Un occhio sul mondo delle (tele)comunicazioni

venerdì, marzo 07, 2008

Telecom Italia, meno investimenti

Approvato il piano industriale di Telecom per il triennio 2008-2010, all'insegna della «disciplina finanziaria». L'ad del gruppo, Franco Bernabé, ha escluso «fuochi d'artificio» nel prossimo futuro. E ha anzi ridotto gli obiettivi di crescita per l'anno in corso. Notizie che non sono piaciute alla Borsa, che ha penalizzato il titolo della compagnia telefonica, arrivato a perdere più del 7% in mattinata (a metà giornata la flessione si è attestata al 6,5% a 1,487). [via]


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sabato, febbraio 16, 2008

L'Antitrust blocca Telecom: niente distacco della linea

L’Antitrust ha deciso che Telecom Italia deve sospendere «i distacchi della linea nei confronti dei clienti che non pagano le chiamate satellitari fatturate in bolletta, su richiesta di Elsacom, e che gli utenti affermano di non avere mai effettuato». [via]

«Per le presunte chiamate satellitari addebitate ai consumatori denuncianti - spiega l’Authority - dai primi esiti delle ispezioni, svoltesi in tutta Italia il 14 febbraio 2008, sembra inoltre emergere la possibilità che per tali telefonate e/o connessioni la società Elsacom in molti casi abbia chiesto a Telecom Italia la fatturazione come satellitari di normali telefonate terrestri».



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venerdì, dicembre 07, 2007

Via le spese di spedizione della bolletta Telecom

Da anni, molti consumatori cercano di far rispettare quanto previsto dalla legge: non pagare le spese di spedizione della bolletta telefonica.

L'art.21 del D.P.R. 633/72, al comma 8, dispone: "Le spese di emissione della fattura e dei conseguenti adempimenti e formalità non possono formare oggetto di addebito a qualsiasi titolo". Ovvero, le aziende non possono addebitare ai clienti le spese di spedizione della fattura.

Sappiamo invece che le spese vengono addebitate eccome. Se in passato l'unico modo per evitare di pagare le spese di spedizione era rivolgersi ai giudici di pace (con elevata probabilità di successo) o al Co.Re.Com della propria regione, a breve potrebbe arrivare una delibera dell'Agcom a sancire la fine del balzello.

Un cliente Telecom Italia di Arezzo ha portato la società davanti al Garante tlc e ha vinto: Telecom dovrà risarcire l'utente per le spese indebitamente incassate tra il 2001 e il 2006. Se è vero che la singola delibera non vale per tutti, è anche vero che il precedente apre la strada ad una marea di richieste di rimborso. Con possibilità concreta di vittoria.

Come scrive Carmine sul Sole24Ore di oggi, per ogni bolletta Telecom Italia incassa 37 centesimi di euro (circa 2 euro/anno). Moltiplicato per quasi 20 milioni di linee telefoniche, sono 43 milioni di euro/anno che potrebbero sparire dal bilancio dell'ex monopolista.

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lunedì, novembre 26, 2007

Galateri di Genola-Bernabè per la nuova Telecom

E' ufficiale:
(Adnkronos) - Il comitato nomine di Mediobanca ha indicato Gabriele Galateri di Genola alla presidenza di Telecom Italia e Franco Bernabe’ come amministratore delegato. Lo ha detto Vincent Bollore’, azionista di piazzetta Cuccia e membro del comitato nomine, al termine della riunione dell’organo, tenutasi oggi a piazza Affari.

Rimane da capire quale sarà nella "nuova" Telecom Italia il ruolo di Buora (attuale vicepresidente) e di tutto il top management attuale, Riccardeo Ruggiero in primis.

Intanto, come scrive Paolucci su La Stampa, la nomina di Franco Bernabè alla guida di Telecom ha provocato una levata di scudi soprattutto dal centrodestra, ma con qualche critica anche da esponenti del centrosinistra. In prima fila Paolo Cirino Pomicino, firmatario anche di una interpellanza con Carlo Giovanardi (Udc) e Antonio Leone (Fi) e querelato dallo stesso Bernabè. Silente Alleanza nazionale, della quale uno degli esponenti di primo piano, Maurizio Gasparri, siede nel board di una delle società controllate dal gruppo del manager. Si tratta della Telit communication plc, società britannica quotata all’Aim (il listino delle piccole imprese della borsa di Londra) e presieduta da Chicco Testa. L’ex ministro delle comunicazioni, precisa il sito internet della società, è attualmente consigliere indipendente e non esecutivo e «non è, né è stato negli ultimi cinque anni, consigliere di nessuna società».

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lunedì, ottobre 29, 2007

Truffe 899: Telecom e PINocchio

Mentre la Polizia de La Spezia blocca una banda che, grazie agli 899, ha racimolato 6 milioni di euro, sul mercato italiano c'è ancora qualcuno che con queste numerazioni la prende alla leggera. Il fenomeno-dialer, insomma, è tutt'altro che sopito.

E' il caso di Telecom Italia: in questi giorni sta inviando ai propri clienti un PIN provvisorio per accedere alle numerazioni non geografiche, comunicato nella bolletta le modalità di utilizzazione per le chiamate ad acceso selettivo.

Fino allo scorso aprile, gli utenti Telecom avevano la possibilità di disabilitare permanentemente l'accesso alle numerazioni "a rischio forse". Il boom dei dialer e delle truffe 899 avevano spinto - per fortuna - parecchi utenti a bloccare permanentemente questo tipi di chiamate. In fdin dei conti, sapendo a pripri che non si chiamerà un 899 nemmeno sotto tortura, e considerando l'andazzo di addebitare chiamate random agli 899 in bolletta, perchè rischiare?

Ora Telecom, probabilmente scottata dal crollo degli addebiti 899, inventa un nuovo sistema meno garantista e assolutamente soggetto a frodi. Il PIN, da digitare per accedere a 899 e collegati. Con questa modalità di accesso, non aumenta la protezione degli utenti (quale migliore protezione di una disabilitazione permanente?), aumenta solo la possibilità di Telecom di addebitare chiamate agli 899 senza che il cliente possa contestare.

