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Su FinanzaeMercati, un interessante articolo di Franco Carlini che illustra lo scenario WiMax italiano. Come noto, a giugno dovrebbero essere rilasciate le prime licenze. Sette, per la precisione, di cui sei per i privati ed una per la Pubblica Amministrazione.

Tutte licenze con una potenza da 5+5 MHz, in grado di trasmettere banda larga via etere ad una velocità di circa 6 Mbps. Così, sembra finita in soffitta (almeno per ora) l’idea delle licenze nazionali che tanto piaceva ai grandi player di tlc. Non è un mistero che i gruppi nazionali (sia l’ex incumbent sia le telecom alternative) puntassero alla creazione di concessioni geograficamente più estese, in modo da poter sfruttare le loro maggiori economie di scala. Una, opiù licenze, nazionali infaffi avrebbero giocoforza escluso molte società non in grado di gestire aree territoriali troppo vaste. E, di conseguenza, agevolato i soliti noti.

Le licenze WiMax, come previsto, saranno multiregionali: un escamotage che permette di escludere le Regioni (non hanno competenza, l’avrebbero avuta con licenze su base regionale) e di escludere i player nazionali (che avrebbero voluto licenza su base nazionale). Comprare licenza in ognuna delle macro-aree? Sarà probabilmente escluso dal bando di gara, per favorire le società medio-piccole. Queste dovranno, però, dimostrare di poter assumere impegni concreti e sviluppare progetti industriali sostenibili. Un beauty contest che dovrebbe mettere, almeno sulla carta, al riparo da brutte sorprese (qualcuno ricorda l’hype sul WLL, l’ultimi miglio wireless, e a cosa si è arrivati oggi?).

E’ chiaro che, se i requisiti sono molto stringenti, la soglia d’ingresso si alza e le piccole telecom avranno comunque difficoltà ad essere competitive durante la gara. Va, peraltro, ricordato che in seno all’Authority per le telecomunicazioni (cui spetta anche il compito di definire le modalità di gara) c’è stata una forte discussione riguardo alla possibilità di introdurre delle «asimmetrie». Vale a dire, dei meccanismi che permettano di agevolare i soggetti locali, le piccole telecom rispetto all’ex incumbent. Un indizio che, anche viste le potenzialità del Wi-Max per il superamento del digital divide, potrebbe far propendere verso una gara secca, cioè senza «beauty contest».

Probabilmente le scelte dell’Agcom dipenderanno anche dalla conclusione della vicenda Telecom Italia…