Un occhio sul mondo delle (tele)comunicazioni

mercoledì, gennaio 09, 2008

Il Web che mangia la Tv

''E' normale che la televisione venga mangiata da Internet, McLuhan diceva che nel futuro la televisione sarebbe diventata un contributo del nuovo medium. La tendenza con You Tube e' proprio quella di considerare la tv una forma d'arte'': lo ha detto Derrick de Kerckhove, noto massmediologo canadese.

Non ne sono convinto, se il concetto è espresso in maniera così assoluta: è più probabile che sia finita la Tv come l'abbiamo conosciuta fino ad oggi, ma davvero non credo che la Tv sia destinata a scomparire. Per due motivi:
- è un mezzo che da sempre evolve con l'evolvere della società: se necessario per la sopravvivenza, il cambiamento accelererà
- la popolazione italiana invecchia. Ok, magari non è un target interessante a livello pubblicitario, magari non è un target che entra nelle statistiche, ma la fascia di anziani continuerà a guardare la Tv.

A sostegno di questi due punti, il concetto di de Kerckhove espresso in altra forma assume un significato diverso dal sinteticvo "la Tv è morta". Dice il discepolo di McLuhan: "La televisione sta ripensando la distribuzione, il formato ed il modo di concepirla, ma in maniera deludente. La situazione ipotizzata dalla ricerca mi sembra nel destino della tv. La televisione ha mangiato il cinema, tutti i media mangiano i precedenti. Come gia' osservato da McLuhan il cinema ha mangiato il teatro, la televisione il cinema, ed ora la televisione verra' fagocitata da Internet. E' normale così". O No?

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lunedì, settembre 17, 2007

N3tv parte con Mogulus


Parte N3TV, una Web-television o, come si autodefinisce, una "Free to Net television".

N3TV “Free To Net Television”, emittente generalista interamente online ideata e sviluppata da Tommaso Tessarolo. Il progetto nasce sul web nel bel mezzo del mondo dei blog, con l’obiettivo di portare tante eccellenti esperienze di nicchia fino al grande pubblico. N3TV ha, perciò, già stretto importanti partnership editoriali e l’offerta è destinata ad un progressivo arricchimento. La prima stagione, che durerà fino al 13 giugno 2008, offrirà gratuitamente agli spettatori un appuntamento quotidiano con N3:
NEWS – trasmissione composta da tante pillole indipendenti di 5 news in 3 minuti che vertono su temi di tecnologia (a cura di Punto Informatico), videogame (Kurai), mobile (MobiLoud.it), blogosfera (I blog it!), NetTV (tommaso.tessarolo) – e diversi live show settimanali – trasmessi attraverso la piattaforma di broadcast live sul web Mogulus e dotati di funzionalità interattive – che tratteranno di musica (con Erik Stripparo), politica (con Emiliano Germani), blogosfera (con Tommaso Tessarolo) e tanto altro ancora.
N3TV è un’emittente generalista NetTV in continua evoluzione, le produzioni saranno distribuite sul sito N3TV.it, su tutti i siti partner in formato embed, in modalità Podcast ed in download per i formati iPod, 3GP e MP3. Presto l’offerta gratuita di intrattenimento video si arricchirà di N3:NEWS su molti altri argomenti ed anche i live show settimanali cresceranno con nuovi ospiti, temi e location.

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lunedì, maggio 14, 2007

Joost, pubblicità fastidiosa

Grazie all'invito ricevuto da Vittorio, ieri ho smanettato un po' con Joost, la piattaforma VOD ideata dagli inventori di Skype e Kazaa. Ho usato un'ADSL a 4 Mbps, anche perchè Joost richiede circa 320 MB in download e 100 MB in upload ogni ora (il sistema è, come i due progetti predecessori, un P2P). Tra l'altro ho scoperto da poco che Li Ka-shing, patron di Hutchison Whampoa che controlla 3 Italia, è tra i finanziatori.