Telecom potrà infatti avere buon gioco a sostenere che per effettuare chiamate verso 899 serva un PIN e che quindi se in bolletta c'è una chiamata, il PIN è stato digitato. Peccato che quel PIN sia a disposizione di praticamente chiunque (famigliari, parenti, amici, ladri di posta e truffatori vari) e che permetta le chiamate anche dalla centralina in strada (Striscia la Notizia, le Iene, Report: quante trasmissioni hanno già mostrato quanto sia facile effettuare chiamate abusive...).

Qualcuno potrebbe obiettare che il PIN provvisorio si può cambiare chiamando il 48187. Vero, ma sappiamo a priori che pochi utenti si sono accorti della "novità" sul PIN e quindi chiameranno. In seconda battuta, nessuno è in grado di garantire la segretezza e la riservatezza dei dati memorizzati tramite 48187.

Nei fatti, significa che il nuovo sistema permette a Telecom di mettersi al riparo da ogni contestazione o quasi e che i consumatori non potranno opporsi a bollette stratosferiche con chiamate verso gli 899 (ho visto personalmente bollette di linee telefoniche con disabilitazione permanente che contenevano addebiti a 892, 899, ecc: in quel caso, almeno, il consumatore ha potuto opporsi all'addebito e ha vinto).

L'Agcom dovrebbe intervenire immediatamente, abilitando le utente telefoniche esclusivamente alle chiamate nazionali e verso i cellulari. Chi vuole usare il telefono per chiamate diverse (numerazioni speciali, non geografiche, internazionali, satellitari, ecc) dovrebbe chiedere in forma scritta a Telecom l'apertura della propria linea (oppure dovrebbe esprimere il proprio consenso sul contratto). In questo caso Telecom dovrebbe inviare un PIN, separato dalla bolletta ed in forma anonima (sul modello carta di credito/Bancomat). Utopia?

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giovedì, agosto 23, 2007

Telecom 1- Telvia 0

Nella battaglia Telvia-Telecom, secondo round all'ex monopolista:

Il Tribunale di Roma ha respinto la richiesta di Telvia di imporre il ripristino degli accordi riguardanti la fornitura di banda larga e i servizi di accesso.

Il 1 agosto scorso, il Tribunale di Roma aveva emesso un decreto d'urgenza per imporre a Telecom di riprendere la fornitura dei servizi. Oggi ha riconosciuto che Telecom ha rispettato gli obblighi degli accordi previsti dal contratto, cancellato il decreto d'urgenza e riconosciuto la correttezza del comportamento di Telecom. Si attende terzo round.

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martedì, luglio 24, 2007

L'ultimo CdA Telecom Italia?

Giornata sicuramente calda per i vertici del Gruppo Telecom Italia: oggi potr5ebbe andare in scena l'ultimo CdA prima del cambio deciso dai soci Telco. Tronchetti Provera ha lasciato intendere che la formalizzazione del passaggio di quote Telecom tra Olimpia e Telco potrebbe arrivare ad agosto, ed insieme potrebbe arrivare il cambio dei vertici aziendali.

Basterà a Ruggiero presentare una semestrale che da giorni definisce "sicuramente positiva"? Le stime degli analisti dicono che Telecom registrerà ricavi per 15,4 miliardi (+ 0,6%), un margine operativo lordo di 6,25 miliardi (erano 6,5 in H1 2006) e un indebitamento di poco sotto i 39 miliardi, contro i 41,3 miliardi al 30 giugno 2006. Eppure il nome di Gabriele Galateri per la presidenza e quello di Dal Pino per la poltrona di amministratore delegato continuano a circolare insistenti.

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giovedì, luglio 19, 2007

Elitel contro Telecom, utenti contro tutti

Curiosa (ma prevedibile) svolta della querelle Elitel-Telecom Italia, che ha lasciato migliaia di persone senza telefono.

Chi è rimasto senza telefono, o chiama anteponendo il 1033 (ovvero instrada la chiamata su rete Telecom bypassando la carrier pre-selection) oppure non telefona. Secondo Elitel, però, Telecom Italia - dopo aver staccato le linee di Elitel - avrebbe contattato i clienti Elitel per sottrarli alla società in crisi. E questo, secondo alcune voci presenti nei commenti dei blog che hanno trattato del caso, sarebbe accaduto già nei mesi passati quando le prime avvisaglie dei problemi economici iniziavano ad affiorare.

Ora la palla passa al Tribunale di Milano, che dovrà decidere se commissariare Elitel: probabilmente una decisione arriverà già oggi. Del caso Elitel se ne è parlato poco fa anche a Radio24: qui il file della trasmissione.

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mercoledì, luglio 04, 2007

E intanto l'UE multa Telefonica per l'ADSL...

Apcom:
Multa milionaria dall'antitrust Ue a Telefonica: la Commissione europea ha chiamato oggi la compagnia di telecomunicazioni iberica a pagare 151.875.000 di euro per "un abuso molto grave della sua posizione dominante sul mercato della banda larga ('broadband') in Spagna". Lo ha confermato oggi lo stesso esecutivo comunitario in un comunicato diffuso a Bruxelles, secondo cui gli abusi sarebbero durati per cinque anni. "Telefonica - si legge nella nota di Bruxelles - ha imposto prezzi non equi, attraverso la riduzione dei margini ('margin squeeze') fra il prezzo all'ingrosso applicato ai concorrenti e quello al dettaglio applicato ai clienti". Così facendo, "ha indebolito i concorrenti, rendendo difficile la loro continuità e crescita sul mercato: sono stati costretti a subire perdite per raggiungere i prezzi al dettaglio di Telefonica". Il tutto, secondo la Commissione, a diretto svantaggio dei consumatori, che in Spagna "pagano il 20% in più della media Ue per l'accesso a internet a banda larga". Con l'effetto collaterale che "la penetrazione della banda larga in Spagna è del 20% inferiore alla media Ue e la sua crescita quasi del 30% inferiore". Secondo il commissario Ue alla Concorrenza, l'olandese Neelie Kroes, molti spagnoli hanno appunto "deciso di non pagare questo prezzo", col risultato di una limitata diffusione della nuova tecnologia sul mercato iberico. "Quando i consumatori e le imprese sono danneggiati su un mercato così rilevante, tutta l'economia ne soffre: non permetterò alle compagnie dominanti di fissare prezzi che mettono a rischio la liberalizzazione delle telecomunicazioni".

