Un occhio sul mondo delle (tele)comunicazioni

venerdì, novembre 02, 2007

3 Skypephone: recensione e riflessioni

Come promesso, dopo aver letto le prime reazioni allo Skypephone, eccomi per un paio di riflessioni generali. Non sul prodotto, di cui trovate una prima recensione sul canale YouTube di CellulareMagazine.it e sul blog di Alex, ma sull'accoglienza da parte della blogosfera italiana. Vorrei riunire in un unico post i commenti che ho lasciato sparsi nei 3-4 blog che mi è capitato di leggere in questi giorni.

La premessa è che lavoro per 3 Italia e che quanto sto per scrivere non riflette in alcun modo le posizioni dell'azienda o dei suoi manager o degli azionisti, sono mie riflessioni da semplice utente-blogger.

Iniziamo da Alex:

Mi rendo conto di avere dato per scontato una cosa: la qualità della voce nella chiamata. Beh, da prove ulteriori che sto facendo non è eccelsa. E’ inferiore a quella di Skype e della rete fissa; persino inferiore a quella del cellulare. E’ ancora sufficiente per parlare, ma è un po’ scatolosa e gracchiante (in invio e ricezione).

In parte vero: può capitare che la voce vada a scatti, non accade sempre nè (almeno a Torino e Milano) così spesso, sentire le chiamate fatte da Emilio nel video YouTube per sentire dal vivo la qualità. Miglioreranno, così come saranno eliminati eventuali bug che dovessero venire scoperti nel tempo. Bisogna considerare che si tratta di un prodotto estremamente innovativo e "giovane", alcuni difetti - per l'appunto - di gioventù ci sono sicuramente. Anche la voce dell'IVR è migliorabile, ha ragione Alex.

L’oggetto sarà in vendita, davvero a 99 euro e senza canoni, dalla prima settimana di novembre. Quello che vedete sul negozio online di tre è solo parte dell’offerta, cioè il noleggio, che comprende obblighi di ricarica mensile ma un prezzo d’acquisto più basso (19 euro).

Come spiega Alex e come molti continuano a non voler capire, esistono diverse tipologie di offerta per lo Skypephone di 3:
- 99 euro con ricaricabile: terminale in acquisto, da febbraio per avere Skype gratuito sarà necessaria una ricarica mensile (l'importo minimo delle ricariche 3 è di 5 euro)
- 19 euro con ricaricabile: terminale in comodato d'uso, ci si impegna a stare con 3 per 30 mesi e a ricaricare 10 euro/mese
- 0 euro con abbonamento: terminale in comodato d'uso, ci si impegna a rimanere con 3 per 23 mesi e con le due tipologie di abbonamento proposto, Skype è incluso.

Il Negozio3 ha già da lunedì in anteprima la seconda e la terza tipologia di offerta, la prima (e la seconda, e la terza...) tipologia di offerta sarà nei prossimi giorni disponibile su tutta la rete di vendita.

Continuo con Mante...
Per 99 euro a me pare un prodotto interessante, anche se al momento in nessuno dei due siti segnalati risulta disponibile. Poi magari come accade sovente con gli operatori telefonici, ci sara' qualche cosetta seminascosta che rendera' l'offerta meno luccicante di quanto non sembri ora. Vedremo.

L'offerta è quella descritta. Vedo (anche dai commenti al post) che la mancanza sul Negozio3 dell'offerta a 99 euro ha fatto partire per la tangente (e sbagliare) parecchie persone. Nulla di male, sarebbe bastato vedere che Negozio3 non ha prodotti ricaricabili cash in vetrina.

Quando leggo "Beh intanto 30 mesi di contratto obbligatorio ad almeno 10 euro al mese fanno un bel po' di soldini.... " ho la conferma che non c'è una comprensione a 360 gradi dell'offerta. I 10 euro sono per avere un terminale UMTS in comodato e soprattutto sono credito telefonico da usare per cosa preferisci (tradizionali chiamate, sms, mms, servizi, ecc). E' una scelta: puoi decidere di pagare subito in contanti tutto oppure di avere un terminale a costo zero, usando un minimo (perchè 10 euro/mese è davvero una cifra ridicola per chi usa un terminale) i servizi 3.

