Un occhio sul mondo delle (tele)comunicazioni

mercoledì, luglio 04, 2007

L'ADSL di Telecom



Oggi sul Sole24Ore, nell'articolo di Carmine Fotina sullo scorporo "soft" della rete Telecom, due grafici interessanti.

Il primo è l'evoluzione della copertura dell'ADSL Telecom (dichiarato da Telecom Italia stessa). La linea in alto (scusate per la qualità della scansione...) alla colonna del 2007 dice che il 95% delle linee telefoniche gode di un'ADSL fino a 7 Mbps. Addirittura nel 2008 il 100% dei telefoni italiani avrà ADSL fino a 7 Mbps. Ma voi ci credete? Se fosse così, già oggi il Digital Divide sarebbe scomparso, no? C'è qualcosa che mi sfugge nei dati di questo grafico Telecom?
Poi, ovviamente, sarebbe da spaccare il dato dei 7 Mbps: quante a 512 Kbps? Quante a 1 Mbps? Quante realmente a 4-7 Mbps? E a che distanza dalle centrali? Insomma, vorrei vedere quanta popolazione può effettivamente avere queste ADSL... e a che prezzi rispetto agli altri Paesi.


Secondo grafico: la penetrazione commerciale. Nel 2006, circa 5900 linee ADSL Telecom Italia e circa 2500 per gli operatori alternativi (ovvero, secondo Telecom Italia, le quote di mercato della concorrenza sono circa del 29%).

Previsione 2007: 3900 linee concorrenti e 6100 Telecom (39%). Più si va avanti più peggiora o comunque non si migliora (le due linee sono quasi parallele, con una leggera divergenza a favore di Telecom andando verso il 2012; quota di mercato degli operatori alternativi ferma al 37,5%).
Due riflessioni ulteriori:
- la previsione di Telecom è di resistere, ovvero continuare ad essere sulla banda larga monopolista de facto (con una quota di mercato superiore al 63% anche nel 2012)
- i dati ECTA (vedi il mio post di ieri sempre sulla banda larga) sono confermati: Telecom ha il 70% del mercato. Il dato più alto delle consorelle europee...

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martedì, luglio 03, 2007

La banda larga italiana: poca e monopolista

Se vi chiedessi qual è, ad occhio, il Paese europeo in cui l'ex monopolista ex lege (e ancora monopolista de facto) ha la maggior quota di mercato nella banda larga cosa rispondereste? E se vi chiedessi quale Paese è primo tra un gruppo di Paesi affini (che so: Spagna, Francia, Italia, Germania, UK, ...)?



La risposta arriva dai dati di ECTA (via Stefano) e per l'Italia è sconsolante: è proprio il Belpaese in cima alla classifica (se rispondete alla seconda domanda), o comunque è terzo in Europa, alle spalle di Cipro e Lussemburgo. Che, senza voler nulla togliere, non spodestano di fatto l'Italia dalla poco invidiabile prima posizione.


In Italia, il monopolista di fatto Telecom Italia ha ancora il 70% del mercato. Il primo dei Paesi "simili" è la Spagna, con il 57%. In altri Paesi, l'ex monopolista scende sotto il 50% (48% in Germaia e idem in Francia; addirittura 23% in UK).


Il dato sarebbe sopportabile meglio se almeno l'Italia avesse una diffusione capillare della banda larga: sempre secondo ECTA, ahinoi, non è così. Siamo ad appena il 13,5%, ultimi tra i "Paesi" simili, ben lontani dal 20-30% dell'Europa "che conta".

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mercoledì, maggio 23, 2007

Al via il bitstream in Italia

Agcom ha approvato la delibera che introduce in Italia il bitstream, ovvero - per dirla come l'ANSA - il servizio di accesso che consente agli operatori alternativi a Telecom Italia di fornire alla clientela finale servizi a larga banda, con prestazioni piu' elevate.

In sostanza, una nuova modalità di vendita della banda larga all'iungrosso, che dovrebbe favorire la nascita di offerte competitive da parte dei gestori alternativi (e, sostiene qualcuno, affossare definitivamente l'ULL dati per via dell'indipendenza tecnica da Telecom che il bitstrean access dà ai gestori alternativi).

Il Garante Tlc stabilisce le caratteristiche dell'offerta bitstream, l'utilizzo delle diverse tecnologie disponibili, la qualita' dei servizi, le modalita' per la definizione delle relative tariffe da parte di Telecom Italia. L'ex monopolista dovrà pubblicare l'offerta entro 15 giorni, poi il Garante dovrà approvarla.

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mercoledì, maggio 02, 2007

Italia a banda stretta

Alex titola il suo post "Orrore e spavento", dopo aver letto il documento dell'Unione Europea che certifica la situazione della banda larga italiana (pag.75):

La penetrazione banda larga in Italia è addirittura la metà rispetto alla media dei 27 Paesi europei (14 contro il 28 per cento). Si sapeva che eravamo in ritardo, ma fino all’anno scorso sembrava un piccolo gap. Adesso è aumetnato. Persino, cresciamo più lenti degli altri: +3 per cento di penetrazione banda larga, quando Germania e Francia sono al +6 e Regno Unito al +9.

Ovviamente questo significa che gli accessi a banda stretta (i vecchi modem analogici, ad esempioo) in Italia sono ancora assai diffusi: 17%, contro una media europea del 12%. Significa che ci sono più persone che si connettono in banda stretta di quelle che si connettono in banda larga (17% Vs 14%), mentre in media il rapporto è a vantaggio della banda larga (media UE: 28% contro 12%). In altre parole, per ogni europeo che si connette in banda stretta ci sono almeno 2,5 europei connessi a banda larga, mentre in Italia il rapporto è circa 1:1. Dove accade oltre che in Italia? Irlanda, Cipro e Grecia...

