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Tutto nasce da una riflessione di Vittorio Zambardino:
Alla fine della fiera l’azienda che presenta un evento ti paga per andarci, e ovviamente ti “lascia libero” di scrivere o meno. Ma questo non è – e lo dico senza ombra di polemica e con la massima stima per chi va a quell’evento – lo stesso meccanismo che rende inattendibile la stampa di settore? Non è presto perché i blogger si lascino irretire dai marketingari furbacchioni col budget superdotato? (e non è presto per copiare i peggiori vizi del giornalismo “specializzato”?)

Io direi, al limite, del giornalismo “in genere”, più che specializzato. Vedi il recente caso milanese e del richiamo fatto dal presidente Abruzzo (sarà servito?). Il ‘processo’ di creazione della notizia deve essere trasparente? Se sì, allora il 90% degli articoli che trattano di servizi e prodotti (escludo quindi politica, cronaca, ecc) dovrebbe aver riportato “informazione pubblicitaria”. Siamo sicuri sia davvero questo l’obiettivo finale?

(A proposito, qui il punto di vista di Luca, citato da Vittorio).