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Uscito
il 30 maggio 2003, preceduto dal cd singolgo Shpalman (9 maggio 2003)
[per parte dei testi i testi, tnx Cops; scansioni
tnx Matteo]
Guardando solo la metà superiore delle
due facce dell'ultima pagina del boolet,
si vede un uomo gigante che sorride o che è triste...
Capelli, capelli sono andati via
e non torneranno mai,
in piazza li rimpiazzo
con un prodigio della tecnica
frutto di ricerche e sperimentazioni
che ci aiutano nel look.
Fossi figo guiderei una grande jeep
fino in disco, attesissimo in zona V.I.P.
il mio nome sarebbe sempre incluso nella lista
non dico proprio il primo della lista
ma neanche l'ultimo degli stronzi.
Cubista, cubista
come balli tu
io non ho ballato mai
ti guardo, tu mi guardi
e si scatena nel mio corpo
quella strana sensazione
che noi giovani chiamiamo
[parola in giapponese..che significa "cazzo all'insù"]
[Cori] Forse non sono figo, forse no,
ma sono bello dentro,
Voi stranamente mi vivete come un solitario
ma a me piace stare con la gente.
Io, per piacervi,
mi epilerei per tutto il santo giorno
come le balle di un attore porno.
[ulteriori interpreti: Gianni Morandi
Cori: Paola Folli, Lola Feghaly, Elio, Cesareo]
[Parlato] Ma guardi, per me non c'è una
ra...se ci, se ci...se c'era la pena di morte, da darla a quelli che
vanno in giro a fare fare..lasciamo..cioè...per non usare le
robe volgari..a fare i bisognini per terra...che uno esce che ha lavorato
tutto il giorno....che è in giro a far ballare i piedi...e si
trova lì e si trova il regalino del signor tal dei tali del lante
della rovere del...del savoia che gà il cagnulin e io ciacchete
che entro negli escrementi..scusate perchè le cose van dette....negli
escrementi!
Scarpe, di merda, da donna, che costano milioni all'uomo.
[Nicola Savino Parlato] E pensare che tutto questo lo hanno deciso
i ricchioni.
C'è un cartello di ricchioni
che ha deciso che
l'anno scorso andava il rosso
e quest'anno il blè.
Pantaloni a coste
che costavano al mercato euro 23
oggi li trovi alla boutique
comprati dalle donne ricche.
L'han deciso i ricchioni e io devo accettarlo.
La follia della donna
quel bisogno di scarpe
che non vuole sentire ragioni
cosa sono i milioni
quando in cambio ti danno le scarpe.
Non hai mai pensato a un tatuaggetto
la tua amica sfoggia un tatuaggetto
corri, corri a farti un tatuaggetto
d'improvviso hai bisogno di un tatuaggetto, un tatuaggetto, un tatuaggetto.
D'un tratto non ti piace più,
che fai? Lo togli, non puoi.
Ne fai un altro più grosso.
La follia della donna,
il disagio mentale
di iniettarsi l'inchiostro con gli aghi
sciabattando poi vaghi
per le vie della moda
Ma per cazzeggiar felici
festeggiando con gli amici,
non basta solo un ritornello
che per quanto bello
è un po' fine a se stesso.
Ma a me è capitato un qualche cosa che ha del
pazzesco.
- Dai la canto normale -
Guardo sulla bancarella di quel rigattier
al mercato di Bonn,
sai ci trovi questo e quello da quel rigattier
del mercato di Bonn.
E intravedo uno spartito,
obsoleto e manoscrito,
e incomincio a solfeggiare.
E in quell'istante ho capito di avere trovato
l'anello mancante di questa catena
di note incantate nei miei compleanni,
vi giuro ho trovato per caso la strofa di
"Tanti auguri a te".
Era un inedito di Beethoven
che fa così:
Spegni bene le candele
soffia, soffia, soffia sopra le candele!
Non cercare di scappare
vieni a festeggiar con noi,
100 di codesti giorni non dimenticarlo mai.
No, no, no, no, non dimenticarlo mai,
no, no, no, no, 100 di codesti giorni.
Non dimenticarlo mai,
100 di codesti dì.
Vieni qui, dove vai?
È la tua festa.
Tanti auguri a te,
tanti auguri a te,
tanti auguri felici,
tanti auguri a te.
Alles gute zum geburstag.
Happy birthday.
Quante sono le candele?
