Un occhio sul mondo delle (tele)comunicazioni

lunedì 29 dicembre 2008

Tiscali spegne la TV: gli operatori sono solo operatori?

Tiscali ha inviato nei giorni scorsi una mail ai propri clienti per comunicare la dismissione del servizio IPTV.

Gentile Cliente, desideriamo informarti che a seguito di una ridefinizione del portafoglio prodotti, l’erogazione dei canali di Tiscali TV sarà sospesa a partire dal 1° gennaio 2009. I canali trasmessi in digitale terrestre saranno fruibili tramite il decoder Tiscali fino al 15 gennaio 2009. Tutti i canoni del servizio Tiscali TV del mese di dicembre e fino al 15 gennaio 2009 saranno erogati a titolo gratuito. Nessuna variazione sarà apportata a tutti gli altri servizi Tiscali, che resteranno regolarmente attivi e non subiranno alcuna modifica di prezzo o prestazioni. Restiamo a tua disposizione per eventuali chiarimenti, e, nel ringraziarti per la fiducia accordataci, cogliamo l’occasione per farti i nostri migliori auguri per le imminenti Festività.

Cordiali saluti, Servizio Assistenza Clienti Tiscali


On line Tiscali parla di sospensione del servizio di abbonamento per inconvenienti tecnici, ma ovviamente non è così: il servizio non sarà più offerto. Le previsioni di 50mila utenti nel 2009 non potranno quindi essere confermate, anche se sarebbe interessante capire i motivi che stanno dietro ad una chiusura così rapida.

Secondo Alfonso, si tratta di una decisione corretta: un operatore faccia l’operatore. Vorrà dire trasportare bit? Penso proprio di si, ma non mi pare ci siano alternative.

Io non ne sono del tutto convinto, o meglio non sono per il tutto-bianco-o-tutto-nero. Sebbene ritenga che l'IPTV non sia il mercato giusto in cui pescare nel breve i ricavi che vengono a mancare dalla voce, non possiamo dimenticare che - in un mercato in cui i ricavi da voce calano - si devono cercare fonti di ricavo alternative altrimenti si muore.

L'errore, semmai, è nel guardare sempre e solo a cosa accade in UK per importare servizi in Italia: lavorando nell'on line e parlando spesso con i colleghi inglesi, mi rendo conto che spesso le differenze tra Italia e Regno Unito sono abissali. Se l'IPTV in UK (o in Francia) ha un buon successo, non è detto che sia un servizio replicabile facilmente da noi: non solo il diverso approccio al mondo Web ma anche e soprattutto l'enorme differenza di infrastrutture si fanno sentire.

Che ne pensate?

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scritto da Massimo Cavazzini alle 4:00 PM | 0 commenti | link a questo post

mercoledì 12 novembre 2008

Si dimette Mariani: Tiscali vicino alla vendita?

Mario Mariani, amministratore delegato di Tiscali Italia dal giugno 2006, lascia la società per seguire lo sviluppo di un nuovo progetto professionale. Lo comunica la società tramite una nota nota. Il suo incarico verrà ricoperto dall'ad Mario Rosso, coadiuvato nel coordinamento delle attività operative da Luca Scano, cfo di Tiscali Italia.

Che la vendita della società sia vicina?

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scritto da Massimo Cavazzini alle 11:59 AM | 0 commenti | link a questo post

lunedì 27 ottobre 2008

Tiscali vince in Belgio: no ai filtri P2P

Come riporta Security and the Net, Scarlet -brand belga di Tiscali - ha vinto la propria battaglia in tribunale contro i filtri al traffico P2P.

The Belgian Society of Authors, Composers and Publishers (Sabam, the Belgian version of the RIAA) started a case against Tiscali, one of the largest ISP’s in Belgium. In it, they argue that ISP’s are responsible when their customers transfer copyrighted files via their network. In 2004, Sabam (in their own words) ”obtained an intermediary judgement by virtue of which the court acknowledged that copyright infringements (regarding the reproduction right and right of communication to the public) were being committed by TISCALI customers.

The court then ordered a study into whether Tiscali (now called Scarlet) could be forced to block the transfer of copyrighted material through their network. This was finished last year, and in june 2007 Scarlet was ordered to implement technical measures to block the transfer of copyrighted works via P2P networks within six months. The fine for not following these instructions was set to €2500 per day.

This year, Scarlet asked the court to cancel this order because the systems Sabam proposed for filtering traffic didn’t work as advertised; Sabam has already apologized to the judge about providing incorrect information. The court has now ruled in favor of Scarlet, staying the fine until the final ruling in this case which is expected about a year from now. [via]

Update: pare che non sia vero eppure i giornali continuano a dire - senza ulteriori precisazioni - che il round è di Scarlet, perchè ha vinto in primo grado e fino all'ottobre del 2009 non ci sarà un ulteriore grado di giudizio. Secondo l'IFPI i filtri devono essere attivati entro oggi. Vedremo.

