Un occhio sul mondo delle (tele)comunicazioni

giovedì, aprile 24, 2008

Google, banner pubblicitari anche sui cellulari

Google metterà la pubblicità anche sui cellulari: non adwords, ma veri e propri banner, piccoli e leggeri (massimo 2 KB) in modo che si infilino nei display dei cellulari.

The mobile ads team is happy to announce the launch of mobile image ads. These look like standard image ads for desktop web pages but they are smaller to fit on mobile screens and they run on the mobile content network. Take a look at the mobile image ads example page to see samples. Also, watch the video below to see my interview with Sanjay Agarwal, a mobile ads engineer, and his demo. Note that all mobile image ads are keyword-targeted, are priced on a cost-per-click basis, and must link to a mobile web page. [dal blog ufficiale Google)


In questa pagina alcuni esempi di 'mobile-banners', qui l'approfondimento sui Mobile Image Ads.



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mercoledì, marzo 26, 2008

Microsof scambia API con i social network, non certo i dati

No, sebbene qualcuno cerchi di spacciarlo come accordo sulla portabilità dei dati tra social network diversi (ricordate la vicenda di Scoble, sbattuto fuori da Facebook?), l'annuncio di Microsoft è un semplice accordo per scambiare le API e permettere un single sign-on.

Più che di portabilità, quindi, si deve parlare di interoperabilità:
Si chiama www.invite2messenger.net ed è un nuovo sito istituito da Microsoft per consentire agli utenti dei servizi Windows Live Messenger di essere raggiunti dai loro contatti presenti su alcuni tra i più diffusi siti di social networking. Tutto questo, grazie a un accordo di scambio di Api raggiunto con Facebook, Bebo, Hi5, Linkedin e Tagged. In particolare, oggetto dello scambio sono le Windows Live Contacts API e le Contacts API dei partner, che consentirà per l’appunto lo scambio reciproco dei contatti in modo sicuro e veloce. La collaborazione con Facebook è immediatamente attiva, mentre le altre saranno attivate nei prossimi mesi.

Sul terreno della data portability, intanto, le strade di Microsoft e Yahoo! sembrano dividersi: Yahoo! ha infatti scelto OpenSocial, l'iniziativa lanciata a fine 2007 da Google a cui hanno già aderito MySpace, Plaxo, Bebo, Hi5, Orkut, LinkedIn, Six Apart, Oracle, Salesforce.com e Ning. Open Social prevede API open source che permettono di sviluppare aplicazioni da inglobare in diversi social network.

E di data portability tra i diversi social network, quando si tornerà a parlare?

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venerdì, marzo 14, 2008

Google Ad Manager, il centro media on line

Google ha lanciato, come suo solito in beta, il nuovo servizio di Ad Manager: si tratta di "a hosted ad management solution that can help you sell, schedule, deliver, and measure all of your directly-sold and network-based inventory", ovvero una piattaforma che permette agli editori di gestire in prima persona gli spazi pubblicitari sul proprio sito.

Più che mai azzeccato il commento di Mante: un ulteriore passo verso la disintermediazione, verso l'accorciamento della catena, l'avvicinamento dell'editore all'inserzionista. In altre parole, una dichiarazione di guerra o quasi ai centri media tradizionali, veri 'cuscinetti' tra chi cerca spazi pubblicitari e chi li offre.

Proprio nei giorni scorsi discutevo con un collega sulla necessità che il mondo dell'advertising on line cambi prospettiva: dalla vendita un tanto al Kg sul modello CPM alla vendita di qualità su base CPA. Vendere 10 milioni di impression a 100 oppure vendere 5 milioni di impression a 70 e usare i 5 milioni rimanenti per spazi pubblicitari pagati sulla performance di vendita? Io scommetto che il futuro sarà questo secondo modello, perchè ovviamente una vendita viene remunerata anche 1000 volte più di un'impression.

