Un occhio sul mondo delle (tele)comunicazioni

giovedì, marzo 20, 2008

UMTS: Tesoro al bivio con Ipse e 3 Italia

Come ricorda IlSole24Ore di oggi, il 28 marzo - salvo rinvii - ci sarà l'udienza di merito del Consiglio di Stato per valutare se Ipse ha diritto a restituire allo Stato il suo pacchetto di frequenze aggiuntive da 5 MHz ed essere così esonerata dall'obbligo di pagarne il corrispettivo (826 milioni di euro).

Ipse, come molti ricorderanno, non ha mai lanciato i servizi e si è vista dunque revocare la licenza (ma non la fidejussione bancaria), innescando un contenzioso con lo Stato da 826 milioni.

Nei giorni scorsi, scrive sempre Il Sole, 3 Italia ha presentato un analogo ricorso al Tar per restituire i 5 MHz aggiuntivi rispetto al pacchetto di frequenze-base e vedersi così rimborsati 826 milioni (al netto della quota relativa agli anni di esercizio della licenza già trascorsi).

Nell'ipotesi peggiore quindi, a distanza di sette anni, l'avventura Umts potrebbe regalare al Tesoro un “buco” di 1,2 e 1,4 miliardi di euro. In realtà, "secondo una stima di tre fra i maggiori esperti del settore — Carlo Cambini del Politecnico di Torino, Antonio Sassano della Sapienza di Roma e Tommaso Valletti dell'Università Tor Vergata — già dal prossimo anno lo Stato potrebbe incassare tra 1,35 e 1,8 miliardi di euro. Il ministero delle Comunicazioni non ha ancora deciso come gestire 255 megahertz in banda L (utili per la tv mobile) e nella banda dei 2.0 e 2.5 GHz (servizi Umts o Wimax). Per ogni MHz si stima un valore di mercato tra 2,5 e 3 milioni che porterebbe, in caso di asta, a un incasso compreso almeno tra 637 e 765 milioni. La seconda risorsa è costituita dal possibile allungamento delle licenze dei quattro operatori Umts. In questo caso le compagnie potrebbero ottenere un'estensione della durata, dall'attuale termine del 2021 al 2025, in cambio di un corrispettivo calcolato sul modello inglese (Administered incentive pricing) che oscillerebbe tra 725 e 1 miliardo di euro per ogni anno di prolungamento".


Etichette: , , , ,

giovedì, febbraio 28, 2008

WiMax italiano da record

E' terminata l'asta per le licenze WiMax italiane: 135 milioni di euro incassati dallo Stato, record in Europa.

Leggendo il risultato dell'asta, spicca il nome di Ariadsl: quali sono i piani del provider? O, volendo essere maliziosi, chi c'è dietro queste licenze multiple?

Etichette: , , , ,

mercoledì, settembre 19, 2007

WiMax, la prossima settimana si parte

La prossima settimana è quella buona per il WiMax: a dirlo il sottosegretario alle Comunicazioni Luigi Vimercati. Arriva insomma il tanto atteso bando per l'assegnazione delle frequenze WiMax: 4 o 5 macro-regioni, 3 lotti a regione (uno riservato ai nuovi entranti), 24-30 mesi per effettuare gli investimenti e raggiungere la copertura prevista pena ritiro della licenza.

Tre i punti caldi: prezzi, aree copribili e frequenze.

Prezzi: l'asta sarà al rialzo, chi offre di più porta a casa le frequenze. I piccoli operatori si lamentano, perchè subiranno la concorrenza dei grandi. In realtà l'effetto è mitigato dallo slot riservato ai nuovi entranti. Il Governo si aspetta intorno ai 90 milioni di euro, decina più (Francia: 120 milioni) decina meno (Germania: 60 milioni).

Aree copribili: pare che la priorità sia coprire le aree digital-divise. E' già battaglia, però, sulla definizione di queste aree. E' digital-divisa l'area in cui non c'è Adsl fissa oppure in cui non c'è copertura in banda larga, a prescindere che quest'ultima sia fornita su rete fissa o mobile? Per gli operatori fissi che non hanno sbocchi sul mobile, ovviamente vale la prima. Per gli operatori mobili (che arrivano a 1,8-7,2 Mbps in download e presto a 1,4 Mbps in upload), la seconda. Vedremo.

Frequenze: la parte "alta" del range si addice poco a coprire aree metropolitane, perchè più sensibile alle interferenze. In linea teorica, quindi, il WiMax sarà inizialmente dedicato alla copertura delle aree non metropolitane.

Etichette: , , , ,