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L’avevo promesso: tornare sull’argomento buzz marketing dopo il post sullo shampoo antiforfora H&S.

Il post era volutamente ironico-provocatorio, tanto da suscitare reazioni contrastanti tra i commenti e una corretta lettura da parte di Nicola. La sintesi estrema è: è davvero possibile utilizzare il buzz marketing per tutti i prodotti? E’ possibile farlo senza far passare per ‘marchetta’ il post?

Con le attività di PR classiche il meccanismo è consolidato: si manda il prodotto al giornalista, il giornalista – specie se il prodotto è regalato – si sente quasi obbligato a parlarne. Che ne parli obbiettivamente è poi una questione di etica professionale e onestà intellettuale.

Sulla blogosfera, l’etica e l’obbiettività si danno per scontate (anche se è tutto da verificare…). Rimane da capire se il meccanismo del regalo influenzi o meno i post: quando ricevi gratuitamente un prodotto da 5-600 euro e questo non soddisfa, chi te lo fa fare di parlarne male sapendo che se ne parli male la prossima volta sarai escluso dal ‘giro’? Perchè quello che funziona a livello PR con i giornalisti non dovrebbe funzionare con i blogger?

Io vedo il buzz come una estensione on line delle ‘chiacchiere da bar’. Invece che essere seduti al tavolo con gli amici e il quartino di vino, si è davanti al propio computer e si parla ai lettori del proprio blog, suscitando reazioni e attivando discussioni. Il fatto è che ci sono prodotti o servizi di cui al bar non si parla o si parla molto poco. E per questi l’unica via di uscita per fare buzz è dare un argomento diverso rispetto alla pura ‘prova prodotto’.

Che ne pensate?