Faccio una premessa: uso carte di credito di Visa e Mastercard da più di 30 anni. Per lavoro, per la vita privata, spendendo poco o tanto a seconda dei momenti; ne ho avute gialle o blu, grandi o piccole, gratis o a pagamento, di banche diverse, legate o meno ad un programma fedeltà.

Non avevo però mai avuto una American Express (Amex). Nonostante ogni volta passassi da un aeroporto milanese o romano provassero a rifilarmela a volte anche in maniera piuttosto aggressiva (ad esempio mettendosi in mezzo fisicamente mentre passavo per andare al gate pur di fermarmi), nonostante navigando sui social vedessi millemila influencer che provavano a promuoverla, avevo sempre detto no. Per me la carta di credito non è uno status symbol, è uno strumento di pagamento. Fine.

Un po’ per quello che avevo sperimentato personalmente (moltissimi esercenti in Italia ed Europa non la accettano, e chi viaggia ha bisogno di affidabilità), un po’ per i costi elevati rispetto ad altre carte (pago un premium price a fronte di cosa?), un po’ per quello che alcuni colleghi mi avevano raccontato (esperienze non proprio positive in caso di problemi).

A maggio di quest’anno però mi lascio attrarre: viaggio molto, fast track e lounge non legati alla singola compagnia aerea mi farebbero comodo (sono in transizione tra due diversi programmi fedeltà aerei e spesso viaggio con compagnie diverse), l’assicurazione viaggi privati è un servizio in più. Insomma, mi dico “Proviamo a vedere se davvero sono utili!” e opto per una Amex Platinum, 60 euro/mese. Compilo form on line, firmo documenti, la carta arriva dopo pochi giorni in un packaging che vorrebbe essere lussuoso.

Attivo la carta e inizio a usarla. Prenoto viaggi di lavoro, pago hotel, pago ristoranti, prenoto auto a noleggio, faccio le spese legate alle famiglia (la spesa settimanale, ad esempio). La metto come principale su Amazon, Paypal, Apple Pay. Insomma la uso come carta principale per tutte le mie spese private e di lavoro, come usavo altre carte di credito che avevo (e ho ancora) prima di prendere questa. E ovviamente in poche settimane il conto sale veloce. Mille, duemila, tremila, quattromila euro…

Finchè un giorno mi arriva una mail: carta sospesa, ci contatti urgentemente. “L’avranno clonata?” penso. Gestisco i primi casini: la sospensione di Amex su Apple Pay provoca probabilmente un warning sugli altri circuiti, quindi improvvisamente non funzionano più nemmeno le Mastercard e Visa che usavo. Mentre sei in viaggio di lavoro, non banale da gestire (ho dovuto richiamare uno per uno gli istituti di credito emittenti per farle riattivare) e fonte di stress, oltre che perdita di tempo. Gli account Paypal e Amazon, i portali viaggi e quelli di lavoro (et alia) da riportare velocemente alle vecchie carte, e poi il servizio clienti Amex da contattare. E alcune prenotazioni saltate avendo dato la carta come garanzia. Altri casini da gestire. Stress. Disagi. Danni.

Va bene, chiamo. Mi spiegano che siccome sto spendendo troppo (rispetto a cosa? Chiedo quale sia il plafond assegnato e mi dicono che Amex non ha un plafond predefinito ma decidono in base a politiche interne, che – ops – non possono comunicarmi), hanno bisogno di fare ulteriori verifiche sulla mia solvibilità (ma non lo dicono mai apertamente eh: “E’ un cliente nuovo e non la conosciamo”, “Non ha mai saldato un estratto conto con noi”, “Dobbiamo creare un rapporto di fiducia”), quindi mi chiedono di inviare gli ultimi due mesi di estratto conto bancario dal conto su cui mi accreditano lo stipendio. “Le azioni disposte sono finalizzate anche a tutelare, in via preventiva e cautelativa, la sua posizione onde evitare un suo sovra-indebitamento” mi scrivono, insomma lo fanno per me, non per loro.

E’ strano che vendano una carta per viaggiatori business e poi con poche migliaia di euro scattino allarmi di sicurezza, penso. Se prendo una carta da 60 euro/mese pensata – così dicono – principalmente per i viaggiatori business, la uso (molto) per i viaggi. Che costano. Se diventa la mia carta principale, la uso per tutte le spese della famiglia. Che non sono poche. Chi è lo scemo che spende 60 euro/mese per una carta che non usa o con cui paga solo pochi euro al mese? Chissà. Saranno i clienrti ideali, forse. Ma non è il mio profilo di utilizzo.

