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[comunicazione]
Pierluigi Tolardo segnala sempre libri interessanti e anche questa volta il titolo è promettente: “Call Center – Gli schiavi elettronici della New Economy“. Un libro, edito da Fratelli Frilli a 10 euro, in cui l’autore Claudio Cugusi analizza la situazione dei call center in Italia.

“È stato doloroso scoprire, dopo aver superato un muro di vergogna, il senso di frustrazione e di inutilità sociale che colpisce ragazzi dai sogni traditi e casalinghe costrette ad arrotondare al telefono… in cambio, salvo eccezioni, tutti devono comprare contratti a ritmi serrati, e dichiarare di averlo fatto anche se non è vero, se sono addetti alla vendita. Devono far cadere la linea quando il dialogo con il cliente si fa lungo, se sono addetti all’assistenza. Devono trattenere il cliente con ogni scusa o lasciarlo in attesa prima di dargli le informazioni richieste, se la chiamata non è a carico del call center ma vale invece cinque euro e più. Ce n’è abbastanza per riflettere e cambiare strada anche se è già tardi”.

Cambiare strada è un obiettivo di tutto rispetto, alla portata solo se il cambiamento coinvolge tutto il sistema e non solo gli utenti. Dovrebbero cambiare le società che usano i call center, le società che gestiscono i call center, dovrebbe cambiare la disciplina del lavoro che permette di pagare queste persone 5 euro l’ora, dovrebbe cambiare la legge. Utopia? Per quello che vedo e sento nell’ambiente, sì.