Un occhio sul mondo delle (tele)comunicazioni

giovedì, febbraio 28, 2008

WiMax italiano da record

E' terminata l'asta per le licenze WiMax italiane: 135 milioni di euro incassati dallo Stato, record in Europa.

Leggendo il risultato dell'asta, spicca il nome di Ariadsl: quali sono i piani del provider? O, volendo essere maliziosi, chi c'è dietro queste licenze multiple?

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martedì, febbraio 19, 2008

Il Garante blocca 899 e affini

Dal prossimo 31 marzo, ci sarà il blocco gratuito - offerto da tutti gli operatori - delle numerazioni non geografiche (199, 899, 892, prefissi satellitari, ecc).

Lo ha deciso il Garante tlc, che ha imposto agli operatori il blocco: entro il 30 maggio, gli utenti dovranno decidere se utilizzare le numerazioni a sovrapprezzo, richiedendolo espressamente all’operatore, oppure bloccare tuttto.

Dal 30 giugno, infine, per tutti coloro che non avranno espresso alcuna volontà,
il blocco diventerà automatico, sulla base di un meccanismo di "silenzio-assenso".

La linea scelta dall’Autorità, quindi - sottolinea una nota - è quella della massima tutela dell’utenza, anche nelle sue fasce più deboli e meno attente. Con il blocco per default, infatti, solo coloro che effettivamente vorranno utilizzare le numerazioni a sovrapprezzo si vedranno fatturare i relativi addebiti. A questa nuova forma di tutela, tra l’altro, si aggiungerà, a breve, un’altra misura per il controllo della spesa: si tratta dei nuovi «tetti massimi» di costo per tutte le numerazioni, che entreranno in vigore con l’approvazione del nuovo piano di numerazione che è ormai in dirittura d’arrivo.

Da notare che il blocco era già stato deciso da parte di Agcom ma era stato rimandato per un ricorso al Tar da parte di Teleco Italia. La stessa Telecom che adesso vuol passare per 'innocente' di fronte alle bollette gonfiate...

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venerdì, febbraio 01, 2008

Niente buonuscita per i sette dell'Agcom

Non riceveranno la richiesta buonuscita i sette ex membri dell'Authority per le Comunicazioni. Tra essi l'ex presidente Enzo Cheli, giudice costituzionale fino al 1996, Alfredo Meocci, già dg della Rai, dichiarato incompatibile e attualmente vice sindaco di Verona, Antonio Pilati, ritenuto l'ispiratore della legge Gasparri, e Giuseppe Sangiorgi, indicato tra gli esperti del ministro Paolo Gentiloni.

Nei giorni scorsi il Tar del Lazio ha bocciato la loro istanza finalizzata a ottenere il trattamento di fine rapporto, calcolato su ogni anno di nomina. Sembra che gli stessi ex commissari abbiano anche sollecitato gli uffici del Garante affinché corrispondano loro gli arretrati sugli adeguamenti stipendiali, non percepiti quando erano in carica [via]


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martedì, gennaio 29, 2008

Agcom indaga sulle truffe 899 via SMS

Libero Mercato, Avvenire ed altri quotidiani danno quest'oggi risalto all'avvio di un indagine Agcom sulle truffe via SMS.

Sms dai toni allarmanti sono stati spediti nelle ultime settimane a 3 milioni di italiani. Recitano «ti ho lasciato un messaggio in segreteria», o «ci sono urgenti messaggi per te» o anche «abbiamo tentato di recapitarle una spedizione al suo indirizzo» e invitano a chiamare un numero 899 (spesso mascherato in 89-9,08-99) per sapere di che cosa si tratta. In realtà non c'è nessun messaggio urgente nè una qualche spedizione: ma il costo della chiamata al numero indicato è, in media, di 12,40 euro più iva. Una vera e propria truffa, che secondo Adusbef e Consumatori, ha un giro d'affari di 20 milioni di euro. I centralini delle due associazioni continuano a ricevere «centinaia di segnalazioni da parte di cittadini», che ricevono questi sms. Per questo le organizzazioni dei consumatori ieri hanno annunciato di volere presentare un'azione collettiva contro i responsabili della truffa. L'Autorità per le comunicazioni è scesa subito in campo, e ieri ha mandato la polizia postale a controllare i tabulati di Tim (che non ha alcuna responsabilità e collabora con le Autorità) ai centri servizi che hanno materialmente inviato gli sms sulla sua rete, dando origine alla truffa. L'Agcom si prepara a introdurre anche a «introdurre modifiche al sistema di numerazione 899». Un provvedimento invocato da tempo dai consumatori, anche perché il fenomeno non è nuovo.

