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Ad ottobre scorso ho sottoscritto un contratto di fornitura gas con Eni. Oggi (31 maggio 2011) mi è arrivata la prima fattura, relativa ai mesi ottobre-aprile 2011.

Allegata alla bolletta vera e propria, datata 21 aprile 2011, una lettera in cui Eni mi informa che “a causa di un’anomalia tecnica l’emissione delle bollette ha subito un’interruzione”, aggiungendo “nostro malgrado” come se il sistema di fatturazione Eni non dipendesse da Eni stessa.

Di scuse per il ritardo nemmeno l’ombra, ma una rassicurazione sul fatto che è stata “ripristinata la regolare periodicità di emissione” (bimestrale, come prevede la legge, anzichè semestrale come accaduto) e che “per agevolarLa nel pagamento” Eni ha “posticipato la scadenza a 50 giorni dalla data di emissione rispetto ai normali 20 giorni previsti dall’Autorità”.

E qui ho capito di essere in Italia dove i clienti non sono clienti ma sudditi e dove le regole – non solo quelle formali, ma quelle ad esempio di qualità e rispetto per i clienti – sono fatte per essere aggirate : l’Autorità prevede l’emissione di una bolletta ogni bimestre e una scadenza di pagamento a 20 giorni dalla data di emissione fattura, ipotizzando che la data di emissione corrisponda grossomodo alla data di ricezione da parte del cliente.

Io non ho ricevuto nulla per circa 9 mesi (da inizio ottobre a fine maggio), poi è stata emessa una fattura datata 21 aprile che ci ha messo più di un mese ad essere recapitata (ci credete? sarebbe curioso vedere quando il servizio PostaMassiva di Poste Italiane ha stampato e spedito la fattura… è facile, c’è il codice a barre che la identifica) e, ciliegina sulla torta, la scadenza è stata fittiziamente portata a 50 giorni ma in realtà per la differenza tra data di emissione e recapito non ha praticamente subito variazioni.

In un Paese di libero mercato e rispetto delle regole, questo significherebbe (almeno) una multa per Eni da parte dell’Autorità… ma siamo in Italia giusto?