Poi penso che giustamente anticipano soldi, quindi vorranno capire se posso ridarglieli. Certo, 35 anni di carte di credito senza una singola segnalazione per problemi sono un buon indizio, ma va bene. Il mio profilo professionale è pubblico, più o meno un qualsuasi algoritmo di AI può ricavare un profilo finanziario. Mi chiedo perchè non facciano questi controlli sul reddito prima di dartela, anzichè dartela e poi sospendertela. Chiedimi il CUD o la busta paga, chiedimi il saldo dell’estratto conto, chiedimi quanto è il mio patromonio totale. E controlla. Quando mi hanno detto che i 60 euro/mese sono dovuti anche se la carta è sospesa e la carta avrebbe potuto stare sospesa anche per settimane, ho capito perchè la mandano senza troppe formalità prima.

Ad ogni modo rientro dall’estero, e dopo un paio di giorni dalla richiesta di estratto conto lo invio, trimestrale Gennaio-Marzo. E’ un conto co-intestato, e contiene operazioni con dati sensibili (pagamenti di medici, ad esempio) e personali (dove faccio la spesa, dove vado in vacanza, etc: permettono di profilare me e la mia famiglia) dunque prima di inviarlo mi premuro di oscurare le descrizione delle operazioni: si vede data dell’operazione, importo, valuta, si vedono entrate e uscita dettagliate e complessive. Non si vede dove sono stati spesi i soldi e se l’operazione è fatta da me o dal co-intestario, che ovviamente non ha alcun rapporto contrattuale con Amex e pretende che i suoi dati non vadano in giro.

Insomma Amex può sicuramente capire se i settemila euro di debito che ho intanto accumulato sono sostenibili (nota: le trasferte di lavoro vengono rimborsate su questo conto, per cui entrate e uscite sono potenzialmente elevate).

Per curiosità metto l’estratto conto con voci oscurate su un noto toool di Generative AI e chiedo “dammi un profilo finanziario e stima un plafond mensile per una carta di credito” aggiungendo qualche dettaglio al prompt. Risposta: profilo di professionista, con famiglia, spese elevate, rischio basso. E un numero (il plafond suggerito) ampiamente superiore a qualsuasi reale necessità. Insomma, con un solo documento un tool di GenAI ha saputo fare il mestiere meglio. Mi dico che Amex dovrebbe essere interessata a quanti soldi entrano ed escono ogni mese, non al come e dove spenda i miei soldi.

E invece no: dopo qualche giorno mi mandano mail che la carta rimane sospesa finchè non mando la documentazione. Chiamo, perchè la documentazione l’ho inviata. Ma niente: la vogliono compresa di dati sensibili e personali, insomma senza che io oscuri la descrizione delle operazioni. Chiedo perchè, ma non me lo dicono. “L’ufficio frodi vuole così, prendere o lasciare” la risposta in sintesi. Rimando un paio di volte il documento, ricevo sempre la stessa risposta.

Finchè arriva anche una raccomandata cartacea in cui mi chiedono il documento: curiosamente scrivono esplicitamente di oscurare i dati sensibili. Rimando il documento (nel frattempo è arrivato l’estratto conto aprile-giugno ed è stato saldato il primo estratto conto da 5mila e rotti euro), sempre oscurando dati sensibili e i dati personali (descrizione delle spese fatte), e i dati del co-intestario. Adesso hanno sei mesi di situazione finanziaria, entrate, uscite, quante operazioni, di che importo, in che data, in che valuta, insomma sanno più loro di me che io di loro. Hanno un saldo da 5mila euro saldato alla scadenza, in automatico.

Ma niente, dopo qualche giorno solita mail che la carta rimane sospesa finchè non mando i documenti. Intanto i 60 euro al mese continuano a scattare, ma la carta non funziona. E con lei tutti gli eventuali “benefici” collegati. Scrivo una mail all’amministratore delegato di Amex in Italia, spiegandogli che non ho intenzione di violare la privacy del co-intestario e dare in pasto ad Amex miei dati sensibili (come del resto sottolinevano anche loro), e che non ho intenzione di rivelare ad Amex come spendo i miei soldi in dettaglio.

Se va bene, bene. Se non sta bene, chiedo che didiscano il contratto e mi ridiano i soldi. E’ la stessa Amex a scrivere “Il Cliente può parimenti non fornire alcuna documentazione aggiuntiva, ovvero può decidere di fornirla oscurando i dati che reputa sensibili o anche, semplicemente, inconferenti rispetto all’attività istruttoria di American Express”. Sicuri sia così nella realtà?

La risposta dell’amministratore delegato arriva velocemente (a proposito, grazie per aver speso tempo per leggere la mail di un cliente), ma la sostanza non cambia: o ci dai quello che chiediamo o la carta rimane sospesa. Come se mi facessero un favore a farmi pagare 60 euro/mese.

