Un occhio sul mondo delle (tele)comunicazioni

giovedì, novembre 15, 2007

Il blogstorm e la sindrome di Robin Hood

Bene, adesso che la tempesta Skypephone sembra essersi trasformata in pioggerellina e che chi sparava a zero si è reso conto che forse aveva preso un abbaglio, posso tornare a scrivere di ciò che è successo negli ultimi giorni.

Non tornerò a parlare di prodotto, di contratti, di assistenza clienti: quello l'avevo già fatto - credo in maniera più che esaustiva - parecchi giorni fa. Vorrei invece fare una riflessione a voce alta sulla "sindrome da Robin Hood" che ha colpito in questa occasione la blogosfera italiana. La citazione è da Roberto D'Adda, che non ho il piacere di conoscere ma mi trova perfettamente d'accordo quando scrive:
Credo che un sociologo potrebbe fare un lavoro molto migliore del mio nell'analisi del fenomeno. io credo che ci sia lo zampino di quel Robin Hood che c'è in tutti noi, tra ricco e povero scegliamo istintivamente di difendere il povero ed allora quando si incontrano un Davide e un Golia si prendono istintivamente le parti di Golia senza entrare troppo nel merito della contesa. Colpisce anche il fatto che ci siano blog anche molto blasonati che continuano a gridare allo scandalo senza minimamente citare le successive precisazioni. Il "giornalismo dal basso" è certamente un fenomeno interessante e bellissimo, ma forse ci si dovrebbe ricordare che sempre di giornalismo si tratta: nel giornalismo la correttezza della informazione e la onesta verifica delle fonti restano fattori fondamentali.

Stessa lunghezza d'onda per Mante, con cui abbiamo scambiato via blog alcune opinioni sullo Skypephone e con cui condivido l'analisi:
Leggo cosi' il post in questione su un blog che non ho mai visitato prima nel quale si racconta degli inghippi contrattuali e pubblicitari dello Skypephone (con alcuni dubbi interessanti e qualche eccesso) e forse perche' ho un po' di esperienza in fatto di "sindrome da sdegno sui blog" (mi e' capitato spesso di esserne vittima), passo avanti. Gli operatori telefonici del resto sono riusciti a costrursi negli anni una pessima fama e noi poveri clienti siamo disposti a credere a qualsiasi ulteriore malefatta da parte loro nei nostri confronti appena questa viene anche solo lontanamente sospettata. Capita pero' che molte persone abbiano dato credito immediato e completo al post in questione, un credito che forse non meritava: arrivi, leggi una cosa di quel tipo su un blog che non conosci, ti infervori e lo linki. In questo modo i meccanismi sociali su cui basiamo la nostra idea di reputazione in rete vengono bypassati. Cio avviene almeno parzialmente, se non altro perche' il medesimo post offre anche moltissimi commenti che criticano e mettono in dubbio le affermazioni contenute. Ognuno si fa una propria idea insomma (anche se secondo me il fattore determinante e' che Tre ha accumulato negli anni una pessima fama fra la propria clientela) ma i meccanismi di propagazione in rete prescindono assai dal contesto sociale che e' invece quello che normalmente ci rende forti.

Interessante anche l'osservazione di Nicola:
La vicenda si presta ad alcune considerazioni. La prima riguarda la fiducia: non ho approfondito le testi di Francesco e non so se abbia ragione o meno, ma la maggior parte di quelli che lo hanno linkato ha dato per scontato che ci fosse la fregatura e che l’offerta di Tre nascondesse dei tranelli. Come dare loro torto? Gli operatori mobili ci hanno abituato a offerte che reclamizzano vantaggi mirabolanti e nascondono svantaggi che spesso sono assai superiori. E’ legittimo che vi sia diffidenza da parte dei consumatori e che, di fronte a qualcosa che appare poco chiari, si pensi subito male.

Verità, fama, fiducia: tre parole per descrivere bene quello che è successo.
Verità, perchè nessun dopo aver letto la documentazione, mette in dubbio che questa sia reale (ovvero, che i documenti siano sufficienti).
Fama, perchè la fama delle telco - e di quelle mobili in particolare, 3 non fa eccezione anzi - non è mai stata ai massimi livelli: tra il telco-Golia cattivo e il Davide-blogger buono, mediamente si tifa per Davide indipendentemente dalle argomentazioni.
Fiducia: collegata al punto precedente, dimostra che serve - alle aziende - costruire un maggior rapporto di fiducia con i consumatori. Della serie: ti dico delle cose, fidati perchè non ti sto fregando.

