Un occhio sul mondo delle (tele)comunicazioni

martedì, settembre 04, 2007

FON Italia cresce

Nonostante qualche intoppo, FON Italia cresce a ritmi sostenuti. E adesso cerca rinforzi:

Qualche punto per identificare il profilo ricercato:
* vera conoscenza della lingua inglese scritta e parlata;
* essere titolare di un blog ed avere dimestichezza con le dinamiche del web 2.0;
* community e marketing on line sono temi da conoscere;
* predisposizione per il contatto con il pubblico;
* capacità di lavorare in team.
La collaborazione è part time. Sono quindi titoli preferenziali essere uno studente che vuole fare esperienza nel settore e risiedere a Roma.


Così, ad occhio, sembra un programma di affiliazione o evangelizzazione...

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martedì, luglio 24, 2007

L'ultimo CdA Telecom Italia?

Giornata sicuramente calda per i vertici del Gruppo Telecom Italia: oggi potr5ebbe andare in scena l'ultimo CdA prima del cambio deciso dai soci Telco. Tronchetti Provera ha lasciato intendere che la formalizzazione del passaggio di quote Telecom tra Olimpia e Telco potrebbe arrivare ad agosto, ed insieme potrebbe arrivare il cambio dei vertici aziendali.

Basterà a Ruggiero presentare una semestrale che da giorni definisce "sicuramente positiva"? Le stime degli analisti dicono che Telecom registrerà ricavi per 15,4 miliardi (+ 0,6%), un margine operativo lordo di 6,25 miliardi (erano 6,5 in H1 2006) e un indebitamento di poco sotto i 39 miliardi, contro i 41,3 miliardi al 30 giugno 2006. Eppure il nome di Gabriele Galateri per la presidenza e quello di Dal Pino per la poltrona di amministratore delegato continuano a circolare insistenti.

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giovedì, luglio 19, 2007

Elitel contro Telecom, utenti contro tutti

Curiosa (ma prevedibile) svolta della querelle Elitel-Telecom Italia, che ha lasciato migliaia di persone senza telefono.

Chi è rimasto senza telefono, o chiama anteponendo il 1033 (ovvero instrada la chiamata su rete Telecom bypassando la carrier pre-selection) oppure non telefona. Secondo Elitel, però, Telecom Italia - dopo aver staccato le linee di Elitel - avrebbe contattato i clienti Elitel per sottrarli alla società in crisi. E questo, secondo alcune voci presenti nei commenti dei blog che hanno trattato del caso, sarebbe accaduto già nei mesi passati quando le prime avvisaglie dei problemi economici iniziavano ad affiorare.

Ora la palla passa al Tribunale di Milano, che dovrà decidere se commissariare Elitel: probabilmente una decisione arriverà già oggi. Del caso Elitel se ne è parlato poco fa anche a Radio24: qui il file della trasmissione.

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lunedì, luglio 09, 2007

L'oligopolio telematico italiani: sopravvissuti o sopravviventi?

L'oligopolio telematico non frena gfli italiani in rete è il titolo del comunicato stampa che introduce il rapporto di Gianni Dominici sulla situazione dell'Internet italiana:

Perché se l’Italia è forte di tante soggettualità tecnologiche e innovative i risultati in termini di sistema, di Paese, sono così modesti? Non è sufficiente, dunque, essere un popolo di inventori se non si completa il “network dell’innovazione” composto anche da chi fa trasferimento tecnologico (i transformers), da chi finanza l’innovazione (i financiers) e da chi fa da facilitatore ed elemento di connessione tra questi attori (i brokers).
[via Mauro]

Il PDF è disponibile gratuitamente previa registrazione. Contiene senz'altro spunti interessanti, anche alla luce della fotografia della banda larga italiana presentata nei giorni scorsi. Interessante anche la domanda che pone Mauro: premesse le due velocità esistenti (o comunque la divisione da chi è frenato dalle oligarchie e chi riesce a sopravvivergli), quello che mi chiedo è sia più opportuno a livello istituzionale premiare i veloci cercando di generare loop virtuosi o cercare di far accellerare i lenti.

