Un occhio sul mondo delle (tele)comunicazioni

martedì, agosto 28, 2007

Fa freddo sulla licenza Ipse

Vento freddo sul caso Ipse, la società che ha vinto l'asta per una licenza UMTS ma non ha mai lanciato il servizio (né pagato l'intero prezzo della licenza). Tutto è congelato, come scrive Affari&Finanza oggi: il garante Calabrò congela Ipse in attesa del Consiglio di Stato, l'Agcom congela le frequenze fino al 2008.

La vicenda è parecchio ingarbugliata, perchè il ministro delle Comunicazioni attende il parere del Consiglio di Stato per sciogliere l’intricata vertenza con la controllata di Telefonica (passata nel frattempo a Capitalia). Tim, Vodafone e Wind vorrebbero i 15MHz dell’Umts (ovvio, visti i prezzi fissati da Agcom oggi: 150 milioni), 3 è ovviamente sul piede di guerra (i 5 Mhz aggiuntivi pagati nel 2000 826 milioni, prezzo spropositato se confrontato con quanto si chiede oggi e visto che qualcuno non ha ancora pagato...).

Contro il ritiro della licenza 3G (mai pagata interamente), Ipse ha presentato diversi ricorsi, in ballo 600 milioni mai versati e coperti da fideiussione di Mcc (Capitalia). Il Governo può incassare quando vuole, ma il tema è così complicato che non l'ha ancora fatto...

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scritto da Massimo Cavazzini alle 9:09 AM | 2 commenti | link a questo post

giovedì, maggio 10, 2007

Le regole del WiMax italiano

Come anticipato ieri su Telcoeye (e sui quotidiani nei giorni scorsi), le prime licenze WiMax italiane saranno macro-regionali. Ieri è stato approvato il disciplinare del Garante tlc, anche se sarà il ministero delle Comunicazioni ad avere l'ultima parola.

Il regolamento prevede tre licenze per ciascuna area geografica pari ad almeno 2x21 MHz, durata della co bcessione 15 anni. Una delle tre licenze sarà riservata ai nuovi entranti, coloro cioè che non dispongono di altre frequenze.

Ciascuna area geografica sarà formata da un minimo di due ad un massimo di quattro regioni. Le licenze saranno assegnate stilando una graduatoria, basata sull'importo offerto (l'asta dovrebbe essere a rilanci multipli): saràil ministero a fissare la base d'asta per ogni blocco di frequenze.

Sarà possibile, contrariamente alle prime previsioni, partecipare alle gare per avere una licenza in ogni macro-regione, ovvero ci potranno essere operatori nazionali Wi-Max.

La copertura? Sul regolamento ci sono obblighi di copertura minima, da raggiungere entro due anni e mezzi dal rilascio della licenza. Per evitare tattiche di foreclosure (il "blocco" della concorrenza da parte di operatori giù sul mercato), sono previste specifiche azioni.

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scritto da Massimo Cavazzini alle 8:31 AM | 0 commenti | link a questo post

martedì, aprile 03, 2007

Sette licenze per il WiMax italiano

Su FinanzaeMercati, un interessante articolo di Franco Carlini che illustra lo scenario WiMax italiano. Come noto, a giugno dovrebbero essere rilasciate le prime licenze. Sette, per la precisione, di cui sei per i privati ed una per la Pubblica Amministrazione.

Tutte licenze con una potenza da 5+5 MHz, in grado di trasmettere banda larga via etere ad una velocità di circa 6 Mbps. Così, sembra finita in soffitta (almeno per ora) l'idea delle licenze nazionali che tanto piaceva ai grandi player di tlc. Non è un mistero che i gruppi nazionali (sia l'ex incumbent sia le telecom alternative) puntassero alla creazione di concessioni geograficamente più estese, in modo da poter sfruttare le loro maggiori economie di scala. Una, opiù licenze, nazionali infaffi avrebbero giocoforza escluso molte società non in grado di gestire aree territoriali troppo vaste. E, di conseguenza, agevolato i soliti noti.

Le licenze WiMax, come previsto, saranno multiregionali: un escamotage che permette di escludere le Regioni (non hanno competenza, l’avrebbero avuta con licenze su base regionale) e di escludere i player nazionali (che avrebbero voluto licenza su base nazionale). Comprare licenza in ognuna delle macro-aree? Sarà probabilmente escluso dal bando di gara, per favorire le società medio-piccole. Queste dovranno, però, dimostrare di poter assumere impegni concreti e sviluppare progetti industriali sostenibili. Un beauty contest che dovrebbe mettere, almeno sulla carta, al riparo da brutte sorprese (qualcuno ricorda l’hype sul WLL, l’ultimi miglio wireless, e a cosa si è arrivati oggi?).

E’ chiaro che, se i requisiti sono molto stringenti, la soglia d'ingresso si alza e le piccole telecom avranno comunque difficoltà ad essere competitive durante la gara. Va, peraltro, ricordato che in seno all'Authority per le telecomunicazioni (cui spetta anche il compito di definire le modalità di gara) c'è stata una forte discussione riguardo alla possibilità di introdurre delle «asimmetrie». Vale a dire, dei meccanismi che permettano di agevolare i soggetti locali, le piccole telecom rispetto all'ex incumbent. Un indizio che, anche viste le potenzialità del Wi-Max per il superamento del digital divide, potrebbe far propendere verso una gara secca, cioè senza «beauty contest».

Probabilmente le scelte dell'Agcom dipenderanno anche dalla conclusione della vicenda Telecom Italia...

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scritto da Massimo Cavazzini alle 9:17 AM | 1 commenti | link a questo post