Un occhio sul mondo delle (tele)comunicazioni

venerdì, novembre 30, 2007

Vodafone Mobile Internet... forse

Giovy racconta la propria (infelice) esperienza con l'offerta Mobile Internet di Vodafone:
Spero non me ne vorranno gli amici che lavorano in Vodafone, ma oggi sono leggermente incazzato con quello che da sempre è il mio gestore telefonico e che ogni tanto mi sorprende per come sia predisposto a "fregare" l’utente/cliente. Ho messo la parola "fregare" fra virgolette perchè Vodafone gioca su comunicazioni errate (non so se in buona fede) per riuscire a far tirare fuori al cliente più soldi di quelli che deve (vedasi il precedente capitolo "Vodafone Revolution"). La "fregatura" di cui vi parlerò oggi si chiama "Promozione Mobile Internet".

Sembrano molti i consumatori insoddisfatti dell'offerta: Soldiblog titola "Vodafone "facile" fregatura!", MobileBlog che avverte delle "Limitazioni degli abbonamenti Vodafone Facile", PassioneMobile che segnala "Vodafone Mobile Internet… fate attenzione!", tutti ripresi da i-dome che dedica un articolo alla questione.

Per chi legge Telcoeye da qualche tempo, non è una novità: i post dal titolo "Il concetto di Internet Mobile secondo Vodafone" e "Il WAP fuori dal walled garden Vodafone" mostrano come viene inteso il Web mobile dalla società britannica.

Etichette: , , ,

lunedì, settembre 17, 2007

N3tv parte con Mogulus


Parte N3TV, una Web-television o, come si autodefinisce, una "Free to Net television".

N3TV “Free To Net Television”, emittente generalista interamente online ideata e sviluppata da Tommaso Tessarolo. Il progetto nasce sul web nel bel mezzo del mondo dei blog, con l’obiettivo di portare tante eccellenti esperienze di nicchia fino al grande pubblico. N3TV ha, perciò, già stretto importanti partnership editoriali e l’offerta è destinata ad un progressivo arricchimento. La prima stagione, che durerà fino al 13 giugno 2008, offrirà gratuitamente agli spettatori un appuntamento quotidiano con N3:
NEWS – trasmissione composta da tante pillole indipendenti di 5 news in 3 minuti che vertono su temi di tecnologia (a cura di Punto Informatico), videogame (Kurai), mobile (MobiLoud.it), blogosfera (I blog it!), NetTV (tommaso.tessarolo) – e diversi live show settimanali – trasmessi attraverso la piattaforma di broadcast live sul web Mogulus e dotati di funzionalità interattive – che tratteranno di musica (con Erik Stripparo), politica (con Emiliano Germani), blogosfera (con Tommaso Tessarolo) e tanto altro ancora.
N3TV è un’emittente generalista NetTV in continua evoluzione, le produzioni saranno distribuite sul sito N3TV.it, su tutti i siti partner in formato embed, in modalità Podcast ed in download per i formati iPod, 3GP e MP3. Presto l’offerta gratuita di intrattenimento video si arricchirà di N3:NEWS su molti altri argomenti ed anche i live show settimanali cresceranno con nuovi ospiti, temi e location.

Etichette: , , , , ,

giovedì, agosto 02, 2007

Rottamiamo Elton

Come dice Gabriele Ferraris su LaStampa dopo la bislacca provocazione di Sir Elton John,
giù le mani dal Web, piuttosto rottamiamo il vecchio rocker :-)

Etichette: , ,

martedì, giugno 12, 2007

Navigare con il cellulare

Quanto costa navigare con il cellulare? Abbastanza.