Il consulente-intermediario che continua a proporre all'inserzionista di spendere soldi per comprare impression al prezzo più basso, è destinato ad uscire dal mercato con l'arrivo di piattaforme che permettono al publisher stesso di gestire in proprio gli spazi. Il consulente-cuscinetto che riuscirà a proporre al cliente una strategia diversa -ad esempio il modello misto CPM/CPA - allora potrà continuare ad esistere sul mercato.

Non è un passaggio facile, nemmeno a livello aziendale: chi per anni è stato abituato a ragionare puramente ad impression, raramente accetta il passaggio filosofico al CPA. Chi vuol fare brand, continuerà a ricercare la presenza. Chi vuol vendere on line (e sempre più aziende lo fanno) cerca modelli diversi, principalmente basati sulla performance.

E Google come sempre annusa l'aria, respira i cambiamenti e li traduce in piattaforme. L'editore conosce gli spazi che funzionano bene per la vendita, quelli che funzionano bene per il branding, quelli che visitano gli uomini di 40 anni e quelli che visitano le ragazze di 20, le pagien più viste alle 3 di notte o alle 10 del mattino. L'inserzionista sa se cerca le ragazze di 20 anni o gli uomini di 40, sa se vuole vendere un prodotto adatto ai nottambuli o alle famiglie. In mezzo la piattaforma Google, che incrocia esigenze degli uni e degli altri. Chi non segue a ruota, rischia di uscire dal mercato.

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lunedì, febbraio 11, 2008

Gli UFO a Gorizia

Guardate su http://maps.google.it e cercate "Strada dei Campi @45.910108, 13.507212". Zoom sulla mappa satellitare e... sorpresa!

Altro che UFO e cerchi misteriosi...
[via]

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lunedì, febbraio 04, 2008

Per Yahoo e' guerra Microsoft-Google

Potete scommetterci: l'offerta di acquisto di Yahoo! fatta da Microsoft e la reazione di Google saranno uno dei temi caldi dei prossimi giorni.

David Drummond, capo dei legali di Google, ha bloggato i seguenti pensieri: si è detto preoccupato della possibile unione Yahoo!-Microsoft perchè quest'ultima "frequently sought to establish proprietary monopolies" e potrebbe quindi "extend unfair practices from browsers and operating systems to the internet."

Google attacca a testa bassa, e Microsoft risponde attraverso una nota ufficiale di Brad Smith, general counsel:
The combination of Microsoft and Yahoo! will create a more competitive marketplace by establishing a compelling number two competitor for Internet search and online advertising. The alternative scenarios only lead to less competition on the Internet.

Today, Google is the dominant search engine and advertising company on the Web. Google has amassed about 75 percent of paid search revenues worldwide and its share continues to grow. According to published reports, Google currently has more than 65 percent search query share in the U.S. and more than 85 percent in Europe. Microsoft and Yahoo! on the other hand have roughly 30 percent combined in the U.S. and approximately 10 percent combined in Europe.

Microsoft is committed to openness, innovation, and the protection of privacy on the Internet. We believe that the combination of Microsoft and Yahoo! will advance these goals.

Non c'è che dire, l'aria si sta surriscaldando...


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venerdì, gennaio 25, 2008

Privacy: niente dati per i gestori mobili. E per Google?

Ieri il Garante per la protezione dei dati personali è intervenuto sul tema della conservazione dei dati da parte dei 4 gestori di telefonia mobile.

A Telecom, Vodafone e H3G, è stata imposta la cancellazione di informazioni, illegittimamente conservate, riguardanti i siti Internet visitati dagli utenti. A Vodafone, H3G e Wind è stata impartita l'adozione di specifiche misure tecniche per la messa in sicurezza dei dati personali conservati a fini di giustizia. "Questi provvedimenti – commenta Mauro Paissan, componente del Garante – affermano un principio innovativo e importante: va tutelata la riservatezza anche della navigazione in Internet e dell'uso dei motori di ricerca. I gestori telefonici non possono dunque conservare questi dati, nemmeno per ragioni di giustizia. Entro due mesi queste informazioni dovranno ora scomparire. Viene in questo modo riaffermata l'estrema delicatezza delle visite e delle ricerche in Internet".