Ma soprattutto:"Dissuaderemo altri incumbent da comportamenti simili"

Che qualcuno inizi a preoccuparsi? Anche se la multa, 151 mln di euro, non è altissima, anzi...

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L'ADSL di Telecom



Oggi sul Sole24Ore, nell'articolo di Carmine Fotina sullo scorporo "soft" della rete Telecom, due grafici interessanti.

Il primo è l'evoluzione della copertura dell'ADSL Telecom (dichiarato da Telecom Italia stessa). La linea in alto (scusate per la qualità della scansione...) alla colonna del 2007 dice che il 95% delle linee telefoniche gode di un'ADSL fino a 7 Mbps. Addirittura nel 2008 il 100% dei telefoni italiani avrà ADSL fino a 7 Mbps. Ma voi ci credete? Se fosse così, già oggi il Digital Divide sarebbe scomparso, no? C'è qualcosa che mi sfugge nei dati di questo grafico Telecom?
Poi, ovviamente, sarebbe da spaccare il dato dei 7 Mbps: quante a 512 Kbps? Quante a 1 Mbps? Quante realmente a 4-7 Mbps? E a che distanza dalle centrali? Insomma, vorrei vedere quanta popolazione può effettivamente avere queste ADSL... e a che prezzi rispetto agli altri Paesi.


Secondo grafico: la penetrazione commerciale. Nel 2006, circa 5900 linee ADSL Telecom Italia e circa 2500 per gli operatori alternativi (ovvero, secondo Telecom Italia, le quote di mercato della concorrenza sono circa del 29%).

Previsione 2007: 3900 linee concorrenti e 6100 Telecom (39%). Più si va avanti più peggiora o comunque non si migliora (le due linee sono quasi parallele, con una leggera divergenza a favore di Telecom andando verso il 2012; quota di mercato degli operatori alternativi ferma al 37,5%).
Due riflessioni ulteriori:
- la previsione di Telecom è di resistere, ovvero continuare ad essere sulla banda larga monopolista de facto (con una quota di mercato superiore al 63% anche nel 2012)
- i dati ECTA (vedi il mio post di ieri sempre sulla banda larga) sono confermati: Telecom ha il 70% del mercato. Il dato più alto delle consorelle europee...

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martedì, luglio 03, 2007

La banda larga italiana: poca e monopolista

Se vi chiedessi qual è, ad occhio, il Paese europeo in cui l'ex monopolista ex lege (e ancora monopolista de facto) ha la maggior quota di mercato nella banda larga cosa rispondereste? E se vi chiedessi quale Paese è primo tra un gruppo di Paesi affini (che so: Spagna, Francia, Italia, Germania, UK, ...)?



La risposta arriva dai dati di ECTA (via Stefano) e per l'Italia è sconsolante: è proprio il Belpaese in cima alla classifica (se rispondete alla seconda domanda), o comunque è terzo in Europa, alle spalle di Cipro e Lussemburgo. Che, senza voler nulla togliere, non spodestano di fatto l'Italia dalla poco invidiabile prima posizione.


In Italia, il monopolista di fatto Telecom Italia ha ancora il 70% del mercato. Il primo dei Paesi "simili" è la Spagna, con il 57%. In altri Paesi, l'ex monopolista scende sotto il 50% (48% in Germaia e idem in Francia; addirittura 23% in UK).


Il dato sarebbe sopportabile meglio se almeno l'Italia avesse una diffusione capillare della banda larga: sempre secondo ECTA, ahinoi, non è così. Siamo ad appena il 13,5%, ultimi tra i "Paesi" simili, ben lontani dal 20-30% dell'Europa "che conta".

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lunedì, giugno 11, 2007

Bitstream, l'AIIP alza le antenne

Lo scorso fine maggio, Agcom ha approvato la delibera che introduce il bitstream sul mercato italiano. Scrivevo il 23 maggio:

In sostanza, una nuova modalità di vendita della banda larga all'ingrosso, che dovrebbe favorire la nascita di offerte competitive da parte dei gestori alternativi (e, sostiene qualcuno, affossare definitivamente l'ULL dati per via dell'indipendenza tecnica da Telecom che il bitstrean access dà ai gestori alternativi).

Come sottolinea PI di oggi, però, c'è il rischio che l'arrivo del bitstream rappresenti un'involuzione e non una rivoluzione: Telecom potrebbe fissare prezzi addirittura maggiori degli attuali e l'Agcom interverrebbe solo ad autunno inoltrato.

Un ritardo inaccettabile, tanto che l'Associazione dei provider AIIP ha inviato una lettera aperta, preceduta da queste considerazioni:
A fronte della nuova regolamentazione, Telecom Italia è tenuta a presentare entro la settimana prossimo la nuova offerta per la larga banda all’ingrosso. AIIP è seriamente preoccupata della possibilità che Telecom Italia, come già avvenuto, adotti una tattica dilatoria presentando un’offerta lontana dalle migliori condizioni praticate in Europa, al solo fine di sfruttare i tempi richiesti da un intervento dell’Autorità per la modifica dell’offerta.

Come fa notare Stefano, la Contabilità Regolatoria di Telecom Italia è stata fornita con ritardi anche di anni, raramente c'è stata qualche società di revisione che la certificasse e, non essendo reato fornire informazioni false, molti sollevano dubbi sulla sua attendibilità.

