Un occhio sul mondo delle (tele)comunicazioni

sabato, settembre 13, 2008

Tariffe di terminazione i monopolisti piangono

Le premesse sono:
- io sono favorevole alle tariffe di terminazione, non in assoluto ma in un determinato contesto di mercato
- far pagare le chiamate a chi riceve è un errore
- le tariffe di terminazione non dovrebbe essere uno strumento monetario a favore delle telco più grandi ma una leva strategica per favorire la concorrenza
- l'asimmetria delle tariffe di terminazione a favore dei più piccoli è fondamentale (togliamo la tariffa di terminazione a chi è già grande con spalle larghe, facciamola diminuire ai medi, lasciamola o mettiamola ai piccoli).

Detto questo, i grandi gruppi europei stanno facendo pressione sull'Unione Europea perchè le tariffe di terminazione rimangano, dopo che il commissario Reding aveva dichiarato di volerle eliminare. Uno studio evidenza che:

· Abbassare le tariffe di terminazione non porterebbe automaticamente ad una riduzione dei prezzi retail e quindi ad un più alto "consumer dividend" (i vantaggi per noi utenti).

· Una riduzione di tariffe di terminazione a 2c per minuto (confrontate agli attuali 9c di media EU) potrebbe portare ad una riduzione del 9% del la penetrazione del mobile.
[articolo completo su La Stampa]

Al di là dei numeri e del fatto che sia veramente così (oggi non ho i dati per dubitarne), mi chiedo che credibilità posso avere uno studio "commissionata da Deutsche Telekom, Orange, Telecom Italia, Telefónica e Vodafone". Ovvero proprio quelle grandi telco che con le tariffe di terminazione hanno fatto fortune.

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scritto da Massimo Cavazzini alle 12:27 PM | 5 commenti | link a questo post

martedì, agosto 12, 2008

Tim, le tariffe e l'estate del duopolio

Brevi dal mare, ci tornerò una volta rientrato a casa.

Nel frattempo, però, alcuni dati su cui iniziare a riflettere:
- Tim sotto il sole estivo aumenta le tariffe a circa 4 milioni di clienti (qui la comunicazione ufficiale)
- gli aumenti potrebbero non essere finiti: si vocifera di sms a 19 cent e scatto alla risposta a 19 cent
- c'è chi sospetta un cartello Tim-Vodafone sulle promo estive
- la politica si muove contro gli aumenti Tim
- l'AIIP denuncia un possibile duopolio Tim-Vodafone per colpa delle tariffe di terminazione decise da Agcom.

Insomma un'estate da duopolio, con Wind e 3 in difficoltà. Ne riparliamo a settembre.

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scritto da Massimo Cavazzini alle 2:44 PM | 2 commenti | link a questo post

giovedì, luglio 05, 2007

Parla.it, il WiFi e le tariffe mobili

Sicuramente ricordate Parla.it, società che basa il proprio business sul VoIP. Fondata da France Telecom nel 2004, è stata poi ceduta. Ora lancia un nuovo piano.

Da Ansa:
Parla.it allarga la propria offerta di telefonia via internet inaugurando la convergenza fisso-mobile. Grazie a cospicui investimenti in tecnologia e a una collaborazione con la Siemes, parte il piano tariffario 'ChiAma l'Italia Mobile'. Con un router Wi- Fi Siemens e un telefono cordless/GSM sara' possibile utilizzare un solo speciale telefono per chiamare sia sulla rete Parla.it che sulla rete nazionale GSM, a tariffe competitive, inferiori - sottolinea l'azienda in una nota - a Tele 2 e a Skype per le chiamate in Italia. Utilizzando gli apparecchi forniti, quando si e' a casa o in ufficio, il telefono si collega come estensione cordless al router Wi-Fi e le telefonate in uscita passano automaticamente sulla linea Parla.it. Al di fuori della copertura Wi-Fi (che ha un raggio di circa 50 metri), con una SIM card attiva nello speciale telefono, si potra' chiamare sulla rete GSM alle tariffe del proprio operatore mobile. Il piano 'ChiAma l'Italia Mobile, destinato a un'utenza in possesso di connessione Adsl (fornita da qualsiasi operatore eccetto Fastweb) costa 19,90 euro al mese. Prevede l'acquisto - rateizzato in due anni - di un telefono cordless/GSM, di un router ADSL Wi-Fi e telefonate, senza limiti di durata a tutti i numeri fissi nazionali, gratuite per due anni.

Convergenza fisso-mobile per Parla.it vuol dire un cordless WiFi. Insomma, se sei a 50 metri nel raggio di casa chiami alle tariffe urbane... secondo me meglio puntare sul VoIP (del tipo "chiama a prezzi ridotti via Web") che non alla "convergenza fisso-mobile" (così com'è, non esiste). Una telco mobile può dare telefonia simil-fissa (usi il cellulare ma paghi la chiamata a prezzi urbani, insomma la convergenza la dà il prezzo non la tecnologia), una telco fissa non può dirsi convergente solo perchè dà un telefono WiFi. Il "risparmio", secondo l'Ansa e secondo il sito della società, si ha anche verso il mobile. A me non sembra: 17,90 €cent al minuto (IVA inclusa) sono una cifra facilmente battibile dalla maggior parte dei piani tariffari mobili.