Una, 10, 100, 1000 le candele.
Le spegnerai - non posso
Le spegnerai - non sento
Il genetliaco.
Guarda qui, guarda là,
è la tua festa.
Tanti auguri a te,
tanti auguri a te,
tanti auguri felici,
tanti auguri a te.
Alles gute zum geburstag.
Alles gute zum geburstag.
Tanti auguri Beethoven,
e la torta a me.
[parlato dopo spezzone di Al mercato di Bonn]
Ciao, sono Maurizio Crozza.
Ogni anno in Toscana ne sparisce circa un pochettino.
Scusate mi fa... ahahahahahaha... scusascusascusascusa
Quest'anno la Toscana è 52 metri sotto il livello normale della
sua Toscanità.
Perchè i sassi sono stati portati via in tutta fretta, così,
come se nulla fosse.
Non portare via il sasso dalla Toscana, altrimenti la Toscana non la
riconosceremo più.
È una campagna per la Toscana in Italia.
Mais le jeunes filles ne dansent pas
avec un homme de quarante ans,
elles dansent seulement
avec garçons de vingt ans.
Je voudrais des fiches pour moi.
Pas de boirnarde!
"Bonsoir, voilà,
nous sommes les fiches de bois,
monsieur regarde notre boirnarde!
Viens chez nous, vous êtes un vieux garçon
mais vous avez beaucoup d'argent,
la voiture et la maison"
Voilà, le garçon ancien c'est moi.
Barman, je bois caipiroska.
Okay, je suis comme Johnny Halliday,
mesdames acceptent ma superbaguette.
Voilà, le garçcon ancien c'est moi,
mesdames acceptent ma baguette.
"Allez coucher dans le privé.
Allons, couchons dans la maison.
Allez coucher dans le privé.
Allons, couchons dans la maison"
Vive la boirnarde qui plaît à le garçons,
qui plaît à les lesbiches,
qui plaît à tout le monde.
Vive la boirnarde qui plaît à les garçons,
qui plaît a les lesbiches,
qui léchent la fiche à tout le monde.
C-c-c-c-c-c ciuies °to sam izreka
Zna° °ta ii u curac
Voda cruh voda cruh
Zna° °ta se vas beca Sior Gallio
Vas beca sbeca sbeca sbeca,
ciuies to sam izreka.
Zna ta ciuiestam Zna ta ciuiestam Zna ta
ciuiestam
Ciuies to sam izreka
Voda cruh.
Juba! Lesbishka!
Irina! Lesbishka!
Svetlana! Lesbishka!
Galina! Lesbishka!
Tetajuba! Lesbishka!
Olga! Lesbishka!
Natasha! Lesbishka!
Borgogna! Lesbishka!
[Percussionista: Giovanni Imparato.
Sassofono: Daniele Comoglio.
Tromba: Andrea Tofanelli.
Cori: Paola Folli, Lola Feghaly, Paola Cortellesi.
Delay Lama: www.audionerdz.com
Responsabile serbo-croato: Prof. Dott. Wragno.]
(Mangoni, al contrario:)
"Ma che cazzo di Telecom Italia! Ma porca troia, ma è giusto
il numero! Figa impestata troia puttana figa incarnata... fanculo va'!"
"You have reached Free Gods Incorporated.
If you want to talk to God, press ONE.
For Buddha, press TWO.
For Vishnu, press THREE.
And for Ron Hubbard, press FOUR.
Sorry, the Gods are busy at the moment.
Please, leave a detailed message, or call back later!
Thank you!"
Io sono pagano, e adoro gli dei pagani.
Ma vivo nel presente.
E sogno di tornare nell'antichità
per rivalutare la paganità.
Minerva, dammi dei Minerva -AHAHAHAHA-
Giove -Sì?- giovami -AHAHAHAHA-
Saturno, sai quando verrà il mio turno?
Vieni a prendermi stasera con la tua biga blu.
Vieni a prendermi, partiamo e non torniamo più.
Marte, ti faccio un gioco. Ripeti:
"Mazzo di carte, carte di mazzo
mazzo di carte, carte di mazzo,
mazzo di carte, carte di mazzo,
mazzo di carte, carte di mazzo,
mazzo di carte, carte di mazzo..."
"Mazzo di carte, carte di mazzo,
mazzo di carte, carte di ma...
cazzo di marte...
merda!
