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Osservando un po’ le varie città europee che frequento si è fatta strada dentro di me una teoria: per incentivare l’uso di mezzi più ecologici e diminuire il traffico da auto, l’approccio punitivo verso gli automobilisti non funziona. A nessuno piace stare nel traffico ore, per cui per la maggior parte dei pendolari la macchina è evidentemente meglio rispetto alle alternative.

Bici contromano a Milano

La seconda osservazione è che stiamo cercando di applicare regole “storiche” della mobilità anche a mezzi che sono totalmente diversi. Faccio un esempio: perché la bici della foto è contromano? Perché abbiamo applicato il concetto della carreggiata delle auto ad un mezzo che potrebbe con i dovuti accorgimenti girare ovunque.

Ieri in Germania vedevo bici fare la qualunque (ad esempio la possibilità di andare contromano sulle strade 30 km/h).

Allora qual è la proposta? Eccola: anarchia controllata.

Lasciamo che pedoni, ciclisti, monopattinatori si prendano la responsabilità sulle spalle e facciano quello che credono. La regola è: chi sbaglia paga. Senza troppe discussioni.

Vuoi andare contromano in una via dove le auto hanno limite dei 30? Vai. Se ti schianti non è colpa dell’auto. Vuoi andare in monopattino sul marciapiede? Vai, se fai male a qualcuno paghi. Vuoi passare col rosso a piedi? Fallo, se ti prendono sotto ci dispiace tanto ma non puoi rivalerti sull’automezzo. Secondo me sarebbe quel pizzico di follia che cambierebbe le regole del gioco.

Che ne pensate?