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lunedì, maggio 28, 2007

Telecom vende le centrali

Il conflitto d'interessi esiste anche dove la politica fa di tutto per non vederlo. Il più pericoloso è quello nascosto, che distorce il mercato e brucia ricchezza di molti a favore di pochi. Senza usare tecnicismi, con pochi concetti, ecco perché la sorte degli immobili di Telecom Italia ha rilievo e conseguenze generali. Dunque, a partire dal 2002 la Telecom comincia a vendere immobili che le sono necessari per lavorare (in alcuni sono contenute le centrali), quindi incassa il corrispettivo ma stipula con il compratore dei contratti d'affitto. Questi hanno un rendimento tale che nel corso della loro validità l'investimento è ripagato interamente, mentre Telecom ha più soldi in cassa, perde valore patrimoniale e deve pagare, per sempre, gli affitti.

Davide Giacalone continua qui...

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mercoledì, maggio 23, 2007

Al via il bitstream in Italia

Agcom ha approvato la delibera che introduce in Italia il bitstream, ovvero - per dirla come l'ANSA - il servizio di accesso che consente agli operatori alternativi a Telecom Italia di fornire alla clientela finale servizi a larga banda, con prestazioni piu' elevate.

In sostanza, una nuova modalità di vendita della banda larga all'iungrosso, che dovrebbe favorire la nascita di offerte competitive da parte dei gestori alternativi (e, sostiene qualcuno, affossare definitivamente l'ULL dati per via dell'indipendenza tecnica da Telecom che il bitstrean access dà ai gestori alternativi).

Il Garante Tlc stabilisce le caratteristiche dell'offerta bitstream, l'utilizzo delle diverse tecnologie disponibili, la qualita' dei servizi, le modalita' per la definizione delle relative tariffe da parte di Telecom Italia. L'ex monopolista dovrà pubblicare l'offerta entro 15 giorni, poi il Garante dovrà approvarla.

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martedì, maggio 22, 2007

La fibra ride sul Web, ma intanto...


Il tam tam funziona e la "Fibra che ride" rimbalza sul Web con ottimi risultati. Scrive Stefano:

Di un'altra grande opera infrastrutturale, che è fondamentale per il futuro della società e dell'economia, che ci accompagnerà per i prossimi 60 anni, invece, non si è parlato assolutamente. (si è parlato del suo proprietario, ma non dell'opera). E' la cosidetta "rete di nuova generazione". Riguardo la scelta della modalità realizzativa,ci sono diverse alternative ed ognuna di queste e' come decidere di fare o meno un tunnel, scegliere un tracciato ferroviario : portare la fibra fino in casa (Fiber to the home: FTTH), o portarla ad un nodo (Fiber to the node: FTTN) e il nodo in questione potrebbe essere il palazzo (Fiber to the building: FTTB) o il marciapiede (Fiber to the Curb: FTTC).

Sarà anche vero che la banda non basta mai, ma è altrettanto vero che oggi non c'è questa grande richiesta di banda da parte degli utenti. Ovvero: se prendiamo per buona la slide Telecom Italia proiettata la scorsa settimana da Riccardo Ruggiero, la penetrazione della banda larga in Italia è già al 95% sui 4 Mbps e al 50% sui 20 Mbps . E, aggiungo io, all'80-85% della popolazione è accessibile la banda larga mobile a 1,8-3,6 Mbps. Ma gli italiani non usano la banda larga. O meglio, una piccola percentuale di utenti usa la banda larga, una larga percentuale non sa nemmeno cosa sia il Web.

La useranno tra 10 anni? Possibile, per questo è necessario ragionare su strategie e infrastrutture di lungo termine. Non possiamo fare a meno di discutere e di immaginare come sarà il futuro, quali tecnologie sopravviveranno e quali scompariranno. L'errore cvhe non possiamo permetterci di fare, come sistema-Paese, è di credere che esista già oggi chi ha la soluzione. Vorrebbe dire ammettere che qualcuno conosce il futuro esattamente: così non è, al limite ha una propria idea (supportata da fatti, numeri, previsioni, ragionamenti).

Sulle connessioni fisse, mentre è chiaro che FTTB è sub-ottimale rispetto a FTTH in senso assoluto, in un'ottica di ottimo vincolato (chi ha minime nozioni di ricerca operativa sa di cosa parlo...) l'FTTB potrebbe essere una soluzione accettabile. Almeno fino alla fine del decennio, la banda larga che serve non va oltre i 3-4 Mbps per persona. Il collo di bottiglia, ne sono consapevoli operatori fissi e mobili, si è ormai spostato dall'accesso al trasporto (backhauling).

A questo punto potremmo concludere che oggi FTTH non serve, ma che servirà tra 5-10 anni (in fin dei conti anche il telefono fisso agli albori era ritenuto un aggeggio diabolico e senza futuro. Per chi vuole approfondire, un bel testo è quello di Fisher, Storia sociale del telefono, UTET Libreria, Torino 1995). Anche in questo caso, è vero: tra 10 anni FTTH potrebbe essere fondamentale.
Potrebbe, e sottolineo potrebbe. Perchè tra 10 anni potrebbe anche esserci una tecnologia wireless che rende inutile la fibra fino all'appartamento: i 5-10-50 Mbps che mi servono viaggiano nell'etere tra la casa e la cantina (o la centralina, nel caso di FTTC), e da lì parto in fibra. Oppure potrebbe esserci una tecnologia alternativa sia alla fibra sia al wireless che rende già oggi obsoleti alcuni ragionamenti. Potrebbe. Potrebbe.

E' uno scenario possibile? Certo, almeno quanto quello che vede FTTH come "la soluzione". In fin dei conti il mito del WiMax come panacea contro il digital divide è creato (anche) dai newcomer fissi che vogliono mettere un piede nel mobile, ma chi conosce a fondo le diverse tecnologie sa che l'efficienza spettrale dell'HSPA (in versione LTE) è la stessa del WiMax. Eppure leggendo i quotidiani sembra che il WiMax sia "la soluzione". Ne siamo così sicuri? Doveva esserlo anche il WiFi, ricordate? Ok, qualcuno potrebbe dire "in Italia è stato ucciso dalla regolamentazione", ma anche all'estero non mi pare che stia facendo sfracelli sotto il profilo del business...
Questa disquisizione per frenare i facili entusiami: la soluzione - quella unica, definitiva, assoluta, la migliore - non esiste, esistono più scenari possibili. Qualcuno più credibile, qualcuno meno, qualcuno più probabile, qualcuno meno. Ma non esiste un unico scenario. La fribra ride, ma potrebbero ridere anche altre tecnologie. Sediamoci ad un tavolo, perchè discutere, condividere, pensare e ripensare è fondamentale per il futuro del nostro Paese.
In tutto questo, un grazie a Stefano, e lo dico davvero: mi costringe - ci costringe!- a pensare.... che di questio tempi non è poco!