Riflessioni a caldo che questo provvedimento mi fa venire in mente:
- la prima è che, giustamente, l'utente deve sempre autorizzare una società a conservare e trattare i dati personali che lo riguardano.
- le restrizioni devono valere per tutti. Google si dice attenta alla privacy ma io devo ancora capire quali dati esattamente conservino e come vengano usati: le regole che il nostro garante dà, devono valere per tutti i player altrimenti si creano squilibri di mercato evidenti
- qual è il ruolo che il garante intende dare all'indirizzo IP? E' un dato personale o no?
- le decisioni in termini di conservazione dei dati a fini di giustizia non rischiano di mettere in difficoltà la Polizia Postale? Un conto è l'uso dei dati a fini commerciali, un altro è l'uso per indagini.
- sarà interessante vedere cosa dirà Pizzetti a Torino nei prossimi giorni, specie se "sollecitato" su questi argomenti.

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giovedì, gennaio 10, 2008

Google, il fallimento di Referral

Google abbandona il modello dei Referrals, per lo meno in Europa. [via]

If you're outside of North America, Latin America, and Japan, AdSense referrals will be retired.For publishers not located in any of the three regions detailed above, we'll soon be retiring referrals promoting AdSense. We've found that this referral product has not performed as well as we had hoped in these regions.

Come spiega Google, Referral sono una funzione di AdSense che ti consente di incrementare i ricavi e incentivare la conoscenza di prodotti e servizi utili per i tuoi utenti. Aggiungendo un pulsante referral al tuo sito, puoi indirizzare gli utenti a prodotti quali AdSense o Firefox con Google Toolbar.

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mercoledì, gennaio 09, 2008

Donare la voce a Google

Sempre a proposito di proprietà dell'identità, bella riflessione di Luca sul voice blogging e sul fatto che Google chieda di "donare la propria voce" per una nuova applicazione:

By donating their voice samples, those who call up the Google information service help the company create a system that could be used for a number of internet applications in the future.

Il punto è che la cultura economicista sta penetrando in territori culturali molto bizzarri. L'idea di donare la propria voce (l'intonazione, il modo di pronunciare, le onde sonore...) a un'azienda è bizzarra. Ma dipende dall'idea a monte che un'azienda possa sviluppare brevetti e proprietà intellettuale sfruttando cose che sono di sua proprietà. E se queste cose sono brandelli di patrimonio genetico, voce, immagini, allora si deve dichiarare che l'azienda può avere la proprietà di quelle cose.

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lunedì, dicembre 03, 2007

Google funziona!


Ecco perchè Google è diventato il numero uno

dei motori di ricerca... perchè funziona! :-)

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giovedì, novembre 29, 2007

fringME!: VoIP con Web e GPS

E' stato anticipato nei giorni scorsi ed ora è disponibile per tutti: si tratta di un simpatico bottoncino chiamato fringME!, che è possibile inserire sul proprio sito Web o blog.

Il widget gratuito di Fring permette ai visitatori del sito/blog di vedere lo status online e di chattare con il "tenutario" quando è lontano dal computer (anche senza essere utente fring).

Ma la caratteristica più interessante è senz'altro la possibilità di vedere in tempo reale via Google Maps dove si trova il tenutario. Quest'ultima funzionalità deve essere associata ovviamente ad un cellulare con GPS integrato (per altro, deve comunque essere un Symbian OS 9.1/9.2).

Per approfondimenti, Federica ne parla sul blog italiano di Fring.

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martedì, novembre 06, 2007

Android, la Google-piattaforma mobile

Si chiama Android, arriverà nella seconda metà del 2008 ed è il primo passo di Google nel mondo della telefonia mobile. Un assaggio dal 12 novembre, quando sarà disponibile l'SDK per gli sviluppatori.

