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Sembra essere Finanza&Mercati il quotidiano più informato sul futuro del WiMax in Italia. Franco Carlini torna infatti, dopo due settimane, ad illustrare possibili scenari per il WiMax: a giugno dovrebbero essere rilasciate le prime licenze. Secondo quanto scriveva il quotidiano finanziario nei giorni scorsi saranno sette, di cui sei per i privati ed una per la Pubblica Amministrazione. Tutte licenze con una potenza da 5+5 MHz, in grado di trasmettere banda larga via etere ad una velocità di circa 6 Mbps. Le licenze WiMax saranno multiregionali, cioè assegnate su macro-aree e non su base regionale.

Oggi, ulteriori ipotesi di Affari&Finanza: ogni licenza durerà 15 anni, con tre gestori per macroarea, 70+ 70 MHz da condividere tra le tre società (e con la Pubblica Amministrazione?). L’assegnazione con il metodo del beauty contest (che però potrebbe escludere i gestori più piccoli) o con aste a rilanci multipli. I vincitori dovranno garantire la copertura del “loro” territorio entro 24 mesi, e se copriranno più del previsto potranno chiedere uno sconto sul costo della licenza, fino al 50% (viceversa sono previste penali). Si discute anche sulla possibilità per ogni operatore di cedere le licenze a terzi, anche in leasing, e di introdurre misure asimmetriche per svantaggiare gli operatori dominanti avvantaggiando i nuovi entranti.

La discussione dell’Agcom è appena iniziata (il ministro delle Telecomunicazioni, Paolo Gentiloni, per concedere le licenze potrà attenersi alle regole decisesuggerite dal Garante, ma non è obbligato a farlo), anche se, come scrive Stefano, al WLAN Forum a Milano il Commissario dell’Agcom, l’onorevole Enzo Savarese, ha presentato alcune slide che descrivono i meccanismi di gara per l’assegnazione delle frequenze Wimax. Savarese ha detto che “le regole sono di imminente approvazione” e alcune sono in contrasto con quanto scrive Affari&Finanza. Quali?

Innanzitutto, stando a quanto proiettato al WLAN Forum, Agcom chiede di impedire l’uso delle frequenze WiMax per offrire servizi di telefonia mobile, o in alternativa di farle pagare molto (in linea con il costo delle licenze UMTS? Non è dato saperlo ma certamente la proposta è una forma di tutela degli operatori mobili, che hanno speso miliardi di euro).

Una seconda slide proiettata da Savarese parla poi di 3 licenze: 35MHz di spettro disponibile, ovvero 11,667MHz per licenza. Tutti gli apparati oggi utilizzati commercialmente arrivano a 7,5MHz: teoricamente, almeno per i primi anni del WiMax di potrebbe arrivare a 5 licenze da 7,5 MHz o 7 licenze da 5 MHz. Non è quindi chiaro se ognuna delle 3 (4 con la PA) licenze previste avrà più banda (10 MHz?) oppure no. Stando ad Affari&Finanza, licenze da 5 MHz (ma allora non capisco come si arrivi a 70 MHz…)

Infine, alcune slide anticipano che non sono previste misure asimmetriche, perché “non sono né proporzionate né giustificate”: una smentita di quanto scrive A&F che parla invece di asimmetria nell’asta per il WiMax.

Chi ha ragione tra l’onorevole Savarese dell’Agcom e il giornalista Carlini su Affari&Finanza? Probabilmente tutti e due: la discussione in seno ad Agcom è appena iniziata, quanto mostrato da Savarese potrebbe non essere approvato da Agcom e, come visto, potrebbe comunque essere poi modificato o stravolto dal ministero delle Comunicazioni.

Per il WiMax italiano, maggio sarà un mese decisivo….