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venerdì, maggio 04, 2007

Consultiamoci prima di separare

Il Garante per le Comunicazioni ha dato il via alla consultazione pubblica per sapere cosa ne pensano i soggetti interessati della separazione della rete Telecom. Funzionale o societaria? Modello inglese o nuovo modello all'italiana?

Chi è interessato e ha qualcosa da dire, parli!
(a proposito, lunedì 7 maggio se ne parlerà su Rai Utile)

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lunedì, aprile 16, 2007

Telecom live blogging

Quintarelli live dall'assemblea Telecom Italia.

Ultimo degli interventi pubblicati:

15.23 Sergio Cusani: Analizza i contratti per servizi fatti da Pirelli per Telecom che paiono in conflitto (ad esempio Pirelli gestisce marchi telecom) Pierlli è riuscita a stipulare contratti con telecom per attività che Telecom poteva fare con la sua struttura .. tropo denso.. glielo chiedo e lo posto. chiede in sostanza i dettagli di tutti i contratti tra telecom epirelli e eventuali penali... Poi passa ai ricavi e dice che l'esposizione in bilancio potrebbe essere in contrasto con le norme di accounting e chiede "nel rispetto dei principi contabili, come mai non avete esposto i ricavi al netto di quote che devono essere corrisposti a terzi" (che sono cresciuti di piu' del 20%) (molto tecnico). Il contributo all'Agcom si deve calcolare su ricavi netti o lordi ? e nel caso, e' coerente con la pratica contabile di esporre ricavi al lordo di quanto dovuto ad altri operatori". poi chiede informazioni sui contratti con Teleleasing perche' Telecom ha finanziato gli acqiuosti di teleleasing quando il socio e' una banca (mediobanca) ? perche' l'AD di teleleasing ha incarichi anche in telecom ? esistono accordi di put&call di telecom su mediobanca su teleleasing. non si prefigura come un portage ?. poi sui fondi immobiliari: gli immobili ceduti sono oggetto di contratti di retrodatazione. perche' gli immobili sono ben al disotto dei valori di mercato ? Non c'e' un conflitto di interesse per la partecipazione ai fondi in modo rilevante di una società collegata (Pirelli RE). Poi sui dividendi: proposta: la politica di distribuzione dovrebbe tenere conto della necessità di grandi investimenti. Proponiamo quanto propostoi per FIAT 2006per gli anni successivi: 25% per il 2006 proponiamo il 50%. Poi parla di Stock options. "lescamotage consiste nella gratuità dell'assegnazione, in pratica una donazione" Chiedo che venga respinta il piano di assegnazione delle stock options.

Il file audio di Beppe Grillo. Aspettiamo il link all'intervento di Stefano.

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giovedì, aprile 12, 2007

Signò, son 50 euro. E la borsetta dov'è?

Mia nonna ha cambiato casa. Ha più di ottant'anni ed è malata. Ovviamente ha chiesto il trasloco della linea telefonica fissa, che a quell'età è praticamente indispensabile, ad esempio per l'allarme se si sente male.

La linea telefonica dovrebbe arrivare entro 10 giorni, ci hanno messo più di un mese (non è andata ad abitare nella giungla, ma a 30 metri da dove abitava prima). Senza spiegazioni, o motivazioni tecniche valide (si è spostata di 30 metri da dove abitava prima e dove aveva una linea fissa). Chiederò il rimborso, solita lagna burocratica con perdite di tempo a iosa.

Le hanno mandato un sms per dirle "le ricordiamo che veniamo il 12 aprile per attivarle la linea", si sono presentati il 10 aprile. Ovviamente il 10 aprile mia nonna era a casa da sola, il 12 sarebbe stata in presenza di qualcuno della mia famiglia.

I "tecnici" le hanno sfilato 50 euro (senza rilasciare ricevuta, ovviamente) dicendole che "un elettricista per mettere la presa del telefono le chiede 100 euro, noi glielo facciamo in 10 minuti alla metà". Mia nonna ha pagato, del telefono aveva bisogno. In fretta.

Non contenti le hanno poi rubato la borsetta, uscendo da casa. Per fortuna c'erano dentro solo documenti. Tutti prima o poi dobbiamo morire, ma quello che hanno fatto i due signori a casa di mia nonna dimostra qualcuno dovrebbe morire prima degli altri.

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martedì, aprile 10, 2007

TiLab a fette

Uno degli aspetti più preoccupanti della vicenda Telecom è quello legato a TiLab, l'ex Cselt. Un centro di ricerca di eccellenza, capace di sfornare 60 invezioni ogni anno, occupando circa 6300 persone (1400 a Torino per l'innovazione in senso stretto, altri a Milano e Roma per l'ingegnerizzazione dei prodotti) e facendo ricerca di alto livello coordinandosi con i maggiori centri mondiali. Dopo il centro Alcatel, TiLab è al secondo posto nella graduatoria dei finanziamenti UE per la ricerca nelle tlc.

