Un occhio sul mondo delle (tele)comunicazioni

martedì, ottobre 02, 2007

Vodafone Casa Libera... libera di non dire tutto?

Torna Vodafone Casa, con un nuovo nome (Vodafone Casa Libera) e un'offerta leggermente diversa dopo il lungo tira e molla dei mesi scorsi. Un prodotto potenzialmente interessante, soprattutto per chi ha - ad esempio - una seconda casa in cui non vuole pagare il canone Telecom ma dove vuole avere un numero fisso per chiamare a meno e permettere a parenti ed amici di chiamare risparmiando.

Si tratta di un passo verso la telefonia fissa, il secondo potrebbe essere ufficializzato a breve: dovrebbe essere Vodafone ad essersi aggiudicata la gara per Tele2 Italia, la filiale italiana del Gruppo svedese messa in vendita nelle scorse settimane. Il terzo passo è il divorzio pseudo-consensuale da Fastweb: l'offerta congiunta non è mai decollata e le due società hanno deciso di intraprendere strade diverse. Se da un lato si spende, dall'altro si esternalizza: 1000 dipendenti Vodafone vengono trattai come un pacco e ceduti ad un outsourcer. Nel loro blog AutunnoVodafone l'aggiornamento in diretta.


Tornando a Vodafone Casa, i dettagli innanzitutto: il numero fisso viene portato sulla sim card, usando il cellulare in casa come un cordless. Non c'è canone, si pagano 15 cent di scatto e 5 cent/min per chiamare dal cellulare-cordless verso i fissi. Per le chiamate verso i cellulari, si paga la tariffa prevista dal profilo. Le chiamate verso il numero fisso, sono dirottate al cellulare-cordless: riceve è gratuito quando ci si trova a casa. Quando il cliente non è a casa è avvisato della telefonata da un sms e potrà scegliere di attivare il servizio di segreteria telefonica.
Per chi prevede un uso intenso del cellulare-cordless, Vodafone Casa Senza Limiti offre 3 mila minuti al mese di telefonate verso i numeri di rete fissa in tutta Italia, al prezzo di 19 euro al mese.


Punti aperti:
- quanto costa chiamare i cellulari (il comunicato dice "proprio profilo", senza specificare quale sia il profilo)
- quali siano le "regole di ingaggio" (ufficialmente nessun canone o costi fissi; vedremo come si trasformerà questa affermazione nella realtà, ad esempio con obbligo di ricarica mensile et similia)
- non si possono ricevere le chiamate sul numero fisso quando ci si trova fuori casa (un po' macchinosa la procedura: ricevi un sms e volendo attivi la segreteria telefonica. Non viene detto quanto costa ascoltare i messaggi)
- i 3mila minuti definiti "gratuiti" non è chiaro se prevedano altri addebiti (ad esempio scatto alla risposta di 15 cent).

L'offerta parte il primo ottobre, sulla carta ha secondo me un ottimo potenziale, ma tutto dipenderà dai prezzi: a leggere il comunicato stampa sembra tutto gratis, ma Vodafone ci ha abituato a questo stile di comunicazione. Un mese prima del lancio rose e fiori con pochi dettagli (intanto si va sui giornali), al lancio tutti i dettagli anche se peggiorativi, tanto ormai sui giornali ci si è finiti (e bene). Non resta che attendere per vedere l'offerta definitiva.

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lunedì, settembre 17, 2007

Rossi e le tasse di Ryanair


Chissà come prenderà questa pubblicità Valentino Rossi... è stata pubblicata a cura di Ryanair sul Messaggero.

Rossi, è bene ricordarlo, è testimonial Fastweb e proprio in questi giorni è on air la nuova pubblicità, che vede il sette volte campione del mondo in una stalla ("dalle stelle alle...").

Ora Ryanair utilizza l'immagine del motociclista più famoso del mondo: scintille in vista?

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martedì, aprile 03, 2007

L'utile di Fastweb: qua qua quando-ooo?

Scrive Luca Pagni su Repubblica:
È vero che Fastweb, secondo operatore di telefonia in Italia dopo Telecom, dovrebbe cambiare presto bandiera, vista l´opa lanciata dagli elvetici di Swisscom. Ma non era scritto da nessuna parte che il cambio di controllo significasse cambiare i propri obiettivi finanziari per il 2007. Invece, è proprio quello che sembra capire dalle dichiarazioni che si leggono in un´intervista rilasciata nel fine settimana dall´amministratore delegato di Fastweb, Stefano Parisi: «Il nostro obiettivo è chiudere il 2007 in pareggio». Il che non è proprio quanto è stato annunciato in sede di presentazione del bilancio 2006, nel febbraio scorso, quando al mercato è stato comunicato che l´anno in corso si sarebbe chiuso senz´altro in utile. E c´è già chi ha fatto notare che si tratta di un deja vu: a inizio del 2005, presentando il nuovo piano industriale veniva indicato nel 2006 come l´anno in cui si sarebbe raggiunto il break even. Salvo poi rimangiarsi la promessa nel prospetto dell´aumento di capitale da 800 milioni, soltanto un mese dopo.

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