Sulla stessa linea il settore Motor, dove i dati del rapporto ACI-Istat rilevano che i costi sociali generati nel 2016 dai 175.791 incidenti stradali con lesioni a persone hanno raggiunto i 17 miliardi di euro.

Qui l’utilizzo di sistemi di rilevazione telematica, come le black box, ha già generato un calo della frequenza dei sinistri. Secondo l’ultimo rapporto ANIA, la riduzione di sinistrosità tra il 2012 e il 2015 è stata per i veicoli dotati di scatola nera quasi doppia di quella registrata dai veicoli senza alcun dispositivo (-14,3% vs -7,7%).

Alla base di tutto la piattaforma di analisi dati, il vero cuore del sistema: raccogliere, analizzare, utilizzare i dati richiede una piattaforma robusta, sicura e soprattutto aperta, con la capacità di integrare velocemente nuovi servizi (spesso ideati da startup). Perchè in fondo anche il miglior alogoritmo di intelligenza artificiale se non ha dati di buona qualità in entrata non potrà mai produrre buone decisioni in uscita…

Mobike sbarca a Milano, tra dubbi e speranze

Dopo il lancio fiorentino delle scorse settimane (con qualche centinaio di bici, che dovrebbero diventare 4mila entro fine anno e 8mila nel 2018) e’ partito a Milano il servizio di Mobike, societa’ cinese da poco sbarcata nel Belpaese.

Si tratta di un bike sharing free floating, ovvero a flusso libero dove non esistono punti fissi di presa e riconsegna del mezzo:si prenota con l’app, che localizza la bici grazie al GPS, si raggiunge la bici entro 15 minuti, si inquadra un QR code con lo smartphone per sbloccarla, si parcheggia e si termina il noleggio in modo che la bici torni disponibile e il lucchetto la blocchi.

Attenzione a dove la lasciate, pero’: il velocipede (cosi’ lo definisce il Codice della Strada) va parcheggiato secondo le regole del Codice per non incorrere in multe (e decurtazione punti Mobike di cui spieghero’ dopo). Giusto per ricordarlo, il Codice attuale vieta di lasciare la bici sul marciapiede a meno di apposita segnaletica, anche se molti movimenti pro-bici stanno chiedendo modifiche al Codice per permettere una maggiiore liberta’ di parcheggio. I Comuni nei regolamenti possono derogare e stabilire modalita’ (o divieti) aggiuntivi, per cui controllate cosa prevede il vostro comune. Quello di Milano, a meno di sviste, prevede parcheggio in strada o rastrelliere, non sui marciapiedi. Nei cortili ovviamente si puo’ ma non nel caso di Mobike, perche’ lo vieta il regolamento del servizio stesso.

Le bici non sembrano comodissime (ad esempio ruota piena anti-foratura e assenza di cambio che rende la partenza un po’ meno facile e limitano la velocita’ a 10-12 km/h una volta che si pedala a regime), son dotate di GPS e connettivita’, ogni pezzo e’ marchiato  brevettato per funzionare solo con le bici Mobike, in modo da scoraggiare i furti. Qui un video che racconta in dettaglio come funziona.

I prezzi?  30 cent ogni mezz’ora  o frazione (se la usate 10 minuti pagate comunque 30 cent), sempre che siate sopra gli 80 punti altrimenti il costo diventa addirittura 20 euro per ogni 30 minuti o frazione.Un sistema di “refer a friend” (porta un amico) permette di segnalare amici dando loro un codice e, una volte che i segnalati sono iscritti, ricevere sconti.

Il motivo e’ semplice: ogni volta che si utilizza la bici, si segnala un guasto o danno, si segnala una bici parcheggiata fuori posto insomma si e’ clientio fedeli o si contribuisce ad aumentare la qualita’ del servizio, il punteggio (se volete, la “reputazione“) aumenta. Quando invece si compiono azioni che rovinano le bici, peggiorano il servizio e creano pericolo il punteggio scende: lasciare la bici in divieto di sosta, bloccare un portone, scappare davanti ad un controllo di polizia fanno crollare il punteggio sotto gli 80 punti.

In queste ore, qualcuno si chiede perche’ l’app android di Mobike chieda una quantia’ smodata di dati (ad esempio il microfono, l’accesso alla galleria foto, informazioni su wifi e bluietooth, etc).

La maggior parte dei dati a cui l’app chiede di accedere non e’ necessaria per erogare il servizio dunque non un bellissimo segnale a livello di privacy.

Non e’ inoltre chiaro se i dati degli utenti (generalita’, dati di pagamento, localizzazione) vengano conservati in Italia o trasferiti all’estero, ne’ quale sia l’effettivo utilizzo dei dati raccolti.  La policy e’ infatti talmente generica da alimentare il dubbio che il costo basso del noleggio sia dovuto proprio al valore dei dati raccolti, e probabuilmente rivenduti a terzi.

Infine, guardando a cosa accaduto in Cina (incredibili queste foto) e a quello che ha fatto la citta’ di New York con un’ordinanza, molti si chiedono se non sia il caso di regolare meglio il flusso di bici per evitare che vengano lasciate ovunque intralciando il passaggio dei pedoni, ostacolando l’accesso a portoni, creando cumuli di bici abbandonate ovunque e cosi’ via. No, non si accettano scusanti “le macchine son peggio” perche’ due errori sommati non si elidono, anzi.

Se da un lato e’ vero che il servizio in Italia e’ al debutto dunque ci sara’ tempo per scoprirlo, e’ anche vero che prendendo spunto da quanto accaduto all’estero (non solo in Cina, ma ad esempio New York) si potrebbe pensare di creare qualche area bici apposita nei punti di maggiore afflusso (stazioni, fermate metro, universita’, etc).

E voi l’avete gia’ provato? Che ne pensate?

Gli amanti

Gli amanti li riconosci in fretta, perche’ arrivano sui due macchine diverse, ma parcheggiano vicino.

La’, in fondo al giardinetto in quell’angolo della strada un po’ nascosto.

Gli amanti li riconosci perche’ spesso arrivano in pausa pranzo, furtivi si mettono in macchina, e chiacchierano.

Gli amanti parlano tanto. Qualche volta si baciano. Quasi mai li vedi insieme fuori dalla macchina.

Gli amanti li riconosci perche’ ogni tanto guardano l’ora, perche’ l’amore fugace non consente sbavature.

Gli amanti li riconosci perche’ si abbracciano, prima di tornare al lavoro o dalle loro famiglie.

Gli amanti li riconosci, perche’ sono quello che ogni coppia dovrebbe rimanere nel corso degli anni.

Does Proactive Work