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Google ha presentato una richiesta di brevetto che, nella sua semplicità, promette di rivoluzionare il mondo della telefonia:

A method of initiating a telecommunication session for a communication device, comprising:(a) submitting to one or more telecommunication carriers a proposal for a telecommunication session;(b) receiving from at least one of the one or more of telecommunication carriers a bid to carry the telecommunications session; and(c) automatically selecting one of the telecommunications carriers from the carriers submitting a bid, and initiating the telecommunication session through the selected telecommunication carrier.

In sintesi, Google vorrebbe brevettare un sistema capace – per ogni telefonata o connessione dati in uscita da un terminale mobile – di verificare in tempo reale quale operatore offre il prezzo più basso per quella tipologia di servizio e di instradare la comunicazione. Non una verifica su prezzi standard, ma un’asta (ipotizzo su piattaforma di bidding gestita da Google) con l’obiettivo di mettere in competizione i differenti carrier tra loro e abbassare quindi il prezzo finale per l’utente.

E’ un po’ l’idea che c’è dietro i GSMbox, le ‘scatolette’ che contengono le sim di diversi operatori: per ogni chiamata in uscita dalla rete fissa aziendale, il GSMbox la instrada usando la sim più conveniente (chiamate verso Tim su sim con Tim Tribù, e così via) per quella tipologia di chiamata. GSMbox che, inutile sottolinearlo, non piacciono affatto alle telco e che infatti sono espressamente vietati nei contratti.