Niente Googlefonino, come qualcuno sussurrava da tempo, bensì una piattaforma software da usare su terminali prodotti da terze parti. Come spiega il sito della OpenHandsetAlliance,
A commitment to openness, a shared vision for the future, and concrete plans to make the vision a reality.Welcome to the Open Handset Alliance™, a group of more than 30 technology and mobile companies who have come together to accelerate innovation in mobile and offer consumers a richer, less expensive, and better mobile experience. Together we have developed Android™, the first complete, open, and free mobile platform.

Come racconta PI,
Android comprenderà tutto ciò che serve per far funzionare un telefonino: dal sistema operativo, all'interfaccia utente, passando per numerose applicazioni. Sarà inoltre di impronta open e abbraccerà applicazioni di terze parti. Basato su kernel Linux, rilasciato con licenza Apache, Android consentirà agli operatori dell'hardware di personalizzare al massimo i loro prodotti, consentirà agli sviluppatori di sfruttare pienamente le possibilità di costruire su di esso.

Quattro le parole chiave su cui si basa Android:
- Open
- All applications are created equal
- Breaking down application boundaries
- Fast & easy application development.

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martedì, ottobre 02, 2007

Usate GMail? E' stata craccata

Leggo su ZeusNews (un'ottima e-zine fondata da Dario, che cito poco - nonostante abbia collaborato molto in passato - ma che vale assolutamente la pena di leggere) che la posta di Google, GMail, è stata craccata.

Infatti in pochi giorni sono state scoperte una decina di falle nei servizi in linea di Google, segnatamente per quanto riguarda Picasa e il servizio di webmail, che potrebbero condurre al furto dei dati personali e sensibili degli utilizzatori. Un pool di hacker e di programmatori di professione le hanno rese pubbliche dopo avere avvertito Google, che pur assicurando di studiare misure per contenere o eliminare il danno, a tutt'oggi nulla ha fatto e meno che mai ha a sua volta pubblicizzato la cosa avvertendo gli utenti del servizio.

A questo aggiungo un post letto poco fa (scusate, non trovo il link) in cui si racconta di una mail con campi BCC in chiaro...

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mercoledì, settembre 19, 2007

Dal free al fee, e di nuovo al free grazie alla pubblicità

Il cerchio si chiude: contenuti gratis in cambio di pubblicità. Sostenibile, stavolta.

Qualcuno ci aveva già provato in passato, senza troppo successo e così, dal free del boom internettiano (a pagare, all'epoca, i venture capitalist e i soldi chi aveva strapagato le azioni in Borsa.. non certo gli investitori pubblicitari) si era passati all'epoca del fee: contenuti sì, ma a pagamento.

Poi l'annuncio del New York Times, che ha deciso di rendere gratuita in ogni sua parte l'edizione on line, compresa parte degli archivi.
Si segna così una svolta in questo mercato: il giornale americano rinuncia così agli abbonamenti, che pure gli portavano 10 milioni di dollari all'anno (alcune sezioni erano accessibili infatti ai soli abbonati, a fronte di 49,95 dollari all'anno) contando sul fatto che gli introiti pubblicitari compenseranno le perdite.

E' una svolta, certo. Una svolta che, inutile nasconderlo, è resa possibile dall'avere un modello di pubblicità on line che funziona, che piace, che è sostenibile. Parlo di Google Ads, la piattaforma che ha rivoluzionato il mondo della pubblicità on line dimostrando che la disintermediazione funziona, che gli inserzionisti hanno risultati certi e che anche i piccoli editori on line possono guadagnare dalla pubblicità. E' grazie a Google se il mondo del Web riesce ad attirare una sempre maggior fiducia degli investitori pubblicitari, scottati dalla "gnueconomi": da allora sono rimasti alla finestra in attesa di vedere qualcosa che funzionasse. Adesso c'è.

