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Un (ex) comico rifiuta un’intervista con Alessandro Gilioli dell’Espresso.
Il giornalista si sente libero di raccontare il proprio punto di vista e di trarre conclusioni.

Primo: Grillo ha una paura fottuta del confronto.
Secondo: Grillo ha una strategia di comunicazione basata sul vittimismo da censura.
Terzo: Grillo con ogni probabilità usa così tanto Internet – e detesta così tanto i giornali – proprio perché il blog gli consente questo non-confrontarsi, questo non-dibattere.

Il dibattito in rete è serrato, la maggior parte dei blogger si schiera con Gilioli. Probabilmente è iniziata, come sottolinea Luca, la solita caccia al blogger.

Io, sinceramente, non me la sento di condannare Grillo. Non perchè lo ami particolarmente, quanto perchè mi pare che abbia tutto il diritto di rifiutare un’intervista senza che per questo siano tratte conclusioni – quantomeno – affrettate. Come il giornalista ha diritto di non pubblicare una notizia poco interessante, Grillo ha il diritto di scegliere se, come, quando e dove apparire.

Ps: per chi poi conosce un minimo il mestiere, sa che da un virgolettato “approvato” si può tirar fuori un pezzo di segno totalmente opposto al virgolettato stesso. Una “trappola” in cui sono cascati fior di personaggi e che probabilmente Grillo ha sospettato. Decidendo liberamente di non rispondere.