Un occhio sul mondo delle (tele)comunicazioni

venerdì, maggio 04, 2007

Taaccai, stop alle ricariche sotto i 10 euro

E così arriva un altro effetto dell'intervento di Bersani sui costi di ricarica:

(ANSA) Tlc: dall'8 maggio tabaccai bloccano ricariche cellulari sotto 10 euro
Continua la protesta della Federazione Italiana Tabaccai contro i gestori della telefonia mobile per ottenere un aumento dei margini spettanti alle tabaccherie per la vendita delle ricariche dei cellulari. "Dopo tre riuscitissimi giorni di sciopero delle ricariche telefoniche - afferma Giovanni Risso, presidente Fit - e' ora il momento delle blocco della vendita delle ricariche di piccolo taglio". La Fit, afferma una nota, ha infatti deciso dall'8 maggio il blocco ad oltranza delle vendite delle ricariche di valore inferiore ai 10 euro, sia in modalita' "on line" che scratch. La Federazione e' in attesa della convocazione del tavolo delle trattative con le societa' telefoniche da parte del Governo.


Bersani l'aveva detto: ci saranno aumenti della tariffe e disagi per i cittadini, basta che siano trasparenti. Non è il primo sciopero, nei mesi scorsi il problema era già stato sollevato.

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martedì, marzo 20, 2007

Lo sciopero delle ricariche

Oggi chiunque si recherà da un tabaccaio per acquistare una ricarica telefonica tornerà a casa senza. C'è sciopero:

Il primo sciopero, quello già annunciato dalla Federazione Italiana Tabaccai (FIT), si protrarrà per tutta la giornata di oggi e vi aderiranno anche le edicole. Mentre dal 21, ossia domani, prenderà vita una protesta ancora più dura indetta da Agemos, un'associazione a cui fanno capo i distributori e venditori di "tabacco lavorato" ma anche coloro che rivendono schede prepagate. L'idea di Agemos è di dar vita ad una chiusura ad oltranza delle vendite di ricariche fino a quando alle piccole imprese di settore non verrà riconosciuto quel che chiedono. (da PI)

Era prevedibile che i gestori, obbligati ad eliminare il costo di ricarica per legge, diminuissero i margini dati ai grossisti. E' il secondo effetto del decreto Bersani: prima la rimodulazione dei piani tariffari, con aumenti sullo scatto alla risposta e sul costo al minuto, poi la maggior difficoltà a reperire le ricariche. Già, perchè lo sciopero non è che il primo passo:

Con un secco comunicato a rivenditori e grossisti, Vodafone annuncia che il compenso spettante ai reseller delle proprie ricariche sarà quasi dimezzato a partire dai prossimi approvvigionamenti. La notizia ha dell'incredibile: praticamente un rivenditore in una scratch card da 10 euro arriva a guadagnare in media meno di venti centesimi, sui quali tra l'altro dovrà pagarci le tasse. Una escalation continua al ribasso, quella dei compensi sulla vendita delle ricariche: in 10 anni si sono abbassati in media dall' 8% al 3% (scarso). Con l'ultima mossa, Vodafone si equipara a Tim che ha lasciato invariato il listino (da notare che gli aggi di Tim erano i più bassi in assoluto) e a 3 Italia, dato che anche la casa di Trezzano ha informato i rivenditori dei prossimi tagli agli aggi che saranno operativi in tutta Italia presumibilmente dalla prossima settimana; non saranno drastici come quelli di Vodafone, ma comunque significativi. Cosa significa tutto questo? Semplice: molti rivenditori ne faranno a meno.

Come sottolinea Newsmobile, a fronte di un esborso (magari anticipato) consistente, il guadagno esiguo non giustificherà più l'investimento (e lo storaggio, con tutti i rischi del caso) di migliaia di euro in ricariche telefoniche. Ai tagli dei gestori, infatti, vanno aggiunte quelle spese accessorie che adesso incideranno non poco quali i costi di spedizione (pensate: in un ordine di 400 ricariche Vodafone da 10€, la metà di quello che ci guadagna un rivenditore va perso per le spese di spedizione!).

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