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[Gestori]
Procede, tra i mugugni degli operatori, l’azione dell’Unione Europea per tagliare le tariffe di roaming. Entro il prossimo anno, i prezzi pagati per chiamare quando ci si trova all’estero dovrebbero essere più che dimezzati rispetto alle tariffe attuali: l’obiettivo di Viviane Reding è di avere prezzi identici alle chiamate nazionali tra due gestori differenti anche per le chiamate internazionali.

I gestori si difendono come possono, l’argomento è di basilare importanza perché una percentuale rilevante del fatturato (circa il 10%) arriva dal roaming internazionale. Fatturato pregiato, ovvero che garantisce ampi margini di guadagno (attorno al 90%) e che dunque i gestori non vogliono perdere.

In particolare i gestori meridionali non sono pronti a rinunciare, come invece gli omologhi settentrionali sarebbero disposti a fare, ai soldi del roaming portati dai milioni di turisti che nei mesi caldi “calano” in massa sull’Europa del Sud.

I prezzi applicati oggi alle chiamate in roaming non hanno senso dal punto di vista tecnico, come ho già spiegato.
Ancora meno senso, per lo meno dal punto di vista dei consumatori finali, hanno le dichiarazioni dei gestori mobili italiani.

Ieri Vodafone ha inviato un comunicato stampa in cui sostiene che i prezzi del roaming sono già scesi, grazie all’offerta Passport che permette di chiamare alle tariffe nazionali. Nella tarda serata di ieri, anche TIM – per non essere da meno – ha inviato il suo bravo comunicato stampa in cui sostiene che con Globe i clienti pagano in roaming le stesse tariffe nazionali.

Entrambi i gestori (Vodafone lo accenna, TIM nemmeno quello) si dimenticano di dire che al costo della normale chiamata, con Passport e Globe bisogna aggiungere 1 euro di costo fisso. Altro che 15cent/min, sessanta secondi costano 1,3 euro, 120 secondi 2,5 euro circa.

I prezzi del roaming sono già scesi, dicono TIM e Vodafone. Certo, è come se vi avessero fatto uno sconto di 10mila euro su un’auto il cui prezzo di listino è 500mila, e tra l’altro non li vale. Non c’è motivo tecnico per cui il roaming abbia costi così alti, il valore aggiunto del servizio non può essere fatto strapagare (concedo un 10% in più rispetto alle tariffe nazionali). E allora forza Europa, forza Viviane Reding!