Che i mercati siano (anche, ma non solo) conversazioni come ribadisce Federico, non lo scopriamo oggi (a meno di non considerare i comunicatori aziendali degli stupidi o degli sprovveduti che non conoscono i nuovi media). E' però davvero banale osservare che perchè una conversazione sia utile e credibile, deve basarsi su cose vere. Questo non è stato il caso, sarebbe ora di dirlo a gran voce: un ragionamento basato su informazioni false non è un ragionamento.

Sul campo di battaglia tra i feriti ci sono sia la blogosfera sia il mondo delle aziende, entrambe le parti probabilmente (almeno, è auspicabile) trarranno alcuni insegnamenti importanti. Qualcuno si farà più male di altri (perchè, come ho scritto, ognuno può scrivere nel virtuale ciò che vuole, purché poi ne accetti le conseguenze nella vita reale... altrimenti sarebbe il far west), qualcuno non imparerà nulla. Ma questa è la vita ed è normale che sia così.

Recepire nuove modalità di interazione è un percorso lungo (in fin dei conti anche il buon Stefano sa che cambiare sesso non è facile né immediato), certo non facile, sicuramente stimolante per chi fa della comunicazione un lavoro o una passione. Io sono felice di essere tra questi :-)


Come sempre quando tratti temi che riguardano (anche) 3, l'azienda per cui lavoro... quanto ho scritto non riflette in alcun modo le posizioni dell'azienda o dei suoi manager o degli azionisti, sono mie riflessioni da semplice utente-blogger-giornalista.

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venerdì, novembre 02, 2007

3 Skypephone: recensione e riflessioni

Come promesso, dopo aver letto le prime reazioni allo Skypephone, eccomi per un paio di riflessioni generali. Non sul prodotto, di cui trovate una prima recensione sul canale YouTube di CellulareMagazine.it e sul blog di Alex, ma sull'accoglienza da parte della blogosfera italiana. Vorrei riunire in un unico post i commenti che ho lasciato sparsi nei 3-4 blog che mi è capitato di leggere in questi giorni.

La premessa è che lavoro per 3 Italia e che quanto sto per scrivere non riflette in alcun modo le posizioni dell'azienda o dei suoi manager o degli azionisti, sono mie riflessioni da semplice utente-blogger.

Iniziamo da Alex:

Mi rendo conto di avere dato per scontato una cosa: la qualità della voce nella chiamata. Beh, da prove ulteriori che sto facendo non è eccelsa. E’ inferiore a quella di Skype e della rete fissa; persino inferiore a quella del cellulare. E’ ancora sufficiente per parlare, ma è un po’ scatolosa e gracchiante (in invio e ricezione).

In parte vero: può capitare che la voce vada a scatti, non accade sempre nè (almeno a Torino e Milano) così spesso, sentire le chiamate fatte da Emilio nel video YouTube per sentire dal vivo la qualità. Miglioreranno, così come saranno eliminati eventuali bug che dovessero venire scoperti nel tempo. Bisogna considerare che si tratta di un prodotto estremamente innovativo e "giovane", alcuni difetti - per l'appunto - di gioventù ci sono sicuramente. Anche la voce dell'IVR è migliorabile, ha ragione Alex.

L’oggetto sarà in vendita, davvero a 99 euro e senza canoni, dalla prima settimana di novembre. Quello che vedete sul negozio online di tre è solo parte dell’offerta, cioè il noleggio, che comprende obblighi di ricarica mensile ma un prezzo d’acquisto più basso (19 euro).

Come spiega Alex e come molti continuano a non voler capire, esistono diverse tipologie di offerta per lo Skypephone di 3:
- 99 euro con ricaricabile: terminale in acquisto, da febbraio per avere Skype gratuito sarà necessaria una ricarica mensile (l'importo minimo delle ricariche 3 è di 5 euro)
- 19 euro con ricaricabile: terminale in comodato d'uso, ci si impegna a stare con 3 per 30 mesi e a ricaricare 10 euro/mese
- 0 euro con abbonamento: terminale in comodato d'uso, ci si impegna a rimanere con 3 per 23 mesi e con le due tipologie di abbonamento proposto, Skype è incluso.

