Chi ha mai tentato di muoversi nell’area metropolitana di New York sa quanto sia complicato incastrare tutte le informazioni necessarie: metropolitana, bus, treno con millemila combinazioni possibili. In tempo reale, se ci si vuole muovere in modo efficiente programmando gli spostamenti in funzione di ritardi, ingorghi, incidenti e quant’altro.
Ecco perchè da tempo applicazioni per telefoni cellulari (StationStops e NextTrain, ad esempio, permettono di scaricare gli orari) si stanno diffondendo molto rapidamente tra gli abitando della Mela.
La MTA, l’agenzia che regola il trasporto nell’area, sta però cercando di fermare lo sviluppo e la diffusione di queste applicazioni. Chris Schoenfeld, ex impiegato di Yahoo!, ha venduto su AppStore più di 3mila copie della sua Metro North a 2.99 dollari a copia, prima che MTA gli chiedesse 5mila dollari più i diritti di utilizzo dei dati. Ogni mese.
Una lettera aperta di un consigliere chiede alla MTA che i dati vengano rilasciati pubblicamente, gratuitamente e standardizzati [via Max].
In a news release last year, the MTA stated that it would make scheduling data available to programmers to develop new “customer-focused services in the future.” Software writers had a rude awakening when they realized it would not be free.
Il nocciolo della questione, insomma, non è legale quanto di policy: MTA non vuole che dati gratuiti siano utilizzati gratuitamente dagli sviluppatori per creare applicativi con scopo di lucro. Che ne pensate?
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by Jakala
14 Sep 2009 at 13:45
Il problema nasce dal fatto che questi dati gratuiti siano poco fruibili.
Se io creo delle applicazioni che permettano di estrapolare i dati in una forma che mi permetta di pianificare il viaggio che male c'è?
ATM nel suo sito ha creato un'applicazione che permette di pianificare i viaggi, se MTA facesse lo stesso le applicazioni cesserebbero di avere un mercato
by Massimo Cavazzini
14 Sep 2009 at 13:49
credo che siano due temi distinti: il primno è la standardizzazione dei dati (vedi lettera aperta del consigliere alla mta), la seconda è se questi dati debbano essere gratuiti oppure se chi li usa per scopri di lucro (ad esempio vendere apps) debba pagare le royalties. sulla prima non ho dubbi (standardizzati, sempre!), sul secondo punto su due piedi mi viene da dire che se MTA è vista come società privata, potrebbe aver ragione, ma se è vista come soggetto pubblico (in senso di stakeholding) allora più apps ci sono meglio è