Che ne pensate? Insomma, siamo sopravvissuti o sopravviventi?

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mercoledì, luglio 04, 2007

E intanto l'UE multa Telefonica per l'ADSL...

Apcom:
Multa milionaria dall'antitrust Ue a Telefonica: la Commissione europea ha chiamato oggi la compagnia di telecomunicazioni iberica a pagare 151.875.000 di euro per "un abuso molto grave della sua posizione dominante sul mercato della banda larga ('broadband') in Spagna". Lo ha confermato oggi lo stesso esecutivo comunitario in un comunicato diffuso a Bruxelles, secondo cui gli abusi sarebbero durati per cinque anni. "Telefonica - si legge nella nota di Bruxelles - ha imposto prezzi non equi, attraverso la riduzione dei margini ('margin squeeze') fra il prezzo all'ingrosso applicato ai concorrenti e quello al dettaglio applicato ai clienti". Così facendo, "ha indebolito i concorrenti, rendendo difficile la loro continuità e crescita sul mercato: sono stati costretti a subire perdite per raggiungere i prezzi al dettaglio di Telefonica". Il tutto, secondo la Commissione, a diretto svantaggio dei consumatori, che in Spagna "pagano il 20% in più della media Ue per l'accesso a internet a banda larga". Con l'effetto collaterale che "la penetrazione della banda larga in Spagna è del 20% inferiore alla media Ue e la sua crescita quasi del 30% inferiore". Secondo il commissario Ue alla Concorrenza, l'olandese Neelie Kroes, molti spagnoli hanno appunto "deciso di non pagare questo prezzo", col risultato di una limitata diffusione della nuova tecnologia sul mercato iberico. "Quando i consumatori e le imprese sono danneggiati su un mercato così rilevante, tutta l'economia ne soffre: non permetterò alle compagnie dominanti di fissare prezzi che mettono a rischio la liberalizzazione delle telecomunicazioni".

Ma soprattutto:"Dissuaderemo altri incumbent da comportamenti simili"

Che qualcuno inizi a preoccuparsi? Anche se la multa, 151 mln di euro, non è altissima, anzi...

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L'ADSL di Telecom



Oggi sul Sole24Ore, nell'articolo di Carmine Fotina sullo scorporo "soft" della rete Telecom, due grafici interessanti.

Il primo è l'evoluzione della copertura dell'ADSL Telecom (dichiarato da Telecom Italia stessa). La linea in alto (scusate per la qualità della scansione...) alla colonna del 2007 dice che il 95% delle linee telefoniche gode di un'ADSL fino a 7 Mbps. Addirittura nel 2008 il 100% dei telefoni italiani avrà ADSL fino a 7 Mbps. Ma voi ci credete? Se fosse così, già oggi il Digital Divide sarebbe scomparso, no? C'è qualcosa che mi sfugge nei dati di questo grafico Telecom?
Poi, ovviamente, sarebbe da spaccare il dato dei 7 Mbps: quante a 512 Kbps? Quante a 1 Mbps? Quante realmente a 4-7 Mbps? E a che distanza dalle centrali? Insomma, vorrei vedere quanta popolazione può effettivamente avere queste ADSL... e a che prezzi rispetto agli altri Paesi.


Secondo grafico: la penetrazione commerciale. Nel 2006, circa 5900 linee ADSL Telecom Italia e circa 2500 per gli operatori alternativi (ovvero, secondo Telecom Italia, le quote di mercato della concorrenza sono circa del 29%).

Previsione 2007: 3900 linee concorrenti e 6100 Telecom (39%). Più si va avanti più peggiora o comunque non si migliora (le due linee sono quasi parallele, con una leggera divergenza a favore di Telecom andando verso il 2012; quota di mercato degli operatori alternativi ferma al 37,5%).
Due riflessioni ulteriori:
- la previsione di Telecom è di resistere, ovvero continuare ad essere sulla banda larga monopolista de facto (con una quota di mercato superiore al 63% anche nel 2012)
- i dati ECTA (vedi il mio post di ieri sempre sulla banda larga) sono confermati: Telecom ha il 70% del mercato. Il dato più alto delle consorelle europee...