Etichette: ,

giovedì, aprile 19, 2007

Il Web 2.0%

Rubo il titolo ad un commento di Luca presente in questo post di Raffaele:

Il titolo di Reuters parla chiaro: “La partecipazione ai siti Web 2.0 resta debole”. E anche i numeri, sintetizzati da Tommaso Poggiali (se ne parla anche qui), sembrano esprimersi in modo inequivocabile:
YouTube: solo lo 0,16% dei visitatori partecipa alla creazione di contenuti
Wikipedia: il 4,6% degli utenti contribuisce all’enciclopedia collettiva
Flickr: 0,2% dei visitatori pubblica le proprie foto
Di qui il commento di Poggiali:
Sembrano indebolire i numerosi costrutti filosofici-economici-sociologici attorno alla buzzword tecnologica sicuramente più abusata da blogger, giornalisti e studiosi: Web 2.0. La partecipazione della base è tutta qui?
Certo, se assumiamo come metro di paragone i “costrutti filosofici-economici-sociologici” non si può che concordare con le conclusioni di Poggiali. E forse, rispetto alla più sguaiata enfasi 2.0, simili cifre possono portare a una salutare diminuzione della retorica “partecipativa” che caratterizza quest’ultimo scorcio di storia dell’internet. Dopo tutto, questi numeri sono la conferma empirica di considerazioni
sull’effettiva estensione della partecipazione in Rete in circolazione da tempo.
Esiste però anche un altro metro di paragone possibile rispetto al quale cercare di dare un significato a queste percentuali: vale a dire l’universo dei media prima dell’avvento della rete di massa e dei servizi aperti ai contributi degli utenti. Rispetto a questo contesto mediatico, il fatto che esistano dei siti in grado di raccogliere un’audience straordinaria e crescente (+ 668 per cento in due anni, per un risultato totale che corrisponde il 12 per cento dell’attività Web americana) pur essendo costituiti esclusivamente (o quasi) da contenuti prodotti dagli utenti, resta un fenomeno stupefacente. Ancora tutto da analizzare nei suoi significati, nelle sue conseguenze più profonde e nelle sue potenzialità.


Sarà vero che "il business sta (anche) altrove, come dice Mante?
In realta' il punto fondamentale non e' tanto quello che "pochi" partecipano ma quello dello spostamento dell'audience verso contenuti di nicchia e non mainstream. Non e' difficile capirlo: il business oggi va (anche) altrove.

Non so, davvero... senza voler nulla togliere a quel gran fenomeno che è YouTube, credo che se iniziamo a toglierli tutti i video "ufficiali", l'interesse per i video autoprodotti crolli verticalmente. A mio parere il successo di YouTube non sta nell'essere una "vetrina dell'autoproduzione", ma quello di essere un enorme "contenitore e collettore globale di video". Ovvero, vado lì e ci trovo di tutto, dagli archivi storici ai goal di Ronaldinho a quel video musicale che mi piace tanto al video della strage della Virginia Tech che in streaming su Corriere.it vedo male. Un po' il principio di Google News e dei feed: aggregano, ti danno tuttto in un click, senza farti vagare per millemila siti.

Sul fatto che il business sia (anche) altrove, per ora il Web 2.0 si regge principalmente, correggetemi se sbaglio, sui finanziamenti "nella-speranza-che-un-giorno". YouTube è vivo grazie a Google (quando è stato venduto, non era in grado di pagare le bollette per la banda... o meglio le pagava con i soldi dei finanziamenti), ma non ha ancora un business sostenibile.

Qualcuno ha notizia di iniziative web 2.0 economicamente sostenibili
(ovvero dove non ci abbia guadagnato il fondatore vendendo, dove non si viva grazie ai finanziamenti, ecc...)?

Etichette: , , , , , ,

mercoledì, marzo 21, 2007

Anche l'auto è 2.0

Merita senz'altro una lettura questo articolo di Raffaele sull'approccio che l'industria automobilistica sta adottando nei confronti del Web 2.0:

È possibile lanciare una campagna pubblicitaria su un prodotto che ancora non c’è? Iniziare ad allettare il pubblico con un oggetto di cui non si conoscono con esattezza destinazione di mercato e fascia di prezzo? La risposta è: sì, è possibile. Basta farlo su Internet, luogo riconosciuto di sperimentazione delle nuove frontiere della pubblicità e del marketing. Qui, dove gli atomi lasciano il posto ai bit, le televisioni ai Pc e alle couch potatoes (le “patate da divano”, come le chiamano gli americani) si sostituiscono i consumatori attivi, osare è più che mai necessario se si vuole conquistare un’attenzione sempre più smaliziata e fuggevole.

L'articolo è del Manifesto, ma Raffaele l'ha messo sul blog.

Etichette: , , ,