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Per questa strada la neutralità della Rete – almeno quella trasparente e di carattere commerciale – sarebbe salva e ciascuno di noi continuerebbe a poter disporre delle piccole italiche autostrade dell’informazione per andar dove vuole, con qualsiasi mezzo alla stessa velocità.
Non mi sembra si tratti di una pretesa eccessiva e se tale risultasse in ragione dello scarso ammodernamento dell’infrastruttura di comunicazione, certo la colpa non potrebbe esser fatta ricadere sugli utenti ma andrebbe, più correttamente, imputata a chi sin qui ha preferito risparmiare e massimizzare gli utili immediati anziché investire e preoccuparsi del domani.

Guido Scorza sulle limitazioni di Telecom Italia.