Un occhio sul mondo delle (tele)comunicazioni

lunedì, aprile 21, 2008

Nasce la Fonosfera, piu' WiFi per tutti

Tralasciando per un momento le riflessioni sull'opportunità di aprire a sconosciuti la propria rete WiFi, la nascita della community di sviluppatori Fon e del prossimo arivo della Fonera 2.0 programmabile mi paiono entrambe ottime notizie.

La Fonera 2.0 non sarà più solo un router WiFi in grado di fornire connettività ai propri utenti e agli altri membri della comunità FON: la nuova Fonera, annunciata da tempo, sarà una vera e propria open platform che potremo configurare, personalizzare e programmare a nostro piacimento. Via tutti gli escamotage per flashare e modificare il vecchio router! Ora tutto è aperto al talento di chiunque voglia programmare le proprie applicazioni, aperto alla fantasia di chi vuol personalizzare il router secondo gli usi e le esigenze più convenienti. [via Voipblog]


Etichette: , , ,

giovedì, aprile 17, 2008

Registrati al WiFi

Pare che in Russia chi usa un dispositivo WiFi debba registrarsi e declinare le proprie generalità prima dell'utilizzo. L'erba del vicino è a volte più verde...

Etichette: , ,

martedì, dicembre 04, 2007

Wi-Fi libero (da Pisanu)

Come scrive Punto Informatico, s'è cucinata una piccola grande rivoluzione nelle scorse ore: il ministero dell'Interno ha dichiarato in modo ufficiale e definitivo che è accettabile autenticare gli utenti delle reti WiFi anche tramite SMS, il che significa dare un calcio al grosso di quella burocrazia che sta frenando, insieme a molte altre cose, lo sviluppo del wireless italiota.

Fino ad oggi l'interpretazione letterale del decreto voleva che l'utente dovesse essere autenticato preventivamente (quindi fotocopia del documento e simili). In base al DM 16/08/2006 art. 1 lett. b, i gestori chiedono oggi all'utente un documento di identità, trascrivono le generalità su un registro e fotocopiano il documento. Non è più così grazie ad una battaglia portata avanti da Assoprovider:
il Ministero dell'Interno ha dato parere ufficiale alla procedura di autenticazione tramite sms o carta di credito dell'utente che si connette alle reti di comunicazione elettronica attraverso la tecnologia wireless.

A questo punto, bisognerà leggere esattamente cosa prevede la nuova procedura: si tratta comunque di un bel passo avanti per il Wi Fi italiano.

Etichette: , , ,

giovedì, ottobre 04, 2007

Wi-Fi gratis? No, non funziona

Da un mio post dei mesi passati:
Più volte su Telcoeye ho affrontato il tema del Wi-Fi gratuito, non ultimo quando ho parlato di X-Series. Rimango dell'idea che ad oggi pochi siano propensi ad usare il WiFi (li incasello nella categoria 'smanettoni'), ancor meno a pagare per avere la connessione wireless.

Leggo quindi con piacere l'analisi che Alex fa oggi su Nòva in un pezzo dal titolo emblematico: Le prime delusioni per il Wi-Fi.

"...il motivo per cui in altre città americane il progetto è stato interrotto: i provider, tra cui Earthlinlc e MetroFi, si erano impegnati a prendersi carico per intero dei costi ma poi hanno stimato che il gioco non valesse la candela. Hanno quindi chiesto che le città affittassero la rete pagando un canone minimo garantito. Una mezza dozzina di municipalità americane ha rifiutato, stracciando i contratti. Al contrario Minneapolis e Portland hanno accettato la condizione dall'inizio e lì i piani stanno procedendo".

Bene, si arriva al dunque: chi paga? Ho sempre scritto che o pagano gli utenti o paga la Pubblica Amministrazione, altrimenti il Wi-Fi (inteso come "rete libera e gratuita") non sta in piedi. Gli utenti sembrano poco propensi a pagare, le Pubbliche Amministrazioni anche.

Conunenta quindi Tom Rebbeck, analista di Analysys: «Condizione necessaria perché questo business sia sostenibile è che provider e municipalità si dividano i costi e che le entrate siano diversificate, arrivando sia dai canoni sia dagli sponsor pubblicitari. Ma comunque — aggiunge — in genere va visto come mi investimento per il futuro, poco profittevole nell'immediato». Per dare profitti subito devono essere servizi adottati dalla massa, il che può avvenire solo in particolari città: «Quelle con scarsa copertura e diffusione della banda larga fissa e mobile, molti studenti, pochi cellulari; tanti dipendenti pubblici che lavorano con terminali mobili e che quindi si avvantaggerebbero del Wi-Fi».

Analisi tutto sommato condivisibile, per l'Italia la domanda è: qualcuno vede una città "con scarsa copertura e diffusione della banda larga fissa e mobile, molti studenti, pochi cellulari; tanti dipendenti pubblici che lavorano con terminali mobili"? Io, sinceramente, no.