Finalmente si interviene o comunque si indaga. Peccato che lo si faccia con grave ritardo. La parte più comica è infatti "L'Autorità per le comunicazioni è scesa subito in campo". Per chi segue Telcoeye da qualche tempo, sa che quello di Agcom non è esattamente un intervento fulmineo. Ne ho parlato due anni fa: DUE anni, esatto. Scrivevo nel maggio 2006:

Chi ricorda le truffe via fax/SMS usando gli 899? I truffatori inviano un fax o messaggio all'utente facendogli credere che qualcuno l'abbia cercato, per sentire il messaggio bisogna chiamare un 899.

Spesso per indurre l'utente a chiamare si tirano in ballo questioni familiari: il finto fax dice ad esempio "Ciao, vai tu a prendere nostro figlio a scuola? Io non posso andare, se non puoi andare nemmeno tu avvisami, mi raccomando non lasciarlo solo all'uscita della scuola! Sono fuori ufficio, mi trovi all'899-xxx-yyy". Molti ci sono cascati (la truffa via SMS usa tecniche simili).

In queste ore una nuova ondata di messaggini! Arriva un SMS sul cellulare: ""Hai un nuovo messaggio in segreteria. Chiama da fisso 89-90-30-xxx e seguile istruzioni vocali. Info & costi per iscriversi www.segreteria-.....net".

Ovviamente non c'è nessun messaggio in nessuna segreteria e l'SMS non è stato richiesto in alcun modo. Qualche curiosone però richiamerà, spendendo la bellezza di 15 euro per ascoltare un messaggio pre-registrato di 90 secondi...

Update:
un secondo messaggio-truffa viaggia in questi giorni...
"HAI UN NUOVO MESSAGGIO, CHIAMA DA TELEFONO FISSO 89-91-07-xxx E SEGUE LE ISTRUZIONI VOCALI. INFO &COSTI PER ISCRIVERSI www.messagg.....net".
Sempre 15 euro.


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venerdì, dicembre 07, 2007

Via le spese di spedizione della bolletta Telecom

Da anni, molti consumatori cercano di far rispettare quanto previsto dalla legge: non pagare le spese di spedizione della bolletta telefonica.

L'art.21 del D.P.R. 633/72, al comma 8, dispone: "Le spese di emissione della fattura e dei conseguenti adempimenti e formalità non possono formare oggetto di addebito a qualsiasi titolo". Ovvero, le aziende non possono addebitare ai clienti le spese di spedizione della fattura.

Sappiamo invece che le spese vengono addebitate eccome. Se in passato l'unico modo per evitare di pagare le spese di spedizione era rivolgersi ai giudici di pace (con elevata probabilità di successo) o al Co.Re.Com della propria regione, a breve potrebbe arrivare una delibera dell'Agcom a sancire la fine del balzello.

Un cliente Telecom Italia di Arezzo ha portato la società davanti al Garante tlc e ha vinto: Telecom dovrà risarcire l'utente per le spese indebitamente incassate tra il 2001 e il 2006. Se è vero che la singola delibera non vale per tutti, è anche vero che il precedente apre la strada ad una marea di richieste di rimborso. Con possibilità concreta di vittoria.

Come scrive Carmine sul Sole24Ore di oggi, per ogni bolletta Telecom Italia incassa 37 centesimi di euro (circa 2 euro/anno). Moltiplicato per quasi 20 milioni di linee telefoniche, sono 43 milioni di euro/anno che potrebbero sparire dal bilancio dell'ex monopolista.

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lunedì, settembre 24, 2007

Impugnato il bando di gara WiMax?

A proposito di WiMax, Morse scrive che ci sarebbero società pronte ad impugnare il bando:

Abbiamo potuto accedere alla lettera con cui uno studio legale, per conto di diversi committenti, contesta la validità del regolamento steso da AGCom sulla gara WiMAX, e ne pubblichiamo in esclusiva alcuni stralci.