Il Negozio3 ha già da lunedì in anteprima la seconda e la terza tipologia di offerta, la prima (e la seconda, e la terza...) tipologia di offerta sarà nei prossimi giorni disponibile su tutta la rete di vendita.

Continuo con Mante...
Per 99 euro a me pare un prodotto interessante, anche se al momento in nessuno dei due siti segnalati risulta disponibile. Poi magari come accade sovente con gli operatori telefonici, ci sara' qualche cosetta seminascosta che rendera' l'offerta meno luccicante di quanto non sembri ora. Vedremo.

L'offerta è quella descritta. Vedo (anche dai commenti al post) che la mancanza sul Negozio3 dell'offerta a 99 euro ha fatto partire per la tangente (e sbagliare) parecchie persone. Nulla di male, sarebbe bastato vedere che Negozio3 non ha prodotti ricaricabili cash in vetrina.

Quando leggo "Beh intanto 30 mesi di contratto obbligatorio ad almeno 10 euro al mese fanno un bel po' di soldini.... " ho la conferma che non c'è una comprensione a 360 gradi dell'offerta. I 10 euro sono per avere un terminale UMTS in comodato e soprattutto sono credito telefonico da usare per cosa preferisci (tradizionali chiamate, sms, mms, servizi, ecc). E' una scelta: puoi decidere di pagare subito in contanti tutto oppure di avere un terminale a costo zero, usando un minimo (perchè 10 euro/mese è davvero una cifra ridicola per chi usa un terminale) i servizi 3.

Credo sia impensabile che oggi esista ancora un solo consumatore uno che ritenga di aver diritto a prodotti e servizi gratis. Impensabile che esista qualcuno che pretenda o speri che ci siano persone che sviluppano gratis prodotti gratis da installare su terminali gratis da dare gratis agli utenti perchè usino gratis servizi. Forse mi sbaglio, perchè - purtroppo - ne esistono ancora parecchi.

Quando io sul mio computer (pagato qualche migliaio di euro) mi connetto al Web (che mi costa qualche decina di euro al mese) usando un software (pagato anche quello qualche decina di euro) e leggo la mia mailbox "gratuita", ho già speso migliaia di euro. E la mailbox gratuita me la ripago sorbendomi pubblicità e altre amenità varie. La mailbox non è gratuita (c'è piuttosto un business model diverso, basato sulla pubblicità), connettersi non è gratis, l'hardware e il software non sono gratis. Accetto il sistema e lo utilizzo. Non lo accetto, cerco qualcosa più adatto alle mie esigenze. Semplice no?

Chiamare con Skype installato sul mio Pc non è gratis, perchè per farlo ho pagato l'hardware, il software, la connessione e così via. Sembra banale che oggi, quando Skype viene messo su un cellulare, ci si aspetti che sia a costo zero sempre e comunque. La mobilità già da sola basterebbe per richiedere un extra-costo importante (vi siete mai chiesti perchè siamo disposti a pagare 15 cent/min per chiamare dal nostro cellulare un altro cellulare quando dal fisso paghiamo un decimo?), se poi ci sommo un software, un hardware, una connettività... allora è chiaro che non esiste il gratis assoluto. Skype è gratis sul mobile negli stessi termini in cui lo è sul fisso.

... e con Gaspar, che scrive "Le note in calce in corpo 7 grigio chiaro sono indizio certo di fregatura imminente." riprendendo in qualche modo Mante ("Il sito - come tutti gli altri eh - e' pieno di rimandi e noticine che nascondono in testo microscopico le caratteristiche piu' importanti dei contratti. Su dai... spesso negli ultimi anni sono stato lontano da contratti anche magari per me vantaggiosi solo perche' non ho voglia ne' tempo per perdermi nell'analisi semiologica dei trucchietti nascosti delle telco.") e ripresi entrambi da Dario.

Le condizioni dell'offerta ci sono, e sono tutte in 15-20 righe. Sono chiare (almeno, a me pare siano comprensibili per la maggior parte delle persone) e sono sufficientemente visibili, anche perchè piazzate immediatamente sotto il testo descrittivo. Non posso pensare che persone intelligenti facciano finta di ignorare che un contratto non può essere scritto a corpo 12 esattamente come è scritto un claim, per motivi pratici e per motivi di marketing.

