Pescara

Bella città pescara, a tal punto che 3 fave come alessandro, duccio e
panino, preferiscono passare il pomeriggio davanti all’uscita di sicurezza
di una
discoteca, ridosso al palco, dove, a causa della pioggia, non si sa
neanche se gli elii avrebbero suonato; o peggio ancora, le 3 fave
preferiscono trastullarsi semisdraiati su una pedanaccia da ballo,
passando il tempo a guardare videoclips mediocri su di uno schermo,
mentre alessandro diceva "che palle sta pioggia", panino diceva "sono
punti di vista" e duccio non diceva niente, piuttosto ci guardava con
indignata compassione.
dunque, la giornata comincia bene! ne è palese testimonianza l’umore
scassato di cristiano maiero, largamente in anticipo sul posto, sempre
comunque molto disponibile e molto preoccupato per il tempo ostile. "se
il concerto lo ricuperiamo domani, siete nella cacca?", ci dice. non
ricordo le nostre risposte, abbastanza soffocate dallo scazzo per il
temporale. poi si ritira nei camerini e ci dice "ci vediamo più tardi".
riassumiamo: noi stavamo a pescara ed erano le 18 passate. christian,
anche stava là. il palco era
montato e coperto dalla pioggia. gli altri elii stavano arrivando. ma
con quel tempo, il concerto non si sarebbe mai fatto.
così, con un occhio all’orizzonte nuvoloso, un altro al videoclip di
jovanotti, decidiamo di migliorare il dispendio di tempo, introducendo
degli interessanti discorsi sulla pornografia, ed in particolare su
shirley manson. potrebbe sembrare futile riportare questo particolare.
eppure, dopo qualche minuto, il profilo della serata si delinea
precipitosamente: appare un videoclip di shirley manson, io rimango
entusiasta; terminato il videoclip il mio entusiasmo persiste nello
scorgere fra la gentaglia che struscia nella sala, la figura della
silvia bolbo, che ci viene incontro, sorridente e anche molto carina.
così, la salutiamo, ci alziamo e ci dirigiamo, guidati da una follia
noncurante del clima avverso, verso le transenne bagnate dello spiazzo
adibito alla performance degli elii; la bolbo allestisce, al riparo di
un ombrellone,  il banchetto del merchandising aiutata dalla prestanza
fisica del duccio pasqua, io li saluto da lontano e li prendo anche un
po’ per il culo, solo che piove più forte ed io non sto al riparo di
nessun ombrellone. una ventina di persone sotto la pioggia.
finché non aprono ufficialmente i cancelli ed arrivano i mitici
fratelli brescia ed il mitologico emanuele "carro" rossi. mi saluta da
lontano, mi raggiunge, smette di piovere, la massa si moltiplica a
vista d’occhio, i tecnici scoprono la strumentazione dai teli, è quasi
mezzanotte, ecco che parte "il rock and roll".
la gente poga un po’, anche in brani come "farmacista", "servi",
"cassonetto"; forse la maggioranza è annoiata dall’esecuzione dei brani
di craccracriccrecr; in effetti sentivamo voci dalle file retrostanti,
che auspicavano in una scaletta più di classici che di ultimi lavori.
elio stesso opera un rapido sondaggio ad alzata di mano su quanta gente
avesse l’ultimo disco: i riusultati non erano confortanti, siamo
nell’ordine di una ventina. eppure, la musica va avanti, raggiunge alti
livelli, ci riserva una piccola sorpresa scintillante come "el pube",
in versione estesa nel finale dai virtuosismi del flauto di elio: in
cambio però di "beatles, rolling stones e bob dylan" e di "sogno o son
desktop". questo l’unica variazione di scaletta. a me, sinceramente va
bene così. mi va bene anche quando a faso si impicciano gli effetti sul
basso, producendo un fischio davvero strampalato che causa l’ilarità
dal palco a noi. a tal punto che elio cerca di riprodurlo in prima
persona, con la bocca, nel corso di "john holmes" mischiandolo ai
testi, con successo ancor più esilarante. si suona alla grande, la voce
di elio si sente meglio del solito. la chitarra di cesareo però un po’
bassa. il concerto finisce degnamente, sempre con tapparella.
ma per le fave si va avanti nel backstage, nonostante le ennesime
incomprensioni con la security, nonostante l’ingombranza fastidiosa di
alcuni imbucati e di molti giornalisti. ma, grazie soprattutto a rocco
tanica, riusciamo ad entrare nei camerini e ci offre da bere a tutti.
elio, rocco, cesareo, christian mayer partono quasi subito; si
intrattengono però mangoni, antonello (jantoman) e faso. soprattutto con
questi
ultimi due passiamo dei piacevoli minuti di conversazione. antonello ci
dice che a parte canzoni come "supergiovane", "il rock and roll" e
qualcos’altro, il suo ruolo di addetto ai campionamenti è molto più
esiguo di quanto si creda. è una persona forse un po’ timida, ma
disponibilissima. incredibilmente disponibile anche faso, che si fa
quasi in 4 a ricordare, sotto nostra richiesta, le versioni originarie
dei testi di "cartoni animati giapponesi" e "discomusic". ci dice anche
del triste destino del "ragazzo della via gluteo", una canzone davvero
bella, ma con un testo ancora non convincente. almeno non al punto di
pubblicarla. poi anche lui se ne va con gli ultimi rimasti: c’è una
partita di baseball che lo aspetta, tanto per cambiare. ma io sono
contento lo stesso: anche perché a me, a duccio e ad alessandro ha
finalmente chiarito un atroce dubbio: gli eunuchi sono senza cazzo o
senza coglioni? ma non vi dirò la risposta, non voglio darvi la
possibilità di dire "ma che non lo sapevi?". anche se non lo sapevo,
voi non avete visto la faccia seriamente convinta con cui faso ci ha
risposto. avessi avuto a portata di mano una macchinetta fotografica...

comunque, ciao silvia bolbo, ciao foffo e consorte, ciao ragazza di
mangoni, ciao altre fave, qui tocca smontare, si ritorna a casa: un po’
mi dispiace, ma subito, mi sovvengono dei pensieri a rincuorarmi: uno
di questi è shirley manson. l’altro è che, grazie alla nostra
facciadaculaggine ed alla tenacia di silviabolbo, non abbiamo pagato
neanche questo biglietto, di 25 sacchi, fra l’altro...

 
 


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