Share the joy
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C’è – o meglio c’era, è un po’ che non ci passo – a Torino, in corso Giulio Cesare, un ristorante che sembra essere rimasto indenne al passare del tempo. Si chiama “Da Mazza” ed andarci è come rituffarsi negli anni ’60: dall’arredamento vecchio stile alla signora (moglie del cuoco, nonché titolare) che prende le ordinazioni come se fosse la mamma che chiede ai figli cosa vogliono da mangiare la sera.

Lo stesso effetto che – concordo con quanto ha sottolineato Emmebi [via] – fa il “nuovo” portale di AOL dedicato alla lingua di Dante:
Beh, insomma, non ci crederete – io ancora non ci credo – ma nell’era del 2.0, dello user generated content e blablabla, è arrivato in Italia il portale (sì, sì, portale) di AOL (America On Line), con la possibilità di leggere le news, avere gratuitamente la propria mail, leggere l’oroscopo e il meteo e scaricare l’innovativo messanger AOL. Formidabile poi l’invito “Visitaci spesso! Registrati con AOL”.In fondo ci basta poco per sentirsi più giovani.

In alto a destra, la possibilità di cambiare colore alla pagina mi ricorda Virgilio, lo storico portale italiano (che, mi dicono, sta per tornare a vivere come marchio a sè stante).

Sempre a proposito di strumenti appena nati e già vecchi, la nuova piattaforma ‘social’ Mash lanciata da Yahoo!, anche questa in versione beta. Rubo le parole ad Alberto:
Il nuovo social network di Yahoo! è molto indietro, più alfa che beta. Ha il sistema di tracking degli eventi (propri e degli “amici”) e un sistema di “moduli” simili a Facebook, ma non c’è paragone. Per inserire le foto di Flickr, per esempio, bisogna incollare a mano l’indirizzo del proprio feed RSS delle foto. Assurdo: c’è pieno di siti, nel mondo, in grado di accedere alle tue foto semplicemente con la user-id (o con la mail, o con il Flickr ID, o…). Inaccettabile che proprio Yahoo! non sia in grado di farlo, e che in generale non offri un maggior livello di integrazione con tutti gli altri loro servizi 2.0.

In fin dei conti, basta seguire la moda lanciata da Google per i propri servizi nuovi: una bella pecetta con scritto “beta” a coprire eventuali lacune. Mi consenta, più beta per tutti!