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martedì, luglio 03, 2007

La banda larga italiana: poca e monopolista

Se vi chiedessi qual è, ad occhio, il Paese europeo in cui l'ex monopolista ex lege (e ancora monopolista de facto) ha la maggior quota di mercato nella banda larga cosa rispondereste? E se vi chiedessi quale Paese è primo tra un gruppo di Paesi affini (che so: Spagna, Francia, Italia, Germania, UK, ...)?



La risposta arriva dai dati di ECTA (via Stefano) e per l'Italia è sconsolante: è proprio il Belpaese in cima alla classifica (se rispondete alla seconda domanda), o comunque è terzo in Europa, alle spalle di Cipro e Lussemburgo. Che, senza voler nulla togliere, non spodestano di fatto l'Italia dalla poco invidiabile prima posizione.


In Italia, il monopolista di fatto Telecom Italia ha ancora il 70% del mercato. Il primo dei Paesi "simili" è la Spagna, con il 57%. In altri Paesi, l'ex monopolista scende sotto il 50% (48% in Germaia e idem in Francia; addirittura 23% in UK).


Il dato sarebbe sopportabile meglio se almeno l'Italia avesse una diffusione capillare della banda larga: sempre secondo ECTA, ahinoi, non è così. Siamo ad appena il 13,5%, ultimi tra i "Paesi" simili, ben lontani dal 20-30% dell'Europa "che conta".

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giovedì, aprile 12, 2007

Signò, son 50 euro. E la borsetta dov'è?

Mia nonna ha cambiato casa. Ha più di ottant'anni ed è malata. Ovviamente ha chiesto il trasloco della linea telefonica fissa, che a quell'età è praticamente indispensabile, ad esempio per l'allarme se si sente male.

La linea telefonica dovrebbe arrivare entro 10 giorni, ci hanno messo più di un mese (non è andata ad abitare nella giungla, ma a 30 metri da dove abitava prima). Senza spiegazioni, o motivazioni tecniche valide (si è spostata di 30 metri da dove abitava prima e dove aveva una linea fissa). Chiederò il rimborso, solita lagna burocratica con perdite di tempo a iosa.

Le hanno mandato un sms per dirle "le ricordiamo che veniamo il 12 aprile per attivarle la linea", si sono presentati il 10 aprile. Ovviamente il 10 aprile mia nonna era a casa da sola, il 12 sarebbe stata in presenza di qualcuno della mia famiglia.

I "tecnici" le hanno sfilato 50 euro (senza rilasciare ricevuta, ovviamente) dicendole che "un elettricista per mettere la presa del telefono le chiede 100 euro, noi glielo facciamo in 10 minuti alla metà". Mia nonna ha pagato, del telefono aveva bisogno. In fretta.

Non contenti le hanno poi rubato la borsetta, uscendo da casa. Per fortuna c'erano dentro solo documenti. Tutti prima o poi dobbiamo morire, ma quello che hanno fatto i due signori a casa di mia nonna dimostra qualcuno dovrebbe morire prima degli altri.

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martedì, aprile 10, 2007

TiLab a fette

Uno degli aspetti più preoccupanti della vicenda Telecom è quello legato a TiLab, l'ex Cselt. Un centro di ricerca di eccellenza, capace di sfornare 60 invezioni ogni anno, occupando circa 6300 persone (1400 a Torino per l'innovazione in senso stretto, altri a Milano e Roma per l'ingegnerizzazione dei prodotti) e facendo ricerca di alto livello coordinandosi con i maggiori centri mondiali. Dopo il centro Alcatel, TiLab è al secondo posto nella graduatoria dei finanziamenti UE per la ricerca nelle tlc.

