Un occhio sul mondo delle (tele)comunicazioni

mercoledì 26 novembre 2008

SMS: tetto massimo a 11 cent?

European Union telecommunications ministers are set Thursday to endorse price limits on cross-border text messaging and mobile Web surfing, according to a copy of the plan obtained by the International Herald Tribune. [via]

L'Herald Tribune anticipa quello che l'Unione Europea potrebbe decidere nei prossimi giorni:
- costo massimo degli SMS verso i Paesi dell'Unione a 11 cent (oggi la media è 29 cent)
- costo massimo di 1 euro per MB per il traffico dati roaming all'ingrosso (oggi la media è 3,6 €/MB).

Update: Reuters dà la conferma che i ministri UE accoglieranno la proposta della Reding. Critiche dalla GSM Association:
"In the current economic climate governments should be working to encourage investments. The biggest concern is extending the use of retail price regulation which is a very extreme step and could deter investment in new services," an association spokesman said.

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scritto da Massimo Cavazzini alle 7:38 PM | 0 commenti | link a questo post

venerdì 29 giugno 2007

Il traffico dati all'estero secondo Vodafone

Sempre sulle connessioni dati mobili Vodafone:

Daily Travel Tariff consente a tutti i clienti Vodafone abbonamento che si connettono ad internet dall’estero, utilizzando le reti del Gruppo Vodafone e quelle di Partner selezionati, di avere a disposizione fino 50 MB di traffico dati, dal momento della connessione e sino alle 24:00 del giorno stesso (ora italiana) al prezzo di 15 euro (IVA inclusa). I volumi di traffico generati entro il periodo di validità della tariffa giornaliera eccedenti i 50 MB, vengono tariffati in via promozionale a 3,6 euro/MB (IVA inclusa) con scatti anticipati da 100 KB.

'Solo' 15 euro al giorno per 50 MB, e 3,6 euro per ogni MB in più.

Daily Travel Tariff verrà attivata automaticamente, senza alcun costo aggiuntivo, su tutte le nuove SIM dati abbonamento, business e consumer, a partire dal 1° luglio 2007.

Ovvero?

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scritto da Massimo Cavazzini alle 6:44 PM | 6 commenti | link a questo post

martedì 15 maggio 2007

Roaming, accordo raggiunto

Compromesso raggiunto a Bruxelles sul roaming: accordo preliminare tra Commissione, Parlamento e operatori.

ANSA: il testo dell'intesa prevede un costo di 49 centesimi al minuto per le chiamate effettuate, 24 centesimi per le chiamate ricevute e 30 centesimi per le tariffe all'ingrosso. Entro tre anni tali tariffe dovranno essere riviste e, se necessario, ulteriormente abbassate. Gli operatori dovranno informare subito tutti i clienti e quelli che risponderanno potranno immediatamente aderire alla tariffa di protezione del consumatore. Quelli che dopo tre mesi non hanno ancora risposto, se non hanno gia' aderito ad un'offerta particolare, saranno automaticamente dirottati sulla tariffa di protezione.

Il Parlamento dovrà adesso votare l'intesa in seduta plenaria.

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scritto da Massimo Cavazzini alle 2:48 PM | 0 commenti | link a questo post

giovedì 3 maggio 2007

Roaming, alle lobby il primo round

Come ampiamente previsto (la calda estate del lobbying), il taglio delle tariffe di roaming incontra qualche difficoltà sul proprio cammino. Gli operatori dominanti non vogliono cedere (specie sui prezzi all'ingrosso, che trainerebbero al ribasso quelli al dettaglio):

Adnkronos/Aki: La presidenza tedesca di turno dell'Ue, il Parlamento europeo e la Commissione non sono riusciti a raggiungere un accordo sulla proposta per il taglio dei costi di roaming. Una divergenza di posizioni quella tra le istituzioni Ue che ha portato l'Assemblea di Strasburgo a posticipare, nella migliore delle ipotesi alla terza settimana di maggio, il voto sull'eventuale compresso, inizialmente atteso per i prossimi giorni. Se davvero entro la fine di questo mese l'Europarlamento riuscira' a votare il testo, allora sarebbe ancora possibile sottoporlo ai governi il prossimo 7 giugno, in occasione del Consiglio competente. Una vera corsa contro il tempo dunque per far in modo che il nuovo regolamento entri in vigore prima delle vacanze estive, quando c'e' il boom delle telefonate in roaming, a tutto vantaggio delle tasche dei turisti. I nodi ancora sul tavolo riguardano: il tetto sui prezzi, che gli stati membri propongono di fissare a 60 centesimi per le telefonate effettuate all'estero e a 30 quello per quelle ricevute, mentre il Parlamento Ue vorrebbe soglie piu' basse, rispettivamente 45 e 15 centesimi. Posizioni contrastanti poi anche sulla modalita' di applicazione delle nuove disposizioni e cioe' se debba essere automatico il passaggio alla cosiddetta 'eurotariffa' o piuttosto avvenire solo su richiesta del cliente. La Commissione europea si e' espressa in favore del passaggio automatico, per il timore che l'inerzia possa portare i consumatori a non beneficiare delle nuove soglie.