Accetto ovviamente che si ignori quello che sia il mercato (non solo delle telco, qualsiasi mercato nel mondo in qualsiasi settore) e si preferisca fare i duri&puri. Io rimango convinto che l'offerta sia chiara e che leggere 20 righe poste immediatamente sotto la descrizione del prodotto sia alla portata di tutti. Io non riesco ad esempio a leggere le clausole che vengono messe sotto le pubblicità Fiat in Tv, ma non per questo mi sonto "fregato": so che devo leggere bene prima di comprare, l'importante è che me ne sia data la possibilità.

Se qualcuno è riuscito a leggere per intero un contratto di qualsiasi società venda prodotti o servizi avanzati, alzi la mano. Deduco che Mante o Gaspar non abbiano una carta di credito, un conto corrente, un'auto, un abbonamento di telefonia fissa, un contratto di telefonia mobile, un contratto per la fornitura di gas, di luce, di acqua, che non abbiano mai contratto un mutuo, che non abbiano mai comprato on line, che non si siano mai iscritti a nessuna community via web, che non usino servizi Internet di varia natura, che... Se hanno anche uno solo di questi contratti, beh, allora - per dirla come Gaspar - sono stati fregati. Perchè sicuramente hanno sottoscritto un contratto con decine di articoli scritti a corpo 6 o giù di lì e perchè certamente non hanno letto tutto, dalla prima all'ultima parola.

Finisco con Dario, che scrive:
Uno dei limiti più evidenti è l’impossibilità (attuale, ma che potrebbe essere superata in futuro) di effettuate chiamate con il servizio SkypeOut, che permette di veicolare attraverso Skype le chiamate verso numeri telefonici tradizionali.

Se 3 chiedesse 50 euro al mese per farti usare SkypeIn e SkypeOut, accetteresti? :-)


Bene, a questo punto non mi resta che aspettare la terza puntata dello Skypephone, quella sull'uso del terminale: Pietro fa riflessioni interessanti.

Rimarrà tuttavia un valido esempio di partnership tra una Telco e una internet company, dove la prima mette a disposizione risorse e capacità per commercializzare e distribuire il prodotto, conoscenze nello sviluppo e branding di terminali mobili, la propria rete di accesso mobile, connettività ed infine il proprio parco utenti, mentre la seconda si occupa del servizio (in parte su IP, in parte sfruttando la rete GSM) e porta IM e presence su terminali mobili dove i servizi principali (voce e sms) sono rimasti quelli di 10 anni fa.
L’integrazione tra le funzionalità di telefonia e Skype non è da sottovalutare: il software sfrutta la piattaforma BREW di Qualcomm per permettere ad iSkoot di accedere alle funzionalità di rubrica e messaging del telefono. Il risultato dovrebbe essere un‘esperienza più facile e intuitiva rispetto all’utilizzo di un’applicazione esterna (c’è un indicatore dello status di Skype sempre presente in ogni schermata, si ricevono notifiche per la ricezione di messaggi istantanei, etc…).
Tra gli aspetti positivi, questo telefono avvicina
mobile VoIP e instant messaging ad un pubblico di massa, che non usa smartphones e non installa applicazioni, ma cerca la facilità d’uso che Skype offre su PC. Il fattore più innovativo forse è il prezzo: di fatto non si paga il traffico dati generato dal servizio Skype.
Uno degli aspetti più interessanti è la possibilità di essere sempre raggiungibili su Skype, anche in mobilità, senza dover pagare costosi trasferimenti di chiamata. A chi viaggia, in particolare, farà piacere sapere che il servizio è accessibile sotto la rete di qualsiasi operatore del gruppo 3, senza costi di roaming per traffico dati, chiamate (tra utenti Skype) e messaggi di testo, che rimangono gratuiti. Per le chiamate ricevute all’estero verso il proprio contatto Skype è previsto un addebito alla risposta di 29 cent.




Io ce l'ho da tre settimane e trovo che sia un side-phone interessante. Difetti ne ha (non potrebbe essere altrimenti), ma almeno dal mio punto di vista i pregi superano di molto i peccati di gioventù del servizio e del terminale. Non è un N95, ovvio, ma se avessi tre figli e 10 amici che si vogliono parlare spendendo davvero un'inezia, sarebbe uno dei prodotti che consiglierei.

