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Ho letto qua e dell’incontro dell’amministratore delegato di Telecom Italia, Franco Bernabè, con una ventina di blogstar durante la Blogfest di Riva del Garda. No, non sono stato invitato ma in quanto dipendente 3 Italia forse sarebbe stato poco opportuno comunque andare anche se invitato 🙂

Poche le domande e ancora meno le risposte, sebbene la ‘percezione’ da parte dei partecipanti all’evento sia positiva, non foss’altro perchè è la prima volta che un a.d. di Telecom Italia incontra alcuni blogger. Insomma, un sei di incoraggiamento è il voto che – mi pare – possa riassumere l’iniziativa.

Leggendo di Bernabè e cercando commenti, mi sono imbattuto in un altro incontro sempre ‘seguito’ da DigitalPR, quello del neo-amministratore delegato di Microsoft Italia – Pietro Scott Jovane – con una trentina di blogger. Anche in questo caso è stato difficile trovare considerazioni e notizie interessanti sull’incontro, a parte alcuni scherzosi (?) commenti di chi aveva partecipato.

Di commento in commento, sono arrivato a questo post di Roberto sulla desertificazione della blogosfera: ieri sera c’è stata la presentazione alla stampa del nuovo amministratore delegato di Microsoft, Pietro Scott Jovane e sono stati invitati anche un certo numero di blogger. Questa sera mi sarei aspettato di trovare qualcuno che ne parlasse e che ci raccontasse qualche cosa di interessante, ma sono rimasto stupito dal fatto che non ci sia in rete praticamente nulla!

E di qui alla domanda di Maurizio il passo è breve: ho cercato recentemente di alimentare il dibattito sul concetto di influenza, per voi che cosa è? Come si misura? Quali sono le vostre metriche? Credo che l’argomento meriti qualche ragionamento in più.

Vero. Sinceramente, credo che per parlare di influenza bisognerebbe prima parlare di contenuti. Mi spiego: a parte un po’ di battute più o meno veritiere su alcuni incontri (Jovane, Bernabè e altri), io non sono riuscito a trovare nulla di cosa si sia detto.

Molto ‘come’, poco ‘cosa’. Molto ‘io c’ero’, poco ‘si è detto questo’.

Nulla di male, per carità, ma l’assenza di contenuti sposta il bersaglio: la blogstar serve perchè riesce a dare un contributo in termini di contenuti di eccellenza oppure serve per creare il buzz e quindi ad amplificare la notorietà di un marchio e/o di un manager? Insomma, meglio il picco di quantità nel breve periodo o la qualità nel medio-lungo periodo?

Entrambe le strade sono valide, lecite e percorribili, anche se non contemporaneamente. Basterebbe – forse – chiarirlo a priori, almeno tra chi si occupa di comunicazione per professione.

Lo sforzo che i PR dovranno fare nei prossimi mesi è quello di selezionare le persone non solo in base alla notorietà (=page views e unique users) ma in base alla capacità di trasportare un concetto interessante dall’evento alla Rete. Una decina di post con osservazioni, critiche, ragionamenti, approfondimenti hanno un valore enorme rispetto a centinaia di post dove si legge quante erano le tartine o chi era seduto in terza e quarta fila.

Che ne pensate?