AT&T, se riuscirà ad acquisire il controllo di Telecom Italia, non esporterà la tecnologia italiana nel mondo, piuttosto importerà in Italia la tecnologia americana. Scrive Luigi Grassia su LaStampa (unico quotidiano nazionale ad occuparsi per il momento di TiLab):

Il punto di partenza è che la Telecom fornisce servizi di Tlc tramite apparecchiature che non produce in casa; di conseguenza, le sue innovazioni consistono (di regola) nell'assemblaggio originale, nell'adattamento o nell'evoluzione di prodotti già presenti sul mercato, oppure molto prossimi ad arrivarci. Il Cselt, antenato di Telecom Lab, nacque 40 anni fa come centro di documentazione per mettere l'allora Sip in grado di capire che cosa succedeva nel mondo delle Tlc. Oggi la struttura, molto cresciuta, si occupa innanzitutto di suggerire alle divisioni operative del gruppo come utilizzare al meglio la varietà di offerte proposte da produttori come Alcatel, Cisco, Ericsson e così via. Quella che si fa in casa Telecom è innovazione di sistema (non di prodotto): si tratta cioè di capire l'architettura delle tecnologie emergenti e di pila- tare l'innovazione verso le applicazioni più adatte. Tutto ciò avviene abitualmente in rete, in quotidiano contatto con strutture private e pubbliche.

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martedì, aprile 03, 2007

Il vetrocemento Telecom

Stefano fa i conti sui conti Telecom Italia:

Value team fattura circa 290 milioni. Ha acquistato Etnoteam che ne fattura 110. Totale 400
Su Affari Italiani, Rossi Cairo, presidente di Value Team
ha dichiarato "Adesso Telecom rappresenta meno del 30% del nostro fatturato".
400 x 30% = 120 milioni di euro. (nel 2006)
Gia' non credo a questa cifra, come ho scritto nel post secondo me l'incidenza e' ancora maggiore, ma comunque, anche fosse...
8 milioni nel 2005 eliminate nel corso del 2006, dice Telecom
120 milioni di euro, dice Value Team
se tanto mi dà tanto.. passi avanti nella trasparenza ? come il vetrocemento, forse.

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Telecom, e la giostra va

I titoli delle agenzie delle ultime ore... PS: pare che prima o poi inizieranno anche a lavorare...

