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La prossima settimana è quella buona per il WiMax: a dirlo il sottosegretario alle Comunicazioni Luigi Vimercati. Arriva insomma il tanto atteso bando per l’assegnazione delle frequenze WiMax: 4 o 5 macro-regioni, 3 lotti a regione (uno riservato ai nuovi entranti), 24-30 mesi per effettuare gli investimenti e raggiungere la copertura prevista pena ritiro della licenza.

Tre i punti caldi: prezzi, aree copribili e frequenze.

Prezzi: l’asta sarà al rialzo, chi offre di più porta a casa le frequenze. I piccoli operatori si lamentano, perchè subiranno la concorrenza dei grandi. In realtà l’effetto è mitigato dallo slot riservato ai nuovi entranti. Il Governo si aspetta intorno ai 90 milioni di euro, decina più (Francia: 120 milioni) decina meno (Germania: 60 milioni).

Aree copribili: pare che la priorità sia coprire le aree digital-divise. E’ già battaglia, però, sulla definizione di queste aree. E’ digital-divisa l’area in cui non c’è Adsl fissa oppure in cui non c’è copertura in banda larga, a prescindere che quest’ultima sia fornita su rete fissa o mobile? Per gli operatori fissi che non hanno sbocchi sul mobile, ovviamente vale la prima. Per gli operatori mobili (che arrivano a 1,8-7,2 Mbps in download e presto a 1,4 Mbps in upload), la seconda. Vedremo.

Frequenze: la parte “alta” del range si addice poco a coprire aree metropolitane, perchè più sensibile alle interferenze. In linea teorica, quindi, il WiMax sarà inizialmente dedicato alla copertura delle aree non metropolitane.