AT&T, se riuscirà ad acquisire il controllo di Telecom Italia, non esporterà la tecnologia italiana nel mondo, piuttosto importerà in Italia la tecnologia americana. Scrive Luigi Grassia su LaStampa (unico quotidiano nazionale ad occuparsi per il momento di TiLab):

Il punto di partenza è che la Telecom fornisce servizi di Tlc tramite apparecchiature che non produce in casa; di conseguenza, le sue innovazioni consistono (di regola) nell'assemblaggio originale, nell'adattamento o nell'evoluzione di prodotti già presenti sul mercato, oppure molto prossimi ad arrivarci. Il Cselt, antenato di Telecom Lab, nacque 40 anni fa come centro di documentazione per mettere l'allora Sip in grado di capire che cosa succedeva nel mondo delle Tlc. Oggi la struttura, molto cresciuta, si occupa innanzitutto di suggerire alle divisioni operative del gruppo come utilizzare al meglio la varietà di offerte proposte da produttori come Alcatel, Cisco, Ericsson e così via. Quella che si fa in casa Telecom è innovazione di sistema (non di prodotto): si tratta cioè di capire l'architettura delle tecnologie emergenti e di pila- tare l'innovazione verso le applicazioni più adatte. Tutto ciò avviene abitualmente in rete, in quotidiano contatto con strutture private e pubbliche.

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martedì, aprile 03, 2007

Il vetrocemento Telecom

Stefano fa i conti sui conti Telecom Italia:

Value team fattura circa 290 milioni. Ha acquistato Etnoteam che ne fattura 110. Totale 400
Su Affari Italiani, Rossi Cairo, presidente di Value Team
ha dichiarato "Adesso Telecom rappresenta meno del 30% del nostro fatturato".
400 x 30% = 120 milioni di euro. (nel 2006)
Gia' non credo a questa cifra, come ho scritto nel post secondo me l'incidenza e' ancora maggiore, ma comunque, anche fosse...
8 milioni nel 2005 eliminate nel corso del 2006, dice Telecom
120 milioni di euro, dice Value Team
se tanto mi dà tanto.. passi avanti nella trasparenza ? come il vetrocemento, forse.

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Telecom, e la giostra va

I titoli delle agenzie delle ultime ore... PS: pare che prima o poi inizieranno anche a lavorare...

TELECOM: BERSANI, COSA VOGLIONO QUESTI AMERICANI?**
TELECOM: BONINO, NON IMPORTA IL PASSAPORTO DELL'AZIONISTA MAGGIORANZA**
TELECOM: IL PORTAVOCE DI AT&T, LA NOSTRA PROPOSTA FARA' BENE A TUTTI**
TELECOM: LANDOLFI, INVESTITORI DI CASA ORA APRITE IL PORTAFOGLIO**
TELECOM: MARTINO, ESECUTIVO STIA FUORI DA ECONOMIA ITALIANA**
TELECOM: GENTILONI, IN TUTTI PAESI AZIENDA TLC IN MANO NAZIONALE
TELECOM: GENTILONI, NO SPEZZATINO ASSET, MA NIENTE BARRICATE
Telecom: Capezzone, Governo e politica non cerchino 'cavaliere bianco'
TELECOM:GENTILONI,RETE SISTEMA NERVOSO SOCIETA' INFORMAZIONE
TELECOM: BERTOLINI, GOVERNO E UNIONE NEL CAOS
TELECOM: BIANCHI, GOVERNO SI PORRA' SERIAMENTE IL PROBLEMA
TELECOM: GASPARRI, DA GOVERNO PATRIOTTISMO A FASI ALTERNE
TELECOM: BERTINOTTI, DECISIONI SPETTANO AL PARLAMENTO
TELECOM/ SGOBIO: MARCHIO ITALIA NEL MONDO, GOVERNO INTERVENGA
TELECOM: BIANCHI, E' ASSET STRATEGICO GOVERNO DOVRA' PORRE PROBLEMA
TELECOM: MICHELI, SENZA CAPEZZONE ORMAI RISCHIO CRISI ASTINENZA
TELECOM: PECORARO, IL GOVERNO HA IL DOVERE DI INTERVENIRE
TELECOM/ VIETTI: GOVERNO NON SI IMPICCI, LASCI FARE AL MERCATO
Telecom: Ventura, "buona operazione, si faccia avanti chi offre di piu'"
TELECOM: PECORARO, DOVERE GOVERNO E PARLAMENTO OCCUPARSENE
TELECOM: RUTELLI, PROVA NON BRILLANTE CAPITALISMO ITALIANO
TELECOM: MAZZOTTA, AUSPICO CONTRIBUTO GRANDI BANCHE ITALIANE
TELECOM: LAINATI,ATTACCO PRC A SIRCANA CONFERMA CAOS P.CHIGI TELECOM: DI PIETRO, DECISIONI CDA SACRE SE CDA ESPRIMESSE MAGGIORANZA TELECOM: CICCHITTO, GRAN PARTE GOVERNO IGNORA CHE C'E' ECONOMIA MERCATOTelecom: Mazzotta, auspico contributo da grandi bancheTELECOM: LUPI (FI), IN MAGGIORANZA PREVALE STATALISMODA CENTROSINISTRA REAZIONI SCHIZOFRENICHE TELECOM/ BERLUSCONI: VENDITA A STRANIERI? E' IL MERCATO TELECOM: SACCONI, PREOCCUPATI DA SCARSA VIGILANZA CONSOBTELECOM: NAPOLI (FI), PAGHIAMO ORA STAGIONE CAPITANI CORAGGIOSI. GOVERNO NON SI INTROMETTA, INCORREREBBE FULMINI ANTITRUST TELECOM/ BERSANI:IN TUTTA EUROPA RETI HANNO RADICAMENTO NAZIONALETELECOM/ MERLO: SALVAGUARDARE PROSPETTIVA INDUSTRALE AZIENDA TELECOM: BERSANI, CON RETE TLC A STRANIERI SAREMMO ECCEZIONE IN UE TELECOM: BUTTIGLIONE, IN ITALIA SOLO MEDIASET HA I SOLDI TELECOM: PIRANI (UIL), DIMOSTRA FRAGILITA' FINANZIARIA IMPRESE ITALIANETELECOM: DI PIETRO A SIRCANA, QUEL CDA NON E' 'SACRO' TELECOM: MIGLIORE (PRC), SORPRESI DALLE DICHIARAZIONI DI SIRCANATELECOM: DI PIETRO,MI SCHIERO CON GRILLO E PICCOLI AZIONISTITELECOM/ OSSORIO (IDV): SCONTIAMO ERRORI CATTIVA PRIVATIZZAZIONETELECOM: BERLUSCONI, NON HO COMMENTI DA FARETELECOM: D'AGRO' (UDC), SI USI METODO BANCHETELECOM: JANNONE (FI), SINISTRA DIVISA TRA STATALISTI E DIFENSORI BANCHIERI TELECOM: BOSELLI, NON SPETTA AL GOVERNO INTERVENIRETELECOM: VILLETTI, NON FARSI ATTRARRE DAL NAZIONALISMO DI BERTINOTTI TELECOM: FABRIS(UDEUR), PAESE NON DEVE PIANGERE PER COLPE AZIENDATELECOM: FABRIS,NO PROTEZIONISMO MA AZIENDA PAGA SUOI ERRORI Telecom: Bertinotti, lesione sovranita', serve scelta indirizzo CamereTelecom: Di Pietro, proporro' a Prodi decreto legge su governanceTELECOM: VITO, SINGOLARE INTERVENTO BERTINOTTITELECOM: SERENI, COMPRENDERE COSA SIGNIFICHI PER CITTADINI E ITALIATELECOM: UIL, GOVERNANCE STABILE PER VERO PIANO INDUSTRIALETELECOM/ FOLENA: AVVIARE PIANO ROVATI, BISOGNA RICOMPRARE LA RETETelecom: Santagata, preoccupazione ma Governo non fara' alcunche' TELECOM: GRANDI, TRONCHETTI ALZA IL PREZZO PER VENDERE TELECOM/ DAMIANO: UNA VICENDA PREOCCUPANTETELECOM: CHIAPPETTA, TUTELARE AZIENDA ITALIANATELECOM/ BALDASSARRI: VICENDA NATA MALE, FINITA PEGGIO TELECOM:DILIBERTO,GOVERNO INTERVENGA PER SCORAGGIARE VENDITA TELECOM/ APPELLO BIPARTISAN SUL 'FOGLIO': STOP A DIRIGISMOCapezzone, Martino, Tabacci, Debenedetti: no a cori nazionalisti

