Nei giorni scorsi, i GonziDiPonzi (pardon, network marketers) affiliati a una società di cremine e affini (pardon, prodotti per il benessere), hanno inondato (pardon, spammato) i social con una novità secondo loro fantastica: la possibilità di pagare in tre rate con un click i prodotti acquistati. Servizio solitamente gratuito per chi compra, si distingue dal classico pagamento a rate per la rapidità di accesso al credito.

C’è un però, e lo porta alla luce uno studio della Banca d’Italia: il mercato del Buy Now Pay Later (BNPL) – offerto ad esempio da piattaforme come PayPal, Klarna, Satispay e Scalapay – accanto ai vantaggi ha anche alcune criticità.
L’utilizzo di questa formula in Italia è aumentata in maniera marcata, passando dal 4% delle famiglie nel 2022 al 30% nel 2025. Lo strumento sta progressivamente coinvolgendo fasce di popolazione più fragili dal punto di vista finanziario: nuclei con redditi medio-bassi, scarse risorse patrimoniali e spesso già indebitati.
La penetrazione in Italia è attorno al 5% dei pagamento (circa 10 miliardi di euro), con un potenziale di crescita elevato: basti pensare che in Germania è al 23%. Tre quarti delle transazioni sono legate ad acquisti on line: in pochi click si compra e si rateizza. E questo capita sempre più spesso con persone e famiglie che fanno fatica ad arrivare a fine mese, non è un caso si i crediti deterioratigià nel 2023 erano pari al 5% (contro il 3.5% del mercato “classico”) con una tendenza a salire ancora.
Ecco perchè dal 2026, anche per comprare le cremine dei GonziDiPonzi in tre rate e due click serviranno più trasparenza e valutazioni del rischio più rigorose, grazie a una normativa europea che punta a ridurre i rischi di sovra-indebitamento e difficoltà di rimborso. Cremine sì, ma con giudizio.