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Sono 11 le manifestazioni di interesse per il WiMax italiano.

L’Autorita’ ritiene che la procedura migliore di selezione sia quella basata sulla migliore offerta economica. In particolare, l’Autorita’ suggerisce di usare per l’assegnazione delle frequenze il meccanismo dell’asta aperta a rilanci multipli simultanei ascendente per lotti differenti. Secondo Via delle Muratte, inoltre, uno dei tre diritti d’uso da assegnare deve essere riservato agli operatori ‘nuovi entranti’ che non dispongono di risorse frequenziali paragonabilia al wi-max, cioe’ che non dispongono di frequenze Umts. La durata dei diritti d’uso e’ indicata in 15 anni. Dal punto di vista territoriale Autorita’ indica come scelta piu’ adeguata quella di definire l’uso con estensione geografica macroregionale. Alla procedura di presentazione delle offerte e’ opportuno, chiarisce ancora la delibera, che siano ammessi soggetti che rispondono ai requisiti minimi di professionalita’ e solidita’ finanziaria indicati dal bando di gara che sara’ pubblicato dal ministero delle Comunicazioni. Per quanto riguarda la fissazione del valore minimo per ciascun diritto d’uso e ciascuna area geografica, l’Autorita’ ritiene adeguato, come criterio, la scelta di un valore proporzionale alla quantita’ di spettro, alla popolazione potenzialmente servibile e al prodotto interno lordo di ciascuna area. La banda di ampiezza complessiva da assegnare e’ di 150 MHz, suddivisibile in due blocchi da 75 MHz, all’interno della banda 3,4-3,6 Ghz. (RADIOCOR)

Asta aperta a rilanci multipli simultanei ascendente per lotti differenti: tirare i dadi, no? 🙂