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Sette licenze per il WiMax italiano

Su FinanzaeMercati, un interessante articolo di Franco Carlini che illustra lo scenario WiMax italiano. Come noto, a giugno dovrebbero essere rilasciate le prime licenze. Sette, per la precisione, di cui sei per i privati ed una per la Pubblica Amministrazione.

Tutte licenze con una potenza da 5+5 MHz, in grado di trasmettere banda larga via etere ad una velocità di circa 6 Mbps. Così, sembra finita in soffitta (almeno per ora) l'idea delle licenze nazionali che tanto piaceva ai grandi player di tlc. Non è un mistero che i gruppi nazionali (sia l'ex incumbent sia le telecom alternative) puntassero alla creazione di concessioni geograficamente più estese, in modo da poter sfruttare le loro maggiori economie di scala. Una, opiù licenze, nazionali infaffi avrebbero giocoforza escluso molte società non in grado di gestire aree territoriali troppo vaste. E, di conseguenza, agevolato i soliti noti.

Le licenze WiMax, come previsto, saranno multiregionali: un escamotage che permette di escludere le Regioni (non hanno competenza, l’avrebbero avuta con licenze su base regionale) e di escludere i player nazionali (che avrebbero voluto licenza su base nazionale). Comprare licenza in ognuna delle macro-aree? Sarà probabilmente escluso dal bando di gara, per favorire le società medio-piccole. Queste dovranno, però, dimostrare di poter assumere impegni concreti e sviluppare progetti industriali sostenibili. Un beauty contest che dovrebbe mettere, almeno sulla carta, al riparo da brutte sorprese (qualcuno ricorda l’hype sul WLL, l’ultimi miglio wireless, e a cosa si è arrivati oggi?).

E’ chiaro che, se i requisiti sono molto stringenti, la soglia d'ingresso si alza e le piccole telecom avranno comunque difficoltà ad essere competitive durante la gara. Va, peraltro, ricordato che in seno all'Authority per le telecomunicazioni (cui spetta anche il compito di definire le modalità di gara) c'è stata una forte discussione riguardo alla possibilità di introdurre delle «asimmetrie». Vale a dire, dei meccanismi che permettano di agevolare i soggetti locali, le piccole telecom rispetto all'ex incumbent. Un indizio che, anche viste le potenzialità del Wi-Max per il superamento del digital divide, potrebbe far propendere verso una gara secca, cioè senza «beauty contest».

Probabilmente le scelte dell'Agcom dipenderanno anche dalla conclusione della vicenda Telecom Italia...

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Telecom America Mobile

Ha spiazzato tutti, Tronchetti Provera. Dopo le trattative fallite con Rupert Murdoch – chi non ricorda l’incontro di agosto al largo delle coste greche? – e le polemiche sul caso Rovati, ora Tronchetti si è seduto al tavolo delle trattative con gli americani di ATeT e con la sudamericana America Movil. Le due società hanno presentato offerte disgiunte per l’acquisto di Olimpia, ma nel caso servisse – lo ha detto Michael Coe di ATeT – sono pronte ad allearsi per entrare sul mercato italiano: ATeT ha l’8% di America Movil e i rapporti con il messicano Carlos Slim sono buoni.

Tronchetti, dicevo, ha spiazzato un po’ tutti. Ha spiazzato le banche, che da settimane studiano la possibilità di acquisire il 18% di Olimpia (la società che controlla Telecom Italia). La trattativa si è arenata perché la differenza tra quanto vorrebbe realizzare Tronchetti (ha pagato più di 4 euro ad azione, non è disposto ad allontanarsi troppo dai 3 euro) e quanto offrono le banche (poco più di 2 euro) è molta.