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martedì, ottobre 30, 2007

3 Skypephone: eccolo

Ieri è stato presentato da Enrico Noseda di Skype e Vincenzo Novari di 3 Italia lo Skypephone, il primo cellulare marchiato da Skype e realizzato da Amoi per il Gruppo 3.

Non mi dilungo sul prodotto o sui prezzi, i dettagli sono nel webstore ufficiale Negozio3 a questa pagina.

Quello su cui vorrei invece spendere due parole, anche doppo aver letto i primi commenti in rete, è l'approccio strategico e la reazione del pubblico. Così come quando fu lanciato X-Series, parlai di evoluzione e non di rivoluzione. Con uno scambio molto interessante, almeno per me, con Mante. Mante oggi a parlare dell'argomento Internet mobile, ovviamente di Skype.

Anche in questo caso, ripropongo le stesse argomentazioni usate con X-Series: evoluzione, non rivoluzione. Valutiamo il prodotto come un'ennesima innovazione di 3 nel panorama delle tlc mondiali, un altro passo verso l'Internet mobile.

Soprattutto non aspettiamoci tutto gratis, come invece ho letto in qualche forum. Così come non è gratis Skype (computer, adsl, ecc), non sarà gratis lo Skypephone. Non è giusto pretenderlo, non è giusto nemmeno sperarlo. Ma su questo tema immagino di dover tornare tra qualche giorno, quando avrò letto le prime recensioni della blogosfera....

Disclaimer: lavoro per 3 Italia

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martedì, settembre 11, 2007

Memorie dell'11 settembre

Tutti gli americani di una certa età dicono di ricordarsi dov’erano e cosa facevano quando Kennedy è stato assassinato a Dallas. Tranne uno: Kennedy.(Tullio Avoledo, Lo stato dell’Unione)

Cosa facevi mentre crollavano le torri gemelle? Dicono Eio e Livefast che tutti si ricordano di cosa stavano facendo quel primo pomeriggio di 6 anni fa. Credo abbiano ragione. [Mante]

Io lo ricordo molto bene: ero seduto al Pc, stavo lavorando al mio Punto Settimanale per Portel.it, la testata di cui ero caporedattore all'epoca. Questo articolo, per la precisione.

Pc da un lato, tv accesa dall'altro. Poi, le prime notizie. Smetto di scrivere e la mia attenzione va totalmente alla televisione. Vedo in diretta il secondo crollo. Tanto che poi uscirà "Quello squillo delle macerie", e l'articolo sull'UMTS slitta alla settimana successiva.

E voi, ricordate cosa stavate facendo?

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lunedì, giugno 18, 2007

X-Series di 3: briglie da operatore mobile o paraocchi da blogger?

Lo spunto per il titolo arriva da un post di Pietro che si chiede se l'offerta di X-Series di 3 sia "un passo avanti o innovazione imbrigliata".

Pietro scrive:
Il prezzo è giusto e il trade-off è interessante, ma quello che ha ridotto notevolmente il mio entusiasmo per X-Series è scoprire che in Italia l’offerta che in UK pareva un deciso passo avanti, è tornata ad essere il solito walled garden: non è più un recinto per limitare le pagine web raggiungibili, bensì un recinto per limitare le applicazioni utilizzabili.


Mante rilancia: "Pietro Saccomani ha ragione. La proposta Internet di Tre X-Series, sulle quali in molti riponevamo molte aspettative per un cambio di orizzonte nell'accesso mobile a Internet, e' un mezzo disastro. Tutto opportunamente recintato".

Tra i pareri positivi, Alex: E’ comunque il più grosso passo avanti verso una Internet mobile non recintata. Il grande pubblico troverà tutto quello che usa normalmente sul web. Il canone di 9 euro al mese è meno della metà di quello dell’Adsl. Mi sembra un trade off interessante per il fatto di non avere tutta la internet compresa nel bundle e per il fatto di potervi accedere in mobilità. Una Internet completa e mobile sul cellulari adesso costerebbe di più di un’Adsl, immagino almeno 20-30 euro…solo pochissimi sarebbero interessati. Si tenga poi conto che si parla di navigazione via cellulare; la cosa più abituale è anvigare liberamente in mobilità via computer portatile, per cui ci sono altre flat. Per le applicazioni extra-bundle c’è peraltro la tariffa a consumo più bassa sul mercato, un euro al MB.