La realtà sta probabilmente nel mezzo. Come spiega lo studio di avvocati che ha difeso Scarlet, the Brussels Court of First Instance delivered its verdict that Scarlet had indeed done all that was in its power to respect the initial Court ruling and that the filtering technologies recommended by the SABAM did not work. The court therefore retrospectively ruled that Scarlet does not need to pay any fines. To put things in context, since January 2008, Scarlet was under threat of paying 2500€ of fines a day, which meant a total sum of nearly 750.000€. The Court's verdict today means that Scarlet no longer has to pay this sum. For the rest, the Court ruled that it could not judge on the technical and legal issues put forward by Scarlet and that the Brussels Court of Appeal was the only competent court to rule on these. The appeal case will take place in October 2009.

In sostanza, Sabam aveva chiesto che Scarlet pagasse 2500 euro al giorno per il passato, e ha perso. Nulla vieta (come si legge nel comunicato Ifpi) che chieda nuovamente la stessa cosa per il periodo che va dalla sentenza dei giorni scorsi fino alla sentenza del 2009, ma non è certo - come invece sostiene l'Ifpi - una decisione della corte di giustizia belga. La corte ha semplicemente dato ragione a Scarlet per il passato, ma non ha parlato nè di filtri nè di futuro. A mio parere quindi, Scarlet ha vinto il primo round (la sentenza per il passato) e creato un precedente importante per combattere nel secondo round.

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scritto da Massimo Cavazzini alle 9:32 PM | 0 commenti | link a questo post

venerdì 29 agosto 2008

Faro Consob su Tiscali: rimbalzi contro De Benedetti?

L'altalena di Tiscali in Borsa (+6,8% mercoledì, -0,81% ieri) è dovuta alle voci di cessione con interessamento di Telecom Italia (insieme a Fastweb e Vodafone) oppure ad altro? E' quanto cercherà di capire la Consob, che ha avviato alcuni accertamenti.

Si avvicina infatti la conversione del bond da 60 milioni di euro sottoscritto da Management&Capital della famiglia De Benedetti: il prezzo di conversione obbligatoria è fissato a 1,48 euro e scatterà se la media dei 20 giorni antecedenti alla data di scadenza si manterrà a meno di 1,48 euro per 5 giorni.

Se il titolo avesse continuato sui soliti livelli avrebbe potuto verificarsi, ma gli strappi degli ultimi giorni potrebbero allontanare l'obbligo di conversione e quindi l'entrata di M&C. Cosa c'è sotto?

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scritto da Massimo Cavazzini alle 10:59 AM | 0 commenti | link a questo post

venerdì 10 agosto 2007

Tele2 in vendita: segnali negativi per i consumatori

Le voci circolavano da settimane, ma ormai è ufficiale: Tele2 è in vendita. La casa madre svedese, dopo aver chiuso le filiali di Francia, Portogallo e Ungheria, punta ora a fare lo stesso con la società italiana cedendone le attività.

La motivazione, ufficialmente, è che la redditività di Tele2 Italia non è più in linea con le attese della casa madre e dunque sia meglio fare cassa subito (in Italia Tele2 fattura 600 milioni di euro e ha circa 2,5 milioni di clienti, di cui 600mila in accesso diretto). Per avere redditività Tele2 dovrebbe investire in infrastrutture proprie e collegare direttamente i clienti anzichè rivendere traffico Telecom Italia (nell'ultimo anno e mezzo, Tele2 ha investito circa 80 milioni in rete propria), una strategia troppo costosa (e rischiosa).

L'abbassamento troppo rapido dei prezzi delle chiamate, che dai consumatori è visto - ovviamente - come una manna, può creare nel medio periodo scompensi di mercato che mettono in difficoltà le società più piccole. In sostanza, i volumi (a livello di minuti) restano stabili o aumentano di poco, ma i margini crollano perchè vengonmo vendute le stesse telefonate di prima a prezzi inferiori. Chi ha le spalle larghe o larghissime (i grandi operatori del settore, Telecom in testa) regge il colpo, i piccoli mollano (vedi Telvia, Elitel e Intratec-Vira) oppure cercano di uscirne indenni grazie ad un acquirente o grazie a fusioni.

Sembra un paradosso, ma la diminuzione dei prezzi può far aumentare la concentrazione di mercato (si torna all'oligopolio), il che significa che i prezzi poptrebbero fermare la propria discesa o addirittura crescere. E' una dinamica che è in atto nel fisso (dove Telecom continua ad avere percentuali di mercato bulgare) e che potrebbe avverarsi nel mobile dove i due operatori minori (Wind e 3) in mancanza di misure pro-competitive e asimmetriche potrebbero trovarsi in forte difficoltà. Il ritorno al duopolio (l'ingresso di operatori virtuali non può essere considerata una vera apertura di mercato, come si è visto i prezzi sono elevati perchè comunque i grandi impongono vincoli stringenti ai nuovi entranti virtuali) comporterebbe una crescita dei prezzi, a svantaggio del mercato e dei consumatori.