Credo sia impensabile che oggi esista ancora un solo consumatore uno che ritenga di aver diritto a prodotti e servizi gratis. Impensabile che esista qualcuno che pretenda o speri che ci siano persone che sviluppano gratis prodotti gratis da installare su terminali gratis da dare gratis agli utenti perchè usino gratis servizi. Forse mi sbaglio, perchè - purtroppo - ne esistono ancora parecchi.

Quando io sul mio computer (pagato qualche migliaio di euro) mi connetto al Web (che mi costa qualche decina di euro al mese) usando un software (pagato anche quello qualche decina di euro) e leggo la mia mailbox "gratuita", ho già speso migliaia di euro. E la mailbox gratuita me la ripago sorbendomi pubblicità e altre amenità varie. La mailbox non è gratuita (c'è piuttosto un business model diverso, basato sulla pubblicità), connettersi non è gratis, l'hardware e il software non sono gratis. Accetto il sistema e lo utilizzo. Non lo accetto, cerco qualcosa più adatto alle mie esigenze. Semplice no?

Chiamare con Skype installato sul mio Pc non è gratis, perchè per farlo ho pagato l'hardware, il software, la connessione e così via. Sembra banale che oggi, quando Skype viene messo su un cellulare, ci si aspetti che sia a costo zero sempre e comunque. La mobilità già da sola basterebbe per richiedere un extra-costo importante (vi siete mai chiesti perchè siamo disposti a pagare 15 cent/min per chiamare dal nostro cellulare un altro cellulare quando dal fisso paghiamo un decimo?), se poi ci sommo un software, un hardware, una connettività... allora è chiaro che non esiste il gratis assoluto. Skype è gratis sul mobile negli stessi termini in cui lo è sul fisso.

... e con Gaspar, che scrive "Le note in calce in corpo 7 grigio chiaro sono indizio certo di fregatura imminente." riprendendo in qualche modo Mante ("Il sito - come tutti gli altri eh - e' pieno di rimandi e noticine che nascondono in testo microscopico le caratteristiche piu' importanti dei contratti. Su dai... spesso negli ultimi anni sono stato lontano da contratti anche magari per me vantaggiosi solo perche' non ho voglia ne' tempo per perdermi nell'analisi semiologica dei trucchietti nascosti delle telco.") e ripresi entrambi da Dario.

Le condizioni dell'offerta ci sono, e sono tutte in 15-20 righe. Sono chiare (almeno, a me pare siano comprensibili per la maggior parte delle persone) e sono sufficientemente visibili, anche perchè piazzate immediatamente sotto il testo descrittivo. Non posso pensare che persone intelligenti facciano finta di ignorare che un contratto non può essere scritto a corpo 12 esattamente come è scritto un claim, per motivi pratici e per motivi di marketing.

Accetto ovviamente che si ignori quello che sia il mercato (non solo delle telco, qualsiasi mercato nel mondo in qualsiasi settore) e si preferisca fare i duri&puri. Io rimango convinto che l'offerta sia chiara e che leggere 20 righe poste immediatamente sotto la descrizione del prodotto sia alla portata di tutti. Io non riesco ad esempio a leggere le clausole che vengono messe sotto le pubblicità Fiat in Tv, ma non per questo mi sonto "fregato": so che devo leggere bene prima di comprare, l'importante è che me ne sia data la possibilità.

Se qualcuno è riuscito a leggere per intero un contratto di qualsiasi società venda prodotti o servizi avanzati, alzi la mano. Deduco che Mante o Gaspar non abbiano una carta di credito, un conto corrente, un'auto, un abbonamento di telefonia fissa, un contratto di telefonia mobile, un contratto per la fornitura di gas, di luce, di acqua, che non abbiano mai contratto un mutuo, che non abbiano mai comprato on line, che non si siano mai iscritti a nessuna community via web, che non usino servizi Internet di varia natura, che... Se hanno anche uno solo di questi contratti, beh, allora - per dirla come Gaspar - sono stati fregati. Perchè sicuramente hanno sottoscritto un contratto con decine di articoli scritti a corpo 6 o giù di lì e perchè certamente non hanno letto tutto, dalla prima all'ultima parola.