TELECOM: BERSANI, COSA VOGLIONO QUESTI AMERICANI?**
TELECOM: BONINO, NON IMPORTA IL PASSAPORTO DELL'AZIONISTA MAGGIORANZA**
TELECOM: IL PORTAVOCE DI AT&T, LA NOSTRA PROPOSTA FARA' BENE A TUTTI**
TELECOM: LANDOLFI, INVESTITORI DI CASA ORA APRITE IL PORTAFOGLIO**
TELECOM: MARTINO, ESECUTIVO STIA FUORI DA ECONOMIA ITALIANA**
TELECOM: GENTILONI, IN TUTTI PAESI AZIENDA TLC IN MANO NAZIONALE
TELECOM: GENTILONI, NO SPEZZATINO ASSET, MA NIENTE BARRICATE
Telecom: Capezzone, Governo e politica non cerchino 'cavaliere bianco'
TELECOM:GENTILONI,RETE SISTEMA NERVOSO SOCIETA' INFORMAZIONE
TELECOM: BERTOLINI, GOVERNO E UNIONE NEL CAOS
TELECOM: BIANCHI, GOVERNO SI PORRA' SERIAMENTE IL PROBLEMA
TELECOM: GASPARRI, DA GOVERNO PATRIOTTISMO A FASI ALTERNE
TELECOM: BERTINOTTI, DECISIONI SPETTANO AL PARLAMENTO
TELECOM/ SGOBIO: MARCHIO ITALIA NEL MONDO, GOVERNO INTERVENGA
TELECOM: BIANCHI, E' ASSET STRATEGICO GOVERNO DOVRA' PORRE PROBLEMA
TELECOM: MICHELI, SENZA CAPEZZONE ORMAI RISCHIO CRISI ASTINENZA
TELECOM: PECORARO, IL GOVERNO HA IL DOVERE DI INTERVENIRE
TELECOM/ VIETTI: GOVERNO NON SI IMPICCI, LASCI FARE AL MERCATO
Telecom: Ventura, "buona operazione, si faccia avanti chi offre di piu'"
TELECOM: PECORARO, DOVERE GOVERNO E PARLAMENTO OCCUPARSENE
TELECOM: RUTELLI, PROVA NON BRILLANTE CAPITALISMO ITALIANO
TELECOM: MAZZOTTA, AUSPICO CONTRIBUTO GRANDI BANCHE ITALIANE
TELECOM: LAINATI,ATTACCO PRC A SIRCANA CONFERMA CAOS P.CHIGI TELECOM: DI PIETRO, DECISIONI CDA SACRE SE CDA ESPRIMESSE MAGGIORANZA TELECOM: CICCHITTO, GRAN PARTE GOVERNO IGNORA CHE C'E' ECONOMIA MERCATOTelecom: Mazzotta, auspico contributo da grandi bancheTELECOM: LUPI (FI), IN MAGGIORANZA PREVALE STATALISMODA CENTROSINISTRA REAZIONI SCHIZOFRENICHE TELECOM/ BERLUSCONI: VENDITA A STRANIERI? E' IL MERCATO TELECOM: SACCONI, PREOCCUPATI DA SCARSA VIGILANZA CONSOBTELECOM: NAPOLI (FI), PAGHIAMO ORA STAGIONE CAPITANI CORAGGIOSI. GOVERNO NON SI INTROMETTA, INCORREREBBE FULMINI ANTITRUST TELECOM/ BERSANI:IN TUTTA EUROPA RETI HANNO RADICAMENTO NAZIONALETELECOM/ MERLO: SALVAGUARDARE PROSPETTIVA INDUSTRALE AZIENDA TELECOM: BERSANI, CON RETE TLC A STRANIERI SAREMMO ECCEZIONE IN UE TELECOM: BUTTIGLIONE, IN ITALIA SOLO MEDIASET HA I SOLDI TELECOM: PIRANI (UIL), DIMOSTRA FRAGILITA' FINANZIARIA IMPRESE ITALIANETELECOM: DI PIETRO A SIRCANA, QUEL CDA NON E' 'SACRO' TELECOM: MIGLIORE (PRC), SORPRESI DALLE DICHIARAZIONI DI SIRCANATELECOM: DI PIETRO,MI SCHIERO CON GRILLO E PICCOLI AZIONISTITELECOM/ OSSORIO (IDV): SCONTIAMO ERRORI CATTIVA PRIVATIZZAZIONETELECOM: BERLUSCONI, NON HO COMMENTI DA FARETELECOM: D'AGRO' (UDC), SI USI METODO BANCHETELECOM: JANNONE (FI), SINISTRA DIVISA TRA STATALISTI E DIFENSORI BANCHIERI TELECOM: BOSELLI, NON SPETTA AL GOVERNO INTERVENIRETELECOM: VILLETTI, NON FARSI ATTRARRE DAL NAZIONALISMO DI BERTINOTTI TELECOM: FABRIS(UDEUR), PAESE NON DEVE PIANGERE PER COLPE AZIENDATELECOM: FABRIS,NO PROTEZIONISMO MA AZIENDA PAGA SUOI ERRORI Telecom: Bertinotti, lesione sovranita', serve scelta indirizzo CamereTelecom: Di Pietro, proporro' a Prodi decreto legge su governanceTELECOM: VITO, SINGOLARE INTERVENTO BERTINOTTITELECOM: SERENI, COMPRENDERE COSA SIGNIFICHI PER CITTADINI E ITALIATELECOM: UIL, GOVERNANCE STABILE PER VERO PIANO INDUSTRIALETELECOM/ FOLENA: AVVIARE PIANO ROVATI, BISOGNA RICOMPRARE LA RETETelecom: Santagata, preoccupazione ma Governo non fara' alcunche' TELECOM: GRANDI, TRONCHETTI ALZA IL PREZZO PER VENDERE TELECOM/ DAMIANO: UNA VICENDA PREOCCUPANTETELECOM: CHIAPPETTA, TUTELARE AZIENDA ITALIANATELECOM/ BALDASSARRI: VICENDA NATA MALE, FINITA PEGGIO TELECOM:DILIBERTO,GOVERNO INTERVENGA PER SCORAGGIARE VENDITA TELECOM/ APPELLO BIPARTISAN SUL 'FOGLIO': STOP A DIRIGISMOCapezzone, Martino, Tabacci, Debenedetti: no a cori nazionalisti

