Nel traffico per l'ostensione della Sindone, il pullman eliesco arranca a fatica , ma alle 15.30 riesce finalmente ad arrivare al concessionario Piaggio , dove una folla di curiosi aspetta l'arrivo dei nostri beniamini da ormai mezzora e forse più . I 6 musici e l'Architetto per antonomasia , Mangoni, scendono dal pullman, quando arriva la prima sorpresa dal vulcanico Rocko Tanica : dopo Zio Navi, Piombi, Eccesiv Fotograf, la poliedrica fava torinese Ivan Piombino viene trasformata come per incanto in PAUL POSISCION e , per onorare il nuovo soprannome , presidia la porta di accesso del concessionario . Dopo i primi minuti in cui gli Elii sono intervistati in diretta da una radio locale, le molte fave presenti si fanno sotto per autografi e foto varie . Tra una patatina e un bicchiere di Coca Cola senza aspirina , gli Elii chiacchierano amabilmente con tutti, regalando ai presenti oltre un'ora del loro tempo : si parla di tutto , anche se sul nuovo disco nessuno si vuole sbottonare . Molto bello quando gli Elii leggono l'articolo che li presenta , partendo dalle origini e arrivando al concerto . Elio, parlando del nuovo disco, dice che io so sempre prima di loro quando escono i loro dischi..Rocko dice che è molto meglio così,perchè se leggono sulla pagina che il disco non esce fanno che non lavorare e non incidere nulla , tanto poi il disco non esce ! Un'altra gaga molto carina è Feiez che insegna a Rocko "a fare gli occhi storti" :si deve guardare la punta del naso, poi alzare gli occhi fino a guardare davanti a sè. Rocko è talmente divertito che nelle successive foto fa facce strane, e tutte con occhi storitissimi ! In una di queste foto Rocko fa il Neffa, con una posa veramnete esilarante... Poco prima delle 17 , Feiez e Mangoni fuggono in taxi per dirigersi al vicino Spaccio Kappa (nuovo sponsor degli Elii , "pagava più della Replay" dice un musicista che però preferisce rimanere anonimo ) e saccheggiare allegramente il negozio . Il tempo vola e gli Elii lasciano il concessionario per il Teatro Colosseo , dove li aspetta il soundcheck per il concerto serale . Il teatro è stracolmo , la mezzora di musichina che precede il concerto scatena una bordata di fischi, ma alle 21.15 l'ovazione dei 1400 spettatori accoglie gli Elii e il concerto può iniziare . La scaletta è più o meno la solita per tutte le date ("la scaletta è sempre la stessa al 70 %, mentre solo qualche minuto prima viene decisa quella definitiva" , mi aveva spiegato Rocko nel pomeriggio) , le gag invece no : dall'omosessualità del pubblico a Renato Zero , da Rocko che imita Pino Daniele (finendo ogni frase con "Nun ce scassare u cazz") ai finti battibecchi con gli spettatori , dagli acuti con cui finire ogni canzone ("Così come fanno i tenori famosi ,anche io canto di merda ma finisco la canzone con un acuto così mi becco l'applauso " dice Elio) alle canzoni incominciate a caso da uno dei comonenti del gruppo (Meyer sta pulendo i piatti della batteria quando Elio improvvisamente gli dice di iniziare a cantare) , il concerto è una piacevole alternanza tra musica e teatro . Elio sale sul palco con la ormai mitica parrucca nera , accompagnata da un'insolita felpa "Fonopoli" che scatena l'imprevedibile sondaggio per alzata di mano . "Chi di voi sa cos'è Fonopoli ?" , chiede tra il sero ed il faceto Elio . Naturalmente le opzioni sono esilaranti : "Non sa non dice" prevale, seguito a ruota da "Un incrocio tra un disco e monopoli ". Presenti sul palco le sagome di vari cantanti : Cesareo dà da bere a Brian Adams , che però "sbocca" lavando il palco . E' presente anche Piero Pelù, "attaccato" al primo chitarrista italiano (Ghigo ; naturalmente inseguito da Cesareo, secondo ) : le sagome hanno la bocca ritagliata , e spesso Elio (Pelù) e Mangoni (Ghigo) si mettono dietro le sagome per cantare ; Cesareo invece infila le dita in bocca ai due (simulando la lingua) e li fa baciare appassionatamente. Il concerto è molto bello , alterna canzoni note e famose a canzoni "inedite" , ma il pubblico di Torino segue Elio in tutti i passaggi : peccato per l'acustica , ottima nelle prime file del teatro ma mediocre in galleria, dove la voce di Elio è spesso superata dagli strumenti musicali . Degno di nota il super Mangoni, ormai implacabile nelle vesti di Vitello, Supergiovane , Tapparella e El pube ( durante la quale Cesareo diventa il primo percussionista italiano , secondo Ghigo) : durante Sg indossa addirittura un paio di scarpe con le molle ( "Me le hanno regalate a Padova", mi spiega dopo il concerto) . Da incorniciare "Alfieri", in cui Elio Faso Rocko Civas si siedono al centro del palco , eseguendo la mitca canzoni accompagnati da Rocko alla pianola (una Buontempi modello scuola media...) ; al termine della canzone , entrano in scena Feiez e Meyer (usciti prima dell'inizo di Alfieri) e regalano al pubblico una indimenticabile jam session di percussioni . Allo stesso modo, poco più tardi Faso esegue 5 minuti "in solitaria" , facendo impazzire anche le donne sorde . Insomma, più di due ore di musica e di gag ( Elio racconta la vera storia di Addolorato con un monologo da dieci minuti ) che accontentano sicuramente tutto il pubblico . Tutto bene dunque ? Purtroppo non tutto... nota negativa dell serata è il backstage (per molte fave è la prima volta e l'emozione è papabile) : in una stanzetta 4 metri per 4 , complice anche l'inesistente sorveglianza della security , vengono stipate, oltre alle 20 fave torinesi almeno altrettanti fans imbucatisi a sbafo , scatenando la ressa intorno agli Elii : ognuno di loro è attorniato da almeno 10 persone e anche un semplice autografo diventa una avventura . Come se non bastasse , una ulteriore "mazzata" per le fave arriva dal personale del teatro, che dopo soli 15 minuti (avete letto bene, 15 minuti !) di backstage caccia fuori tutti per la buona notte : Rocko (un mio personale plauso perchè mi è sembrato l'unico a cui interessasse un backstage decente) si incazza molto con la responsabile del teatro, ma purtroppo non serve a nulla .
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