Un occhio sul mondo delle (tele)comunicazioni

mercoledì, gennaio 16, 2008

Vodafone gratis. Solo dopo 15 righe di clausole pero'

Offerta Vodafone-Corriere della Sera: Nokia 6120 gratis, chiamate a 9 cent/min verso tutti, non paghi la tassa di concessione governativa, navighi gratis per un mese sul tuo cellulare, ricevi le ultime novità gratis in tempo reale fino al 1° marzo.

Incredibile!! Tutto gratis, possibile? Certo, esiste davvero!

Non fate caso al fatto che la tariffa sia a scatti da 30 secondi, che ci sia uno scatto alla risposta da 16 cent per ogni chiamata, che la tassa di concessione non sia per sempre ma per 24 mesi, che gli SMS costino 15 cent, che il Nokia prevede 24 mesi di contratto con ricarica minima di 25 euro/mese (e se non la fate, sono 9 euro di addebito a fondo perduto), che sia obbligatorio pagare con carta di credito, che la "navigazione" Web prevede in realtà l'accesso "dal display del proprio cellulare ad applicazioni certificate da Vodafone (sui cellulari Vodafone o scaricabili da Vodafone Live!)", che non si può usare il cellulare come modem oppure "utilizzando Internet come protocollo di comunicazione" (niente VoIP, instant messaging, p2p), che la promo Internet dura 30 giorni, che il rinnovo successivo è automatico e se vi dimenticate di disattivare costa 9 euro/mese, che le news via SMS costeranno 3 euro a settimana e hanno il rinnovo automatico, che l'offerta è valida solo per i nuovi clienti o per chi fa la portabilità del numero.


A parte questi due o tre dettagli, l'offerta è quella descritta in piccolo ad inizio del post: davvero volete dirmi che cambia rispetto a quanto pubblicizzato? Davvero volete farmi credere che l'offerta tutto-gratis-tutto-gratis ha in effetti 15 righe di clausole che vi infastidiscono un po'? Suvvia, è tutto così chiaro e trasparente (tanto che su Corriere.it le clausole sono inserite in una gif e non come testo: sarà per evitare il copia e incolla?)

PS: ho usato volutamente la formattazione minuscola delle note per spiegare l'offerta e la formattazione gigante tipica dell'offerta per le note. Che effetto vi fa? :-)

PPS: sempre rimanendo su Vodafone, identica tecnica viene usata nella pubblicità televisiva. Ilary Blasi in Totti seduta in auto, la "Internet Key a 7,2 Mbps è gratis se ti abboni". Non fate caso al fatto che non sia gratis perchè l'offerta prevede la sottoscrizione dell'offerta Internet UMTS 100 Ore in Libertà a 20 euro/mese con un vincolo di 24 mesi e in caso di recesso anticipato o di disattivazione dell'offerta è prevista una penale pari a 199 euro. Non fate caso al fatto che decorsi i 24 mesi le offerte si intenderanno automaticamente rinnovate ogni 30 giorni al costo di 30 euro. Non fate caso che la velocità non sia 7.2 Mbps perchè la rete Vodafone supporta i 3,6 Mbps (congestione permettendo) ed è l'hardware che è pronto per i 7.2 (hardware che esistono da mesi... è un po' come dire che la Ferrari fa i 300 all'ora ma vi danno una mulattiera di montagna su cui usarla quindi al massimo farete i 50 all'ora...).
Disclaimer: come noto, lavoro per 3 Italia

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mercoledì, gennaio 02, 2008

Buon 2008, l'anno della patata


Il 2007 non è stato un anno fortunato dal punto di vista sentimentale?

Non vi preoccupate, ci pensa l'ONU: come spiega Corriere.it, "il 2008 è l'anno della patata".

Rocco Siffredi docet.

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lunedì, settembre 24, 2007

Effetto Corriere

Già: essere in home page per qualche ora su Corriere.it (l'articolo è comunque ancora on line) ha effetti positivi sulle visite.
Segue screenshot delle visite, tratto da Google Analytics: chi scopre qual è il giorno fatidico? :-)

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mercoledì, agosto 22, 2007

La rivoluzione degli SMS (che non c'e')

Sarà la penuria di notizie estive, sarà che giocare con il nome (Davide contro i Golia delle tlc) fa sempre il suo effetto, sarà che parlare di cellulari è sempre un buon argomento vista la pervasività del mezzo, ma io proprio la rivoluzione decantata dal Corriere non la vedo. Un articolo su tecnicismi che esistono (almeno) da 6-7 anni fatti passare come rivoluzione.

Davide e la rivoluzione degli sms da 1 cent
«Inviare i messaggini costa troppo», e così un informatico 24enne ha inventato un software per ridurre drasticamente il costo


Il titolo promette mari e monti, giusto? Leggendo il pezzo, emergono due cose:
- Davide ha messo in piedi un software (Skebby) che sfruttava gli SMS gratuiti offerti da qualche operatore e/o da qualche portale.
- con la quasi totale sparizione degli SMS gratuiti su Web, Davide ha messo in piedi una società che vende pacchetti di SMS da inviare via Web.