Ho detto cazzo di marte!!!"
Apollo, tuo figlio lo stimo molto,
per quel suo modo di fare le palle,
guarda, tutti i pesci
son venuti a galla per vedere questa novità:
pollo fatto a palle da un Apelle dell'antichità.
Ho provato col buddismo,
ma purtroppo dal buddismo c'era fila
(è di moda).-AHAHAHAHA-
Ho provato Scientology di Ron Hubbard
ma non mi garba
e je canto questa melodia latina.
"Pagani de Roma, tutto, tutto, tutto,
tullo, tullo, tullo, Ostilio!"
"Marco Aurelio se n'è andato
e non ritorna più..."
Dee -sì? cosa c'è? cosa vuole? puah-
Datemi delle idee -ooooh-
Dei, mayday.
Idoli, datemi degli stimoli
perché non ne ho più.
Ecco quegli stimoli che tu ci chiedevi,
tu che lamentavi un buco nel culto
ricevi in omaggio un rarissimo bootleg
di Cesare che ti insegna a costruire un ponte:
RATIONEM PONTIS HANC INSTITVIT. TIGNA BINA
SESQVIPEDALIA. PAVLVM AB IMO PRAEACVTA
DIMENSA AD ALTITVDINEM FLVMINIS INTERVALLO
PEDVM DVORUM INTER SE IVNGEBAT.
Grazie, Giulio, di questa dritta per il ponte.
-Della dritta per il ponte-
Mi precipito a costruirne uno qui di fronte
-Costruirne uno qui di fronte-
per unire sponde prima d'oggi irraggiungibili
come sullo stretto di Messina,
approfitto del condono di Pompeo
-del condono di Pompeo-
poi lo appalto all'amico Caio Voluseno
-all'amico Caio Voluseno-
per realizzare un sogno tipo quello di Fonopoli.
-sogno tipo quello di Fonopoli-
Io sono Pagani.
-AHAHAHAHA-
"Non preoccuparti"
"Scandisci un po' di più lavorare"
"Non finisci mai di lavorare? ... ma che cazzo ne sanno? AHAHAHA!
Sei già..."
"Vai!"
"AHAHAHAHAHAHA!"
"Boss!"
"Ha!"
"Bastano?"
"Non preoccuparti!"
"Ah no..."
"Non preoccuparti!"
[Deus ex machina: Maurizio Crozza.
Giulio Cesare: Enrico Ruggeri.
Cori: Paola Folli, Lola Feghaly, Cesareo, Carambola
Pagani: Mauro Pagani]
I valori "milione" e "miliardo" sono espressi in lire.
Qui il mio incubo, ben lungi dal confondersi, si appiana,
perché torno al vero sogno dove incontro una puttana.
- Oh Buongiorno! - mi rincuora quel simpatico donnone;
mentre prende il sopravvento io le grido: "Giovamento!"
poi propongo delle rate. Lei si arrabbia e chiama: "- Abate! -"
- Chi mi chiama? - esclama quello con incedere cruento;
"La puttana!", io commento roteando il polpastrello.
Ma l'abate più cruento che non mai, con voce dura
mi presenta detto fatto il signor Bonaventura
che, col solito suo fare e il vestito da coglione,
mi regala per fortuna un assegno da un milione.
Abate cruento esaminatore,
personaggio discutibile di un brutto sogno.
Quanti grattacapi che non merito ora.
Quanti milioni di miliardi di problemi in un sogno.
Ecco il riassunto di questa vicenda:
noci di cocco, banane e tabacco.
Poi un giro di assegni, e uno me lo dà a me.
Mi risveglio e sono donna, quindi penso: "Son
contenta.
Non più sogni, non più esami, non più abate, né
cruento".
Si fa luce nella stanza, mi è scomparsa la paura
e al mio fianco come sempre c'è il signor Bonaventura.
Quanto l'amo, è mio marito. Lui, che interpreta il mio sguardo
per distrarmi mi blandisce con l'assegno da un miliardo".
Sono donna, e donna è amore.
Mi addormento rinfrancata mentre inculo mio marito.
Che portento di nottata. Che marito sodomito.
Abate cruento esaminatore,
personaggio discutibile di un brutto sogno.
Quanti grattacapi che non merito ora.
Quanti milioni di miliardi di problemi in un sogno.
Abate cruento esaminatore,
personaggio discutibile di un brutto sogno.
