Eccoci qui a parlare
di uno dei più bei concerti dei mitici Elii! Il pomeriggio prometteva
brutto tempo, ma per fortuna ha tenuto abbastanza, tranne una mezz'oretta di
acqua (che però era gratis, per cui non si butta mai via niente).
Arriviamo in loco (io ed altre due fave) alle ore 18 circa, e troviamo altre
fave arrivate
ancora prima (dalle 14!). Prenotiamo i posti in prima fila e aspettiamo il
suondcheck, che arriva verso le 19; i nostri suonano alcuni pezzi (tra cui "Discomusic")
e
ci avvisano che inizieranno a suonare verso le 22... Beh, pausa cibo. Alle
21 circa iniziano a suonare altri due gruppi, prima uno da Firenze che si chiama...
Boh?
Non mi ricordo... E poi gli Over The Cover (quelli si che me li ricordo) che
suonano cover dei Deep Purple e Led Zeppelin, e molto bene devo dire.
Comunque verso le 22,30 iniziano gli Elii, e quello era solo l'inizio di un
concerto che si
è protratto oltre l' una di notte. Visto e considerato che si erano pagate solo
10 carte questo bastava.
Ma invece gli Elii ci stupiscono con un concerto incredibile, che alterna pezzi
vecchi
("Carro", "Cassonetto differenziato per il frutto del peccato",
"Servi della gleba",
un riarrangiamento a 4/5 voci di "Essere donna oggi", "John Holmes",
"Born to be Abramo"
ed altre) e nuovi ("Evviva/La visione", "La bella canzone di
una volta",
"Nudo e senza cacchio", "Rock & Roll", "Farmacista",
ecc. ecc.) suonati con una maestria
ed una presenza scenica incredibile. Bravissimo Cesareo, incredibile il
"batterista stravecchio" Meyer, insostituibile Faso, che stupisce
sempre di più per bravura
e simpatia.
Il pubblico era molto valido e conosceva a memoria quasi tutti i testi, per
cui cori e
ovazioni a manetta per tutte le due e passa ore. Mangoni in perfetta forma,
si
presenta nelle vesti del Dottor Stramangone per parlarci di come il nostro liquido
seminale
possa rendere più elastica la malta usata per costruire le nostre case e
renderle più solide ai terremoti, per poi passare ad un Supergiovane in tuta
nero/verde
fluorescente e con le scarpe "lunari" ( quelle con le molle sotto
per fare i salti
incredibili, per capirci... Pietà, devo ancora recuperare tutte le mie facoltà
mentali :) ).
Tutti in formissima, insomma, la Silvia sempre cordialissima ed ultra-disponibile,
il
backstage molto bello (anche se come al solito risente del solito discorso dei
"parentami vari", ma questo è succede sempre), e ... che dire? Un
grazie alle fave venete
che mi hanno portato su (grazie Mara, grazie Sara) e a quelle che mi hanno
portato giù (grazie Alessandro, grazie Andrea), ed un saluto a quelli che ho
conosciuto là
e che mi/ci hanno fatto compagnia... Per tutti i tifosi interisti: nel backstage
vagava un Aldo Serena sempre più canuto, ma sempre disposto a rilasciare autografi.
Alla prossima!
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