Tornando alla vendita di Tele2, il boccone è appetibile per Vodafone, che avrebbe così un piede più stabile dentro la telefonia fissa, e Wind, che eliminerebbe un forte concorrente sul mercato consumer. Ma interessata a Tele2 Italia è anche Tiscali, che sembra ormai puntare solo su Italia e Regno Unito. De Benedetti potrebbe decidere di tornare nelle tlc investendo 150 milioni in Tiscali, il gestore sardo avrebbe così nuovi mezzi finanziari per consolidare i due mercati e pensare a nuove acquisizioni. Rumor dicono che nel caso di un accordo Tele2-Tiscali, l'attuale a.d. di Tele2 Andrea Filippetti potrebbe insediarsi come a.d. di Tiscali: chissà che ne pensa Pompei...

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scritto da Massimo Cavazzini alle 11:56 AM | 1 commenti | link a questo post

giovedì 31 maggio 2007

Tiscali UK ingoia le mail: davvero colpa degli spammer?

Allarme e-mail in Gran Bretagna: nell'ultima settimana un ''buco nero'' si e' mangiato milioni di messaggi elettronici. Il misterioso 'crash' - ha riferito oggi il quotidiano 'Daily Telegraph' - ha colpito gli utenti di Tiscali Broadband, la filiale britannica della compagnia informatica sarda. Molti di questi utenti (che complessivamente sono un milione e ottocentomila) non si sono nemmeno accorti del problema: non hanno infatti ricevuto alcuna allerta sul fatto che le loro e-mail non erano mai giunte a destinazione. Sulla scia di furiose reazioni da parte di molti inveleniti abbonati, Tiscali Braodband ha spiegato che la corrispondenza elettronica e' andata persa per colpa degli 'spammer' e cioe' della gente che riversa sul sistema enormi quantita' di 'junk mail', posta-spazzatura. Alcuni fornitori di accesso a Internet avrebbero bloccato automaticamente le e-mail in arrivo da Tiscali Broadband nel tentativo di filtrare e bloccare l'enorme massa di messaggi-spazzatura e avrebbe cosi' creato la voragine dove tutto e' scomparso. Il problema dovrebbe essere risolto nei prossimi giorni, con l'installazione di un nuovo hardware. Nel frattempo Tiscali Broadband si e' scusata con i propri abbonati e ha consigliato di mandare e-mail servendosi di Hotmail o di altri servizi basati direttamente sul Web. (ANSA).


A me la spiegazione sullo spam convince poco, almeno per come è riportata dall'Ansa. Certo è che ci stiamo abituando ad affidare i nostri dati, le foto, i documenti, i video a servizi terzi (dalle webmail a Flicker, da YouTube a GoogleDocs): forse sarebbe il caso di riflettere e iniziare a pensare che questi servizi non sono infallibili. Insomma, la cara vecchia copia su hard disk (con backup incrementale o - come ho sol mio pc di casa - con hard disk copia) può sempre tornare utile.

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scritto da Massimo Cavazzini alle 3:44 PM | 4 commenti | link a questo post

mercoledì 28 marzo 2007

Sawiris guarda Soru: pronti per Wiscali?

Chissà se si tratta dell'ennesima trovata per far parlare di sè o se c'è del vero: Sawiris, il magnate egiziano proprietario di Wind, è interessato a Tiscali e potrebbe portare a casa anche l'ex Albacom (ora BT Italia) e i.net, società di business security.

MF di oggi scrive:
Sawiris muove su Tiscali con la sponda di Albacom. Il gruppo Orascom, controllato del magnate egiziano potrebbe fare il grande salto e diventare, entrando anche in borsa, il primo vero concorrente a tutto campo di Telecom. Il progetto, allo studio da alcuni mesi, è ormai entrato nella fase decisiva e prevede il coinvolgimento di British Telecom, che ora deve sciogliere le ultime riserve. Bt si è convinta della necessità di rafforzarsi sul mercato del Regno Unito e sarebbe molto interessata a rilevare le attività di Tiscali UK. Orascom starebbe, perciò, trattando.

Stando al quotidiano finanziario, quindi, Wind potrebbe acquistare Tiscali con l'aiuto della stessa BT (in Italia è l'ex Albacom, ormai controllata dal gruppo britannico), che vorrebbe crescere sul mercato UK acquisendo il controllo di Tiscali UK, ovvero dell'ex ISP Freeserve.

In Italia, Wind si troverebbe oltre a telefonia fissa e mobile, anche le attività corporate di Albacom e i.net, anche se BT ha più volte ribadito che quello italiano "è un mercato strategico". L'Opa lanciata da BT su i.net, d'altronde, è ancora in corso.

Una sorta di acquisto in tandem: Wind+BT comprerebbero Tiscali, per poi dividersi la preda mercato per mercato (dove, in realtà, BT sembra interessata alle sole attività inglesi dell'Isp sardo). Chissà cosa ne pensa il fondatore di Tiscali Renato Soru: se è vero che è ormai in politica, è anche vero che potrebbe non vedere di buon occhio la vendita della società da lui fondata. Un'Opa non amichevole? E BT che abbandona il mercato italiano in cambio di un Isp britannico? Non ci credo granchè, ma... staremo a vedere!

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scritto da Massimo Cavazzini alle 8:25 AM | 2 commenti | link a questo post