Il parlamento europeo ha quindi rimandato il voto al 31 maggio, il 15 ci sarà un incontro tra commessione e parlamento per provare a definire un set di regole certe e condivise. Se entro il 21 maggio non ci sarà un accordo definitivo, il testo andrà in seconda lettura e sarà rinviato di altri sei mesi. Ovvero, estate ai soliti prezzi...

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scritto da Massimo Cavazzini alle 7:47 PM | 0 commenti | link a questo post

venerdì 13 aprile 2007

La calda estate del roaming... e del lobbying

Ieri la Commissione Industria del Parlamento europeo ha approvato il piano, proposto dalla commissaria Reding ed appoggiato dagli operatori più piccoli, per ridurre fino al 70% le attuali tariffe di roaming. In sostanza, la proposta è di abbattere i prezzi al dettaglio e all'ingrosso per le telefonate mobili nei Paesi dell'Unione Europea. La proposta prevede un tetto massimo di 40 centesimi al minuto per le chiamate effettuate da un Paese estero verso un altro paese UE, ed un prezzo massimo di 15 cent/min per le chiamate ricevute quando ci si trova all'estero.

I 785 europarlamentari dell'Aula Ue dovranno esprimersi sulla questione nel corso di una delle sessioni plenarie in programma a maggio a Strasburgo, quasi certamente quella del 9-10 maggio. In caso di voto positivo, saranno poi i ministri delle Telecomunicazioni dei Ventisette ad adottare eventualmente il taglio definitivo delle tariffe roaming nel corso del Consiglio telecomunicazioni in programma il 7 giugno a Lussemburgo. [via]

Cantare vittoria? Un po' presto, perchè i Governi dovranno approvare la proposta il 7 giugno (con entrata in vigore il 7 luglio) e ovviamente le lobby sono già al lavoro per orientare le scelte a proprio favore. Quali e quante lobby?

In prima fila la (potente) lobby degli operatori dominanti: se riescono a mantere elevati i prezzi all'ingrosso, continuano ad assicurarsi prezzi al dettaglio - e quindi guadagni - elevati. Perchè? Prendiamo un operatore come Vodafone, presente in quasi tutti gli Stati UE.

Vodafone vende a sè stessa (ad esempio Vodafone Spagna vende a Vodafone Italia) il traffico roaming all'ingrosso: indipendentemente dal prezzo che compare a bilancio per la transazione, si tratta di una partita di giro, proprio perchè è una vendita "interna". Quando un operatore non è presente in un Paese, deve stringere accordi di roaming con un operatore locale: ad esempio Wind deve andare da Vodafone Spagna a contrattare il prezzo sul roaming. E' come se il panettiere si vendesse il pane battendo lo scontrino e auto-pagandosi: qualsiasi si il prezzo, sono soldi che escono e rientrano allo stesso soggetto. Se inveve vende pane ad un soggetto terzo, è tutto guadagno.

Questa differenza è quella che influenza il prezzo finale della chiamata in roaming: contrariamente a quanto si potrebbe pensare, è l'operatore più piccolo a "guidare" le scelte dell'operatore dominante. Tornando all'esempio, se Wind paga a Vodafone Spagna 1 euro all'ingrosso, al dettaglio il prezzo che l'utente Wind paga quando si trova in Spagna non potrà mai scendere sotto quella cifra, anzi sarà più elevato per assicurare un guadagno sostenibile per Wind. Vodafone Italia, che compra da Vodafone Spagna (la già citata partita di giro interna), per decidere il prezzo da praticare al consumatore finale non si baserà sul prezzo all'ingrosso (che virtualmente, essendo una compravendita tra soggetti con lo stesso proprietario, tende a zero o quasi indipendentemente dal prezzo che compare a bilancio) ma sul prezzo al dettaglio fatto dal concorrente. Quindi elevato, perchè il concorrente paga salato il traffico wholesale.

Ecco perchè gli operatori più piccoli o con meno "filiali europee" (tra cui il Gruppo 3, ma non solo) chiedono non tanto il tetto alle chiamate sui prezzi finali, quanto quelle sul prezzo all'ingrosso: è il prezzo wholesale che pagano i piccoli operatori a stabilire il prezzo retail che fanno i piccoli operatori e, di riflesso, i grandi operatori. Oggi gli operatori dominanti tengono prezzi all'ingrosso elevati, costringono gli operatori minori a praticare tariffe elevate e quindi possono giustificare i propri prezzi finali.

Un accenno, infine, alle lobby regionali: ne avevo già parlato in passato, per cui spendo giusto due righe due. I flussi turistici da nord Europa a sud Europa sono massicci, ci sono più europei del nord che trascorrono le vacanze nel sud Europa che non viceversa. Ovviamente gli operatori del sud Europa chiedono qualche forma di compensazione per le perdite che si troveranno ad affrontare con il taglio delle tariffe: una volta però che il price cap sarà in vigore, l'UE non credo si farà condizionare dai volumi di traffico "turistico". Semplicemente, chi prima guadagnava 100 poi guadagnerà 30, chi prima guadagnava 20 dopo il taglio guadagnerà 6: sempre il 70% in meno, non importa se in assoluto 6 e 30 sono cifre distanti.

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scritto da Massimo Cavazzini alle 8:52 AM | 0 commenti | link a questo post