Un occhio sul mondo delle (tele)comunicazioni

giovedì, ottobre 18, 2007

Ricorso tedesco contro il WiMax italiano

Riporto per intero il comunicato di AntiDigitalDivide. Personalmente credo che escludere a priori gli operatori UMTS non sia corretto, a meno di non innalzare i prezzi delle licenze WiMax...

La società MGM Production Group Srl, società già detentrice di una licenza WiMAX in Germania, ha presentato ricorso al TAR del Lazio contro la delibera AGCOM sull'assegnazione delle frequenze WiMAX in Italia. Il punto più importante del contenzioso riguarda l'assenza di condizioni atte ad impedire che alla gara partecipassero operatori già detentori di frequenze su cui offrire BWA (Broadband Wireless Access, cioè banda larga senza fili), nello specifico gli operatori UMTS. Anti Digital Divide http://www.antidigitaldivide.org appoggia il ricorso presentato al TAR, ove fosse possibile anche intervenendo ad adiuvandum, perchè ritiene che sia interesse di tutti gli utenti, anche delle persone digital divise, che vengano poste garanzie atte a stabilire una reale concorrenza nel settore e che impediscano di rallentare lo sviluppo del WiMAX. Se per questo è necessario aspettare ancora 30/60 giorni, aspetteremo volentieri: dopo l'attesa di 2 anni vorremmo infatti evitare anche la beffa di avere un WiMAX snaturato e privato dei sui punti di forza ovvero riduzione del divario digitale e apertura del mercato della banda larga e della telefonia (ultimo miglio).

In opposizione al ricorso, oltre ovviamente ad AGCOM e Ministero delle Comunicazioni, scendono in campo H3G (TRE), Vodafone, Wind, TIM (Telecom Italia Mobile) e Telecom Italia SpA. Anti Digital Divide non si stupisce del fatto che proprio quelle società che controllano il mercato dei servizi di telefonia mobile di terza generazione, detentrici delle licenze UMTS, e il mercato della banda larga (Telecom Italia è operatore STRA-Dominante) vadano in soccorso dell'AGCOM e del Ministero delle Comunicazioni. Questo rapporto di "mutuo soccorso" tra controllori e controllati, già verificatosi in altre occasioni, non è proprio indice di trasparenza e indipendenza dei ruoli.

Ci auguriamo che questo ricorso permetta di esporre tutte le nostre
osservazione e critiche sulle operazioni fin ora messe in atto da AGCOM e Ministero della Comunicazioni nella procedura di assegnazione delle licenze WiMAX, in modo da apportare le necessarie modifiche che permettano di garantire lo sfruttamento massimo della nuova tecnologia per la riduzione del divario digitale, per l'apertura dei mercati della fonia fissa/mobile e della banda larga.
La news completa e visionabile a
questo link.

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mercoledì, ottobre 10, 2007

Vodafone Casa difficile: Wind ricorre

Ancora un ostacolo per Vodafone Casa, il servizio di Vodafone Italia che prevede l'utilizzo - tra le mura domestiche - del cellulare come se fosse un cordless. Il lungo tira e molla con Telecom Italia sembra ormai alle spalle e il lancio del servizio sembrava ormai imminente.

L'acquisizione di Tele2 Italia (e Tele2 Spagna) avvenuta nei giorni scorsi mostra come la società britannica voglia focalizzarsi anche sui servizi di telefonia fissa e, in particolare, sulla banda larga fissa. A parte le critiche degli analisti per l'acquisizione (le due filiali Tele2 acquistate bruciano cassa e il costo di acquisizione di ogni singolo cliente brodband è stato di 750 euro circa, il 50% in più rispetto agli ultimi affari analoghi), è ovvio che l'aver comprato Tele2 accelera l'ingresso nel mercato del fisso.

A frenare, dopo Telecom, ci pensa Wind: la società egiziana ha presentato al TAR del Lazio un ricorso per bloccare Vodafone Casa Libera. Wind ha frequenze GSM a 1800 MHz, meno efficaci a penetrare le mura domestiche (Vodafone utilizzerà probabilmente il GSM a 900 MHz), quindi sostiene che l'offerta Vodafone non sia replicabile dai concorrenti (Tim ha le altre frequenze GSM a 900 MHz, 3 ha solo frequenze UMTS).

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