Rivoluzione????? Suvvia, siamo seri.
Usavo SMS Splitter qualcosa come 4 anni or sono o giù di lì: si tratta di un software che usa(va) gli SMS offerti da portali Web e da operatori per inviare via Internet messaggi gratuiti. Skebby, insomma. Peccato che la pacchia sia finita: da offerta fidelizzante (per inviare il messaggio vado sul sito dell'operatore o del portale, eventualmente guardo pubblicità e/o mi loggo) si era trasformata in un boomerang perchè grazie a questi software, l'utente non visitava alcun sito, mandava "solo" i propri messaggi dal proprio Pc connesso ad Internet, e basta.

L'arrivo qualche anno fa poi dei costi di interconessione anche sugli SMS (come esiste per le chiamate: gli operatori si versano qualche cent l'un l'altro quando chiamate e messaggi viaggiano su una rete e l'altra, è una misura pro-competitiva per aiutare gli operatori più piccoli che non dispongono di un effetto rete paragonabile ai big player) ha decretato la fine o quasi degli SMS gratuiti, che infatti sono spariti pressochè da qualsiasi sito. Resiste(va) ancora qualche operatore, ma anche in questo caso utilizzi "fantasiosi" ne hanno decretato quantomeno la limitazione (Vodafone è pasata da 100 messaggi a 10, solo verso Voda e previa registrazione) se non la scomparsa.

Quanto all'invio di SMS via Internet a prezzi inferiori da quelli offerti via cellulare, mi pare di aver acquistato per la prima volta un pacchettone da 2mila SMS nel 2000 o 2001, da SMSProf (qui). Perbacco, sono un rivoluzionario e non lo sapevo!

Scherzi a parte, esistono da anni società che comprano milioni di SMS da gestori esteri (o da gestori italiani, che hanno prezzi comunque leggermente superiori ma il cliente ha maggior certezza che l'SMS arrivi) e li rivendono a piccoli pacchetti a chi fa un uso massiccio della messaggistica testuale (aziende per promozioni, pr nelle discoteche, ecc).

Ultima considerazione: traslasciando che SMS ad 1 cent (come promesso dal Corriere) non ne vedo, tralasciando che in un articolo giornalistico non mi aspetto di trovare il listino commerciale di una SRL perchè non dà valore aggiunto alla notizia (sempre che ci sia, la notizia: non è questo il caso), tralasciando che i prezzi non sono nemmeno troppo convenienti, ecco... tralasciando tutto questo, c'è da dire che l'invio di SMS tramite Web è un prodotto di nicchia - utile a chi davvero fa un uso massivo degli SMS, io ad esempio in alcuni periodi ne acquistavo circa 10mila al mese - per diversi motivi.

Al volo, mi pare di poter dire che il primo grosso limite sia il dover acquistare in anticipo quantitativi più o meno ampi di messaggi, il secondo è di dover avere un computer connesso ad Internet (ma con SMSProf, ricordo, avevamo anche studiato ed usato un'applet Java per inviarli da cellulare usando la connessione dati, con un sovrapprezzo di 1 cent circa), il terzo è che gli SMS spesso non possono arrivare con il mittente definito (arrivano quindi da numeri "sconosciuti" al destinatario) e quarto ed ultimo è che comrandoli da gestori esteri la possibilità che l'SMS si perda per strada è abbastanza elevata (a meno di non comprare SMS "pregiati", ma in questo caso il prezzo si avvicina a quello dell'SMS standard inviato dal cellulare).

Ahhhh, queste rivoluzioni (che oggi la maggior parte dei giornali italiani riprendono...)!

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domenica, giugno 10, 2007

New blogger sotto il sole del Corriere.it

Un benvenuto a Marco Pratellesi, con il suo blog Media su Corriere.it. Il feeed Atom è qui. Non manca nemmeno Metitieri nei commenti. Insomma, c'èttttuttto.
[via]

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martedì, aprile 03, 2007

Un dito nel culo, YouTube!

Se lo scrive Galli della Loggia in un editoriale sul Corriere, perchè non posso mettere 'un dito nel culo' come titolo di questo post?

Passaggi come “ha mai provato a mettersi un dito nel culo?” o “pensa che guadagnerebbe di più facendo la puttana?” hanno fatto scoprire bacchettona anche Daria Bignardi (secondo me un po' lo è sempre stata...).

L'evento però, come fa notare Raffaele, è però trovare YouTube citato alla terza riga.

Insomma, sconvolti dal “culo”, stupiti dalla “puttana”, terrorizzati da YouTube, annichiliti dallo scontro generazionale, noi lettori da tram del Corriere possiamo riporre il giornale e andare in ufficio più tranquilli. Tutto questo sconvolgimento si sarebbe potuto evitare (o avrebbe potuto essere molto più limitato) senza la perniciosa influenza del “permissivismo settantottesco” (sempre lì si va a parare alla fine, guarda tu) e senza l’altro dei grandi mali contemporanei, il “politicamente corretto”, arma tagliente che la destra americana dalla fine degli anni ‘80 ha imparato a usare così bene nelle battaglie culturali.

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