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giovedì, settembre 06, 2007

Assoprovider: la strana moria dei concorrenti Telecom

Il numero di operatori alternativi, che anche per una gestione avventata, si ritrovano in difficoltà economiche verso Telecom Italia è , a quanto si legge sui giornali, in crescente aumento: ormai ad un ritmo serrato le aziende vengono letteralmente disattivate, pare per problemi di ordine debitorio, che erano comunque preesistenti, ed evidentemente sopportati con altro spirito.

Questo l'attacco del comunicato stampa di Assoprovider. Due i punti da sottolineare:
- il riconoscimento che a volte la crisi delle società di tlc è dettata anche da "una gestione avventata"
- l'attacco diretto ad Agcom ed Agcm per i ritardi su questioni considerate chiave ("problemi causati anche dalle inefficenze di chi dovrebbe garantire un quadro regolamentare e tariffario chiaro" e anche "le autorità preposte alla vigilanza, AGCOM e AGCM, rimangono sovente a guardare senza colpo ferire")

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martedì, luglio 24, 2007

Blocco UE per il fisso-mobile di Telecom e Vodafone

Stop per Vodafone (Casa Numero Fisso) e Telecom Italia (Unico): il cellulare che diventa telefono fisaso (e viceversa) non piace all'Unione Europea. Scrive Alberto D'Argenio su Repubblica:

La Commissione europea blocca per almeno sei mesi il lancio in ltaliadei nuovi servizi telefonici che permetteranno di passare automaticamente il numero fisso sul proprio cellulare quando ci si trova a casa. La decisione è contenuta in una lettera tndirizzata all'Autorità per le comunicazioni (Agcom), che aveva scelto di dare il via libera ai nuovi pacchetti di Vodafone - che ha già pubblicizzato il prodotto in uno spot con Francesco Totti - e Telecom Italia.
Le condizioni decretate dall'Authority per il lancio dell'innovativo incrocio tra fisso e mobile, infatti, non possono essere prese senza seguire le regole Ue che prevedono un lungo iter procedurale al termine del quale Bruxelles dovrà esprimersi sulla loro compatibilità con le norne comunitarie.


Dopo lo stop (accelerato probabilmente dalle segnalazioni che 5 operatori hanno inviato alla Commissione Europea), Agcom dovrà effettuare un'analisi di mercato, indire una consultazione pubblica, notificare all'UE le decisioni prese e attendere il via libera.

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mercoledì, maggio 23, 2007

Al via il bitstream in Italia

Agcom ha approvato la delibera che introduce in Italia il bitstream, ovvero - per dirla come l'ANSA - il servizio di accesso che consente agli operatori alternativi a Telecom Italia di fornire alla clientela finale servizi a larga banda, con prestazioni piu' elevate.

In sostanza, una nuova modalità di vendita della banda larga all'iungrosso, che dovrebbe favorire la nascita di offerte competitive da parte dei gestori alternativi (e, sostiene qualcuno, affossare definitivamente l'ULL dati per via dell'indipendenza tecnica da Telecom che il bitstrean access dà ai gestori alternativi).

Il Garante Tlc stabilisce le caratteristiche dell'offerta bitstream, l'utilizzo delle diverse tecnologie disponibili, la qualita' dei servizi, le modalita' per la definizione delle relative tariffe da parte di Telecom Italia. L'ex monopolista dovrà pubblicare l'offerta entro 15 giorni, poi il Garante dovrà approvarla.

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martedì, maggio 15, 2007

Litigano Antitrust e Garante tlc

L'Antitrust entra a gamba tesa su Wind, "colpevole" di aver rimodulato una tariffa avvisando solamente via SMS i propri clienti. Al di là dei cavilli (se il contratto prevede la comunicazione con metodi alternativi alla raccomandata, la comunicazione via SMS è sufficiente: è probabile che il contratto Wind non lo prevedesse), quello che dovrebbe preoccupare è il battibecco tra Agcom e Agcm.