Senza voler entrare troppo nei dettagli, le cose che mi sembrano rilevanti sono:
- interfaccia grafica: carina, comandi intuitivi, navigazione tra le opzini migliorabile mentre il menù dei canali non è male
- parental control: debole, basta dichiarare di avere tot anni e il sistema accetta la dichiarazione (oviamente è un tema che riguarda il Web in generale, non solo Joost)
- telecomando: passaggio da un canale all'altro abbastanza veloce, buffering anche
- realismo: sembra una televisione 'vera' (in diretta), in realtà è un video on demand
- qualità: audio ottimo, video discreto: se il mondo dei monitor e delle televisioni va verso l'alta definizione, per ora Joost può aspirare al Pc, non alla tv di casa. Per Joost in salotto, insomma, bisogna aspettare che arrivi la fibra ottica (come fa Fastweb, per altro)
- interazione: bene la possibilità di interagire con altri spettatori durante la visione dei video; si presuppone che la funzionalità sia usata nella visione di contenuti frivoli (ad esempio video musicali) e non durante la visione di filmati lunghi che richiedono concentrazione e/o che appassionano parecchio
- pubblicità: piccoli clip da 5-10 secondi (Hp, Cisco, Virgin), davvero fastidiosi perchè brevi ma molto frequenti e al momento spesso sempre uguali. Su un video di 5 minuti, interrompere all'inizio e in mezzo è troppo. Meglio un break da 5 minuti ogni ora che 10 break da 10 secondi ogni 5 minuti. Il mezzo consente di fare pubblicità in maniera diversa (sovraimpressioni, spot interattivi, ecc), speriamo venga sfruttato.

Per essere un servizio in beta, direi che il voto è ampiamente sufficiente: gli sviluppi insomma possono essere interessanti, se l'idea è di offrire un sistema VOD su Pc connessi in banda larga.
Per ora non mi viene in mente altro :-)

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venerdì, marzo 30, 2007

Montezemolo in the Sky

Montezemolo, presidente di Fieg Confindustria:
"Sky non ha limiti pubblicitari, e' di fatto un monopolista che ha alterato gli equilibri sulla spartizione pubblicitaria con Mediaset, e a cascata sul sistema dei media. L'avvento delle tv a pagamento ha moltiplicato l'offerta televisiva, ma ha anche ricavato una sua nicchia importante nella spartizione della torta pubblicitaria. Il mondo della carta stampata in 30 anni ha visto crescere i fatturati pubblicitari da 128 milioni a 2 miliardi 780 milioni di euro, ma diminuire le quote nel mercato pubblicitario, dove invece la televisione e' passata dal 17% al 56%".

Camiglieri, amministratopre delegato direttore relazioni esterne di Sky:
''Siamo francamente sconcertati dalle parole del Presidente di Confindustria che denunciano la totale mancanza di conoscenza delle normative in materia di affollamenti pubblicitari in ambito televisivo. Contrariamente a quanto affermato oggi da Montezemolo, Sky è sottoposta agli stessi limiti delle altre emittenti nazionali, così come definiti dall’articolo 38 del Testo Unico sulla Radiotelevisione. I limiti in questione non consentono alle emittenti della Pay Tv, così come a qualsiasi altra rete televisiva o fornitore di contenuti in ambito nazionale, di superare il tetto del 15% dell’orario giornaliero di programmazione. Sky è inoltre lontana da quel tetto, essendo il proprio modello di business sostanzialmente diverso da quello dei canali televisivi tradizionali: siamo una televisione a pagamento, con un fatturato derivante dalla pubblicità marginale rispetto a quello dei proventi da abbonamenti. Stupisce infine che Montezemolo definisca Sky un “monopolista di fatto”: nell’ambito della televisione a pagamento, in Italia operano anche aziende del calibro di Mediaset e Telecom, attraverso il digitale terrestre, l’IPTV e la tv su dispositivi mobili come i videofonini. Prodotti “premium” come calcio, cinema, reality, sono fruibili in pay tv attraverso tutte le piattaforme digitali. E qualunque editore o fornitore di contenuti, se volesse potrebbe offrire servizi di Pay Tv attraverso il satellite, semplicemente rivolgendosi agli operatori delle flotte europee. Sky è inoltre sottoposta ad una serie di vincoli, obblighi e limitazioni che non hanno precedenti in Europa, stabiliti dalla Commissione Europea all’epoca della sua nascita. Si tratta di norme asimmetriche che limitano fortemente le possibilità di Sky di competere con gli altri operatori, ad esempio sul fronte dell’acquisizione dei diritti televisivi per il calcio. In base a questi impegni, inoltre, Sky è tenuta a consentire l’accesso alla propria piattaforma ad altri canali a pagamento, facilitandone l’accesso al mercato, cosa che già avviene da tempo. Parlare di “monopolio”, di conseguenza è del tutto fuori luogo. E’ stupefacente che Montezemolo prima di lanciare simili accuse non abbia sentito la necessità di documentarsi''.

Il resto della disputa sul nuovo reality show "Scintille". Avrebbe dovuto andare in onda sulla Rai, ma c'è qualche problema. Andrà su Sky Vivo e di vivo, alla fine del reality, ne resterà solo uno.

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