Chi ha ragione? X-Series è davvero una Internet mobile imbrigliata oppure hanno torto i duri&puri che giudicano senza analizzare il mercato di contorno? Mettetevi comodi, non sarò breve. Prima di iniziare, il consueto disclaimer: lavoro per 3 Italia, e quello che sto per scrivere lo scrivo a titolo personale.

Partiamo da qualche dato:
- Il 52 per cento degli italiani non usa Internet: più della metà, 26,6 milioni di persone, snobba o comunque non accede alla rete (ACNielsen)
- L'utilizzo di strumenti tipici del Web 2.0 riguardano una piccola minoranza, pari al 14 per cento degli italiani (ACNielsen)
- il costo (euro per bit) delle connessioni mobili è qualche ordine di grandezza superiore al fisso (fibra/dsl)
- il numero di smartphone in Italia non è elevato (Abi ha contato 71 milioni di smartphone consegnati nel 2006... nel mondo!)
- Tim e Vodafone sono in attivo, Wind ha avuto nel 2006 un leggero utile, Tre ha raggiunto un Ebitda positivo ma non ancora un utile.

Sono pochi numeri, ma bastano per tentare di costruire un ragionamento sostenibile. I commenti di Pietro, così come quelli di altri blogger, sono ampiamente condivisibili se presi in astratto, ma diventano imvho sterili nel momento in cui vengono calati in un contesto ben preciso. In sostanza, anche io nel mio mondo ideale vorrei un accesso fisso in fibra ad almeno 100 Mbps, pagandolo 5 euro/mese. Poi vorrei una flat mobile a 2 Mbps pagandola 10 euro. Le telefonate vorrei fossero gratis da fisso a fisso e copstassero un paio di cent al minuto verso i cellulari. E così via. Poi però mi guardo in giro e vedo un mercato iper-regolamentato, in cui se oggi investi non hai la certezza che le regole non ti cambino sotto il naso domani (vedi, banalmente, la questione ricariche), in cui la tecnologia evolve così veloce che devi fare una scelta considerando mercato/clienti/concorrenti oggi, non quelli del mondo teorico e perfetto che tutti vorrebbero. Andiamo avanti...


- cos'è X-Series
Innanzitutto la definzione di X-Series: non è una flat dati, è un bundle di servizi. Ovvero è portare sul cellulare quelli che ad oggi sono i servizi Web più diffusi, usati e apprezzati dal pubblico. Renderli facili da usare, subito disponibili, ad un prezzo molto conveniente. In questo, spero tutti concordino, X-Series è riuscita oggi dove altri arriveranno tra qualche mese (sperando che non ci arrivino così). Non si può giudicare X-Series come una flat dati, perchè è un bouqet di servizi Web. Per capirci, è come confrontare una connessione ADSL con l'offerta di filtro anti-spam e anti-virus su una mail.
I servizi sono quelli che l'utente vuole oppure no? Questo lo dirà il mercato, ovviamente.


- Navigare in movimento
Per le offerte Internet Mobile, 3 propone un'offerta generosa sia su datacard/modem (19 euro per 5 GB), sia per navigare (9 euro/mese per 100 MB/giorno... da luglio, adesso è 50 MB/giorno). X-Series non vuole sostituire le due offerte precedenti, ma affiancare una terza modalità di fruizione. Metà degli italiani naviga sul Web da fisso, la percentuale di coloro che lo fa da mobile è ancora (e di molto) più bassa, la percentuale di coloro che naviga da mobile usando applicativi avanzati è infinitesima. Secondo voi per un'azienda commerciale è più saggio iniziare a dare un bundle di servizi conosciuti - facendo, almeno in parte, alfabetizzazione - oppure dare allo zero virgola zero zero zero di smanettoni un prodotto "naked" (paghi i dati)? Ribadisco il concetto di contesto: non stiamo parlando di un organismo pubblico che investe con fini sociali, ma di un'azienda che deve cercare il miglior compromesso tra offrire prodotti innovativi e garantirne la sostenibilità economica. E' giusto che sia 3 a scegliere quali servizi offrire invece di dare una flat mobile pura? Nel contesto elencato poco sopra, sì.