[parlato] "Questa dedicata da Shiru a Vishna Sira con tanto amore,
e soprattutto tantissima nostalgia di nostra téra."
[parlato] "Guardi, personalmente io contro i... gli uomisessuali non ho niente di personale contro, cioè, per me sono uguali a tutti gli altri e basta che insomma non vanno in giro a dar fastidio non so io, che ma... che comunque il mondo è sempre girato in un altro modo eh... c'è anche da dirlo eh... cioè che g'ho capì la tolleranza, mi g'ha la tuleransa, ma anch... un bel momento anche a me vedere il giro tutti gli invertiti non è che mi fa piacere!"
[parlato] "Ecco, io volevo... scusate, volevo fare un intervento anch'io, io sono uno studente dell'università artistica di Cosenza, volevo dire che lo stereotipo che diciamo che tutti i media continuano a dare di noi ragazzi meridionali e quindi soprattutto di provincia di Cosenza è assolutamente falso, perché noi abbiamo ad esempio un bellissimo cineforum, che abbiamo fatto qui, sul cinema calabrese, e tutta un'altra serie di iniziative, che non è che perché vengono dal Sud sono una realtà particolare, ma sono volute proprio perché noi giovani, e ci sono molti anche hair stylist, alcuni che fanno i design, e abbiamo appunto una forte realtà qui in meridione. Io invece volevo fare il parrucchiere. Volevo un negozio di tagliato ai capelli
Svuotato pattumiela,
cambiato copliletto,
lavato pavimenti
del gatto pulito gli esclementi,
finita calta igienica, complale anticalcale vim e cif.
Pilipino lock.
Pilipino loll.
Una popolazione di pelfetti pulitoli di case.
Pelò pelò.
La settimana plossima signole io non ci salò.
Ma viene mio palente.
Pulisce celtamente.
Così non cambia niente.
E quando lui finito si scatena col lock.
- Rock! Rock Rock!
Vai, Chritopher John- ! Heyyyy!
Adesso basta, pinito!
Pilipino lock.
Pilipino loll.
Non siamo un gluppo etnico di sguatteli
al selvizio del bianco.
Pelciò, pelciò.
Scattale tlabocchetto pilipino
e contattale avvocato.
Che dopo fale causa,
e chiedele alletlati
di tutti contlibuti.
È ola di finilla
con il lavolo nelo
così lavolo meno
e guadagno di più.
E poi con tutti gli eulo
mi plendelò un aeleo,
litolno in Pilipine
e non mi vedi più.
Pilipino va, tolna in Pilipine,
ti manchelà quell'oldine speciale
in cui mettevo le cose.
Cosa lestelà di questi anni 80?
Cosa lestelà?
Soltanto una camicia già stilata dentlo un
folno a micloonde.
E un Pilipino lock.
Iiiii Pinito?
[parlato] "Vogli fare il parrucchiere! Mamma, non m'interess',
a me la cultura non m'interess'! Io voglio un bel negozio di parrucchiere!
Lo so, mamm' AHAHAHA mamm', ti prego, non piangere che fai piangere
pur'ammé, mamma! Io ti voglio bene, però voglio andare
fuori, cioé questa realtà mi sta stretta, io dentro di
me sento che sono un parrucchiere!"
El toro loco
ci piace poco
l'oro e la seta
nella stanzeta (volutamente con una "t")
un po' scarseggiano.
Sarà capitato anche ai
Beatles, Beatles, Beatles
di avere un casino in famiglia
la nippone (o nippona) che il gruppo scompiglia
è quella famigerata
Ono, Ono, Ono
di te il complesso ha paura
Ono, Ono, Ono
meritavi una doccia scura.
Doppio manager, doppio camerino,
doppio catering, doppio ufficio stampa,
doppio ingresso molto luminoso
libero subito per stabile signorina.
Dissidi (o diside) in loco
servono a poco
l'oro e la seta
nella stanzeta (volutamente con una "t")
non ci son più.
E non c'è bomba boomeranga,
non c'è l'Elettromacumba,
dai maremma buhaiola 'un fate i grulli (scritto come si pronuncia)
dai Piero fai la pace con Renzulli
dai Ghigo fai la pace con Pelù.
Litfiba tornate insieme
vi ricordate di quell'epoca che fu.
Litfiba non vi conviene
una carriera da Renzulli e da Pelù.