Perchè accade? Secondo Alex Longo:
non credo sia tanto un problema di alfabetizzazione o di interesse, quanto di digital divide. Bassa copertura Adsl, per sfiga orografica, e connessioni wireless che solo da pochi mesi stanno cominciando a decollare, come alternativa. La colpa è politica, lobbistica. Il WiFi e l’Hiperlan in funzione di surrogati Adsl sono stati concessi agli italiani, dalle norme, solo di recente e il WiMax manca solo da noi in Europa. Distrazione dei politici su questi temi o voglia di proteggere gli interessi degli operatori nazionali? Temo un misto di entrambe le cose.

Io credo che solo in parte la bassa diffusione dell'ADSL sia legata al digital divide. L'aspetto della scarsa alfabetizzazione non va sottovalutato. Dal Corriere.it, aprile 2004, Riccardo Ruggiero:
Domanda:In Italia «banda larga» significa soprattutto adsl. La fibra ottica è molto meno utilizzata. Ma, secondo alcuni studi, la diffusione dell’adsl è ancora inferiore a quella che si registra negli altri grandi Paesi europei.
Risposta: «Non è vero. Rispetto al numero totale delle linee telefoniche esistenti la penetrazione dell’adsl oggi è pari al 20%. Un bel salto rispetto all’8% di fine 2003. E per fine 2007 contiamo di arrivare al 43%. Già oggi, comunque, siamo secondi solo alla Francia, che ha un tasso del 23%. Abbiamo superato anche la Germania».


Sempre secondo l'amministratore delegato di Telecom Italia Ruggiero, ''oggi la penetrazione degli accessi alla banda larga raggiunge il 34% delle linee telefoniche italiane, ma secondo le previsioni tra il 2007 e il 2008 arriveremo al 50%, e nel 2010 al 70%''. (da Telcoeye, gennaio 2007).

C'è qualcosa che non torna quindi...
Secondo i dati dell'Eurobarometro, il 31% degli italiani si connette ad Internet. Si presuppone dunque si tratti di utenti "alfabetizzati". Di questo 31%, il 14% si connette a banda larga, il 17% usa un modem analogico (più lento, più caro, più...): si può ipotizzare quindi che non abbia sottoscritto un contratto ADSL perchè la linea telefonica non supporta la tecnologia.

Eppure il 34% delle linee telefoniche italiane, dice Ruggiero, supporta ADSL, quindi ad occhio il 31% degli italiani "alfabetizzati" dovrebbero usufruire di una connessione ADSL, a meno di non voler supporre che gli alfabetizzati siano digital divisi e gli "analfabeti di Internet" abbiano sotto casa la fibra ottica. Possibile che il 17% degli italiani sia masochista e scelga la banda stretta per connettersi al Web anche se quella larga è disponibile? No, non è possibile...

I dati allora nascondo qualcosa: in primo luogo solo un terzo degli italiani si collega al Web, a me sembra un numero basso perchè significa che il 70% non usa Internet. In primis, quindi, scarsa alfabetizzazione.

Il Digital Divide è un problema, ovvio, ma a mio parere non è la prima causa della scarsa diffusione della banda larga: come visto, un terzo degli italiani è raggiunto dalla banda larga e un terzo degli italiani naviga sul Web, ma addirittura un sesto lo fa a banda stretta. E' evidente che non possono essere tutti digital divisi, dunque si tratta almeno in parte di "cultura" (ho la possibilità di avere ADSL ma uso il modem) e mancanza di alfabetizzazione. Oggi una connessione a banda larga HSDPA a 1,8/3,6 Mbps è disponibile per il 60-70% della popolazione italiana, costa circa 20 euro al mese e soddisfa più che abbondantemente l'utilizzo dell'utente medio (navigare+leggere la posta= qualche centinaio di MB al mese) con un limite di qualche GB al mese. Spesso la banda larga mobile - che ha costi simili a quella fissa - arriva anche dove le ADSL non sono disponibili: il fatto che solo il 14% navighi in banda larga dimostra che non è un problema di disponibilità, ma di "cultura informatica".

Per questo sono d'accordo solo in parte con Longo quando scrive che "La colpa (della scarsa diffusione della banda larga in Italia, ndr) è politica, lobbistica. Il WiFi e l’Hiperlan in funzione di surrogati Adsl sono stati concessi agli italiani, dalle norme, solo di recente e il WiMax manca solo da noi in Europa".

Tecnologie wireless come il WiMax possono certo migliorare la situazione in termini di disponibilità della banda larga, ma difficilmente possono migliorare il tasso di utilizzo del Web e quello dell'utilizzo della banda larga. Per questo serve un lungo (e costoso) lavoro di alfabetizzazione dell'italiano medio, per convincerlo che Internet non è un gadget ma uno strumento potente per lavorare, informarsi, divertirsi, usufruire di servizi, dialogare, fare acquisti e molto molto altro.
Pensiamo all'hype che accompagnò e tuttora accompagna il WiFi: è stato spesso indicato come panacea per digital divide e diffusione della cultura Web, ma ad oggi è molto meno diffuso e molto più costoso di altre tecnologie wireless. In questi giorni sono stato a Parigi e la connessione WiFi dell'albergo costava un paio di euro ogni mezz'ora e una decina di euro al giorno. Non ero quindi digital diviso, perchè il Web a banda larga arrivava fin nella mia stanza: eppure non ho usato la connessione (il famoso 34% di linee disponibili e il 17% che le usa). Attenzione a non fare lo stesso errore per il WiMax e per le DSL: renderle disponibili non significa automaticamente aumentarne l'utilizzo....

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