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Un mercato parallelo dove le informazioni sulla vita privata dei cittadini vengono vendute per pochi euro, un universo dove gli affari sporchi e puliti degli investigatori privati fioriscono grazie alla corruzione tra funzionari dello Stato e delle compagnie telefoniche.

Alle sei di ieri mattina scatta tra Milano, Roma, Firenze,Padova e Novara l’operazione che per la prima volta dà un taglio a un malaffare che da anni permette alla privacy di ogni italiano di venire violata senza difficoltà: finiscono in manette undici investigatori privati, due marescialli della Guardia di finanza, un ispettore di polizia, due uomini di Telecom Italia.
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