Ha spiazzato il Governo, che contava sul pool di banche italiane (Mediobanca in primis) per evitare che la più importante rete tlc italiana finisca in mani straniere. Ora la politica si divide tra liberisti (va bene qualsiasi compratore, purché faccia investimenti) e nazionalisti (noi, gli stranieri no), il portavoce del Governo Sircana litiga con Fausto Bertinotti, il ministro Bersani definisce sconcertante la vicenda e Berlusconi fa i complimenti all’abile Tronchetti per come ha condotto la partita.

Già, perché ha incassato la scorsa settimana il via libera del Governo (Prodi, quando ormai sembrava che l’affare Telecom Italia fosse cosa delle banche, si è lasciato sfuggire un “comunque non ci sono preclusioni verso gli stranieri”), ha costretto le Banche a fare un’offerta e poi ha portato le cambiali all’incasso davanti ad ATeT e America Movil.

Certo, la partita è tutt’altro che chiusa: Prodi pare sia infuriato e stia studiando le contromosse, che si limitano per ora ad un pressing asfissiante su Mediobanca perché alzi l’offerta e compri le azioni Olimpia. La banca d’affari Citigroup si lancia in previsioni tutt’altro che rosee per le due società straniere: tutto finirà ai soliti noti. Gentiloni arriva addirittura ad aprire le porte a Mediaset (“Nessuna preclusione, c’è spazio anche per loro”) pur di mantenere l’italianità di Telecom. Alla fine probabilmente hanno ragione i sindacati, che spiegano: la soluzione prospettata (la vendita ad ATeT e America Movil) è utile solo a Tronchetti.

Comunque vada, l’ex Presidente di Telecom Italia sarà riuscito a vendere agli stranieri al prezzo voluto oppure, sventolando lo spauracchio della Telecom in mano americana, sarà riuscito a spingere le Banche italiane a versare un prezzo più alto di quello offerto inizialmente.

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venerdì, marzo 30, 2007

I cavi volanti dei tecnici Telecom

Post trasversaleal blog Scrittestrane che, all'occasione, aggiorno con materiale nuovo.

Tarzan, Findomestic, tecnici, Telecom, liane: vi ho incuriositi abbastanza? Qui il cartello di cui parlo...

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mercoledì, marzo 28, 2007

Sawiris guarda Soru: pronti per Wiscali?

Chissà se si tratta dell'ennesima trovata per far parlare di sè o se c'è del vero: Sawiris, il magnate egiziano proprietario di Wind, è interessato a Tiscali e potrebbe portare a casa anche l'ex Albacom (ora BT Italia) e i.net, società di business security.

MF di oggi scrive:
Sawiris muove su Tiscali con la sponda di Albacom. Il gruppo Orascom, controllato del magnate egiziano potrebbe fare il grande salto e diventare, entrando anche in borsa, il primo vero concorrente a tutto campo di Telecom. Il progetto, allo studio da alcuni mesi, è ormai entrato nella fase decisiva e prevede il coinvolgimento di British Telecom, che ora deve sciogliere le ultime riserve. Bt si è convinta della necessità di rafforzarsi sul mercato del Regno Unito e sarebbe molto interessata a rilevare le attività di Tiscali UK. Orascom starebbe, perciò, trattando.

Stando al quotidiano finanziario, quindi, Wind potrebbe acquistare Tiscali con l'aiuto della stessa BT (in Italia è l'ex Albacom, ormai controllata dal gruppo britannico), che vorrebbe crescere sul mercato UK acquisendo il controllo di Tiscali UK, ovvero dell'ex ISP Freeserve.

In Italia, Wind si troverebbe oltre a telefonia fissa e mobile, anche le attività corporate di Albacom e i.net, anche se BT ha più volte ribadito che quello italiano "è un mercato strategico". L'Opa lanciata da BT su i.net, d'altronde, è ancora in corso.

Una sorta di acquisto in tandem: Wind+BT comprerebbero Tiscali, per poi dividersi la preda mercato per mercato (dove, in realtà, BT sembra interessata alle sole attività inglesi dell'Isp sardo). Chissà cosa ne pensa il fondatore di Tiscali Renato Soru: se è vero che è ormai in politica, è anche vero che potrebbe non vedere di buon occhio la vendita della società da lui fondata. Un'Opa non amichevole? E BT che abbandona il mercato italiano in cambio di un Isp britannico? Non ci credo granchè, ma... staremo a vedere!

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martedì, marzo 27, 2007

Folena vuole togliere il canone delle ADSL nude

Assoprovider plaude l'iniziativa dell'on.Pietro Folena, grazie alla quale, il governo si è impegnato ad adottare un provvedimento che andrà ad azzerare, o quanto meno a diminuire, il canone di 10 euro che Telecom Italia impone ai suoi concorrenti sulle "ADSL NAKED".

Oggi, infatti, chi sceglie di avere una linea "solo dati" deve comunque pagare un canone, ridotto rispetto a quello tradizionale (solo 5 euro in meno, spesso il gioco non vale la candela) ma pur sempre da pagare.

Secondo Assoprovider, le infrastrutture di telecomunicazioni sono un “monopolio naturale”, e questo delicatissimo monopolio è nelle mani di Telecom Italia; è quindi giusto che le autorità prendano dei provvedimenti come quello in oggetto affinché sia rispettata la libera concorrenza, ostacolando in modo deciso la formazione di mercati protetti e truccati e garantendo per tutti gli stessi diritti nella competizione.

Aggiunge Anti Digital Divide (ADD): Nel caso dell'adsl solo dati se non si ha una linea voce, Telecom impone di pagare un canone addizionale, questo comporta una discriminazione della tecnologia adsl e indirettamente della tecnologia Voip e stabilisce una sorta di dipendenza dell'adsl dalla linea voce, favorendo il mantenimento del monopolio da parte di Telecom Italia.
Forse il disxcorso andrebbe allargato al canone in genere, senza discriminare tra linee solo dati e linee normali. In altre parole, prima conviene ragionare sul canone in sè (è giusto che ci sia? l'importo è corretto?), poi si può disquisire sui vari tipi di canone. Chi ha una line adsl nuda usufruisce comunque della stessa rete di chi ha un doppino dati+voce classico.

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