Finisco con Dario, che scrive:
Uno dei limiti più evidenti è l’impossibilità (attuale, ma che potrebbe essere superata in futuro) di effettuate chiamate con il servizio SkypeOut, che permette di veicolare attraverso Skype le chiamate verso numeri telefonici tradizionali.

Se 3 chiedesse 50 euro al mese per farti usare SkypeIn e SkypeOut, accetteresti? :-)


Bene, a questo punto non mi resta che aspettare la terza puntata dello Skypephone, quella sull'uso del terminale: Pietro fa riflessioni interessanti.

Rimarrà tuttavia un valido esempio di partnership tra una Telco e una internet company, dove la prima mette a disposizione risorse e capacità per commercializzare e distribuire il prodotto, conoscenze nello sviluppo e branding di terminali mobili, la propria rete di accesso mobile, connettività ed infine il proprio parco utenti, mentre la seconda si occupa del servizio (in parte su IP, in parte sfruttando la rete GSM) e porta IM e presence su terminali mobili dove i servizi principali (voce e sms) sono rimasti quelli di 10 anni fa.
L’integrazione tra le funzionalità di telefonia e Skype non è da sottovalutare: il software sfrutta la piattaforma BREW di Qualcomm per permettere ad iSkoot di accedere alle funzionalità di rubrica e messaging del telefono. Il risultato dovrebbe essere un‘esperienza più facile e intuitiva rispetto all’utilizzo di un’applicazione esterna (c’è un indicatore dello status di Skype sempre presente in ogni schermata, si ricevono notifiche per la ricezione di messaggi istantanei, etc…).
Tra gli aspetti positivi, questo telefono avvicina
mobile VoIP e instant messaging ad un pubblico di massa, che non usa smartphones e non installa applicazioni, ma cerca la facilità d’uso che Skype offre su PC. Il fattore più innovativo forse è il prezzo: di fatto non si paga il traffico dati generato dal servizio Skype.
Uno degli aspetti più interessanti è la possibilità di essere sempre raggiungibili su Skype, anche in mobilità, senza dover pagare costosi trasferimenti di chiamata. A chi viaggia, in particolare, farà piacere sapere che il servizio è accessibile sotto la rete di qualsiasi operatore del gruppo 3, senza costi di roaming per traffico dati, chiamate (tra utenti Skype) e messaggi di testo, che rimangono gratuiti. Per le chiamate ricevute all’estero verso il proprio contatto Skype è previsto un addebito alla risposta di 29 cent.




Io ce l'ho da tre settimane e trovo che sia un side-phone interessante. Difetti ne ha (non potrebbe essere altrimenti), ma almeno dal mio punto di vista i pregi superano di molto i peccati di gioventù del servizio e del terminale. Non è un N95, ovvio, ma se avessi tre figli e 10 amici che si vogliono parlare spendendo davvero un'inezia, sarebbe uno dei prodotti che consiglierei.

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martedì, settembre 11, 2007

Nasce Mobiloud, nuovo blog tlc-oriented

Costola del validissimo VOIPblog curato da Pietro, nasce Mobiloud:

MobiLoud.it è un blog multiautore che raccoglie notizie e approfondimenti sull'evoluzione e i trends nella telefonia mobile: mobile 2.0, applicazioni, servizi, mobile Web, contenuti, operatori di rete e produttori di dispositivi mobili. Leggi chi siamo.

In bocca al lupo :-)

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giovedì, luglio 05, 2007

Parla.it, il WiFi e le tariffe mobili

Sicuramente ricordate Parla.it, società che basa il proprio business sul VoIP. Fondata da France Telecom nel 2004, è stata poi ceduta. Ora lancia un nuovo piano.