Invio reclamo (primo passaggio obbligatorio prima di poter ricorrere all’ombudsman bancario): Amex risponde che in via del tutto eccezionale rimborseranno i 60 euro/mese per due, e che disdiranno il contratto con i tempi da loro previsti. Arriva la raccomandata di disdetta. Finalmente. Evidentemente la possibilità del cliente di “oscure i dati che reputa sensibili o anche, semplicemente, inconferenti rispetto all’attività istruttoria di American Express” è una cosa solo teorica, almeno nel mio caso.

E arriviamo così ad oggi: tra qualche giorno la mia disavventura con Amex sarà finalmente terminata. Libero. Ho già attivato un’altra carta simile per benefici, del 20% più economica, che mi dà molto di più in termini di tecnologia (un po’ di #adv: è una carta di debito e non di credito, vero, ma a me servono i benefici non il credito, mi dà carte fisiche e virtuali, mi dà conto corrente con app fatta bene e carta per i figli minorenni, posso fare trading e usare criptovalute… insomma un altro mondo rispetto ad alcuni dinosari. Avrò problemi? Possibile, ma almeno in questi primi mesi mi pare che se ci sono intoppi si diano da fare per risolverli).

Come ho avuto modo di scrivere all’amministratore delegato (che ringrazio per la cortesia e velocità nel riscontrare la mia mail), l’approccio usato è stato come se fosse Amex a farmi un favore a darmi la carta, mentre a me pare che io sia un cliente che paga un canone e ottiene un servizio. Ma come, spendi milioni di euro in pubblicità, metti tutti gli influencers italiani a spammare Facebook per settimane, paghi agenzia perchè stiano con i banchetti negli aeroporti… e poi una volta che hai un cliente per te redditizio lo cacci? Non so se sia vero nel campo delle carte di credito, ma in genere il costo di acquisizione cliente è una delle spese più elevate, aumentare la fedeltà e diminuire churn anche tramite retention è una delle basi, costa meno mantenere un cliente esistente che acquisirne uno nuovo.

Lecito che Amex si voglia tutelare da eventuali insoluti futuri, ma usare la minaccia di revoca della carta come se fosse un favore fatto da Amex avermi come cliente e costringermi psicologicamente a sottostare a regole che non condivido mi fa dire che non è il rapporto cliente-fornitore che voglio avere.

Ho vissuto 35 anni con carte di credito diverse da Amex e credo di continuare a poterlo fare: mi sono lasciato convincere nonostante le recensioni negative in particolare sui costi elevati e sulla scarsa copertura rispetto ai due circuiti principali. Ho sbagliato a sottoscrivere. Me ne pento.

Per cui, se volete un mio consiglio basato sulla mia esperienza, pensateci bene prima di sottoscrivere un contratto Amex. Ma bene bene. Esistono carte più diffuse e più accettate, esistono offerte più economiche, esistono aziende che fanno pubblicità ma poi mantengono le promesse, esistono aziende che ti vogliono come cliente e non ti fanno cadere dall’alto le cose come se te le stessero regalando.

Non voglio essere cliente da chi mi fa sentire come in debito perenne perchè mi tengono come cliente. Non fa per me. E probabilmente nemmeno per molti di voi che leggete.

3 pensiero su “American Express Platinum? Un grande fail, da 60 euro al mese”
  1. Io sono un cliente Amex dal 2005, con una Amex Blu gratuita (quella dei poverazzi, come direbbe Paolo Coletti).
    Ti potrei dire che è una figata e che il loro servizio è incredibile, ma la realtà è che gli unici 2 vantaggi che mi hanno sempre convinto a non annullarla è che ho un cashback a vita dello 0.5% sulle spese e che il plafond è nettamente superiore alle altre carte di credito gratuite che uso.
    Per il resto Amex è, come dicevi tu, più uno status symbol, i vantaggi che offre alla fine sono poca roba. Se non fosse per questi due vantaggi l’avrei già abbandonata.

  2. Diciamo che sui benefici commerciali non posso dire molto: ognuno valuta (io ad esempio preferisco un abbonamento NordVPN o Perplexity Pro rispetto ad un ristorante scontato). Ma sul fatto che i clienti vadano trattati meglio sì 🙂

  3. A volte sono strani… certo che in effetti dal primo mese non vogliono spese troppo alte. A me, appena presa la oro, me la bloccarono mentre ero in USA perché appunto troppe spese. Mi telefonarono, e appena fatto un bonifico che coprisse le spese fatte fino ad allora me la sbloccarono senza problemi in qualche minuto. Ora ho la platino, e per quello che devo fare, è uno spettacolo.

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