Google ha per alcuni mesi deviato parte del traffico di persone che usavano Google Maps su strade più lunghe, per decogestionare le strade principali. Senza dire nulla ai diretti interessati, che seguendo ilò navigatore pensavano di ricevere suggerimenti in base alle preferenze (strada più veloce, strada più corta, etc) impostate.

Al di là dei risultati (per chi è “rimasto” sulla strada principale, il tempo di percorrenza è diminuito. E per gli altri?), è interessante vedere il “potere” che questi strumen ti hanno – e in futuro con auto autonome sarà ancora più marcato – sul decide come le persone si spostano.

E di fatto hanno il potere di “deviare” decine di migliaia di persone dove ritengono opportuno (pensate ad un accordo commerciale di Google Maps con un mall: devio il traffico in modo che le persone passino davanti al centro commerciale, anche se quella non è la strada più corta, più veloce, etc). Possono, di fatto, condizionare la vita di una città senza alcun obbligo di trasparenza.

Può sembrare un tema triviale, ma se ci riflettete bene non lo è: spostare le persone in un click è un potere enorme.

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