In un comunicato stampa, l'Antitrust scrive "L’Autorità ha deciso di inviare le segnalazioni dei consumatori all’Agcom per gli interventi di sua competenza e ha dato incarico al presidente Antonio Catricalà di scrivere al ministro dello Sviluppo Economico Pierluigi Bersani, per informarlo delle questioni sollevate dai consumatori.".

Come dire: visto che il Garante non interviene, ci abbiamo pensato noi. E il Garante tlc risponde piccato: L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, in riferimento alle questioni sollevate dalla lettera dell’Autorità Antitrust in tema di tariffe di telefonia, su materie di competenza di questa Autorità, ricorda che sulle medesime tematiche ha già avviato un’intensa attività di vigilanza e di controllo informandone, in data 24 aprile, il Ministro dello Sviluppo Economico. In particolare, l’Autorità è l’unica amministrazione che in concreto ha dato immediata attuazione, con provvedimenti, ispezioni ed attività sanzionatoria, al Decreto Bersani. Ovvero: non è come dice l'Antitrust, siamo stati gli unici a fare qualcosa.

Come scrive Dario, "sembra di assistere al confronto tra due candidati politici al ballottaggio. Ma di certo utenti e consumatori preferirebbero vedere questa solerzia tradotta in regole e provvedimenti, e non in comunicati stampa di difesa."

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mercoledì, maggio 09, 2007

WiMax atto primo

Primo passettino verso il WiMax italico:

Il consiglio dell'Autorita' per le Comunicazioni ha approvato il disciplinare di gara per l'assegnazione delle licenze per la nuova tecnologia per la larga banda wireless, wi-max. Il documento, che ha visto relatori Giancarlo Innocenzi e Michele Lauria, ha subito alcune modifiche che saranno ora recepite in testo definitivo. Successivamente il disciplinare sara' trasmesso al ministero delle Comunicazioni a cui spetta, per legge, l'esecuzione della gara per l'aggiudicazione delle licenze (ANSA).

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lunedì, maggio 07, 2007

La rete? Neutrale per chi non ce l'ha...

Della vicenda Telecom, come fa giustamente notare Alfonso Fuggetta sull'ultimo numero del Corriere delle Comunicazioni, si sono analizzati soprattutto gli aspetti economico-finanziari, tralasciando spesso uno dei temi industriali più importanti: quello della net neutrality. Si discute insomma se sia giusto o meno fissare delle priorità (o mettere dei blocchi) per il traffico che passa su una rete. Oggi i dati sono bit, non c’è più differenza tra voce, immagini, musica: tutto è un 1 o uno 0. I sostenitori della rete neutrale dicono che non ci debba essere priorità sui dati, ma quello che accade all’estero in questi giorni sembra andare nella direzione opposta.

Vodafone UK ha messo sul mercato l’atteso Nokia N95, bloccando però il WiFi: chi compra lo smartphone potrà connettersi al Web solo usando una connessione mobile di Vodafone, non hot-spot WiFi qualsiasi (sulle motivazioni che dà Vodafone, magari bloggo a parte....).

Sempre nel Regno Unito, Orange si appresta a lanciare una flat dati su linea fissa, bloccando però l'Instant Messaging e il VoIP. Lo scorso anno, ci furono polemiche perché alcuni provider nazionali filtravano il traffico peer-to-peer degli utenti ADSL. Insomma, non tutti i bit nascono uguali agli occhi delle telco. Per chi la rete non ce l’ha, la neutralità è un diritto. Per chi la rete l’ha costruita sborsando fior di miliardi, la non neutralità è una possibilità lecita e auspicabile.

Neutralità si o no? Quando il cliente compra un prodotto è giusto che vengano bloccati alcuni servizi? Quando sottoscrive un contratto per una flat dati, è giusto che il provider o l’operatore dica quali dati possono passare e quali no? Un tema non di poco conto, proprio nel momento in cui si parla di Next Generation Network (NGN).

Un “giocattolino” da qualche decina di miliardi di euro (12-14 miliardi, ipotizzando 20 milioni di utenze), perché creare una nuova rete nazionale in fibra ottica richiede molti investimenti. Investimenti ancora maggiori per avere una rete FTTH (fibra ottica fino a casa degli utenti, non fibra fino alla cantina e poi il vecchio doppino di rame dalla cantina all’appartamento). L’accesso VDSL è sub-ottimale rispetto al modello FTTH, ma è quello su cui spesso ragiona la classe politica.