- I costi
A questo si aggancia il discorso dei prezzi. Paghiamo normalmente 30-35 euro per avere una flat dati fissa, su una rete pagata da noi all'ex monopolista: il costo di quei bit è irrisorio, se paragonato a quello del bit mobile. Ora, ovviamente a livello tecnico una flat mobile pura si può offire: la rete c'è (i 2 Mbps di upload raggiunti a dicembre insieme ad Ericsson sono stati un prima mondiale che i concorrenti hanno eguagliato con sei mesi di ritardo), i terminali ci sono (a listino i videofonino a 3.6 Mbps). A livello di prezzo, però, una flat mobile pura non può esistere: se l'ADSL costa 30 euro/mese, una flat mobile potrebbe costare 10-15 volte tanto.

- Le richieste dei blogger
E allora chi vuole (a prescindere da costi, reti, mercato, ecc) una flat mobile pura, è pronto a pagare 300 euro al mese? Ovviamente no. Eppure contestualizzando il prodotto (senza andare a investigare aspetti improbabili o insistere sul "premio di mobilità" che l'utente dovrebbe essere disposto a pagare, basta confrontare il costo per bit delle diverse tecnologie) è banale concludere che una flat mobile a prezzi stracciati non può esistere. "Ok, allora dammi una semi-flat con limiti!": se ti dessi 1 GB/mese a 100 euro, li compreresti?


- Più WiFi per tutti
In fin dei conti, potrei sempre dire a chi si lamenta di usare il WiFi: gli smartphone che lo integrano sono a listino. Forse pagare 5-10 euro al giorno per WiFi non va bene? E allora, di grazia, perchè le telco mobili dovrebbero svendere quello che altri fanno pagare a peso d'oro? In genere chi scrive male dei prodotti/servizi 3G esalta il WiFi e lo prende come esempio di alternativa gratuita. Salvo poi rendersi conto che gratuito non è (o meglio, quasi mai) e che copertura e velocità non sono paragonabili alle reti mobili. Negli ultimi 5 alberghi in cui sono stato, l'accesso WiFi costava tra i 5 e gli 8 euro al giorno, la connessione era tutto sommato lenta e a livello economico come utente privato mi sarebbe convenuto usare il 3G.

- I concorrenti
X-Series è un prodotto mediocre? Non credo (e spero di aver spiegato il perchè). Anche ammettendo che lo fosse, è comunque un ulteriore passo in avanti fatto da 3. E qui diventa fondamentale piazzare X-Series sul mercato tlc italiano: due colossi - Tim e Voda - che hanno prezzi di 2-3-4 volte superiori (Tim, 20 euro per 1 GB; il blocco P2P e VoIP di Vodafone) senza offrire prodotti analoghi. Eppure non mi pare di aver letto particolari richieste a queste due società da parte di chi dice che "X-Series è un mezzo disastro". Ripeto, ammettiamo che lo sia in assoluto anche se non sono d'accordo: a livello relativo, è allora il Paradiso visto che quello che offrono i concorrenti.

Tutto questo pippozzo per dire che le critiche a X-Series sono assolutamente lecite, ma almeno in parte ingenerose. Ingenerose perchè valutano il prodotto astraendolo da un contesto preciso: poca gente che naviga sul Web e ancora meno sul Web mobile, mercato dell'Internet mobile nascente, costo elevato del traffico dati mobile (non solo lato prezzo, ma a livello di costo), incertezza sul mercato e quadro regolamentare mutevole, due player dominanti che stanno a guardare.

Tra un mese o un anno o 5 anni, probabilmente arriveremo anche alla flat pura dati: prima però serve una domanda sostenuta, migliori condizioni di mercato, più ricettività da parte dei clienti. Nell'attesa che maturino tutte le condizioni, X-Series è un ottimo punto di partenza per iniziare ad offire il Web sui cellulari. Non penso di sbagliare di molto se dico che il 99% di chi usa il cellulare per la navigazione mobile utilizza ed è pronto a pagare per mail e navigazione. Quante persone oggi pagherebbero 5-6 volte tanto per avere qualcosa di diverso? Poche. Troppo poche per mettere in piedi un prodotto commerciale valido, appetibile e sostenibile per tutti (sia azienda, sia cliente... non solo lato cliente). Poi, ovvio, ci sarà sempre chi vorrebbe il prodotto di ultra-nicchia ritagliato sulle proprie esigenze: ci arriveremo, ma forse è il caso di abituarsi a digerire la parola "evoluzione" piuttosto che la parola "rivoluzione"...

