Un occhio sul mondo delle (tele)comunicazioni

venerdì, gennaio 04, 2008

I danni alla mafia

Mi scrive Stefania:
"Un gruppo di ragazzi ha deciso di chiedere realmente i DANNI ALLA MAFIA. io ho appena firmato e ne sono fiera e felice, l'impresa è ardua ma raggiungibile, hanno chiesto pareri legali sull'iter da seguire ma ovviamente servono firme, tante firme. L'idea è di trovare i patrimoni nasconsti dei boss e dei fiancheggiatori illustri di cosa nostra, utilizzando per la ricerca società d'investigazione finanziaria internazionale come la KROLL. Per la cronaca fino ad ora hanno trovato solo una virgola dei tesori nascosti.

I soldi recuperati serviranno:
- per fornire mezzi speciali alle forze dell'ordine per la lotta alla mafia.
- per togliere i ragazzi a rischio dalla strada
- per risarcire le famiglie delle vittime.

Secondo me tutti, siciliani e non, dovrebbero firmarla di corsa, ogni firma è importante
http://www.petitiononline.com/nomafia/

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lunedì, settembre 24, 2007

Il costo del diritto alla privacy

La tutela della privacy è un diritto sacrosanto. Ed è un diritto difficile da tutelare, sicuramente costoso da tutelare. Ne so qualcosa.

Eppure pare che una proposta bipartisan dei nostri cari deputati voglia spazzare via qualsiasi tutela, in nome del risparmio:
A denunciarlo sono Stefano Rodotà, Fiorello Cortiana, Carlo Formenti e Arturo Di Corinto, che giovedì scorso hanno lanciato un appello sul web, già firmato da oltre 150 persone.

D'accordissimo con Luca quando scrive:
E' fondamentalmente sbagliato, secondo me, pensare che le aziende possano essere esentate da obblighi di questo tipo. Ed è ancora più sbagliato pensare che questa decisione venga presa allo scopo di farle risparmiare sui costi connessi alla tutela della privacy dei collaboratori. Le regole e i diritti non sono un costo, ma la definizione della convivenza civile. La privacy sui temi della religione, della salute, dell'orientamento politico e delle tendenze sessuali riguarda la persona come la sicurezza sul lavoro e la qualità dell'ambiente.

La petizione va verso le 5mila "firme".

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