Un occhio sul mondo delle (tele)comunicazioni

martedì, gennaio 29, 2008

Agcom indaga sulle truffe 899 via SMS

Libero Mercato, Avvenire ed altri quotidiani danno quest'oggi risalto all'avvio di un indagine Agcom sulle truffe via SMS.

Sms dai toni allarmanti sono stati spediti nelle ultime settimane a 3 milioni di italiani. Recitano «ti ho lasciato un messaggio in segreteria», o «ci sono urgenti messaggi per te» o anche «abbiamo tentato di recapitarle una spedizione al suo indirizzo» e invitano a chiamare un numero 899 (spesso mascherato in 89-9,08-99) per sapere di che cosa si tratta. In realtà non c'è nessun messaggio urgente nè una qualche spedizione: ma il costo della chiamata al numero indicato è, in media, di 12,40 euro più iva. Una vera e propria truffa, che secondo Adusbef e Consumatori, ha un giro d'affari di 20 milioni di euro. I centralini delle due associazioni continuano a ricevere «centinaia di segnalazioni da parte di cittadini», che ricevono questi sms. Per questo le organizzazioni dei consumatori ieri hanno annunciato di volere presentare un'azione collettiva contro i responsabili della truffa. L'Autorità per le comunicazioni è scesa subito in campo, e ieri ha mandato la polizia postale a controllare i tabulati di Tim (che non ha alcuna responsabilità e collabora con le Autorità) ai centri servizi che hanno materialmente inviato gli sms sulla sua rete, dando origine alla truffa. L'Agcom si prepara a introdurre anche a «introdurre modifiche al sistema di numerazione 899». Un provvedimento invocato da tempo dai consumatori, anche perché il fenomeno non è nuovo.

Finalmente si interviene o comunque si indaga. Peccato che lo si faccia con grave ritardo. La parte più comica è infatti "L'Autorità per le comunicazioni è scesa subito in campo". Per chi segue Telcoeye da qualche tempo, sa che quello di Agcom non è esattamente un intervento fulmineo. Ne ho parlato due anni fa: DUE anni, esatto. Scrivevo nel maggio 2006:

Chi ricorda le truffe via fax/SMS usando gli 899? I truffatori inviano un fax o messaggio all'utente facendogli credere che qualcuno l'abbia cercato, per sentire il messaggio bisogna chiamare un 899.

Spesso per indurre l'utente a chiamare si tirano in ballo questioni familiari: il finto fax dice ad esempio "Ciao, vai tu a prendere nostro figlio a scuola? Io non posso andare, se non puoi andare nemmeno tu avvisami, mi raccomando non lasciarlo solo all'uscita della scuola! Sono fuori ufficio, mi trovi all'899-xxx-yyy". Molti ci sono cascati (la truffa via SMS usa tecniche simili).

In queste ore una nuova ondata di messaggini! Arriva un SMS sul cellulare: ""Hai un nuovo messaggio in segreteria. Chiama da fisso 89-90-30-xxx e seguile istruzioni vocali. Info & costi per iscriversi www.segreteria-.....net".

Ovviamente non c'è nessun messaggio in nessuna segreteria e l'SMS non è stato richiesto in alcun modo. Qualche curiosone però richiamerà, spendendo la bellezza di 15 euro per ascoltare un messaggio pre-registrato di 90 secondi...

Update:
un secondo messaggio-truffa viaggia in questi giorni...
"HAI UN NUOVO MESSAGGIO, CHIAMA DA TELEFONO FISSO 89-91-07-xxx E SEGUE LE ISTRUZIONI VOCALI. INFO &COSTI PER ISCRIVERSI www.messagg.....net".
Sempre 15 euro.


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lunedì, ottobre 29, 2007

Truffe 899: Telecom e PINocchio

Mentre la Polizia de La Spezia blocca una banda che, grazie agli 899, ha racimolato 6 milioni di euro, sul mercato italiano c'è ancora qualcuno che con queste numerazioni la prende alla leggera. Il fenomeno-dialer, insomma, è tutt'altro che sopito.

E' il caso di Telecom Italia: in questi giorni sta inviando ai propri clienti un PIN provvisorio per accedere alle numerazioni non geografiche, comunicato nella bolletta le modalità di utilizzazione per le chiamate ad acceso selettivo.

Fino allo scorso aprile, gli utenti Telecom avevano la possibilità di disabilitare permanentemente l'accesso alle numerazioni "a rischio forse". Il boom dei dialer e delle truffe 899 avevano spinto - per fortuna - parecchi utenti a bloccare permanentemente questo tipi di chiamate. In fdin dei conti, sapendo a pripri che non si chiamerà un 899 nemmeno sotto tortura, e considerando l'andazzo di addebitare chiamate random agli 899 in bolletta, perchè rischiare?

Ora Telecom, probabilmente scottata dal crollo degli addebiti 899, inventa un nuovo sistema meno garantista e assolutamente soggetto a frodi. Il PIN, da digitare per accedere a 899 e collegati. Con questa modalità di accesso, non aumenta la protezione degli utenti (quale migliore protezione di una disabilitazione permanente?), aumenta solo la possibilità di Telecom di addebitare chiamate agli 899 senza che il cliente possa contestare.

Telecom potrà infatti avere buon gioco a sostenere che per effettuare chiamate verso 899 serva un PIN e che quindi se in bolletta c'è una chiamata, il PIN è stato digitato. Peccato che quel PIN sia a disposizione di praticamente chiunque (famigliari, parenti, amici, ladri di posta e truffatori vari) e che permetta le chiamate anche dalla centralina in strada (Striscia la Notizia, le Iene, Report: quante trasmissioni hanno già mostrato quanto sia facile effettuare chiamate abusive...).

Qualcuno potrebbe obiettare che il PIN provvisorio si può cambiare chiamando il 48187. Vero, ma sappiamo a priori che pochi utenti si sono accorti della "novità" sul PIN e quindi chiameranno. In seconda battuta, nessuno è in grado di garantire la segretezza e la riservatezza dei dati memorizzati tramite 48187.

Nei fatti, significa che il nuovo sistema permette a Telecom di mettersi al riparo da ogni contestazione o quasi e che i consumatori non potranno opporsi a bollette stratosferiche con chiamate verso gli 899 (ho visto personalmente bollette di linee telefoniche con disabilitazione permanente che contenevano addebiti a 892, 899, ecc: in quel caso, almeno, il consumatore ha potuto opporsi all'addebito e ha vinto).

L'Agcom dovrebbe intervenire immediatamente, abilitando le utente telefoniche esclusivamente alle chiamate nazionali e verso i cellulari. Chi vuole usare il telefono per chiamate diverse (numerazioni speciali, non geografiche, internazionali, satellitari, ecc) dovrebbe chiedere in forma scritta a Telecom l'apertura della propria linea (oppure dovrebbe esprimere il proprio consenso sul contratto). In questo caso Telecom dovrebbe inviare un PIN, separato dalla bolletta ed in forma anonima (sul modello carta di credito/Bancomat). Utopia?

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