Indovinate un po’ chi ha registrato il dominio italianinternetday.it, sito dedicato alle due giornate di “celebrazione” dei 30 anni di Internet in Italia? Un indizio o meglio la prova arriva già dalla home page, dove si legge: “Trenta anni dopo, il 29 aprile fino a notte, faremo in tutta Italia un Internet Day: per ricordare le gesta di chi ci ha creduto per primo; e per prendere da lì tutto lo slancio necessario a chiudere la partita iniziata allora. Banda ultrarlarga, competenze digitali, servizi digitali per tutti: è ora di accelerare. Come fecero 30 anni fa”.

Retorica, populismo, sguardo a cose future… chi? Un privato cittadino, ovvio. Ma non era un evento pubblico?
Tracce su chi tratti i dati? Nessuna. La pagina privacy non indica nessun titolare del trattamento. Mistero.
E la partita iva obbligatoria? In home page nessuna traccia. Chi avrà fatto il sito? Mistero.
Anche tu, crea il tuo evento per dire agli italiani che stai festeggiando. La mappa dei campioni digitali è sparita, insieme al progetto, ma perchè non riciclare il tutto? Ah già “stiamo preparando il form”, dicono. Ma stiamo chi? Mistero.
Forse gli stessi che ci raccontavano quanto erano bravi a cambiare l’Italia con settemila persone (una ogni comune) poi spariti nel nulla senza aver combinato nulla? Chissà…

Povera Italia… e poveri noi.