Etichette: , , ,

martedì, settembre 04, 2007

FON Italia cresce

Nonostante qualche intoppo, FON Italia cresce a ritmi sostenuti. E adesso cerca rinforzi:

Qualche punto per identificare il profilo ricercato:
* vera conoscenza della lingua inglese scritta e parlata;
* essere titolare di un blog ed avere dimestichezza con le dinamiche del web 2.0;
* community e marketing on line sono temi da conoscere;
* predisposizione per il contatto con il pubblico;
* capacità di lavorare in team.
La collaborazione è part time. Sono quindi titoli preferenziali essere uno studente che vuole fare esperienza nel settore e risiedere a Roma.


Così, ad occhio, sembra un programma di affiliazione o evangelizzazione...

Etichette: , , , ,

lunedì, luglio 09, 2007

Il Wi-Fi chi lo paga?

Più volte su Telcoeye ho affrontato il tema del Wi-Fi gratuito, non ultimo quando ho parlato di X-Series. Rimango dell'idea che ad oggi pochi siano propensi ad usare il WiFi (li incasello nella categoria 'smanettoni'), ancor meno a pagare per avere la connessione wireless. Scrivevo:
In fin dei conti, potrei sempre dire a chi si lamenta di usare il WiFi: gli smartphone che lo integrano sono a listino. Forse pagare 5-10 euro al giorno per WiFi non va bene? E allora, di grazia, perchè le telco mobili dovrebbero svendere quello che altri fanno pagare a peso d'oro? In genere chi scrive male dei prodotti/servizi 3G esalta il WiFi e lo prende come esempio di alternativa gratuita. Salvo poi rendersi conto che gratuito non è (o meglio, quasi mai) e che copertura e velocità non sono paragonabili alle reti mobili. Negli ultimi 5 alberghi in cui sono stato, l'accesso WiFi costava tra i 5 e gli 8 euro al giorno, la connessione era tutto sommato lenta e a livello economico come utente privato mi sarebbe convenuto usare il 3G.

Torno sull'argomento dopo aver letto questo articolo di PI:

Il WiFi gratuito ha vita difficile in Italia quando nasce per iniziativa di volenterosi cittadini: l'associazione Amici dell'Italia ha reso noto che dalla notte scorsa nella cittadina turistica di Termoli ha cessato di funzionare un hotspot gratuito di discreto successo.

Quanto successo?
In pochi mesi sono 90 i cittadini termolesi che si sono iscritti

Quanto costerebbe mantenere in vita l'hot spot?
3mila euro, mentre con altri 10mila lo si potrebbe estendere anche a tutto il lungomare nord.

Chi dovrebbe pagare?
In tanti si sono detti disponibili a pagare una cifra modica per fruire del servizio, che comunque i più ritengono debba essere finanziato dal Comune.

Dunque: 90 persone si sono registrate (quante l'hanno usato? e per quanto tempo?) e costerebbe 3mila euro mantenere il servizio. Fa 33,33 euro a persona. Per un anno (presumo).

Forse, anzichè chiedere a Pantalone di pagare, si potrebbe chiedere agli utenti. Tanto, secondo l'Associazione, "in tanti si sono detti disponibili a pagare una cifra modica per fruire del servizio". Un abbonamento da cinque euro/mese, se i numeri dati sono veritieri, basterebbero per arrivare alla cifra richiesta.

La riflessione è sempre la stessa: siamo così sicuri che molti siano disposti a pagare per avere Wi-Fi? Oppure qualcuno lo usa, purchè sia gratis, ma se lo dovesse pagare non lo farebbe? Non possiamo avere un unico business model "Paga la Pubblica Amministrazione"...

Etichette: , , ,

martedì, aprile 24, 2007

Fon, wireless per tutti negli States

Ho parlato più volte di Fon, l'azienda che punta a creare una rete Wi-Fi mondiale che parta "dal basso". I Foneros, sono utenti che collegano un router (la Fonera, ovviamente) al proprio accesso Internet domestico - tipicamente un'ADSL - e permettono ad altri Foneros nelle vicinanze di usare la connessione gratuitamente. L'idea è che quando il fonero si trova fuori casa usufruisce della connessione di altri foneros e quando è a casa propria mette a disposizione la connessione.

In Italia Fon sta incontrando qualche difficoltà legata al decreto Pisanu, anche se il lavoro di Stefano Vitta dà qualche risultato significativo. Rimane sempre la discussione di fondo se sia il caso di aprire o meno la connessione WiFi all'esterno...

Negli States invece i risultati non sembrano mancare. L'Herald Tribune di oggi:
Fon wins.U.S. wireless. deal. Time Waruer Cable is expected to announce that it will let its home broadband customers turn their connections into public wireless hotspots, a practice shunned by most Internet service providers in the United States. The deal would allow Fon, which has forged similar agreements with service providers in Europe, to boost its credibility with US. consumers. For Time Warner Cable, which has 6.6 million broadband subscribers, the move could help protect the company from an exodus of clients, who are hicreasingly tempted by the growing availabiiity of free or inexpensive municipal wireless services.

Etichette: , , , , , , ,