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scritto da Massimo Cavazzini alle 6:46 PM | 0 commenti | link a questo post

martedì, maggio 15, 2007

Roaming, accordo raggiunto

Compromesso raggiunto a Bruxelles sul roaming: accordo preliminare tra Commissione, Parlamento e operatori.

ANSA: il testo dell'intesa prevede un costo di 49 centesimi al minuto per le chiamate effettuate, 24 centesimi per le chiamate ricevute e 30 centesimi per le tariffe all'ingrosso. Entro tre anni tali tariffe dovranno essere riviste e, se necessario, ulteriormente abbassate. Gli operatori dovranno informare subito tutti i clienti e quelli che risponderanno potranno immediatamente aderire alla tariffa di protezione del consumatore. Quelli che dopo tre mesi non hanno ancora risposto, se non hanno gia' aderito ad un'offerta particolare, saranno automaticamente dirottati sulla tariffa di protezione.

Il Parlamento dovrà adesso votare l'intesa in seduta plenaria.

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scritto da Massimo Cavazzini alle 2:48 PM | 0 commenti | link a questo post

venerdì, maggio 04, 2007

Taaccai, stop alle ricariche sotto i 10 euro

E così arriva un altro effetto dell'intervento di Bersani sui costi di ricarica:

(ANSA) Tlc: dall'8 maggio tabaccai bloccano ricariche cellulari sotto 10 euro
Continua la protesta della Federazione Italiana Tabaccai contro i gestori della telefonia mobile per ottenere un aumento dei margini spettanti alle tabaccherie per la vendita delle ricariche dei cellulari. "Dopo tre riuscitissimi giorni di sciopero delle ricariche telefoniche - afferma Giovanni Risso, presidente Fit - e' ora il momento delle blocco della vendita delle ricariche di piccolo taglio". La Fit, afferma una nota, ha infatti deciso dall'8 maggio il blocco ad oltranza delle vendite delle ricariche di valore inferiore ai 10 euro, sia in modalita' "on line" che scratch. La Federazione e' in attesa della convocazione del tavolo delle trattative con le societa' telefoniche da parte del Governo.


Bersani l'aveva detto: ci saranno aumenti della tariffe e disagi per i cittadini, basta che siano trasparenti. Non è il primo sciopero, nei mesi scorsi il problema era già stato sollevato.

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scritto da Massimo Cavazzini alle 2:30 PM | 4 commenti | link a questo post

giovedì, maggio 03, 2007

Roaming, alle lobby il primo round

Come ampiamente previsto (la calda estate del lobbying), il taglio delle tariffe di roaming incontra qualche difficoltà sul proprio cammino. Gli operatori dominanti non vogliono cedere (specie sui prezzi all'ingrosso, che trainerebbero al ribasso quelli al dettaglio):

Adnkronos/Aki: La presidenza tedesca di turno dell'Ue, il Parlamento europeo e la Commissione non sono riusciti a raggiungere un accordo sulla proposta per il taglio dei costi di roaming. Una divergenza di posizioni quella tra le istituzioni Ue che ha portato l'Assemblea di Strasburgo a posticipare, nella migliore delle ipotesi alla terza settimana di maggio, il voto sull'eventuale compresso, inizialmente atteso per i prossimi giorni. Se davvero entro la fine di questo mese l'Europarlamento riuscira' a votare il testo, allora sarebbe ancora possibile sottoporlo ai governi il prossimo 7 giugno, in occasione del Consiglio competente. Una vera corsa contro il tempo dunque per far in modo che il nuovo regolamento entri in vigore prima delle vacanze estive, quando c'e' il boom delle telefonate in roaming, a tutto vantaggio delle tasche dei turisti. I nodi ancora sul tavolo riguardano: il tetto sui prezzi, che gli stati membri propongono di fissare a 60 centesimi per le telefonate effettuate all'estero e a 30 quello per quelle ricevute, mentre il Parlamento Ue vorrebbe soglie piu' basse, rispettivamente 45 e 15 centesimi. Posizioni contrastanti poi anche sulla modalita' di applicazione delle nuove disposizioni e cioe' se debba essere automatico il passaggio alla cosiddetta 'eurotariffa' o piuttosto avvenire solo su richiesta del cliente. La Commissione europea si e' espressa in favore del passaggio automatico, per il timore che l'inerzia possa portare i consumatori a non beneficiare delle nuove soglie.

Il parlamento europeo ha quindi rimandato il voto al 31 maggio, il 15 ci sarà un incontro tra commessione e parlamento per provare a definire un set di regole certe e condivise. Se entro il 21 maggio non ci sarà un accordo definitivo, il testo andrà in seconda lettura e sarà rinviato di altri sei mesi. Ovvero, estate ai soliti prezzi...

