Un occhio sul mondo delle (tele)comunicazioni

venerdì 14 novembre 2008

ADSL: e tu, quanto ce l'hai piccolo?

Mi era sfuggito, ma mi sembra una bella novità (anche se non di facilissima attuazione): Agcom ha deciso che i provider dovranno dichiarare anche la velocità minima delle connessioni a banda larga, non solo quella massima.

L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, presieduta da Corrado Calabrò, ha approvato un provvedimento sulla qualità del servizio di accesso a Internet a larga banda da postazione fissa, introducendo un nuovo sistema per permettere al singolo consumatore di conoscere, in totale trasparenza, sia le prestazioni relative all’offerta di connessione ad Internet di ciascun operatore, al fine di effettuare una scelta consapevole anche sul piano della qualità dei servizi, sia le effettive prestazioni del proprio accesso una volta attivato il servizio.

Gli utenti potranno confrontare meglio le diverse offerte pubblicizzate, in quanto gli operatori dovranno indicare nelle informazioni, con qualunque mezzo diffuse, la velocità minima risultante dalle misurazioni effettuate, definita come “banda disponibile in download nel 95% dei casi”, mentre oggi le offerte pubblicizzate indicano solo la velocità massima teorica.

Sarà messo a disposizione dei singoli utenti, in una fase successiva, un servizio gratuito di verifica delle reali prestazioni della propria linea di accesso (velocità di trasmissione, ritardo e tasso di perdita di pacchetti dati, durante le fasi di uploading e downloading).

A seguito di apposita manifestazione d’interesse, da presentare entro 30 giorni, l’Autorità individuerà un soggetto indipendente che, sotto il proprio coordinamento, avrà il compito di condurre l’attività di misurazione.

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scritto da Massimo Cavazzini alle 11:48 PM | 1 commenti | link a questo post

sabato 8 novembre 2008

Motorola perde lo scettro anche in casa

Non finiscono le brutte notizie per Motorola (in Italia, 370 licenziamenti a Torino e una trentina tra Milano e Roma).

Samsung, secondo una ricerca di Strategy Analytics, ha scavalcato la casa statunitense proprio sul mercato a stelle e strisce, posizionandosi al primo posto con il 22,4% del mercato, contro il 21,2% di Motorola. Il produttore statunitense, da sempre leader sul mercato casalingo, deve anche guardarsi le spalle: al terzo posto c'è infatti l'altro produttore coreano LG con il 20,5%, appena 0,7 punti sotto Motorola.

Il mercato USA rappresenta per la divisione mobile di Motorola circa la metà del fatturato (circa 1,2 miliardi di euro nel terzo trimestre), ma secondo le previsioni sarà Samsung a mentenere anche nell'ultimo trimestre dell'anno (e probabilmente anche per la prima metà del 2009) il ruolo di leader sul mercato americano.

In difficoltà il leader mondiale Nokia, con appena l'8,4% del mercato, in quinta posizione. Al quarto posto c'è RIM con il 10,2%, alle spalle del produttore finlandese si posiziona invece Apple, con il 5,7%.

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scritto da Massimo Cavazzini alle 12:06 AM | 0 commenti | link a questo post

venerdì 4 gennaio 2008

Il Buongiorno non si vede dal mattino

Dopo il NYTimes [via], anche i principali quotidiani europei si accorgono delle ombre sul mercato delle suonerie per cellulari. Se il quotidiano statunitense scrive che After years of double-digit growth rates, the global ring tone market appears to have come to the end of its crescendo, according to a variety of measures.

Fa eco M:Metrics, che traccia le abitudini di acquisto di utenti britannici, francesi, italiani, spagnoli e tedeschi. Secondo la società, la percentuale di abbonati ai servizi di suonerie che acquistano almeno una suoneria al mese è calata drasticamente negli ultimi 12 mesi, arrivando a toccare, in Gran Bretagna, il minimo storico del 3,4% lo scorso mese di ottobre.

Da parte sua, Jupiter Research sottolinea come nell'ambito dei contenuti mobili, nell'arco di un anno in Europa le suonerie siano scese dal 33 al 29% del mercato. In termini di giro d'affari, a fine 2007 e per il solo mercato europeo, si parla di 1,1 miliardi di dollari, in crescita del 10% rispetto allo scorso anno, laddove i giochi online dovrebbero attestarsi a 550 milioni di dollari, con una crescita del 33% anno su anno.

Insomma, il mercato europeo delle suonerie cresce (+10%), ma cresce meno che in passato. Normale amministrazione per un settore che va saturandosi. Anch'io, come Stefano, penso che il fenomeno sia limitato ai mercati evoluti, mentre per i mercati emergenti dove il boom della telefonia mobile è tuttora un dato di fatto, ci vorranno ancora 3-4 anni prima che si registri un rallentamento vero.

Nonostante questo, oggi la stampa italiana sembra volersi togliere qualche sassolino dalle scarpe e attacca frontalmente Buongiorno, società leadwer nel settore che però ha perso, nel corso del 2007, la metà della propria capitalizzazione di Borsa.

Scrive IlSole24Ore, Buongiorno non corre neanche in Ferrari. In Buongiorno devono aver pensato che un accordo con la Ferrari non avrebbe potuto che dare una spinta ad un titolo bisognoso di sostegno. Ieri il gruppo italiano, leader mondiale nelle suonerie ed intrattenimento sui telefonini, ha firmato un'intesa con la casa di Maranello per scaricare suonerie e loghi della Rossa sui cellulari. Ma nonostante la notorietà mondiale della Ferrari, Buongiorno anche ieri è rimasta al palo (-0,22%). Nel 2007 l'azienda è stata tra i 10 peggiori titoli di Piazza Affari, bruciando circa la metà del suo valore. Oggi quota 2 euro, ben lontana dai 5 euro dei massimi di metà 2006 e ancor più dai 7euro di cinque anni fa.Eppure, a sentire gli analisti, Buongiorno dovrebbe correre: a novembre, dopo l'acquisizione di iTouch, Intermonte raccomandava un «outperform» sul titolo con prezzo di 2,8 euro. Ma finora Buongiorno di pole position non ne ha viste.

Rincara la dose MF, POTREBBE ESSERE UN VO' MENO BUONGIORNO. Per capire lo straordinario successo che hanno avuto negli ultimi anni le suonerie per i telefoni cellulari basta pensare che, sino a poco tempo fa, accanto a quella dei cd e brani musicali venduti, ogni settimana veniva pubblicata la classifica delle suonerie più scaricate. Un business chè valeva, insieme a quello delle immagini e dei loghi per personalizzare il display del telefonino, più di un miliardo di euro all'anno per la sola Europa, trainato dalle abitudini di milioni di persone di cambiare suoneria e sfondo una volta al mese o anche più spesso. Gli ultimi dati segnano però un'inversione netta e, probabilmente, incontrovertibile. E per società come Buongiorno, sede a Parma, quotata a Piazza Affari, il cui fatturato è legato in maniera determinante a questo business, il futuro non è certo improntato all'ottimismo. Tutti i nuovi modelli permettono di utilizzare come suoneria i brani musicali trasferiti al telefonino dal pc. Gratuitamente. Un trend che spiega l'interesse di Buongiorno per i mercati sudamericani, dove i modelli di telefono evoluti sono meno diffusi; ma soprattutto spiega il crollo del titolo in borsa, dove negli ultimi 12 mesi haperso il 50% del suo valore.

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scritto da Massimo Cavazzini alle 10:03 AM | 0 commenti | link a questo post