Non solo sul Web, ma anche sul mobile: oggi parte in tutto il mondo il servizio mobile di Google, chiamato AdSense for Mobile. Esattamente come accade sul Pc, chi ha un sito accessibile da dispositivi mobili può guadagnare qualche centesimo per ogni click.

Tornando alla decisione del NYT, la chiave di lettura b-side - il rovescio della medaglia - è che il modello del fee sembra non poter competere con il free. Non è chiaro insomma se la scelta del New York Times sia dovuta all'insuccesso della versione pay o al potenziale successo della versione free. Probabilmente sono vere entrambe: 10 milioni di dollari l'anno sono una discreta somma, ma sono nulla se il potenziale della pubblicità on line con pagine gratuite è superiore ai 10 milioni. Una riflessione che dal Web si estende alla carta stampata: la qualità dei quotidiani potrebbe non bastare a sopravvivere alla free press?

Il General Manager del NYT, Vivian Schiller, dà un'ulteriore chiave di lettura: la diffusione di testate on line gratuite (e che vivono di pubblicità), di blog, della free press ha reso disponibile all'utente un enorme bacino gratuito di informazioni. Emergere dalla massa con notizie di qualità a pagamento non era più possibile, specie considerando che in quella massa ci sono anche fonti di qualità gratuite (magari difficili da trovare, ma pur sempre presenti).

Infine, sembra resistere il modello pay per i giornali finanziari. Il Wall Street Journal fattura qualcosa come 65 milioni di dollari, segno che l'informazione finanziaria ha un pubblico disposto a pagare. Business is business...

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mercoledì, settembre 05, 2007

Yahoo!, shopping pubblicitario negli Usa

Yahoo! prosegue la sua campagna di rafforzamento nel mondo dell'advertising on line:

Yahoo compra network di pubblicità online per 300 mln dollari SAN FRANCISCO, 5 settembre (Reuters) - Yahoo Inc ha concluso un accordo per comprare BlueLithium, il quinto network di pubblicità online Usa, per 300 milioni di dollari in contanti, in una mossa volta a consolidare la sua posizione nel mercato della pubblicità comportamentale in forte crescita. BlueLithium è una società con soli tre anni di vita, la cui tecnologia permette di tracciare il profilo di un consumatore-utente mentre si muove da sito a sito, permettendo quindi agli inserzionisti di proporre pubblicità mirata. Un consumatore che compra prodotti ecologicamente compatibili potrà essere raggiunto dalla pubblicità di auto ibride la settimana dopo. L'accordo, annunciato ieri, rafforza gli sforzi di Yahoo nel campo della pubblicità comportamentale, per la quale può sfruttare un bacino di 250 milioni di utenti di Yahoo Mail e Yahoo Travel.

Mentre Google vorrebbe fare l'editore, i concorrenti sono costretti ad inseguire sul terreno della pubblicità Web. L'acquisto di BlueLithium da parte di Yahoo! va letto alla luce della difficoltà a sfondare nei mercati non anglofoni, dove Google invece sembra crescere bene.

Per inseguire la grande G, Yahoo! ha quindi iniziato una campagna di rafforzamento sui mercati dove è sufficientemente forte per competere (quasi) alla pari: USA, UK e mercati anglofoni in generale. Sarà interessante vedere come deciderà di muoversi sui mercati non anglofoni... e sarà anche interessante vedere se e come l'Antitrust europeo deciderà di intervenire sul mercato della pubblicità Web. Google! ha infatti percentuali di mercato bulgare e non è da escludere un intervento pro-competitivo che riporti ad una situazione più equilibrata. Non prima della seconda metà del 2008, però.

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martedì, giugno 05, 2007

Google Maps: c'è il tuo gatto su Street View?