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martedì, giugno 12, 2007

IL blogger di Punto Informatico

Volutamente maiuscolo, IL blogger di Punto Informatico sbarca nella blogosfera: benvenuto a PDA, il blog Paolo De Andreis, direttore della storica testata on line.

Non è l'unico: oltre all'arci-noto Mante, c'è anche Dario e una serie di altri collaboratori della testata.

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domenica, giugno 10, 2007

New blogger sotto il sole del Corriere.it

Un benvenuto a Marco Pratellesi, con il suo blog Media su Corriere.it. Il feeed Atom è qui. Non manca nemmeno Metitieri nei commenti. Insomma, c'èttttuttto.
[via]

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giovedì, aprile 19, 2007

Il Web 2.0%

Rubo il titolo ad un commento di Luca presente in questo post di Raffaele:

Il titolo di Reuters parla chiaro: “La partecipazione ai siti Web 2.0 resta debole”. E anche i numeri, sintetizzati da Tommaso Poggiali (se ne parla anche qui), sembrano esprimersi in modo inequivocabile:
YouTube: solo lo 0,16% dei visitatori partecipa alla creazione di contenuti
Wikipedia: il 4,6% degli utenti contribuisce all’enciclopedia collettiva
Flickr: 0,2% dei visitatori pubblica le proprie foto
Di qui il commento di Poggiali:
Sembrano indebolire i numerosi costrutti filosofici-economici-sociologici attorno alla buzzword tecnologica sicuramente più abusata da blogger, giornalisti e studiosi: Web 2.0. La partecipazione della base è tutta qui?
Certo, se assumiamo come metro di paragone i “costrutti filosofici-economici-sociologici” non si può che concordare con le conclusioni di Poggiali. E forse, rispetto alla più sguaiata enfasi 2.0, simili cifre possono portare a una salutare diminuzione della retorica “partecipativa” che caratterizza quest’ultimo scorcio di storia dell’internet. Dopo tutto, questi numeri sono la conferma empirica di considerazioni
sull’effettiva estensione della partecipazione in Rete in circolazione da tempo.
Esiste però anche un altro metro di paragone possibile rispetto al quale cercare di dare un significato a queste percentuali: vale a dire l’universo dei media prima dell’avvento della rete di massa e dei servizi aperti ai contributi degli utenti. Rispetto a questo contesto mediatico, il fatto che esistano dei siti in grado di raccogliere un’audience straordinaria e crescente (+ 668 per cento in due anni, per un risultato totale che corrisponde il 12 per cento dell’attività Web americana) pur essendo costituiti esclusivamente (o quasi) da contenuti prodotti dagli utenti, resta un fenomeno stupefacente. Ancora tutto da analizzare nei suoi significati, nelle sue conseguenze più profonde e nelle sue potenzialità.


Sarà vero che "il business sta (anche) altrove, come dice Mante?
In realta' il punto fondamentale non e' tanto quello che "pochi" partecipano ma quello dello spostamento dell'audience verso contenuti di nicchia e non mainstream. Non e' difficile capirlo: il business oggi va (anche) altrove.

Non so, davvero... senza voler nulla togliere a quel gran fenomeno che è YouTube, credo che se iniziamo a toglierli tutti i video "ufficiali", l'interesse per i video autoprodotti crolli verticalmente. A mio parere il successo di YouTube non sta nell'essere una "vetrina dell'autoproduzione", ma quello di essere un enorme "contenitore e collettore globale di video". Ovvero, vado lì e ci trovo di tutto, dagli archivi storici ai goal di Ronaldinho a quel video musicale che mi piace tanto al video della strage della Virginia Tech che in streaming su Corriere.it vedo male. Un po' il principio di Google News e dei feed: aggregano, ti danno tuttto in un click, senza farti vagare per millemila siti.

Sul fatto che il business sia (anche) altrove, per ora il Web 2.0 si regge principalmente, correggetemi se sbaglio, sui finanziamenti "nella-speranza-che-un-giorno". YouTube è vivo grazie a Google (quando è stato venduto, non era in grado di pagare le bollette per la banda... o meglio le pagava con i soldi dei finanziamenti), ma non ha ancora un business sostenibile.

Qualcuno ha notizia di iniziative web 2.0 economicamente sostenibili
(ovvero dove non ci abbia guadagnato il fondatore vendendo, dove non si viva grazie ai finanziamenti, ecc...)?

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