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Sette licenze per il WiMax italiano

Su FinanzaeMercati, un interessante articolo di Franco Carlini che illustra lo scenario WiMax italiano. Come noto, a giugno dovrebbero essere rilasciate le prime licenze. Sette, per la precisione, di cui sei per i privati ed una per la Pubblica Amministrazione.

Tutte licenze con una potenza da 5+5 MHz, in grado di trasmettere banda larga via etere ad una velocità di circa 6 Mbps. Così, sembra finita in soffitta (almeno per ora) l'idea delle licenze nazionali che tanto piaceva ai grandi player di tlc. Non è un mistero che i gruppi nazionali (sia l'ex incumbent sia le telecom alternative) puntassero alla creazione di concessioni geograficamente più estese, in modo da poter sfruttare le loro maggiori economie di scala. Una, opiù licenze, nazionali infaffi avrebbero giocoforza escluso molte società non in grado di gestire aree territoriali troppo vaste. E, di conseguenza, agevolato i soliti noti.

Le licenze WiMax, come previsto, saranno multiregionali: un escamotage che permette di escludere le Regioni (non hanno competenza, l’avrebbero avuta con licenze su base regionale) e di escludere i player nazionali (che avrebbero voluto licenza su base nazionale). Comprare licenza in ognuna delle macro-aree? Sarà probabilmente escluso dal bando di gara, per favorire le società medio-piccole. Queste dovranno, però, dimostrare di poter assumere impegni concreti e sviluppare progetti industriali sostenibili. Un beauty contest che dovrebbe mettere, almeno sulla carta, al riparo da brutte sorprese (qualcuno ricorda l’hype sul WLL, l’ultimi miglio wireless, e a cosa si è arrivati oggi?).

E’ chiaro che, se i requisiti sono molto stringenti, la soglia d'ingresso si alza e le piccole telecom avranno comunque difficoltà ad essere competitive durante la gara. Va, peraltro, ricordato che in seno all'Authority per le telecomunicazioni (cui spetta anche il compito di definire le modalità di gara) c'è stata una forte discussione riguardo alla possibilità di introdurre delle «asimmetrie». Vale a dire, dei meccanismi che permettano di agevolare i soggetti locali, le piccole telecom rispetto all'ex incumbent. Un indizio che, anche viste le potenzialità del Wi-Max per il superamento del digital divide, potrebbe far propendere verso una gara secca, cioè senza «beauty contest».

Probabilmente le scelte dell'Agcom dipenderanno anche dalla conclusione della vicenda Telecom Italia...

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Telecom America Mobile

Ha spiazzato tutti, Tronchetti Provera. Dopo le trattative fallite con Rupert Murdoch – chi non ricorda l’incontro di agosto al largo delle coste greche? – e le polemiche sul caso Rovati, ora Tronchetti si è seduto al tavolo delle trattative con gli americani di ATeT e con la sudamericana America Movil. Le due società hanno presentato offerte disgiunte per l’acquisto di Olimpia, ma nel caso servisse – lo ha detto Michael Coe di ATeT – sono pronte ad allearsi per entrare sul mercato italiano: ATeT ha l’8% di America Movil e i rapporti con il messicano Carlos Slim sono buoni.

Tronchetti, dicevo, ha spiazzato un po’ tutti. Ha spiazzato le banche, che da settimane studiano la possibilità di acquisire il 18% di Olimpia (la società che controlla Telecom Italia). La trattativa si è arenata perché la differenza tra quanto vorrebbe realizzare Tronchetti (ha pagato più di 4 euro ad azione, non è disposto ad allontanarsi troppo dai 3 euro) e quanto offrono le banche (poco più di 2 euro) è molta.