Da Ansa:
Parla.it allarga la propria offerta di telefonia via internet inaugurando la convergenza fisso-mobile. Grazie a cospicui investimenti in tecnologia e a una collaborazione con la Siemes, parte il piano tariffario 'ChiAma l'Italia Mobile'. Con un router Wi- Fi Siemens e un telefono cordless/GSM sara' possibile utilizzare un solo speciale telefono per chiamare sia sulla rete Parla.it che sulla rete nazionale GSM, a tariffe competitive, inferiori - sottolinea l'azienda in una nota - a Tele 2 e a Skype per le chiamate in Italia. Utilizzando gli apparecchi forniti, quando si e' a casa o in ufficio, il telefono si collega come estensione cordless al router Wi-Fi e le telefonate in uscita passano automaticamente sulla linea Parla.it. Al di fuori della copertura Wi-Fi (che ha un raggio di circa 50 metri), con una SIM card attiva nello speciale telefono, si potra' chiamare sulla rete GSM alle tariffe del proprio operatore mobile. Il piano 'ChiAma l'Italia Mobile, destinato a un'utenza in possesso di connessione Adsl (fornita da qualsiasi operatore eccetto Fastweb) costa 19,90 euro al mese. Prevede l'acquisto - rateizzato in due anni - di un telefono cordless/GSM, di un router ADSL Wi-Fi e telefonate, senza limiti di durata a tutti i numeri fissi nazionali, gratuite per due anni.

Convergenza fisso-mobile per Parla.it vuol dire un cordless WiFi. Insomma, se sei a 50 metri nel raggio di casa chiami alle tariffe urbane... secondo me meglio puntare sul VoIP (del tipo "chiama a prezzi ridotti via Web") che non alla "convergenza fisso-mobile" (così com'è, non esiste). Una telco mobile può dare telefonia simil-fissa (usi il cellulare ma paghi la chiamata a prezzi urbani, insomma la convergenza la dà il prezzo non la tecnologia), una telco fissa non può dirsi convergente solo perchè dà un telefono WiFi. Il "risparmio", secondo l'Ansa e secondo il sito della società, si ha anche verso il mobile. A me non sembra: 17,90 €cent al minuto (IVA inclusa) sono una cifra facilmente battibile dalla maggior parte dei piani tariffari mobili.

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lunedì, giugno 18, 2007

X-Series di 3: briglie da operatore mobile o paraocchi da blogger?

Lo spunto per il titolo arriva da un post di Pietro che si chiede se l'offerta di X-Series di 3 sia "un passo avanti o innovazione imbrigliata".

Pietro scrive:
Il prezzo è giusto e il trade-off è interessante, ma quello che ha ridotto notevolmente il mio entusiasmo per X-Series è scoprire che in Italia l’offerta che in UK pareva un deciso passo avanti, è tornata ad essere il solito walled garden: non è più un recinto per limitare le pagine web raggiungibili, bensì un recinto per limitare le applicazioni utilizzabili.


Mante rilancia: "Pietro Saccomani ha ragione. La proposta Internet di Tre X-Series, sulle quali in molti riponevamo molte aspettative per un cambio di orizzonte nell'accesso mobile a Internet, e' un mezzo disastro. Tutto opportunamente recintato".

Tra i pareri positivi, Alex: E’ comunque il più grosso passo avanti verso una Internet mobile non recintata. Il grande pubblico troverà tutto quello che usa normalmente sul web. Il canone di 9 euro al mese è meno della metà di quello dell’Adsl. Mi sembra un trade off interessante per il fatto di non avere tutta la internet compresa nel bundle e per il fatto di potervi accedere in mobilità. Una Internet completa e mobile sul cellulari adesso costerebbe di più di un’Adsl, immagino almeno 20-30 euro…solo pochissimi sarebbero interessati. Si tenga poi conto che si parla di navigazione via cellulare; la cosa più abituale è anvigare liberamente in mobilità via computer portatile, per cui ci sono altre flat. Per le applicazioni extra-bundle c’è peraltro la tariffa a consumo più bassa sul mercato, un euro al MB.

Chi ha ragione? X-Series è davvero una Internet mobile imbrigliata oppure hanno torto i duri&puri che giudicano senza analizzare il mercato di contorno? Mettetevi comodi, non sarò breve. Prima di iniziare, il consueto disclaimer: lavoro per 3 Italia, e quello che sto per scrivere lo scrivo a titolo personale.