Litfiba tornate insieme
(chitarra)
Litfiba non vi conviene
(chitarra).
La scena del musicale
si è impoverita fin dal vostro scisma
rivogliamo i nostri
(chitarra),
rivogliamo i vostri UAA,
speriamo di sentirne sempre più.
La scena del musicale si è impoverita e all'incontrario va-a-a-a-a .
Piange, piange,piange
quell'uomo chiamato cavallo
mentre è appeso coi ganci nel petto
come quello di un famoso film.
[Cori: Cesareo, Faso, Rocco Tanica.
Meewh: Ghigo Renzulli.
Euh: Piero Pelù.
Fine dicitore: il Cabo.]
"Ciao ragazzi, sono Cavallo, il Cabo... eh... qua, sta storia qua
di... che avete fatto lì con Piero e Ghigo, cioè va be',
ok, pensare anche però insomma, non è molto corretto da
parte vostra..."
AHAHAHAHAHAHA!
M: "E qualcosa sull'amore non me lo dici?"
G: "Eh?"
M: "Qualcosa di lui personale non me la dici?"
G: "Vediamo un pochettino..."
M: "M"
G: "Sentiamo un po'"
M: "Ma'... ma'... piglia 'a penn', scrivi CICCIPUT, PUT... PUT,
PUT!"
(mosche)
"E comunque a me Toro Loco mi garba di molto!
Va bene? O via!"
Io sono Pagani.
-AHAHAHAHA-
Al mercato di Bonn
Canzone non pubblicata perchè i titolari
dei diritti SIAE di Tanti auguri a te hanno negato l'autorizzazione.
Ospite del brano: Paola Cortellesi
Ma a me è capitato un qualche cosa che ha del
pazzesco.
(Cortellesi Parlato: "Dai la canto normale". Inizia Elio)
Guardo sulla bancarella di quel rigattier
al mercato di Bonn
sai ci trovi questo e quello da quel rigattier
del mercato di Bonn.
E intravedo uno spartito,
obsoleto e manoscrito (volutamente con una "t" sola)
e incomincio a solfeggiare.
E in quell'istante ho capito di avere trovato l'anello mancante di questa
catena di note incantate nei miei compleanni, vi giuro ho trovato per
caso la strofa di "Tanti auguri a te".
Era un inedito di Beethoven
che fa così:
spegni bene le candele
soffia, soffia, soffia sopra le candele
non cercare di scappare
vieni a festeggiar con noi
100 di codesti giorni non dimenticarlo mai.
No, no, no, no, non dimenticarlo mai,
no, no, no, no, 100 di codesti dì.
Vieni qui, dove vai è la tua festa.
Tanti auguri a te,
tanti auguri a te,
tanti auguri felici,
tanti auguri a te.
Alles gute zum geburstag .
Happy birthday.
Quante sono le candele
una, 10, 100, 1000 le candele.
Le spegnerai, non posso!
Le spegnerai, non sento!
Il
.(?)
Guarda qui, guarda là è la tua festa.
Tanti auguri a te,
tanti auguri a te,
tanti auguri felici,
tanti auguri a te.
Alles gute zum geburstag .
Alles gute zum geburstag .
Tanti auguri Beethoven
e la torta a me.
Spigolature
Andrea Pellegrini/ Roby Cagliari/ Biggo/ Byondo/ Fabio/ Zio Arturone/
Gabriele/ Cicalona/ ALE/ Bri/ Nervo/ Paolo/ Tuvix/ RLF / Zyrio / Paul
Ulisse segnalano:
Cicciput: quando Gennario d'Auria parla, in sottofondo c'è
Crockett's theme di Jan Hammer dalla colonna sonora di Miami Vice
Budy Giampy: citazione di Fotoromanza ("Questo amore è
una camera a gas") di Gianna Nannini. La canzone citata da Ruggeri
nel finale è "Non toccate caino", cantata in coppia
con la compagna Andrea Mirò all'ultimo festival di Sanremo (2003).
Gimmi I: i cori sono spiccatamente Earth Wind and Fire,
falsetti e armonie diverse per ogni voce. Citata anche Guglielma da
Patà d'animo di Claudio Bisio."Dimmi quando tu verrai"
cita Quando quando quando di Tony Renis. Il frammento cantato da Ruggeri
è una citazione del suo brano Superbia, da "L'uomo che vola";
in sottofondo, il tema musicale di una pubblicità sulla pena
di morte trasmessa da MTV nel 2002
Fossi figo : a 3:34 minuti dall'inizio, l'assolo di chitarra
"all the young dudes" nella versione di Bowie. La canzone
e praticamente tutta fatta sul giro di Perdo lultimo
dente e cerco di riavvitarlo senza I medley dei vari pezzi.