Telecom Italia non sembra essere intenzionata a fare da sola investimenti per l’NGN, se non dietro la certezza che l’investimento sia remunerato. Investimento che probabilmente nessuna società singola può permettersi di effettuare, per questo già si parla di one network, una rete gestita da una società indipendente (magari una public company) che poi rivenda all’ingrosso il traffico.

Proprio per individuare una possibile soluzione, il Garante ha avviato una consultazione pubblica: pur se non citata esplicitamente, la neutralità della rete sarà sicuramente uno dei terreni di scontro più aspri tra chi la rete ce l’ha (e vuol essere libero di fissare le condizioni economiche e d’uso che ritiene vantaggiose) e tra chi non la possiede (ma la vorrebbe usare alle “sue” condizioni).

Alfonso, commentando la decisione di Orange Uk, scrive "Come dire, l’auto te la vendiamo, ma senza bagagliaio, fari e ABS. E non li puoi comprare da nessuno altro". Stefano spesso scrive, a favore della net neutrality, che "bisogna cambiare prospettiva" e che "gli operatori di telefonia sono degli spostatori di bit".

Allora proviamo per un momento a cambiarla. Io investo soldi per costruire una rete. Soldi miei, non soldi pubblici. Sono insomma un libero imprenditore che investe denaro in una infrastruttura. Nell'esempio dell'auto, sono una società che decide di costruire un'auto senza bagagliaio, perchè ritiene che abbia mercato. Chi vuole un'auto con bagagliaio, si rivolgerà ad un concorrente (e se tutti costruiscono auto senza bagagliaio? Evidentemente non c'è sufficinete domanda di auto con bagagliaio, e nel momento in cui ci sarà spunterà fuori una società pronta ad investire per produrre un'auto con bagagliaio...).

Tralasciando la questione di "convenienza economica" (dove potrebbe convenirmi aprire totalmente la rete), mi sfugge il perchè io come imprenditore non possa decidere a che condizioni "spostare i bit", dove per condizioni si intende ovviamente il prezzo, le modalità di accesso alla mia rete, le tipologie di servizi offerti e così via. Ribadisco: non ne faccio una questione economica ("Guarda che se non apri la rete vai fuori mercato e fallisci"), ma una questione di discrezionalità ("Puoi decidere come far usare la tua rete").

Insomma, la net neutrality sulla carta può anche essere una bella cosa di cui parlare, ma inevitabilmente chi investe i propri soldi in una propria infrastruttura deve avere la possibilità di usarla e farla usare come e quando e a che prezzo crede, nel rispetto delle normative.

Se ragioniamo dal mero punto di vista politico, ovvero in termini di benessere sociale, probabilmente la neutralità trionfa. Ma se si vuole ragionare in questi termini, allora è lo Stato che persegue il benessere sociale (l'imprenditore può perseguire anche il benessere sociale, ma in primis l'interesse è il profitto economico derivante dall'investimento) e quindi è lo Stato che investe. Come uscire dall'impasse?

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venerdì, maggio 04, 2007

Consultiamoci prima di separare

Il Garante per le Comunicazioni ha dato il via alla consultazione pubblica per sapere cosa ne pensano i soggetti interessati della separazione della rete Telecom. Funzionale o societaria? Modello inglese o nuovo modello all'italiana?

Chi è interessato e ha qualcosa da dire, parli!
(a proposito, lunedì 7 maggio se ne parlerà su Rai Utile)

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mercoledì, marzo 21, 2007

Vodafone attiva la segreteria telefonica a tutti

Ieri ho passato un po' di tempo a riflettere sull'attivazione non richiesta dei due nuovi servizi a pagamento Vodafone. In sintesi: a coloro che non hanno attivato la segreteria, Vodafone ha appioppato un servizio chiamato SMS Vocale al costo di 29 cent a messaggio. Chi chiama - al momento pare funzioni solo tra clienti Voda - un cellulare Vodafone spento o non raggiungibile, può lasciare un messaggio vocale.

Ieri sera ho chiamato il 190 per vedere quali ventose avrebbero usato per arrampicarsi sul vetro e giustificare l'attivazione dei nuovi servizi non richiesti.