Partiamo da qualche dato:
- Il 52 per cento degli italiani non usa Internet: più della metà, 26,6 milioni di persone, snobba o comunque non accede alla rete (ACNielsen)
- L'utilizzo di strumenti tipici del Web 2.0 riguardano una piccola minoranza, pari al 14 per cento degli italiani (ACNielsen)
- il costo (euro per bit) delle connessioni mobili è qualche ordine di grandezza superiore al fisso (fibra/dsl)
- il numero di smartphone in Italia non è elevato (Abi ha contato 71 milioni di smartphone consegnati nel 2006... nel mondo!)
- Tim e Vodafone sono in attivo, Wind ha avuto nel 2006 un leggero utile, Tre ha raggiunto un Ebitda positivo ma non ancora un utile.

Sono pochi numeri, ma bastano per tentare di costruire un ragionamento sostenibile. I commenti di Pietro, così come quelli di altri blogger, sono ampiamente condivisibili se presi in astratto, ma diventano imvho sterili nel momento in cui vengono calati in un contesto ben preciso. In sostanza, anche io nel mio mondo ideale vorrei un accesso fisso in fibra ad almeno 100 Mbps, pagandolo 5 euro/mese. Poi vorrei una flat mobile a 2 Mbps pagandola 10 euro. Le telefonate vorrei fossero gratis da fisso a fisso e copstassero un paio di cent al minuto verso i cellulari. E così via. Poi però mi guardo in giro e vedo un mercato iper-regolamentato, in cui se oggi investi non hai la certezza che le regole non ti cambino sotto il naso domani (vedi, banalmente, la questione ricariche), in cui la tecnologia evolve così veloce che devi fare una scelta considerando mercato/clienti/concorrenti oggi, non quelli del mondo teorico e perfetto che tutti vorrebbero. Andiamo avanti...


- cos'è X-Series
Innanzitutto la definzione di X-Series: non è una flat dati, è un bundle di servizi. Ovvero è portare sul cellulare quelli che ad oggi sono i servizi Web più diffusi, usati e apprezzati dal pubblico. Renderli facili da usare, subito disponibili, ad un prezzo molto conveniente. In questo, spero tutti concordino, X-Series è riuscita oggi dove altri arriveranno tra qualche mese (sperando che non ci arrivino così). Non si può giudicare X-Series come una flat dati, perchè è un bouqet di servizi Web. Per capirci, è come confrontare una connessione ADSL con l'offerta di filtro anti-spam e anti-virus su una mail.
I servizi sono quelli che l'utente vuole oppure no? Questo lo dirà il mercato, ovviamente.


- Navigare in movimento
Per le offerte Internet Mobile, 3 propone un'offerta generosa sia su datacard/modem (19 euro per 5 GB), sia per navigare (9 euro/mese per 100 MB/giorno... da luglio, adesso è 50 MB/giorno). X-Series non vuole sostituire le due offerte precedenti, ma affiancare una terza modalità di fruizione. Metà degli italiani naviga sul Web da fisso, la percentuale di coloro che lo fa da mobile è ancora (e di molto) più bassa, la percentuale di coloro che naviga da mobile usando applicativi avanzati è infinitesima. Secondo voi per un'azienda commerciale è più saggio iniziare a dare un bundle di servizi conosciuti - facendo, almeno in parte, alfabetizzazione - oppure dare allo zero virgola zero zero zero di smanettoni un prodotto "naked" (paghi i dati)? Ribadisco il concetto di contesto: non stiamo parlando di un organismo pubblico che investe con fini sociali, ma di un'azienda che deve cercare il miglior compromesso tra offrire prodotti innovativi e garantirne la sostenibilità economica. E' giusto che sia 3 a scegliere quali servizi offrire invece di dare una flat mobile pura? Nel contesto elencato poco sopra, sì.


- I costi
A questo si aggancia il discorso dei prezzi. Paghiamo normalmente 30-35 euro per avere una flat dati fissa, su una rete pagata da noi all'ex monopolista: il costo di quei bit è irrisorio, se paragonato a quello del bit mobile. Ora, ovviamente a livello tecnico una flat mobile pura si può offire: la rete c'è (i 2 Mbps di upload raggiunti a dicembre insieme ad Ericsson sono stati un prima mondiale che i concorrenti hanno eguagliato con sei mesi di ritardo), i terminali ci sono (a listino i videofonino a 3.6 Mbps). A livello di prezzo, però, una flat mobile pura non può esistere: se l'ADSL costa 30 euro/mese, una flat mobile potrebbe costare 10-15 volte tanto.