Cani e padroni di cani: Adidas
delle Trombe di falloppio; Eri piccola così di Fred Buscaglione;
Ruggeri cita se stesso: Non mi gettare/ Che poi mi riutilizzerai = stessa
musica di un verso di "Polvere" (Non mi cercare / Che non
mi riconoscerai)
Shpalman: "la maschera di ferro" è un personaggio
letterario di Alexandre Dumas (ne fu tratto un film con Leonardo di
Caprio). Inoltre (ma questa si sa perché è scritta nei
credits) il tema di Shpalman è tratto da "Achille et Polixene"
di Pascal Collasse (la musica che fa di sottofondo a Bisio nell'intermezzo
tra Gimmi I e Fossi Figo è proprio il tema originale di Achille
et Polixene)
La follia della donna: l'intro coi rumori è
CAMPIONATO dal brano WELCOME TO THE MACHINE (album "Wish you were
here, 1975). L'intonazione (alla Renato Zero) della frase "scarpeee
di merdaaaa da donnaaa che costanoo
milioni all'uomo..." fa sempre riferimento a welcome to the machine
e si sente la chitarra 12 corde suonata con la pennata al contrario
e il synth di sottofondo...come nel brano originale. Quando dice "i
ricchioni" con l'eco...anche li' è uguale ai pink floyd,
stesso brano (d'altronde l'imitazione di Renato Zero dice che Roger
copia i dischi di Zero). Quando invece sta al citofono con "roger"
si sente un'arpeggio di chitarra...quello è preso dal brano Shine
on your crazy diamond, sempre dal solito album. Citata anche resta con
me (canto religioso).
"Non hai mai pensato a un tatuaggetto la tua amica sfoggia un tatuaggetto
corri corri a farti...": la musica ricorda È SABATO di Giorgio
Gaber.
"i ricchioni" col delay, col fading che diventa quasi telefonico,
è uguale a Pink Floyd - HEY YOU, sempre dall'album THE WALL (1979).
infatti è al termine del brano (roger dice: together we stand,
divided we fall,we fall,we fall, we fall) ed è proprio alla fine
del brano con un lungo libitum. Da 1'52" (Non hai mai pensato a
un tatuaggetto...) la parte di chitarra acustica (e relativo giro di
accordi) è ripresa pari pari da "Something in the way she
moves", un pezzo di James Taylor del 1968.
La chanson: è forte il riferimento (nelle
strofe) alla musica francese della meta' degli anni sessanta, soprattutto
la musica da colonna sonora ai film francesi. il ritornello in poi è
una disco dance orientata piu' sul '70. Il modo strascicato e quasi
senza voce in cui è cantata la 1° strofa ricorda molto lo
sketch di Cochi e Renato "Ho Mangià
el pes". Potrebbe essere una citazione.
Pagano: Laura Pausini si autocita con La solitudine ("Marco
se n'è andato e non ritorna più..."); Torpedo blu
di Giorgio Gaber; Tulipan del Trio Lescano; Hey Joe di Hendrix;
"Rationem pontis...": Cesare, "De Bello Gallico",
libro IV par. XVII: Cesare, nel suo "De Bello Gallico" racconta
la costruzione del ponte sul fiume Reno...un'opera colossale (gli storici
infatti non riescono ancora a spiegare bene come possa essere stata
realizzata dai Romani con le loro limitate capacità tecniche...)
Dal De Bello Gallico, Libro IV:
Rationem pontis hanc instituit. Tigna bina sesquipedalia.
paulum ab imo
praeacuta dimensa ad altitudinem fluminis intervallo pedum duorum inter
se
iungebat.
"Ecco come progettò la struttura dei ponte.
A distanza di due piedi univa, a
due per volta, travi lievemente appuntite in basso, del diametro di
un piede
e mezzo di altezza commisurata alla profondità del fiume."
Per questo il nostro Elio vuole una dritta da Cesare per costruire il
ponte
sullo Stretto di Messina...
"Grazie, Giulio, di questa dritta per il ponte.