Divertente (e alquanto surreale, per lo meno la materia trattata) il pezzo di Luca su Punto Informatico di oggi:

Può un gatto affacciato alla finestra scatenare una discussione globale su privacy domestica e Primo Emendamento? È quanto sta accadendo in questi giorni negli USA e nella blogosfera dopo che Monty, felino di proprietà di Mary Kalin-Casey, è stato riconosciuto dalla sua padrona intenta a provare il nuovo servizio Street View di Google Maps."Il mio problema è stabilire dove piazzare la linea che divide una foto di un luogo pubblico dallo zoomare nella vita delle persone" ha detto la stessa Mary al New York Times: "Il prossimo passo potrebbe essere dare un'occhiata ai libri sui miei scaffali. Se lo stesse facendo il governo, i cittadini sarebbero oltraggiati".

Il servizio di Google permette una "passeggiata virtuale 3D" ed essendo stato costruito con foto reali, permette di zoomare e cogliere numerosi particolari: dal gatto della signora Kalin-Casey ai due personaggi colti ad uscire da un sexy shop.

Ecco dunque comparire un tanga a San Francisco, un meccanico in erba nella stessa città, qualcuno contrario ai limiti di velocità, multe a non finire, pubblicità vietate ai minori, un possibile colpo di fulmine e persino ragazze che prendono la tintarella. Decine di altre segnalazioni sono visibili qui e qui.

Qual è la foto migliore? C'è anche chi ha pensato di indire un bel concorso...

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mercoledì, maggio 09, 2007

La Stampa geolocalizza le news

Interessante esperimento de La Stampa, che sfrutta Google Maps per geolocalizzare le notizie. Il lettore trova la notizia su LaStampa.it e vede una cartina che indica il luogo "relativo" alla notizia stessa:

A partire da oggi le notizie potranno essere geo-referenziate e i lettori potranno - con un solo clic sul nome della località che appare nell’articolo - essere portati virtualmente sul posto. [via]

I giornali cartacei si aprono al Web, anche quello duepuntozero. Proprio oggi leggevo della riorganizzazione imminente di Corriere.it: i tempi cambiano e per chi come me ha fatto principalmente giornalista in testate on line è una bella soddisfazione.

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lunedì, marzo 19, 2007

YouTube, I pay

Bello il titolo del pezzo di Eugenio Occorsio su Repubblica Affari&Finanza di oggi: "YouTube vittima del modello YouTube, ora è un business e nulla può più essere free".

Bello non tanto perchè racconta della lite con Viacom (la società accusa YouTube di aver messo on line 100mila video protetti da copyright e ora chiede 1 miliardo di dollari, oltre alla rimozione dei video), ma perchè ricorda che qualsiasi modello di business - bello, brutto, nuovo, vecchio, di prodotto, di servizio, di start-up, di azienda consolidata, ... - necessita alla fine della fiera di qualcuno che paghi il conto.

Prendiamo proprio YouTube: prima che fosse acquisito da Google, il modello di business non era certo così chiaro. YouTube, senza gli enormi finanziamenti che ha ricevuto dalla nascita ad oggi, non avrebbe potuto permettersi i milioni di euro di banda segnati sulla bolletta mensile. Poi arrivata Google che, grazie alla pubblicità, promette di creare un modello economicamente sostenibile per tutti.

Lo stesso discorso vale per decine di start-up oggi sulla bocca di tutti. Fon, la società spagnola che punta a dare connessione gratuita WiFi a tutti gli iscritti, vive oggi grazie ai finanziamenti ricevuti in chi crede che possa prima o poi portare soldi. Twitter, ora sulla cresta dell'onda (a proposito, leggendo Mante ho scoperto questa), non mi pare avere un modello di business sostenibile nel breve. L'elenco potrebbe andare avanti, ovviamente.

Insomma, bello il titolo di Occorsio perchè ci fa tornare con i piedi per terra: il passaggio dall'unopuntozero al duepuntozero non ha certo modificato il peso delle bollette. Qualcuno, a fine mese, deve comunque saldare i debiti.

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