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scritto da Massimo Cavazzini alle 7:47 PM | 0 commenti | link a questo post

venerdì, aprile 13, 2007

La calda estate del roaming... e del lobbying

Ieri la Commissione Industria del Parlamento europeo ha approvato il piano, proposto dalla commissaria Reding ed appoggiato dagli operatori più piccoli, per ridurre fino al 70% le attuali tariffe di roaming. In sostanza, la proposta è di abbattere i prezzi al dettaglio e all'ingrosso per le telefonate mobili nei Paesi dell'Unione Europea. La proposta prevede un tetto massimo di 40 centesimi al minuto per le chiamate effettuate da un Paese estero verso un altro paese UE, ed un prezzo massimo di 15 cent/min per le chiamate ricevute quando ci si trova all'estero.

I 785 europarlamentari dell'Aula Ue dovranno esprimersi sulla questione nel corso di una delle sessioni plenarie in programma a maggio a Strasburgo, quasi certamente quella del 9-10 maggio. In caso di voto positivo, saranno poi i ministri delle Telecomunicazioni dei Ventisette ad adottare eventualmente il taglio definitivo delle tariffe roaming nel corso del Consiglio telecomunicazioni in programma il 7 giugno a Lussemburgo. [via]

Cantare vittoria? Un po' presto, perchè i Governi dovranno approvare la proposta il 7 giugno (con entrata in vigore il 7 luglio) e ovviamente le lobby sono già al lavoro per orientare le scelte a proprio favore. Quali e quante lobby?

In prima fila la (potente) lobby degli operatori dominanti: se riescono a mantere elevati i prezzi all'ingrosso, continuano ad assicurarsi prezzi al dettaglio - e quindi guadagni - elevati. Perchè? Prendiamo un operatore come Vodafone, presente in quasi tutti gli Stati UE.

Vodafone vende a sè stessa (ad esempio Vodafone Spagna vende a Vodafone Italia) il traffico roaming all'ingrosso: indipendentemente dal prezzo che compare a bilancio per la transazione, si tratta di una partita di giro, proprio perchè è una vendita "interna". Quando un operatore non è presente in un Paese, deve stringere accordi di roaming con un operatore locale: ad esempio Wind deve andare da Vodafone Spagna a contrattare il prezzo sul roaming. E' come se il panettiere si vendesse il pane battendo lo scontrino e auto-pagandosi: qualsiasi si il prezzo, sono soldi che escono e rientrano allo stesso soggetto. Se inveve vende pane ad un soggetto terzo, è tutto guadagno.

Questa differenza è quella che influenza il prezzo finale della chiamata in roaming: contrariamente a quanto si potrebbe pensare, è l'operatore più piccolo a "guidare" le scelte dell'operatore dominante. Tornando all'esempio, se Wind paga a Vodafone Spagna 1 euro all'ingrosso, al dettaglio il prezzo che l'utente Wind paga quando si trova in Spagna non potrà mai scendere sotto quella cifra, anzi sarà più elevato per assicurare un guadagno sostenibile per Wind. Vodafone Italia, che compra da Vodafone Spagna (la già citata partita di giro interna), per decidere il prezzo da praticare al consumatore finale non si baserà sul prezzo all'ingrosso (che virtualmente, essendo una compravendita tra soggetti con lo stesso proprietario, tende a zero o quasi indipendentemente dal prezzo che compare a bilancio) ma sul prezzo al dettaglio fatto dal concorrente. Quindi elevato, perchè il concorrente paga salato il traffico wholesale.

Ecco perchè gli operatori più piccoli o con meno "filiali europee" (tra cui il Gruppo 3, ma non solo) chiedono non tanto il tetto alle chiamate sui prezzi finali, quanto quelle sul prezzo all'ingrosso: è il prezzo wholesale che pagano i piccoli operatori a stabilire il prezzo retail che fanno i piccoli operatori e, di riflesso, i grandi operatori. Oggi gli operatori dominanti tengono prezzi all'ingrosso elevati, costringono gli operatori minori a praticare tariffe elevate e quindi possono giustificare i propri prezzi finali.

Un accenno, infine, alle lobby regionali: ne avevo già parlato in passato, per cui spendo giusto due righe due. I flussi turistici da nord Europa a sud Europa sono massicci, ci sono più europei del nord che trascorrono le vacanze nel sud Europa che non viceversa. Ovviamente gli operatori del sud Europa chiedono qualche forma di compensazione per le perdite che si troveranno ad affrontare con il taglio delle tariffe: una volta però che il price cap sarà in vigore, l'UE non credo si farà condizionare dai volumi di traffico "turistico". Semplicemente, chi prima guadagnava 100 poi guadagnerà 30, chi prima guadagnava 20 dopo il taglio guadagnerà 6: sempre il 70% in meno, non importa se in assoluto 6 e 30 sono cifre distanti.

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scritto da Massimo Cavazzini alle 8:52 AM | 0 commenti | link a questo post