Ha spiazzato il Governo, che contava sul pool di banche italiane (Mediobanca in primis) per evitare che la più importante rete tlc italiana finisca in mani straniere. Ora la politica si divide tra liberisti (va bene qualsiasi compratore, purché faccia investimenti) e nazionalisti (noi, gli stranieri no), il portavoce del Governo Sircana litiga con Fausto Bertinotti, il ministro Bersani definisce sconcertante la vicenda e Berlusconi fa i complimenti all’abile Tronchetti per come ha condotto la partita.

Già, perché ha incassato la scorsa settimana il via libera del Governo (Prodi, quando ormai sembrava che l’affare Telecom Italia fosse cosa delle banche, si è lasciato sfuggire un “comunque non ci sono preclusioni verso gli stranieri”), ha costretto le Banche a fare un’offerta e poi ha portato le cambiali all’incasso davanti ad ATeT e America Movil.

Certo, la partita è tutt’altro che chiusa: Prodi pare sia infuriato e stia studiando le contromosse, che si limitano per ora ad un pressing asfissiante su Mediobanca perché alzi l’offerta e compri le azioni Olimpia. La banca d’affari Citigroup si lancia in previsioni tutt’altro che rosee per le due società straniere: tutto finirà ai soliti noti. Gentiloni arriva addirittura ad aprire le porte a Mediaset (“Nessuna preclusione, c’è spazio anche per loro”) pur di mantenere l’italianità di Telecom. Alla fine probabilmente hanno ragione i sindacati, che spiegano: la soluzione prospettata (la vendita ad ATeT e America Movil) è utile solo a Tronchetti.

Comunque vada, l’ex Presidente di Telecom Italia sarà riuscito a vendere agli stranieri al prezzo voluto oppure, sventolando lo spauracchio della Telecom in mano americana, sarà riuscito a spingere le Banche italiane a versare un prezzo più alto di quello offerto inizialmente.

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venerdì, marzo 30, 2007

I cavi volanti dei tecnici Telecom

Post trasversaleal blog Scrittestrane che, all'occasione, aggiorno con materiale nuovo.

Tarzan, Findomestic, tecnici, Telecom, liane: vi ho incuriositi abbastanza? Qui il cartello di cui parlo...

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martedì, marzo 27, 2007

Folena vuole togliere il canone delle ADSL nude

Assoprovider plaude l'iniziativa dell'on.Pietro Folena, grazie alla quale, il governo si è impegnato ad adottare un provvedimento che andrà ad azzerare, o quanto meno a diminuire, il canone di 10 euro che Telecom Italia impone ai suoi concorrenti sulle "ADSL NAKED".

Oggi, infatti, chi sceglie di avere una linea "solo dati" deve comunque pagare un canone, ridotto rispetto a quello tradizionale (solo 5 euro in meno, spesso il gioco non vale la candela) ma pur sempre da pagare.

Secondo Assoprovider, le infrastrutture di telecomunicazioni sono un “monopolio naturale”, e questo delicatissimo monopolio è nelle mani di Telecom Italia; è quindi giusto che le autorità prendano dei provvedimenti come quello in oggetto affinché sia rispettata la libera concorrenza, ostacolando in modo deciso la formazione di mercati protetti e truccati e garantendo per tutti gli stessi diritti nella competizione.

Aggiunge Anti Digital Divide (ADD): Nel caso dell'adsl solo dati se non si ha una linea voce, Telecom impone di pagare un canone addizionale, questo comporta una discriminazione della tecnologia adsl e indirettamente della tecnologia Voip e stabilisce una sorta di dipendenza dell'adsl dalla linea voce, favorendo il mantenimento del monopolio da parte di Telecom Italia.
Forse il disxcorso andrebbe allargato al canone in genere, senza discriminare tra linee solo dati e linee normali. In altre parole, prima conviene ragionare sul canone in sè (è giusto che ci sia? l'importo è corretto?), poi si può disquisire sui vari tipi di canone. Chi ha una line adsl nuda usufruisce comunque della stessa rete di chi ha un doppino dati+voce classico.

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