- Buonsera, ho visto che mi avete attivato due nuovi servizi, ma non ho chiesto nulla
- Sì, sono stati attivati a tutti i clienti
- Ma è una segreteria telefonica? Perchè io quella non l'ho mai voluta e usata
- No, non è la segreteria, è SMS Vocale
- E come funziona?
- Quando la chiamano e lei non risponde, possono lasciare un messaggio vocale e lei viene avvisato con un SMS
- Ma scusi, non è lo stesso funzionamento della segreteria?
- Sì
- E allora?
- Beh, chi non usa la segreteria può usare questo, in effetti sono due servizi quasi identici, sostanzialmente anzi sono uguali
- Ho provato a disattivarli su Web ma non funziona. Lo può fare lei?
- No
- E quindi?
- Torni su web e riprovi
- Ma non lo può fare lei?
- No
- E non c'è altro modo? Sa, io non ho ichiesto alcun servizio...
- Beh, se vuole può chiamare il 42070.
Clic.

Insomma, Vodafone ha attivato a chi non usa la segreteria telefonica... una segreteria telefonica! Cambiando nome e aumentando i costi (29 cent, non male no?).

Se l'avesse fatto Tim avremmo letto di "trucchi da ex monopolista", se l'avesse fatto 3 avremmo letto paginate delle furberie dei cinesi per arrivare all'utile, con Wind il massacro sarebbe stato forse più leggero ma qualcosa contro la compagnia arancione avremmo letto... e con Vodafone? Vediamo se Agcom (a cui invito a segnalare l'attivazione di servizi non richiesti) imporrà di disattivare a tutti il servizio, lasciando la possiblità di attivarlo solo a chi lo richiede.

Che poi mi pare una cosa normale: se voglio un servizio, lo attivo. Se non ho la segreteria telefonia sul cellulare, un motivo c'è. E non basta cambiare nome chiamandola SMS Vocale per farmi cambiare idea.

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martedì, marzo 20, 2007

Vodafone, ecco come recuperare i costi di ricarica


Mi è arrivata questa mail...

Ecco come Vodafone "recupera" i costi di ricarica. Dal 6 marzo 2007 Vodafone ha introdotto due nuove "funzionalità": ricezione SMS vocale e notifica ricezione vocale (una sorta di segreteria telefonica al costo di 29 cent a chiamata). Il problema è che è stata attivata automaticamente a tutti coloro che non usano la segreteria telefonica (99% degli utenti). Quando chiamate un amico, sarete dirottati al nuovo servizio.

In sintesi chi chiama a cellulare spento (tra utenti Vodafone) rischia di pagare 29 centesimi. Servizi a pagamento, non richiesti, attivati senza dire nulla.
Interessante, no? Se ne parla anche qui.

Ad ogni modo, la mail spiega anche come disattivare le novità Vodafone:

- essere registrati al sito http://webmaildomini.aruba.it/cgi-bin/webmail.cgi?cmd=url&xdata=~2-e5433afe7ab7d72d4210db2aeb8b8975f68ea8c1daded7c4d4c9dddad900&url=http!3A!2F!2Fwww.vodafone.it oppure http://www.190.it
- effettuare l'accesso al proprio account (inserendo le proprie credenziali e cliccando su "entra")
- Cliccare su "190 fai da te", poi sul menu di sinistra la voce "Servizi e Promozioni"
- Cercare nell'elenco dei servizi le voci "Ricezione SMS vocale"e "Notifica Ricezione Vocale" (solitamente è nella seconda pagina, per raggiungerla cliccate sulla freccia " " o sul numero"2" in fondo alla pagina)
- Cliccare sul pulsante "Disattiva" nel rettangolo di ciascun servizio da disabilitare e attendere la pagina di conferma.
- Cliccare sulla voce minuscola in basso con scritto "Clicca qui per confermarel'operazione"
- Eseguire lo stesso procedimento per entrambi i servizi

Io ho provato a disattivarlo adesso (ovviamente mai richiesta l'attivazione) da 190.it, ma...
"Il servizio di disattivazione non è attualmente disponibile".

Il minimo che possa fare è segnalare il tutto al Garante: qui le istruzioni.

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