-Della dritta per il ponte-
Mi precipito a costruirne uno qui di fronte
-Costruirne uno qui di fronte-
per unire sponde prima d'oggi irraggiungibili
come sullo stretto di Messina..."
Al fondo della traccia un enigmatico dialogo tra Rocco e Feiez che i
più attenti ricorderanno dalla traccia 5 di Fave strapazzate,
il cd promo regalato agli iscritti Fave Club; quando Elio canta "ma
purtroppo dal buddismo c'era fila / è di moda", proprio
sotto "è di moda" c'è il giro di piano di Double
- The captain of the heart. Secondo qualcuno, la fine può essere
una citazione di Hey Joe, ma anche di Hush dei Deep Purple, o del Timewarp
del Rocky horror
picture show.
Altra spigolatura: nella intro ikewillissiana, il cantante utilizza
la dizione thing-fish (momink invece di moment, cfr.
http://globalia.net/donlope/fz/lyrics/Thing-Fish.html)
Tullo Tullo Tullo... Ostilio: si tratta di Tullo Ostilio,
secondo la tradizione 3º re di Roma, che avrebbe regnato dal 673
al 640 a.C
"l'amico Gaio Voluseno", il prefetto di cavalleria Gaio Voluseno
Quadrato, incaricato da Cesare della ricognizione navale delle coste
della Britannia.
Il violino finale ricorda l'aria di Anima mia dei Cugini di campagna
("Andava a pieni nudi per la strada....")
Pilipino rock: Cosa resterà di questi anni '80 di Raf;
l'inizio è tratto da Jailhouse rock di Elvis Presley; I cori
("e poi con tutti gli eulo... ecc."): "Please please
me" dei Beatles; elio prima dell'assolo di chitarra dice "vai
christopher john!" ....e sapete chi era costui? naturalmente uno
dei chitarristi (al secolo johnny christopher) che accompagnavano il
buon elvis, precisamente in un paio di album intorno alla metà
dei '70. John era già stato citato da Tremoto in Sri Lanka (Basta
finito richiama il Sì sì finito filippino)
Abate cruento: "il signor Bonaventura": protagonista
negli anni 50/60 di un fumetto del Corriere dei Piccoli ; "noci
di cocco, banane e tabacco" da OBA-BA-LU-BA
di Daniela Goggi; 00:40 - 00:44 riff di chitarra tratto da "I'm
on fire"
dei Van Halen (Van Halen 1977) ; L'attacco di chitarra (tra "milioni
di miliardi di problemi in un sogno" e "noci di cocco...")
assomiglia tanto a una presa per il culo di quello quasi identico in
mezzo a "Siamo soli" di Vasco Rossi.
Litfiba tornate insieme: Azzurro di Adriano Celentano/Conte;
nella parte finale, "...Mentre appeso coi ganci nel petto Come
quello del famoso film" si riferisce ad "Un uomo chiamato
cavallo"(1970 con Richard Harris, A man called horse); quando si
dice "Sarà caèpitato anche ai Beatles, Beatles, Beatles..."
è citata "Sarà capitato anche a t e di avere una
musica in testa... ZUM, ZUM, ZUM..."di Sylvie Vartan nel 68. In
Italia divento' sigla di Canzonissima 1969, cantata dalla Vartan e rifatta
in seguito da Mina. La citazione in Litfiba e' in realta' una meta-citazione:
gli elii si rifannoo non all'originale, ma piuttosto alla parodia porcellona
cantata dai ragazzini dei '70 ("Sara' capitato anche a voi di avere
un casino in famiglia: il padre che inc*la la figlia, il nonno finocchio
che inc*la il ranocchio la nonna puttana che inc*la la rana (sic) zum
zum zum zum zum, zum zum zum zum."). Subito dopo la citazione da
"Zum Zum Zum", c'è la vecchia sigla TV di Zorro: "Ono
Ono Ono, di te il complesso ha paura", da "Zorro, Zorro, Zorro,
di te chi è cattivo ha paura. Nella parte in cui fa "e il
toro loco ci piace poco...." entrambe le volte, col piano il buon
Rocko fa la melodia della sigla del Muppets Show. Inoltre il finale
dei fiati prima di "piange piange piange..." ricorda l'inizio
di suddetta sigla.
Al mercato di Bonn: il verso misterioso è "Festeggerai
- non sento / il genetiliaco"
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