- Le richieste dei blogger
E allora chi vuole (a prescindere da costi, reti, mercato, ecc) una flat mobile pura, è pronto a pagare 300 euro al mese? Ovviamente no. Eppure contestualizzando il prodotto (senza andare a investigare aspetti improbabili o insistere sul "premio di mobilità" che l'utente dovrebbe essere disposto a pagare, basta confrontare il costo per bit delle diverse tecnologie) è banale concludere che una flat mobile a prezzi stracciati non può esistere. "Ok, allora dammi una semi-flat con limiti!": se ti dessi 1 GB/mese a 100 euro, li compreresti?


- Più WiFi per tutti
In fin dei conti, potrei sempre dire a chi si lamenta di usare il WiFi: gli smartphone che lo integrano sono a listino. Forse pagare 5-10 euro al giorno per WiFi non va bene? E allora, di grazia, perchè le telco mobili dovrebbero svendere quello che altri fanno pagare a peso d'oro? In genere chi scrive male dei prodotti/servizi 3G esalta il WiFi e lo prende come esempio di alternativa gratuita. Salvo poi rendersi conto che gratuito non è (o meglio, quasi mai) e che copertura e velocità non sono paragonabili alle reti mobili. Negli ultimi 5 alberghi in cui sono stato, l'accesso WiFi costava tra i 5 e gli 8 euro al giorno, la connessione era tutto sommato lenta e a livello economico come utente privato mi sarebbe convenuto usare il 3G.

- I concorrenti
X-Series è un prodotto mediocre? Non credo (e spero di aver spiegato il perchè). Anche ammettendo che lo fosse, è comunque un ulteriore passo in avanti fatto da 3. E qui diventa fondamentale piazzare X-Series sul mercato tlc italiano: due colossi - Tim e Voda - che hanno prezzi di 2-3-4 volte superiori (Tim, 20 euro per 1 GB; il blocco P2P e VoIP di Vodafone) senza offrire prodotti analoghi. Eppure non mi pare di aver letto particolari richieste a queste due società da parte di chi dice che "X-Series è un mezzo disastro". Ripeto, ammettiamo che lo sia in assoluto anche se non sono d'accordo: a livello relativo, è allora il Paradiso visto che quello che offrono i concorrenti.

Tutto questo pippozzo per dire che le critiche a X-Series sono assolutamente lecite, ma almeno in parte ingenerose. Ingenerose perchè valutano il prodotto astraendolo da un contesto preciso: poca gente che naviga sul Web e ancora meno sul Web mobile, mercato dell'Internet mobile nascente, costo elevato del traffico dati mobile (non solo lato prezzo, ma a livello di costo), incertezza sul mercato e quadro regolamentare mutevole, due player dominanti che stanno a guardare.

Tra un mese o un anno o 5 anni, probabilmente arriveremo anche alla flat pura dati: prima però serve una domanda sostenuta, migliori condizioni di mercato, più ricettività da parte dei clienti. Nell'attesa che maturino tutte le condizioni, X-Series è un ottimo punto di partenza per iniziare ad offire il Web sui cellulari. Non penso di sbagliare di molto se dico che il 99% di chi usa il cellulare per la navigazione mobile utilizza ed è pronto a pagare per mail e navigazione. Quante persone oggi pagherebbero 5-6 volte tanto per avere qualcosa di diverso? Poche. Troppo poche per mettere in piedi un prodotto commerciale valido, appetibile e sostenibile per tutti (sia azienda, sia cliente... non solo lato cliente). Poi, ovvio, ci sarà sempre chi vorrebbe il prodotto di ultra-nicchia ritagliato sulle proprie esigenze: ci arriveremo, ma forse è il caso di abituarsi a digerire la parola "evoluzione" piuttosto che la parola "rivoluzione"...

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